Giorno: 30 agosto 2016

30 agosto 2016 0

Aveva appena messo a segno un furto a Castelnuovo Parano, arrestato un 27enne rumeno

Di redazione
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Questa mattina il personale del Comando Stazione e Carabinieri di Ausonia ha arrestato un 27enne rumeno, domiciliato a Pontecorvo, poiché ritenuto responsabile del reato di “furto aggravato” in concorso con altra persona. Verso le ore 01.30, una pattuglia della Stazione Carabinieri di Ausonia, in Castelnuovo Parano, S.R. 630, nel corso di attività di controllo del territorio finalizzato alla prevenzione e repressione dei reati predatori, intimava l’alt all’autovettura condotta dall’indagato con a bordo un'altra persona. I due, accelerando repentinamente la corsa, attuavano una pericolosa manovra di fuga cercando di far perdere le proprie tracce ma i militari, che si ponevano immediatamente all’inseguimento dei fuggitivi, dopo una prolungata corsa riuscivano a bloccarli in Pontecorvo  e,  nonostante l’ulteriore  tentativo di fuga a piedi dei due, il conducente del veicolo veniva bloccato. La successiva perquisizione personale e veicolare consentiva il rinvenimento di materiale edile e di giardinaggio (asportato poco prima in Castelnuovo Parano ai danni di un 36enne del luogo) che veniva restituito al legittimo proprietario. Al termine delle formalità di rito,  l’arrestato veniva trattenuto presso la camera di sicurezza del Comando Compagnia Carabinieri di Pontecorvo,  in attesa del rito direttissimo previsto per la mattinata di domani 31 agosto 2016.Foto d'archivio

30 agosto 2016 0

Terremoto, il coraggio di non ricostruire ma di imparare a salvaguardare prima del sisma

Di admin

E di colpo è archeologia. Il terremoto che è tornato di prepotenza nell’appennino sabino ha fermato il tempo ed ha portato con sé le speranze del risveglio di centinaia di persone ed il sonno ai sopravvissuti. Non esiste più un domani per i vicoli e le strade cittadine. Non esistono i buongiorno o gli scuri delle finestre che prendono luce al mattino. La fatale azione della natura ha fermato in un attimo soltanto gli impegni e gli sforzi di cittadini, paesani e villeggianti di Amatrice come delle altre località che di colpo si sono trovate ad essere nelle prime pagine dei quotidiani mondiali. Sono archeologici gli strati di macerie e crolli che nascondono le vite e trattengono infiniti oggetti di vita quotidiana. Le stanze, privati antri di intimità, sono ora aperte sulla valle svelando le proprie ricchezze chiuse in precari mobili dinanzi a quadri e calendari fermi per sempre al 24 agosto 2016. Si trattiene il respiro ed un silenzio imprecisato viene interrotto dal brusio di calcina ed intonaci che si sgretolano al vento, come se di colpo il tempo abbia cominciato una corsa contro se stesso trascinando confusamente i riferimenti precedenti fatti di tetti, comignoli, insegne e profumi di cucina. Ora si scivola tra le travi e le pareti collassate, si scava nella abbrutita materia che un tempo proteggeva ed ora copre; la scoperta dovrebbe essere la vita ma ormai sono solo speranze infrante a venire alla luce. I blocchi si lanciano e le macchine alzano travi. Non è così che doveva finire questo agosto 2016 non è così che doveva iniziare l’autunno. Il presidente del consiglio arrampicandosi sulle parole ha definito questo dramma come il frutto di un imprecisato medioevo … come se la colpa fosse da imputare a un millennio circa di urbanesimo e di cultura. Ma il medioevo è altro, come altre erano in origine le tipologie architettoniche presenti in quei paesi e villaggi. Non si può non valutare come un evento drammatico pieno di concause e concatenato da piccole azioni che hanno disossato spesso l’integrità delle singole case. I piccoli abusi, le tracce per i condizionatori, i fori per le stufe ed i maledetti tetti trasformati in mansarde hanno accelerato ciò che nel medioevo era prevedibile e spesso arginato da solai in stramineo, legno e cenere. Ricordiamo, ad esempio, che la porzione di volta della cattedrale di Assisi crollata nel 1997 era gravata da una costolatura posticcia in cemento armato. Dobbiamo ragionare in termini di vivibilità e sicurezza dei luoghi, dobbiamo avere il coraggio di lasciare i paesi pericolosi e, nel rispetto di chi ora non è più tra noi, trasformare i siti devastati in luoghi della memoria. L’impegno della ricostruzione portò negli anni cinquanta i migliori pianificatori urbanisti a riprogettare la Cassino bombardata nella piana, tralasciando completamente ciò che avanzava del borgo medioevale di San Germano e che era venuto giù non per un terremoto ma per la vile azione dei bombardamenti americani. Se Cassino- San Germano fosse stata lì nel 1980 e nel 1984 sarebbe venuta giù. Una buona scelta di settant’anni fa ancora ha i suoi frutti. Del resto si è perso il fascino delle origini e la città è progressivamente cresciuta senza identità ma negli anni a venire, speriamo, si potrà sempre provvedere attraverso scelte giuste dettate da urbanisti contemporanei ed europei ! Tornando in Sabina teniamo a mente che ricostruire le piccole frazioni è pur sempre possibile perchè è più semplice ridistribuire gli spazi di suolo edificabile e creare i servizi essenziali. Per ricostruire una cittadina complessa ed articolata come Amatrice si deve tener conto di tante azioni preliminari all’innalzamento del primo singolo muro: è impossibile ripristinare la rete fognaria, la rete del gas e le linee elettriche e telefoniche. Bisognerebbe riprogettarle e con esse le stesse case chiaramente in modo antisismico ricominciando dalle fondazioni. E con ciò ritorna l’archeologia.

L’abitato di Amatrice, definito in antico e per ovvi motivi orografici “Summa Villarum”, sottintende almeno 25 secoli di storia ed attività umane. Scavare per ricostruire è svelare di colpo tale patrimonio che, per giuste e sacrosante leggi, va tutelato. Quindi riaprire ciò che oggi è stratigraficamente sigillato, potrebbe portare ad una non felice corsa contro il tempo. Chi scrive ben comprende i legami immateriali e sentimentali che fanno propendere al ricostruire dove era e come era. Chi scrive è perennemente smosso da quel sentimento innato che è il “genius loci” ma non può non pensare che possa esistere un’altra via di fuga. Amatrice, e con essa gli altri centri, possono mantenere l’orgoglio di appartenere ad una terra unica e preziosa che talvolta ferisce chi la abita. Gli abitanti di tali territori dovrebbero prendere consapevolezza che tale crocevia di confine, venne abitata dai Sabini con un sistema di villaggi sparsi definiti “pagus” che confluivano periodicamente in zone di scambio e culto. Non vi sono mai stati, per la chiara vocazione territoriale, grossi centri, se non Rieti. Si dovrebbero ridistribuire le zone edificabili, attuare dei piani regolatori che tengono conto delle valutazioni storiche, archeologiche, geologiche e pedologiche. Si dovrebbe ridare forza alle province che per anni hanno gestito le viabilità ora al collasso pre e post sisma. In tal senso, le future aree ruderali dovrebbero poter raccontare ciò che la natura inconsapevole ha causato e l’uomo incosciente ha accelerato. Ricordando come un “memento perpetuo” cosa non fare mai più.

Dante Sacco

30 agosto 2016 0

Stasera “Viticuso tra Sapori e Tradizioni”

Di Antonio Nardelli

Questa sera a Viticuso si svolgerà la V Edizione della Festa Popolare: “Viticuso tra Sapori e Tradizioni“, organizzata dall’Associazione Pro Loco e patrocinata dal Comune di Viticuso che anche quest’anno non ha fatto mancare il proprio contributo alla manifestazione. La Festa Popolare ormai fiore all’occhiello dell’Estate Viticusana è diventata un immancabile appuntamento per tutti coloro che amano le tradizioni popolari, le musiche e i sapori di un tempo non troppo lontano.

L’Associazione ha curato nei minimi dettagli ogni cosa promuovendo una Mostra Mercato dell’Artigianato e dei Prodotti Tipici Locali in cui i visitatori potranno ammirare ancora il lavoro sapiente di tanti artigiani e in particolar modo di alcuni della zona ancora dediti alla lavorazione del legno, della pietra e del cuoio. L’Associazione realizzerà un Percorso Enogastronomico nel Centro Storico del Paese nel quale verranno serviti i piatti tipici tradizionali preparati secondo le antiche ricette della cucina popolare viticusana.

La Festa, dalle 16,00 fino alle ore 22,30 sarà animata da canti e balli della tradizione ciociara eseguiti da alcuni giovani suonatori del posto con i loro amici che daranno, attraverso la musica, il canto e il ballo, “anima” alla festa. Dalle 22,30 in poi, come da tradizione, ci si riunirà tutti nella Piazza principale del Paese con il grande Spettacolo di Musica Popolare tenuto dal gruppo di Lorenzo Rea “Radici Popolari”. L’ Associazione anche quest’anno conterà sulla collaborazione e sull’aiuto di tante persone che, avendo a cuore Viticuso e le sue tradizioni, si uniranno insieme con amore e passione con lo stesso obiettivo di realizzare una bella festa e di far conoscere il proprio paese anche al di fuori dei propri confini. A differenza delle scorse edizioni lo stand dei dolci quest’anno sarà allestito nella Piazza Principale del paese e avrà lo scopo di raccogliere fondi per le famiglie colpite dal terremoto. Chiunque durante la festa potrà fare una donazione oppure acquistare un dolce, donato dai cittadini, contribuendo così all’iniziativa. Con quanto raccolto verrà poi acquistato materiale richiesto nelle zone colpite dal sisma e di cui le famiglie hanno maggiormente bisogno e sarà poi portato direttamente sul posto da alcuni volontari a nome della piccola comunità e di quanti hanno partecipato alla festa.

I dolci donati potranno essere consegnati presso la sede Pro Loco in Piazza dei Caduti oppure direttamente allo stand dei dolci dalle ore 16,00 in poi. Il Presidente Maria Stefania Caira invita pertanto tutti a sostenere tale iniziativa anche solo con un piccolissimo gesto di solidarietà e ringrazia di cuore a nome di tutta l’Associazione quanti vorranno sostenere questa nostra piccola iniziativa. Il Presidente inoltre per il decennale delle attività dell’Associazione ringrazia quanti in questi anni hanno collaborato nella realizzazione delle varie Manifestazioni e Attività che sono state realizzate e in particolar modo tutti coloro che mettendoci soprattutto il “cuore” hanno contribuito alla realizzazione della Festa Popolare che quest’anno è alla sua V Edizione. Particolare ringraziamento va al Sindaco Edoardo Fabrizio e alla sua Amministrazione per aver creduto in questa Associazione e per averla sostenuta fin dall’inizio sempre e comunque, ai pochi ma buoni Esercenti di Viticuso che nel loro piccolo hanno sempre contribuito alle Manifestazioni, al Comitato Festa S. Antonino, agli Sponsor e in particolar modo a tutti i componenti attivi dell’Associazione dal primo all’ultimo che in tutti questi anni anche se tra mille difficoltà hanno lavorato e si sono impegnati nella realizzazione delle varie Attività arrivando fino ad oggi a festeggiare i 10 anni di attività.

L’Associazione Pro Loco Viticuso nel decennale delle sua attività sente particolarmente questa quinta edizione della Festa Popolare Viticuso tra Sapori e Tradizioni perché non solo segna un importante traguardo per l’Associazione ma un importante momento di unione di tutta la comunità s in quanto questa festa, nata un pochino per gioco,è stata ed è capace di unire tutti e di risvegliare in ciascuno quel profondo sentimento di legame e di appartenenza alla nostra terra e alle nostre radici. Vi aspettiamo numerosi!