pubblicato il17 maggio 2016 alle 13:21

“Un luogo, una storia”, Montecassino e la Linea Gustav… in una App

100 foto geolocalizzate, 100 schede in 5 lingue, 18 comuni 3 percorsi tematici: guerra, cultura, paesaggio per smartphone e tablet , scaricabile da Google Play Store, € 1,82

Cassino – Sul “Bloody river” (dove gli americani persero in due giorni quasi duemila soldati) o sulla “Collina del Boia” (dove i Gurkha nepalesi rimasero per nove giorni circondati dai tedeschi); sulla “Cavendish road” (dove, sorprendendo i tedeschi, una quarantina di carri armati Alleati salirono in montagna fino al pianoro dell’Albaneta) o a “quota 593” (dove, da quel maggio 1944, “i papaveri di Montecassino sono rossi del sangue polacco” ); sui monti di Esperia (con le orme dei dinosauri di 125-135 milioni di anni fa) dove i marocchini lasciarono una terribile scia di stupri (le “marocchinate” del film “La Ciociara”) o sul Rio Chiaro di Vallerotonda, dove i tedeschi fecero strage di anziani, donne e bambini; sulle sponde del Garigliano, “il fiume delle quattro battaglie”, o sulle spiagge di Anzio-Nettuno, dove lo sbarco si…arenò, e nacque la storia di Angelita

In cinque lingue (italiano, inglese, francese, polacco e tedesco), con foto originali e geolocalizzate, attivando il navigatore dello smartphone o del tablet, l’App “Montecassino e Linea Gustav” porta il turista a sud di Roma, nel basso Lazio, tra i Parchi naturali di Lazio, Abruzzo e Molise, dei monti Aurunci e di Montecassino, e lungo la valle del Liri dominata dall’abbazia fondata da S. Benedetto, “patrono d’Europa”, distrutta il 15 febbraio 1944 e ricostruita “com’era e dov’era”.
Porta, dunque, ai luoghi cruciali della battaglia di Cassino, una delle più lunghe e sanguinose della Seconda guerra mondiale: dal 12 gennaio al 18 maggio 1944 impegnò – in quattro fasi – soldati di oltre venti nazioni, ed ebbe il suo momento più vistoso e controverso proprio nel bombardamento aereo dell’abbazia, un “tragico errore” degli anglo-americani ma con responsabilità anche dei Ogni luogo geolocalizzato sull’App (oltre cento, per ora, quelli mappati sui territori di 18 comuni) ha una storia, recente o antica. E l’App – scaricabile da Google Play Store al costo di € 1,82 – la racconta sul telefonino, con schede brevi e storicamente rigorose.
Il tasto “Vicino a te” indica al turista la distanza, il percorso, i tempi (a piedi o in auto), le foto e le schede descrittive di altri luoghi storico-culturali- paesaggistici che vale la pena di visitare, in un raggio di 15 km in linea d’aria.
Tre Percorsi: Guerra, Cultura, Paesaggio I luoghi sono anche raggruppati per “Comuni” (18, per ora) o su tre itinerari tematici.
Anzitutto, la guerra, testimoniata da rovine, fortificazioni, cippi, musei; ma, soprattutto, dalle oltre 70mila lapidi bianche dei cimiteri militari, allineate su prati verdi (britannici, americani, francesi), o su rocce (polacchi, italiani), o su una collina terrazzata (tedeschi). E tutte hanno ancora una
missione, perché – come ha scritto il premio Nobel Albert Schweitzer – “i cimiteri di guerra sono i più grandi predicatori di pace”.

Ma c’è anche un percorso di cultura. E’ imperniato anzitutto sull’Archivio, la Biblioteca e il Museo dell’abbazia, dove sono esposti molti dei tesori salvati dalla guerra, tra i quali la pergamena con la prima frase preludio alla lingua italiana (“Sao ko kelle terre…”), codici e corali stupendamente miniati dagli amanuensi medievali e i libri più piccoli al mondo. Ma l’itinerario culturale si sviluppa anche sulle aree archeologiche e i musei lungo l’ex via Latina o la via Appia.
E c’è poi il percorso del paesaggio, che porta tra l’altro alle sorgenti del Gari (tra le più copiose d’Europa), o al platano del ’700 (unica pianta sopravvissuta all’inferno dei bombardamenti su Cassino), alle Terme Varroniane (che Marco Antonio, secondo Cicerone, usava per le sue “gozzoviglie”) o alle Terme di Suio, o alla foce del Garigliano, “il fiume delle quattro battaglie”.
Tante, inoltre, le curiosità: la scalinata dell’abbazia dove saltellava il corvo Nico’, che sopravvisse ai bombardamenti; la bomba inesplosa vicino l’urna con le reliquie di S. Benedetto e di sua sorella Santa Scolastica; la guerra a sassate, quando finivano le munizioni; le pietre sulle quali i ragazzi d’epoca romana giocavano a Tris…
L’App offre infine una serie di servizi, indicando i libri più autorevoli, i siti web più utili (ai quali collegarsi direttamente dal cellulare o dal tablet) e i video storici più interessanti su Montecassino e I tasti “Dove dormire” e “Dove mangiare” (con indicazioni automaticamente elencate da Google, in
base alla vicinanza) completano le caratteristiche e l’utilità di questa APP, la prima al mondo su “Montecassino e Linea Gustav”.

Gli autori

Nando Tasciotti, ex inviato speciale de Il Messaggero e autore del libro “Montecassino 1944”.
E’ un’agile guida multimediale, orientata soprattutto ai turisti di tutto il mondo ma anche ai giovani del Cassinate. Lo smartphone renderà più facile apprendere il valore storico mondiale del territorio in cui vivono. Saranno stimolati a saperne di più, e potranno così contribuire a tutelare
questi luoghi storici – rispettandone, a cominciare dall’Albaneta di Montecassino, la sacralità universale – e a valorizzare ancor più non solo la splendida Abbazia ma anche i musei e le altre ricchezze culturali e paesaggistiche di tutto il Basso Lazio.

Cesare Protettì, ex direttore del Master in giornalismo della Lumsa di Roma:
Questa App innovativa – realizzata assieme a Shape srl – si è classificata ai primissimi posti nella graduatoria degli oltre cento progetti che hanno partecipato al bando “App-on” della Regione Lazio. Ed è un format facilmente estensibile, utile per il marketing territoriale anche di altri comuni
ricchi di memoria storica o di risorse culturali o ambientali.

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