pubblicato il15 giugno 2016 alle 20:58

Impianto Lem di Ferentino e i miasmi, la Regione: “Serve Valutazione impatto ambientale”

FerentinoIl progetto di ampliamento dell’impianto Lem di Ferentino, azienda che si occupa tra le altre cose della trasformazione di sottoprodotti di origine animale, merita un maggiore approfondimento e deve essere sottoposta al procedimento di valutazione d’impatto ambientale.

Lo ha stabilito la Regione Lazio sollevando una serie di criticità. Le stesse sulle quali in questi anni hanno posto l’accento le associazioni del territorio che si battono con processi di industrializzazione incontrollati. L’area innanzitutto interferisce con i beni paesaggistici del Piano territoriale paesistico, in particolare quella ricompresa nella fascia di rispetto del torrente Alabro. Inoltre, sottolineano i tecnici della Regione, “seppur con un livello di rischio classificato come moderato, la ridotta distanza dal Fiume Sacco pone comunque l’area esposta ad un possibile rischio di inondazione”. Nelle vicinanze dell’area industriale ci sono case sparse e a 600 metri si trova un centro abitato. Secondo la Regione inoltre debbono essere riviste e rivalutate le componenti ambientali in relazione alle emissioni in atmosfera, in particolare per la componente odorigena”. Più in generale, concludono i tecnici, “la valutazione condotta permette di concludere che la proposta progettuale presentata, data la tipologia e la sua localizzazione, possa determinare potenziali ricadute negative e significative sull’ambiente circostante rispetto alla situazione attuale, pur essendo l’area collocata all’interno di un sito produttivo”. Quindi il progetto della Lem deve essere sottoposto a Valutazione d’impatto ambientale. La fabbrica, spesso nel mirino dei residenti, a causa dei miasmi venne sequestrata dai carabinieri perché non in regola con le emissioni. Successivamente l’azienda è rimasta coinvolta nell’operazione “Pestilentia”, un’indagine partita dalla Sardegna che ha smascherato presunti illeciti nella lavorazione di sottoprodotti di origine animale: ovini morti a causa di blue tongue e maiali colpiti da peste suina, invece di essere destinati al centro di distruzione più vicino al focolaio accertato, venivano trasportati a Caivano (Napoli) per la frantumazione, infine a Ferentino per la definitiva trasformazione in farine da destinare al mercato dei mangimi.

Pierfederico Pernarella

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