pubblicato il23 giugno 2016 alle 10:50

Un ciociaro spinge per il “Brexit”, è il miliardario Rocco Forte con origini di Casalattico

In una intervista al Corriere della Sera è categorico, vuove l’uscita dell’Inghilterra dall’Europa

Casalattico – Nella disputa tra i sudditi di sua Maestà, la Regina di Inghilterra, chiamati al referendum per decidere se continuare a far parte dei 28 paesi dell’Unione Europea, una voce ciociara spinge per il “Brexit”, l’uscita.

E’ Rocco, quel Rocco Forte, titolare di una lussuosissima catena di alberghi che dall’Inghilterra si estende in tutta Europa. Suo padre è Charles Forte, classe 1908, partito da Casalattico quando ancora si chiamava Carmine, in cerca di fortuna in Inghilterra.

Adesso il suo impero è nelle mani di Rocco che sull’argomento “dentro o fuori” , in una intervista rilasciata al Corriere della Sera, è categorico: Lui voterà Brexit. “In Europa la burocrazia è soffocante – dice nell’intervista –  condiziona i governi, è un ostacolo all’ economia e al libero mercato”. Non è preoccupato per i contraccolpi perché, dice sempre al Corriere della Sera: “La più banale delle considerazione ci suggerisce che alla fine conta solo il business. Dentro o fuori dall’Europa il motore sono gli affari. Chi vende Mercedes o Fiat, chi vende servizi finanziari, chiunque penserà sempre a comperare e vendere, sia che Londra resti in Europa sia che ne esca”.

rocco forte

Il suo convincimento si radica sui numeri. “I costi di un’ azienda in Europa sono molto più alti. Qui la corporation tax scenderà al 18%. I costi sociali sono al 10% mentre in Europa sono al 40 o al 50%. Il continente non è competitivo. Il Regno Unito lo è. Quindi, meglio uscire. Osserviamo i dati con attenzione. Il 48% dell’ import-export di beni è con l’ Europa. Il 52% con il resto del mondo. L’ 80% dell’ import-export di servizi è fuori dall’ Europa. A parte il contraccolpo di breve periodo per qualche settore merceologico particolare, l’ economia britannica marcerebbe benissimo lo stesso. In ogni caso, se Londra esce, ci saranno nuove negoziazioni commerciali e la situazione in una paio d’ anni si normalizzerà”.

Non solo economia ma anche immigrazione e lui da figlio di immigrato dice di parlare con cognizione di causa. “Le frontiere non vanno e non si possono blindare. Sarebbe sbagliato, inutile, controproducente. Però gli ingressi vanno misurati in base all’ offerta di lavoro, alle professioni, alle mansioni richieste, alle abilità del singolo richiedente. La soluzione non è porte aperte a chiunque. La soluzione sono politiche pragmatiche, porte aperte secondo le necessità. Come del resto avviene negli Usa, in Australia, in Svizzera. Ogni Paese ha il diritto di controllare il futuro. Ne va della sua sovranità, che è un principio al quale nessun britannico intende rinunciare”.

Ermanno Amedei

L’intervista completa è sul Corriere della Sera

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