pubblicato il19 maggio 2016 alle 16:43

E’ morto Marco Pannella, il “guerriero non violento” dei diritti civili e della libertà

Dagli storici “scioperi della fame” alle battaglie per il divorzio, l’aborto, contro la pena di morte, fino al diritto all’eutanasia

Roma Se n’è andato Marco Pannella, Giacinto il suo vero nome, all’età di 86 anni. Storico leader dei Radicali, da qualche giorno ricoverato in una clinica romana dopo l’aggravamento delle sue condizioni di salute già da qualche tempo divenute serie, tanto da fargli abbandonare tutti gli impegni pubblici, si è spento nelle prime ore del pomeriggio. Nato a Teramo nel 1930, iniziò il suo impegno politico nel Partito Liberale italiano. Negli anni Cinquanta fu tra i fondatori del Partito Radicale, nato dalla scissione della “sinistra” del Partito Liberale di cui divenne segretario nel 1963, scegliendo una linea politica anticlericale e antimilitarista. Marco Pannella ha legato il suo nome e l’impegno politico alle battaglie per il riconoscimento dei diritti civili dei cittadini. Nel ’68 conobbe le prigioni di Sofia per aver manifestato contro l’invasione sovietica della Cecoslovacchia. Una vita in favore di quei diritti civili entrati a far parte, attraverso le sue lotte ‘non violente’, della consuetudine di tutti gli italiani. Due gli strumenti della sua lotta “non violenta” i famosi digiuni e “scioperi della fame” e quella più istituzionale del referendum. Storici quelli sul divorzio, nel 1974, e sull’aborto, nel 1981, ma non solo. Dalla fine degli anni ’70 e fino agli anni ’80, molti altri quesiti referendari sono stati il nocciolo della battaglia politica di Pannella e di tutti gli esponenti radicali. Dai reati di opinione dall’abolizione della pena di morte, a quella dell’ergastolo e del porto d’armi, per la legalizzazione delle droghe leggere, alla smilitarizzazione della Guardia di Finanza, per i diritti dei carcerati, degli omosessuali e l’obiezione di coscienza, fino alla battaglia recente per una legge sull’eutanasia. Non tutti i referendum sono stati vinti, ma resteranno nella storia della Repubblica italiana e nel cuore degli italiani. Nel 1976, a quarantasei anni, entra per la prima volta in Parlamento rimanendovi, per quattro legislature consecutive, fino al 1992 anno di Tangentopoli, che non toccherà il Partito Radicale, ma che spazzerà via la vecchia “partitocrazia”, da lui sempre detestata e combattuta nel corso del suo lungo impegno politico. Oggi con Marco Pannella se n’è andato un guerriero non violento, dalle mille sigarette, il suo impegno di sessant’anni di lotta per la libertà, per la giustizia, contro la fame nel mondo, per i diritti dei cittadini. Parola, mente e corpo le sue armi per un unico faro: la libertà!
F. Pensabene

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