pubblicato il3 agosto 2016 alle 13:13

Sulla battaglia contro Acea tante parole e, come sempre, pochi atti concreti

Cassino – L’acquedotto cittadino è nelle mani di Acea e si continuano a rimpallare le responsabilità da un’amministrazione all’altra. Uno scambio di colpe improduttive sotto l’aspetto pratico per la battaglia contro la multinazionale romana. In realtà non ci accorge che si stanno facendo gli interessi del colosso romano pronto ad impossessarsi dell’intero sistema di acqua pubblica. Forse i contendenti dimenticano che il vero interesse di Acea è mettere le mani sull’enorme bacino idrico, il secondo in Europa, infischiandosene delle esigenze dei cittadini. Ieri a poche ore dalla firma del verbale di acquisizione da parte del Commissario Raio, sono iniziati i comunicati stampa con le reciproche accuse di inefficienza, di incapacità, di populismo e via discorrendo. Per l’onore della cronaca, ha iniziato l’ex consigliere Danilo Picano, secondo cui la vicenda Acea si sarebbe chiusa nel peggiore dei modi per l’incapacità del sindaco D’Alessandro e la sua campagna populista di “salvatore dell’acqua pubblica”, omettendo persino di informare il Consiglio comunale sulle comunicazioni che gli arrivavano dalla Prefettura. Ad aggiungere benzina sul fuoco l’ex sindaco Petrarcone che è arrivato a chiedere le dimissioni dell’attuale Primo cittadino, perché “inadeguato a svolgere il ruolo. Ha vinto le elezioni assicurando di avere una strategia con cui impedire il passaggio degli acquedotti cittadini ad Acea: questa mattina i fatti hanno dimostrato che si trattava di bugie al pari delle tante menzogne dette in questi giorni e puntualmente smentite dai fatti. Stiamo conquistando il triste primato del sindaco più smentito dai fatti in così poco tempo”. E il neo sindaco che fa, come risponde a questa valanga di critiche? Dopo la contrarietà manifestata verso Raio, colpevole di non essersi fatto annunciare all’arrivo in piazza De Gasperi, con un: «Buona creanza vorrebbe che ci si annunciasse quando si va in casa d’altri», avrebbe tuonato il sindaco, a cui avrebbe risposto lo stesso Prefetto Raio, chiedendo al Primo Cittadino se “il Comune è ancora la casa di tutti o è diventata proprietà di qualcuno?”. Per tutta risposta, lo stesso D’Alessandro, ha prontamente riunito il “Tavolo tecnico per la gestione dell’acqua pubblica”, incassando l’appoggio di tutte le associazioni del settore che avrebbero “…concordato di sostenere l’azione amministrativa del sindaco del Comune di Cassino, Carlo Maria D’Alessandro, nonché ogni ulteriore atto che consenta al Comune stesso di mantenere la gestione autonoma dell’acquedotto comunale. E’ emersa una grande compattezza di tutte le realtà coinvolte nell’istituzione del tavolo tecnico, le quali hanno anche deciso di organizzare un convegno pubblico il prossimo 26 agosto alle ore 18 in un luogo da definire.” Secondo quanto contenuto nel comunicato stampa emesso. In realtà di soluzioni concrete per contrastare nelle sedi giuste e con misure giudiziarie adeguate la gestione dell’acquedotto da parte di Acea neanche l’ombra. In altre parole è finito il tempo della campagna elettorale, delle marce di protesta, occorrono soluzioni concrete e serie senza più indugi, anche se ormai è troppo tardi. Sul fronte del contrasto ad Acea ci ha pensato proprio l’acquedotto comunale che per un guasto ha lasciato i rubinetti di Cassino a secco per qualche ora, quasi un monito alla multinazionale romana…come a dire che non è la benvenuta!
F. Pensabene

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