pubblicato il7 luglio 2016 alle 20:54

Omicidio Omminetti, la corte d’Appello di Roma condanna la moglie ad 8 anni

Roma – Riconosciuta colpevole di omicidio volontario, è stata condannata a 8 anni di carcere la moglie di Luciano Omminetti, assassinato nella sua casa di Lanuvio, nel marzo del 2013.
Lo hanno deciso i Giudici della Corte di Assise di Appello di Roma, con sentenza divenuta definitiva il 4 luglio scorso dopo il rigetto del ricorso presentato dai legali della donna da parte della Corte Suprema di Cassazione.
La donna si trova ora in carcere, a Rebibbia, dove è stata tradotta dai Carabinieri del Nucleo Operativo di Velletri che le hanno notificato il provvedimento di carcerazione.
I fatti risalgono alla tarda serata del 24 marzo 2013, in un contesto familiare, in cui è maturato l’uxoricidio, connotato da accesa conflittualità.
La moglie della vittima, fu accertato dopo articolate quanto complesse indagini dei Carabinieri, accoltellò il marito infliggendogli diversi colpi al torace in prossimità di organi vitali.
La dinamica venne confermata anche dall’esito dell’autopsia che fornì un quadro compatibile con un’aggressione volontaria.
Il G.I.P. del Tribunale di Velletri, concordando con l’attività investigativa svolta dai Carabinieri, pochi giorni dopo l’efferato delitto emise un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti della donna.
Scarcerata in attesa delle fasi processuali, fu sottoposta dapprima agli arresti domiciliari, poi alla misura dell’obbligo di presentazione alla P.G. e ora dovrà scontare la pena della reclusione in carcere.

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