Giorno: 14 aprile 2016

14 aprile 2016 0

Patenti in vendita, nel 2015 il principale indagato dichiarava: “Ben 11mila patenti rilasciate a Cassino”

Di admin
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Cassino – Non si spegne il clamore seguito all’operazione Pay to Drive con cui la polizia ha arrestato 20 persone tra dipendenti della motorizzazione, titolari di autoscuole e loro impiegati, e indagato tutti coloro che pagando mazzette con soldi o sesso hanno superato i test per ottenere la patente di guida. Mentre sfilano davanti al Gip di Frosinone gli indagati per l’interrogatorio di Garanzia, si cerca contemporaneamente di ricostruire il patrimonio accumulato dai protagonisti della vicenda giudiziaria, che sembra essere ben superiore a quello già sequestrato e che consiste in auto di lusso, come la Ferrari California e Mercedes. In questa ricerca spunta su Youtube, un video promozionale realizzato a marzo dello scorso anno, da D’Aguanno Broadcast per l’emittente televisiva ExtraTv. In quel periodo le indagini erano in corso e durante una manifestazione in un centro commerciale della zona, quello che sembra essere il principale indagato Donato Ferraro, titolare di diverse autoscuole della zona, intervistato affermava mostrando la splendida Ferrari poi sequestrata, che dal 1998, fino, quindi, allo scorso anno, con le sue autoscuole aveva patentato circa 11mila persone. Tra questi 11mila, secondo gli investigatori, ci sono anche coloro che hanno pagato ottenendo il titolo di guida senza averne i requisiti accertati. Le indagini, sono tutt’ora in corso per stabilire quanti, di quegli 11mila più gli altri patentati dell’anno successivo a quella dichiarazione, l’abbiano conseguita senza averne diritto. Ermanno Amedei articolo precedente 1 Articolo precedente 2 articolo precedente 3 – il video che avevamo linkato è stato rimosso –  

14 aprile 2016 0

Consales: “Differenziata e tassa sui rifiuti, Mosillo fa copia e incolla dell’amministrazione Petrarcone”

Di redazionecassino1

“Leggendo quanto affermato oggi da Francesco Mosillo sulla tassa dei rifiuti e la raccolta differenziata, si evincono chiaramente due cose. La prima è che negli ultimi 5 anni non ha vissuto a Cassino o forse, pur vivendoci, è stato distratto da altro. La seconda è che almeno si è letto il nuovo bando per la raccolta differenziata. Una fatica, quest’ultima, che poteva tranquillamente risparmiarsi. Bastava che continuasse a venire, così come fatto in occasione dei primi appuntamenti, alle iniziative (un tassello dopo l’altro) attraverso le quali stiamo illustrando l’operato dell’amministrazione Petrarcone in questi 5 anni. Se fosse venuto anche all’iniziativa sull’ambiente si sarebbe reso conto che tutto quello di cui parla oggi è già stato fatto o è previsto dal nuovo bando ormai entrato a regime. Mi riferisco all’inserimento graduale della tariffa puntuale a peso; al sistema di pesatura all’interno dell’isola ecologica con conseguente premio per i cittadini più virtuosi; all’aumento delle aree di spazzamento con estensione ai quartieri di recente costruzione; all’incremento della raccolta della frazione organica in alcuni quartieri periferici più popolosi (Caira, via sferracavalli nuovi nuclei residenziali, le residenze, Sant’Angelo); alla salvaguardia per le 65 unità operative presenti nell’appalto di Cassino; alla nuova campagna di comunicazione per spiegare il nuovo sistema di tariffa puntuale. A questo si aggiunge la possibilità per il Comune di Cassino di vendere i prodotti differenziati e quindi beneficiare degli introiti dovuti a tale vendita attraverso il contributo Conai. L’obiettivo dell’Amministrazione Petrarcone è proprio quello di ridurre ancora di più nel tempo i costi del conferimento dei rifiuti in discarica e parallelamente aumentare il peso delle frazioni differenziate. In sintesi con la nuova gestione i cittadini che faranno al meglio la raccolta differenziata verranno premiati, risparmiando sul costo della tariffa. Se fosse venuto all’iniziativa sull’ambiente avrebbe anche scoperto che per la prima volta Cassino, per la raccolta differenziata, si è aggiudicata progetti per una somma superiore ai 500.000 euro. 196.000 euro per il progetto Cassino Riusa che prevede, tra l’altro, la creazione del centro riuso, dove tutti i cittadini potranno conferire i beni durevoli da poter recuperare e distribuire per le persone più bisognose. 312.000 euro del progetto Cassino Zero Rifiuti che prevede proprio, tra le varie azioni, l’attivazione del centro riuso e di un sistema di incentivazione a tessera per premiare i cittadini più virtuosi. Bastava prolungasse la sua presenza alle iniziative di due venerdì e queste cose le avrebbe sapute, evitando di provare a far passare per proposte innovative provvedimenti già in essere grazie all’amministrazione Petrarcone. Un capitolo a parte lo merita il compostaggio domestico. È proprio su questo argomento, più degli altri, che ci assale il dubbio iniziale. Mosillo ha vissuto a Cassino in questi ultimi 5 anni? Da quello che dice sul compsotaggio sembrerebbe di no. Se fosse vissuto a Cassino saprebbe che grazie al compostaggio, dal 2014, più di 1200 famiglie hanno avuto il primo importante risparmio (il 10%) sulla tassa dei rifiuti. Risparmio che a partire da quest’anno avranno anche quelle famiglie che fanno parte dell’albo comunale dei compostatori. All’albo dei compostatori sono iscritti di diritto tutti coloro che hanno ricevuto in comodato d’uso dal Comune di Cassino la compostiera (circa 1400 quelle assegnate dall’Ente), chi in passato ha acquistato o prodotto privatamente una compostiera e chi pratica il compostaggio con metodi riconosciuti dal nuovo regolamento (cioè la fossa o il cumulo). In questo caso Mosilo non ha avuto neanche l’accortezza di andarsi a leggere gli atti facilmente reperibili sul sito istituzionale del comune di Cassino.” È quanto emerge in una nota a firma dell’assessore all’ambiente Riccardo Consales

14 aprile 2016 0

Rapina alla Energas di Supino, arrestati cinque malviventi

Di admin

Frosinone – Hanno assaltato la sede della Energas di Supino portando via un bottino da 90 mila euro ma, dopo tre mesi i carabinieri li incastrano e li arrestano.

Poco prima delle ore 8 dello scorso 16 gennaio, presso la sede “Energas” ubicata lungo la via Morolense di Supino, si sono introdotti  due malviventi, i quali, armati di pistola e travisati, hanno immobilizzato il custode a piano terra dopodiché uno di loro ha raggiunto l’ufficio cassa  al primo piano, ove dopo aver costretto un’impiegata ad aprire la cassaforte sotto minaccia dell’arma, si sono impossessati di circa 90 mila euro e prima di darsi alla fuga, hanno rinchiuso le quattro persone  presenti nell’antibagno del piano terra. Successivamente i malviventi sono scappati con l’autovettura che inizialmente sembrava essere stata sottratta ad uno dei dipendenti presenti in azienda poi abbandonata in località 4 strade di Patrica.

L’analisi delle modalità esecutive dell’efferata rapina, perpetrata in giorno prefestivo ed in un orario in cui gli uffici erano ancora chiusi al pubblico, unitamente al furto dell’autovettura sottratta ad un dipendente occasionalmente presente, ha indotto i militari intervenuti a sospettare che i rapinatori si fossero indubbiamente avvalsi di altri complici e fiancheggiatori tanto da ingenerare forti dubbi circa il coinvolgimento di un basista interno all’azienda.

Sulla scorta di tali sospetti gli investigatori hanno condotto  accurate indagini con metodo tradizionale al termine delle quali, sono stati  acquisiti importanti e inconfutabili indizi che consentivano l’avvio di articolate attività tecniche, autorizzate dall’A.G., che concordava con la preliminare ipotesi investigativa rappresentata dalla Polizia Giudiziaria. Ulteriori e comprovanti elementi di colpevolezza a carico degli indagati sono stati raccolti anche attraverso le attività tecnico-scientifiche eseguite sui campioni biologici dei reperti in sequestro, sul luogo del reato e sul mezzo utilizzato per la fuga.

A conclusione delle complesse indagini svolte dai Carabinieri del NORM della Compagnia di Frosinone e da personale della Stazione Carabinieri di Supino, coadiuvati dai Carabinieri di Itri (LT) e Fondi (LT), sulla scorta dei numerosi elementi raccolti durante le fasi investigative che hanno interessato i territori di Napoli, Arzano, Casoria, Salerno, Fondi, Itri e Formia,  concordando pienamente con le risultanze investigative il GIP del Tribunale di Frosinone – dott. Valchera, sulla base della richiesta del P.M. dott. Coletta, ieri 13 aprile 2016 emetteva cinque Ordinanze di Custodia Cautelare in carcere nei confronti di arrestati M.C. il 49enne collaboratore Energas che ha fatto da basista, M.E. 35 anni e D.G.S. 23 anni, i due rapinatori, M.V. la donna di 39anni che aveva accompagnato i due malviventi e G.P. di 33anni che aveva avuto una funzione di supporto con una terza auto. Tutti gravitanti nelle zone di Napoli, Formia, Fondi e Itri, tutti responsabili in concorso tra loro di rapina aggravata e sequestro di persona.

Nel corso dell’attività d’indagine è risultato fondamentale lo studio delle immagini delle telecamere a circuito chiuso, non solo dell’azienda, ma anche quelle di molti altri esercizi commerciale e opifici presenti nell’area industriale ove è stata perpetrata la rapina.

Anomalo è apparso da subito il comportamento di M.C. il quale dopo essersi recato in azienda, con la scusa di un caffè alla macchinetta ne controllava la presenza e l’ubicazione, specie dell’impiegata dell’ufficio cassa, poi per fumarsi una sigaretta usciva fuori dove rimaneva alcuni minuti durante i quali usava freneticamente il cellulare. Poi decideva di rientrare lasciando il cancello aperto, dal quale pochi secondi dopo facevano accesso i suoi due complici D.G.S. e M.E., i quali come se se lo aspettassero passavano dal cancello pedonale lasciato socchiuso. Per dissimulare il suo coinvolgimento M.C. si prodigava per aiutare le colleghe, facendosi addirittura colpire in testa. La rapina era stata così ben pianificata che i due esecutori in pochi secondi dall’ingresso raggiungevano l’ufficio cassa e dopo averlo ripulito, come se conoscessero perfettamente la dislocazione dei locali, chiudevano i quattro presenti nel bagno al pian terreno. Altro anomalo comportamento è risultato quello di D.G.S. che ormai in uscita dall’azienda decideva di rientrare per nascondere la radio del custode che avevano dimenticato di togliere dalla scrivania.

Infine dall’analisi delle immagini dell’azienda è apparso strano il fatto che i due rapinatori, lasciati dalla loro autista M.V., in uscita non trovavano nessuno ad attenderli, ma con estrema naturalezza aprivano e accendevano l’auto del basista, con cui scappavano. Lo studio delle video-registrazioni delle numerose aziende in zona ha permesso agli investigatori di ricostruire tutti gli spostamenti dei malviventi: che giungevano in zona già intorno alle 07.00, con tre autovetture la Ford Fiesta del basista, la Peugeot 107 condotta dalla donna, con cui raggiungevano l’azienda, e una Mercedes Classe A, condotta da G.P., come auto d’appoggio durante la rapina e poi utilizzata per allontanarsi dalla zona dopo aver abbandonato la Fiesta; che facendo finta di non conoscersi si incontravano in una bar poco distante dove scambiavano due battute, probabilmente per limare gli ultimi dettagli del piano; che più volte con le auto passavano intorno all’azienda in attesa del segnale del basista.

Nonostante il perfetto piano esecutivo, gli investigatori con una minuziosa attività d’indagine condotta attraverso prolungati e gravosi servizi di osservazione e pedinamento, sviluppata con l’analisi di centinaia di ore di filmati di circuiti di video-sorveglianza e con l’ausilio delle più innovative indagini tecniche, ha permesso di ricostruire ogni dettaglio della vicenda e acclarare inconfutabili elementi probatori nei confronti dei 5 arrestati.

Al termine della fase esecutiva condotta da oltre 20 Carabinieri, gli arrestati sono stati, gli uomini associati alla casa circondariale di Frosinone, mentre la donna è stata ristretta nella sezione femminile di Roma-Rebibbia.

14 aprile 2016 0

Esplode uno pneumatico, tir si ribalata sull’A1 a Mignano

Di admin

Mignano Monte Lungo – Un tir è uscito fuori strada questa notte sull’autostrada A1 nel territorio di Mignano Monte Lungo. Per cause in corso di accertamento l’autista ha perso il controllo del mezzo e il tir è finito bella cunetta dell’autostrada ribaltato, forse a causa dell’esplosione di uno pneumatico.

Al momento sono al lavoro gli operai per travasare il carico ed è in attesa di intervenire la gru della ditta di soccorso stradale Motorway di San Vittore del Lazio.