Giorno: 23 giugno 2016

23 giugno 2016 0

Tegola sulla Saf di Frosinone, il Tar annulla l’appalto per smaltimento del percolato

Di admin
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Frosinone – Non è un momento tra i più fortunati per la Saf, la società pubblica che gestisce l’impianto rifiuti di Colfelice. Dopo lo stop alle attività di trattamento disposto nelle settimane scorse, un provvedimento adottato all’ombra di una indagine della Dda di Roma, arriva una nuova tegola dalle aule di giustizia. Il Tar di Latina ha annullato l’aggiudicazione dell’appalto di global service per il ritiro, trasporto e smaltimento del percolato prodotto dalle discariche di Pontecorvo, Frosinone, Cassino e dall’impianto di Colfelice e del centro di trasferenza di Atina. I giudici amministrativi hanno accolto il ricorso presentato dalla società Moscariello srl, mandataria del raggruppamento di imprese composto da Maya srl e Tramael srl.

L’appalto era stato aggiudicato nel febbraio scorso alla Berg spa, società con sede a Frosinone. Sostanzialmente una la ragione, sollevata dalle ditte ricorrenti, per cui giudici del Tar di Latina ha ritenuto illegittima la procedura: nel bando, incredibile ma vero trattandosi di un appalto in materia di rifiuti, era stata inserita una clausola che consentiva la partecipazione alla gara d’appalto anche a società non iscritte al registro dell’Albo nazionale dei gestori ambientali (come appunto la Berg spa), sulla base della disponibilità di altro soggetto, (come ha fatto appunto la Berg spa) attraverso il meccanismo del cosiddetto avvalimento.

“È chiara – scrivono i giudici – la ratio della norma di legge, che richiede, per i partecipanti al particolare tipo di gara costituito dal trasporto e smaltimento rifiuti, il possesso diretto del requisito di iscrizione al suddetto albo; norma che non risulta derogata né da disposizioni di legge che disciplinano il global service, né da quelle che riguardano le società titolari di imprese di smaltimento ed in possesso di AIA. Ciò pertanto rende comunque illegittima la clausola del disciplinare che prevede una regola contraria, a prescindere dal fatto che abbia o meno voluto delineare una ipotesi di avvalimento”. Per questa ragione il Tar ha disposto l’annullamento a favore della Berg spa e autorizzato il subentro delle società ricorrenti, ammesso che queste siano in possesso dei requisiti richiesti. E la Saf è stata condannata al pagamento delle spese di giudizio quantificate in 5.000 euro.

Pierfederico Pernarella

23 giugno 2016 0

Le opere di Cinzia Pellin in mostra alla Rocca Janula. Dal 25 giugno al 17 luglio

Di redazione

Appuntamento imperdibile a Cassino presso la Rocca Janula.Evento culturale di spicco con l’inaugurazione della mostra Donne Prime dell’ artista Cinzia Pellin alle ore 18.00 di sabato 25 giugno. Fino al 17 luglio la personale sarà visitabile nei suggestivi locali della Rocca. L’evento è a cura di Roberto Capitanio e vede esposti i meravigliosi lavori della nota ed apprezzatissimo pittrice. Cinzia Pellin è nata a Velletri. Ha frequentato l’accademia di Belle Arti di Roma dove si è diplomata con il massimo dei voti con il professor Venditelli. “A caratterizzare sin dagli esordi l’espressione dell’artista- si legge nella biografia disponibile sul sito Internet della pittrice- è stata la fiducia nella pura manualità del dipingere, finalizzata tanto all’indagine del vero quanto alla sua sottile manipolazione. La sua pittura ha liberato in pochi anni un vero caleidoscopio d’immagini ricche di fascino e seduzione che, come tante schegge, si avvicinano e si allontanano nel gioco senza fine dell’esistenza. Nonostante una manifesta, ed in qualche misura “sfrontata”, adesione al dato di realtà, la pittura di Cinzia Pellin sfugge sensibilmente alle categorie con cui si è soliti definire le espressioni visive contemporanee. La possibilità ad esempio di ricondurla ai linguaggi dell’iperrealismo, con cui presenta superficiali elementi di tangenza, viene vanificata da significative eccezioni rispetto alla resa mimetica del particolare, nonché da quanto l’artista proietta sulla tela del proprio sentire riguardo al soggetto. Inoltre, il suo particolare approccio al ritrarre appare strumentale alla definizione di uno stile, che intende affermarsi come unico ed immediatamente riconoscibile. A siglarlo, è l’accendersi di rossi infuocati sulle bianche superfici dei volti, inquadrati dalla pittrice secondo primi piani di tipo cinematografico e resi incompatibili con qualsiasi possibile ambiente, quando non isolati dallo stesso corpo cui appartengono. Il suo lavoro appare infatti caratterizzato da una intensa concentrazione sull’espressività femminile, che, nella visione dell’artista, ogni cosa sa alludere ed evocare; contestualmente, la rappresentazione straniante dei dettagli di volti famosi, riportati in ampie dimensioni, accenna ad un suo immaginario inoltrarsi nelle immagini delle protagoniste dello spettacolo, fino a smarrirne i contorni. Quelle di Cinzia Pellin sono però dive di cui, grazie alle facoltà introspettive della pittura, viene parzialmente annullata l’irraggiungibilità, per un istante concessa forse alle amiche ed alle donne comuni che hanno in un secondo momento fatto il loro ingresso nella sua personalissima galleria”. Un’occasione, dunque, da non lasciarsi sfuggire quella proposta a Cassino per incontrare la maestria ed il talento di Cinzia Pellin attraverso opere che trasmettono intense emozioni. N.C.

23 giugno 2016 0

Rapina all’ ufficio postale. Arrestato il quarto uomo. Indagini a tutto campo per individuare altri complici

Di redazione

Nel pomeriggio di ieri a Piedimonte San Germano è stato arrestato il quarto uomo, coinvolto nella rapina all’ ufficio postale, dai Carabinieri della Compagnia di Cassino, coadiuvati da personale del Commissariato di Cassino e da militari del Nucleo investigativo di Frosinone.

L’uomo, un 48enne di Catania, è stato ritenuto responsabile della rapina aggravata, in concorso, compiuta nei giorni scorsi ai danni dell’ ufficio postale di Piedimonte San Germano. Le forze dell’ ordine, lo ricordiamo, riuscirono a fermare nei minuti immediatamente successivi la rapina, proprio tre complici con parte del bottino, ovvero 20.000 euro. Un’operazione brillante che ieri ha avuto un nuovo importante riscontro. Le indagini sono proseguite in queste ore al fine di rintracciare l’ultimo componente della banda e per individuare eventuali altri coinvolgimenti. Il personale della Stazione di Piedimonte San Germano, ieri, ha notato un’ autovettura con a bordo due soggetti di origine siciliana che si aggiravano con fare sospetto in quella via Cimabue, località ove uno dei malfattori, il giorno della rapina, aveva fatto perdere le proprie tracce.

Con i successivi accertamenti, espletati dalla Polizia e dai Carabinieri nei confronti dei due, è stato possibile raccogliere elementi inconfutabili, consistenti in testimonianze e verifiche. È emerso il coinvolgimento dell’ uomo quale basista nonché componente del gruppo che tre giorni prima aveva perpetrato la rapina in questione; quest’ultimo veniva, pertanto, sottoposto a fermo di P.G. mentre, l’accompagnatore risultava del tutto estraneo alla vicenda. Il soggetto, espletate le formalità di rito, è stato ristretto presso la Casa Circondariale di Cassino, come disposto dall’A.G.. Sono in atto ulteriori indagini finalizzate a individuare altri componenti del gruppo criminale coinvolti nella rapina.

23 giugno 2016 0

Un ciociaro spinge per il “Brexit”, è il miliardario Rocco Forte con origini di Casalattico

Di admin

Casalattico – Nella disputa tra i sudditi di sua Maestà, la Regina di Inghilterra, chiamati al referendum per decidere se continuare a far parte dei 28 paesi dell’Unione Europea, una voce ciociara spinge per il “Brexit”, l’uscita.

E’ Rocco, quel Rocco Forte, titolare di una lussuosissima catena di alberghi che dall’Inghilterra si estende in tutta Europa. Suo padre è Charles Forte, classe 1908, partito da Casalattico quando ancora si chiamava Carmine, in cerca di fortuna in Inghilterra.

Adesso il suo impero è nelle mani di Rocco che sull’argomento “dentro o fuori” , in una intervista rilasciata al Corriere della Sera, è categorico: Lui voterà Brexit. “In Europa la burocrazia è soffocante – dice nell’intervista –  condiziona i governi, è un ostacolo all’ economia e al libero mercato”. Non è preoccupato per i contraccolpi perché, dice sempre al Corriere della Sera: “La più banale delle considerazione ci suggerisce che alla fine conta solo il business. Dentro o fuori dall’Europa il motore sono gli affari. Chi vende Mercedes o Fiat, chi vende servizi finanziari, chiunque penserà sempre a comperare e vendere, sia che Londra resti in Europa sia che ne esca”.

Il suo convincimento si radica sui numeri. “I costi di un’ azienda in Europa sono molto più alti. Qui la corporation tax scenderà al 18%. I costi sociali sono al 10% mentre in Europa sono al 40 o al 50%. Il continente non è competitivo. Il Regno Unito lo è. Quindi, meglio uscire. Osserviamo i dati con attenzione. Il 48% dell’ import-export di beni è con l’ Europa. Il 52% con il resto del mondo. L’ 80% dell’ import-export di servizi è fuori dall’ Europa. A parte il contraccolpo di breve periodo per qualche settore merceologico particolare, l’ economia britannica marcerebbe benissimo lo stesso. In ogni caso, se Londra esce, ci saranno nuove negoziazioni commerciali e la situazione in una paio d’ anni si normalizzerà”.

Non solo economia ma anche immigrazione e lui da figlio di immigrato dice di parlare con cognizione di causa. “Le frontiere non vanno e non si possono blindare. Sarebbe sbagliato, inutile, controproducente. Però gli ingressi vanno misurati in base all’ offerta di lavoro, alle professioni, alle mansioni richieste, alle abilità del singolo richiedente. La soluzione non è porte aperte a chiunque. La soluzione sono politiche pragmatiche, porte aperte secondo le necessità. Come del resto avviene negli Usa, in Australia, in Svizzera. Ogni Paese ha il diritto di controllare il futuro. Ne va della sua sovranità, che è un principio al quale nessun britannico intende rinunciare”.

Ermanno Amedei

L’intervista completa è sul Corriere della Sera

23 giugno 2016 0

Nomina dell’Energy Manager a Frosinone, il Tar accoglie il ricorso e annulla gli atti

Di admin

Frosinone – Un affidamento viziato da illegittimità quello predisposto dal Comune di Frosinone per l’incarico di energy manager, ossia il responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia.

L’incarico era stato affidato nell’agosto dello scorso anno mediante un avviso pubblico davvero lampo, pubblicato il 22 aprile con termine per la presentazione delle domande fissato il 29 aprile. Espletata la selezione, l’incarico venne assegnato all’ingegnere Nicola Franzese, ma contro l’affidamento si è appellata al Tar la società “Energy Manager srl” che ha puntato contro le illegittimità della procedura. Obiezioni in parte accolte dai giudici del Tar di Latina: “Deve riconoscersi che la procedura si è  effettivamente svolta in un contesto decisamente poco trasparente; sintomatico di tale mancanza di trasparenza è il termine per la presentazione delle domande di partecipazione che appare effettivamente eccessivamente breve”. Nel ricorso viene segnalato anche la singolare circostanza che due soggetti avrebbero presentato le domande ancora prima della pubblicazione dell’avviso: “Questo fatto – scrivono i giudici – potrebbe certo trovare spiegazione nella circostanza che, risalendo la decisione di indire la procedura a un provvedimento di fine marzo, la notizia dell’incarico da conferire fosse già conosciuta; nondimeno le circostanze denunciate dalla ricorrente, unitariamente considerate, dimostrano una assenza di trasparenza”.

Rispetto poi alla commissione che ha vagliato le domande, i giudici sottolineano che dagli atti depositati non risulta chi e quando l’abbia nominata né i titoli dei soggetti che ne fanno parte“.

Lo stesso Comune, prosegue il Tar, “che si è limitato a una memoria di mero stile, non ha fornito alcuna dimostrazione che i componenti della commissione fossero forniti della qualificazione occorrente allo svolgimento del compito”. Ci sono quindi tutti i presupposti, concludono i giudici, per accogliere il ricorso, annullare tutti gli atti ad eccezione della determinazione del 31 marzo 2015 di indizione della procedura.

Pierfederico Pernarella

23 giugno 2016 0

Asilo nido “gonfiato”, il comune di Guarcino deve restituire alla Regione 19mila euro

Di admin

Guarcino – Gestione di un asilo nido convenzionato a Guarcino nel mirino della Procura, la Regione Lazio chiede la restituzione di una parte dei contributi erogati tra il 2012 e il 2014.

Il provvedimento è stato emesso alla luce delle indagini svolte dalla magistratura che hanno accertato alcune anomalie nella gestione della struttura che si trova in via Madonna della Neve. In particolare è emerso che il Comune di Guarcino ha comunicato dati errati sulla frequenza media dei bambini ottenendo più contributi di quelli che doveva.

L’asilo nido ha beneficiato di oltre 65.000 euro di contributi regionali (40.149 euro per l’anno scolastico 2010-2011 e 25.699 euro per il 2012-2013), ma parte di questi sono stati ottenuti in maniera illegittima stando a quanto emerso da un’inchiesta della Procura aperta nel 2014 e conclusa l’anno successivo. La somma contestata è pari a 19.009 euro. Soldi che il Comune di Guarcino deve restituire alla Regione, mentre prosegue il procedimento penale a carico dei responsabili dell’ente che si sono occupati della gestione dell’asilo nido.

Pierfederico Pernarella