pubblicato il8 aprile 2016 alle 16:53

Cassino – Il Tar conferma l’ordinanza per la rimozione delle strutture abusive della frutta, verdure e statue

Cassino – “Il Tar di Latina ha respinto la domanda cautelare con cui i ricorrenti chiedevano la sospensione dell’ordinanza, emanata dal Comune di Cassino in data 11 febbraio 2016, per la rimozione dell’occupazione abusiva del suolo pubblico e l’immediato ripristino dello stato dei luoghi nei confronti dei titolari di strutture non autorizzate adibite alla vendita di frutta, verdura e statue.” A renderlo noto è stato il sindaco di Cassino Giuseppe Golini Petrarcone a seguito del pronunciamento da parte della sezione distaccata di Latina del Tribunale Amministrativo Regionale . “Come è noto – ha continuato il sindaco – nei mesi scorsi sono diverse le sanzioni elevate sia per l’occupazione di suolo pubblico che per la presenza di strutture non autorizzate a servizio di alcune attività commerciali.  Un’attività di controllo che ha portato all’individuazione di una serie di strutture abusive, adibite alla vendita di frutta e verdura, alle quali era stato notificato, così come previsto dal vigente pacchetto sicurezza, l’obbligo di produrre documenti probanti la regolarità dei propri esercizi commerciali o, eventualmente, di adeguarsi alle prescrizioni di legge. Ciò non è avvenuto e per questo si è provveduto ad emanare un’ordinanza, notificata ai trasgressori, per la rimozione delle strutture e l’immediato ripristino dello stato dei luoghi. Un provvedimento contro il quale i titolari delle strutture hanno presentato il ricorso sul quale nella giornata ieri si è pronunciato il Tar di Latina che ha dato ragione al Comune di Cassino e condannato i trasgressori al pagamento delle spese in favore dell’Ente. Una notizia che rende giustizia all’azione di contrasto all’abusivismo portata avanti dall’Amministrazione con il fondamentale apporto della Polizia Locale e la collaborazione delle altre Forze dell’Ordine. L’abusivismo, infatti, si manifesta anche con l’occupazione di suolo pubblico non autorizzato, che si traduce in concorrenza sleale nei confronti di tutte le attività che operano nel rispetto delle regole e della legalità. Queste situazioni generano costi per tutti i cassinati, in termini di irregolarità. Continueremo, quindi, la nostra azione di contrasto a questi fenomeni al fine di evitare situazioni analoghe. In ragione di ciò, nel caso ci siano altri esercizi commerciali non in regola, sarebbe opportuno che i titolari provvedano alla rimozione di tutto ciò che non è autorizzato per la loro attività per non subire gli inevitabili verbali e i costi di sgombero conseguenti all’intervento dell’Amministrazione.”

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