pubblicato il31 marzo 2016 alle 16:04

Dai Fratacchioni a Corato, dove dopo mangiato si “chiede l’assoluzione” dai peccati di gola

Corato (Bat)“I Fratacchioni” non è il nome di un film di De Sica o interpretato da Alberto Sordi, e non lo è samente perchè quei maestri del cinema non hanno pensato ad una trama a tema. Ci hanno pensato, invece, un gruppo di amici di Corato, realizzandoci non un film, ma un ristorante. Come hanno fatto? Proveremo a descrivere ma certamente, andarci di persona, da meglio l’idea. Visto dal di fuori, se l’ingresso al ristorante non fosse a livello della strada, sembrerebbe il rosone di una cattedrale; quindi si entra in “religioso” silenzio. Ma il vino nell’acquasantiera è il primo indizio che in quell’ambiente vige la regola della rispettosa burloneria.

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Il “fratacchione” che ti accoglie indossando un casto saio e che ti invita ad accomodarti nel “refettorio” è un bel colpo di scena, ma è il refettorio stesso a suscitare curiosità.

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Un misto di sacro e garbato profano. Nessuno sfarzo, nessuna televisione o monitor, luce sofusa e candele ai tavoli, con sedie spartane ma comode. Nessun menù, si mangia “quel che passa il covento” e se vi aspettate hamburger o novelle cuisine, avete decisamente sbagliato posto. Le pietanze sono cucinate nella retrostante cucina da una fantomatica suor Paola che nessuno peró avrebbe mai visto. Ingredienti e ricette sono del posto.

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Una cucina antica e semplice, servita su taglieri o in ciotole, e si mangia allietati non da canti gregiriani, ma da canzoni in dialetti del sud. Ai muri foto di uomini e donne in abiti talari; si pensa a Santi o quantomeno beati ma, guardando meglio, si riconoscono i volti di Totò, della Loren e di Gassmann che impersonavano religiosi in qualche loro indimenticabile pellicola. Per tutta la cena si guarda con sospetto un inginocchiatoio posto in bella mostra di fronte alla cassa. “A che servirà?”, ci si chiede più volte. Lo si scopre al momento del conto, in ginocchio, davanti al fratacchione bisognerà espiare i propri peccati, almeno quelli di gola. Con 12 euro a persona l’assoluzione è garantita.

Er. Amedei

 

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