pubblicato il6 maggio 2016 alle 15:53

Polemica Tari a Piedimonte San Germano. Le precisazioni dell’ assessore Spiridigliozzi

Sulla questione Tari monta la polemica a Piedimonte San Germano. L’assessore al bilancio Elena Spiridigliozzi con una nota stampa precisa alcuni aspetti alla luce della diatriba in corso con gli esponenti dei due gruppi di opposizione consiliare. Nello specifico la polemica che si è accesa riguarda la modifica del regolamento che definisce l’applicazione della Tari. A tal proposito riceviamo e pubblichiamo il comunicato della dottoressa Spiridigliozzi: “In riferimento ai diversi articoli apparsi sulla stampa, riportanti la cronaca dell’ultimo consiglio comunale e a firma dei consiglieri di opposizione, la sottoscritta assessore al bilancio, nel ruolo squisitamente tecnico che ricopre, si sente obbligata ad approfondire alcuni punti erroneamente riportati. Nello specifico si tratta della modifica del regolamento che definisce l’applicazione della TARI allineandolo in base ai parametri dettati dalla legge n° 147/2013 vigente nell’intero territorio nazionale e non solo nel comune di Piedimonte San Germano. La giunta comunale con delibera n° 47 del 21 aprile 2016, ha determinato le tariffe in applicazione dei criteri definiti dal D.P.R. n. 158/1999.    A seguito degli accertamenti effettuati dagli Uffici competenti, si è riscontrata un maggiore gettito TARI pari ad €. 30.000,00, che in base alle  vigenti disposizioni normative è stata contemplato nel Piano Finanziario TARI 2016 e spalmato per il 44% sulle utenze domestiche ed il 56% sulle utenze non domestiche. Dalla verifica  dei tabulati generati , si evince il rispetto dell’obiettivo economico  stabilito dalla normativa e cioè la copertura del 100 per cento dei costi relativi al servizio dei rifiuti urbani ed assimilati. La volontà di questa Amministrazione è stata quella di favorire, in particolare, l’intervento modificativo  delle utenze domestiche, inoltre l’attenzione è stata rivolta alla variazione del Regolamento a beneficio dell’utenza, sia domestica che non, apportando significative e determinanti variazioni ad alcuni articoli fondamentali. La riduzione della tariffa è resa più agevole e meno complicata da calcolare per molti operatori, dando la possibilità sia alle utenze commerciali che producono rifiuti speciali assimilabili ai rifiuti urbani, sia a quelle che producono rifiuti, non assimilabili a quelli urbani, superando diverse limitazioni del precedente regolamento. Per quanto riguarda le utenze domestiche si sono recepite le richieste da parte dei cittadini proprietari di immobili non abitati e anche per questi l’amministrazione ha applicato la riduzione della quota variabile. Tanto dovuto nel mio ruolo di delegata al bilancio, ma essendo incompleta la cronaca del consiglio comunale riportata sulla stampa, vorrei entrare in merito al dibattito consiliare, per rispondere direttamente ai consiglieri che usano le pagine dei giornali per fini populistici  evitando un contraddittorio tecnico. Posso farlo a pieno titolo visto che ero consigliere comunale essendo stata eletta con oltre 250 preferenze, dimissionaria per svolgere a pieno il mio ruolo tecnico. Il consigliere Gioacchino Ferdinandi nell’assise comunale ha accusato la mancanza di fornitura degli atti da parte degli uffici preposti, minacciando di avvisare il prefetto; vorrei ricordare allo stesso che dietro “la macchina amministrativa” ci sono impiegati che lavorano e sempre presenti negli uffici, se egli non ha tempo per ritirare gli atti nei tempi e negli orari preposti, non deve certo accusare gli amministratori, si rivolgesse al Prefetto per ottenere un’ordinanza di apertura degli uffici che tenga in considerazione i suoi innumerevoli impegni. Il mio invito alla consigliera Ermelinda Costa, che ha come unico cavallo di battaglia il superpopulistico argomento delle indennità, è quello di leggere le leggi che regolano gli argomenti che lei intende trattare dalle pagine dei giornali; scoprirebbe, per esempio, che questa amministrazione non “tartassa” nessuno, per di più, in questo caso, si renderebbe conto che, come esposto in precedenza, esse non potevano essere utilizzate. La sovraesposizione mediatica forse la distrae e le impedisce di ricordare che gli amministratori sono tenuti ad applicare le norme, così come scritte nelle leggi dello stato e non certo possono piegarle ai suoi voleri. Mi meraviglia che un avvocato come lei, per di più candidata a sindaco, non abbia queste minime accortezze, forse troppo presa dagli impegni politici e professionali. Magari le consiglio di frequentare gli ottimi corsi tenuti dall’ANCI.”.

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