pubblicato il15 giugno 2016 alle 14:01

Estetiste e parrucchiere abusive, cinque saloni di bellezza “a nero” scoperti a Venafro

Venafro – Svolgevano il loro lavoro completamente in nero, le tre estetiste e le due parrucchiere che, nell’ultimo mese, sono state scoperte dai militari della Guardia di Finanza di Venafro.

Quasi 375 mila Euro di elementi positivi di reddito non dichiarati al Fisco ed un’Iva evasa pari a 110 mila Euro.

Questo è il bilancio delle verifiche fiscali eseguite dalla Tenenza di Venafro nei confronti delle cinque donne, titolari di saloni di bellezza, perfettamente attrezzate con tutto il necessario per svolgere il loro lavoro, ma risultate evasori totali.

Il fenomeno è stato posto all’attenzione della Guardia di Finanza anche da parte di alcune associazioni di categoria che sollecitavano controlli nei confronti di chi operava abusivamente pur essendo molto attivo su social network.

Da qui è partita un’accurata analisi di rischio delle Fiamme Gialle, sviluppata integrando le informazioni presenti nelle banche dati in uso al Corpo con l’attività d’intelligence sul territorio.

Al termine di questa fase, una volta raccolti sufficienti elementi informativi, sono scattati gli interventi ispettivi con tanto di accessi domiciliari rilasciati dal Procuratore della Repubblica di Isernia, dott. Paolo Albano ed indagini finanziarie autorizzate dal Comandante Regionale Molise, Generale di Brigata Vito Straziota.

A carico delle responsabili dei saloni, oltre alle sanzioni connesse ai profili fiscali, sono state applicate anche sanzioni di natura amministrativa per la mancata iscrizione al registro delle imprese e per l’esercizio dell’attività in assenza delle prescritte autorizzazioni igienico-sanitarie.

Il contrasto al sommerso d’azienda rientra tra gli obiettivi primari della Guardia di Finanza perché consente di arginare la diffusione dell’illegalità e dell’abusivismo nel sistema economico, a tutela delle imprese e dei professionisti che operano nella piena e completa osservanza della legge e le cui prospettive di sviluppo sul mercato sono inevitabilmente compromesse da chi svolge attività in nero.

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