pubblicato il28 settembre 2016 alle 20:18

Attilio Massaroni, un “eroe” santostefanese nel dramma del terremoto del 24 agosto scorso

intervista di Sonia Palombo

In un Paese come l’Italia che spesso si abusa del termine “Eroe”, appioppandolo soprattutto a sportivi e cantanti, esistono invece persone che questo titolo lo meritano senza alcun dubbio e semplicemente perché fanno bene e onestamente il proprio lavoro. Questa è la storia di un carpentiere e piccolo imprenditore edile di Villa Santo Stefano che senza essere superman ha salvato almeno tre vite umane in mezzo alla tragedia del terremoto che ha colpito il reatino e le Marche il 24 agosto scorso. E questo solo grazie alla sua professionalità ed onestà professionale. Infatti una delle poche case di Amatrice ad essere rimasta, non solo in piedi, ma praticamente intatta, lasciando incolumi gli occupanti, è stata quella da lui ristrutturata alcuni anni fa.
L’eroe, che non vuole essere chiamato così, è Attilio Massaroni, nato il 18 novembre 1971 a Villa S Stefano che senza avere alle spalle tradizioni familiari, ha iniziato a ventinove anni come apprendista carpentiere, per poi, nel 1995, aprire la prima Partita Iva, fino a costituire la sua attuale ditta, la “Bra.Ma. costruzioni srl”.
Ma sentiamo direttamente da lui come si è trovato coinvolto con un ruolo da protagonista positivo nel dramma del sisma del 24 agosto.

Attilio Massaroni ci vuole raccontare questa sua straordinaria vicenda?
A seguito del terremoto dell’Umbria del 1997, venni contattato dal signor Virgilio Tilesi, titolare di una impresa edile che mi chiese di collaborare con lui nel ripristino di alcuni edifici ed altre strutture rimaste lesionate in quella regione. Al termine dei lavori, essendo rimasto soddisfatto della mia opera, nel 2001 mi chiese di intervenire anche sulla sua casa di famiglia sita nel centro storico di Amatrice. Recatomi nel noto paese montano del reatino e mi misi all’opera mettendoci la mia consueta competenza, professionalità e correttezza.

Che a quanto pare, a distanza di 15 anni, in quella terribile notte di agosto, hanno fatto la differenza tra la Vita e la Morte. Ma come ha saputo che la casa da lei ristrutturata era rimasta in piedi , una della poche, in mezzo a tante macerie e, distruzione e morte?
Terminati i lavori ad Amatrice, sono rimasto in contatto con la Famiglia Tilesi e ho mantenuto un legame di amicizia con loro. Ed è stato il figlio a chiamarmi all’indomani del sisma, informandomi tra le lacrime che la struttura da me risanata aveva retto alla scossa. Non aveva subito alcun danno strutturale ed avevano potuto riabbracciare la nonna Laura uscita illesa assieme alla badante, al compagno di lei, e al cagnolino di famiglia.

Massaroni vedo che lei ricordando quei momenti si emoziona ancora. Che cosa ha provato quando Tilesi le ha telefonato.
Ho provato una fortissima emozione ed una enorme soddisfazione per aver svolto onestamente la mia professione. E questo perché ritengo che al sicurezza sia fondamentale.

Una soddisfazione immensa per aver salvato vite umane, ma quella casa rimasta in piedi è stata ovviamente notata e lei è stato contattato dai media a livello nazionale.
Quando ad Amatrice si è saputo chi aveva ristrutturato quella casa che non aveva subito alcun danno, salvando gli abitanti, sono stato contattato dalla redazione del noto programma di Rai1, “La Vita in diretta”. Mi chiesero se avevo piacere di andare in trasmissione per raccontare la mia storia. La sorpresa è sta grande. Inizialmente ho pensato ad uno scherzo, quasi non ci credevo, ma alla fine si è dimostrato essere tutto vero. E quindi mi sono ritrovato a raccontare, assieme al proprietario dell’immobile, il signor Tilesi, questa storia a tutta Italia.

Ovviamente anche i tecnici mandati a fare i rilievi postsisma si sono interessati a quell’edificio. Ma ci vuole spiegare quali tecniche o tecnologie ha utilizzato per renderlo invulnerabili ai terremoti?
Niente di speciale o fantascientifico. Ci siamo avvalsi di tecniche di risanamento rinforzando i muri in pietra con semplice cemento liquido e ingabbiando la struttura con ferri passanti e rete elettrosaldata in ambi i lati. Inoltre si sono irrobustiti i solai e rifatto il tetto in legno per non gravare con troppo peso la struttura”.

Signor Massaroni lei non è ancora tornato ad Amatrice.
No, non ci sono ancora andato per ovvi motivi logistici. Ma prevedo di andarci al più presto, avevo tanti amici lì, purtroppo qualcuno non c’è l’ha fatta.
Una storia semplice, quasi banale, quella di Attilio Massaroni, ma un bella storia. Per una volta non una storia di ruberie, di imbrogli, di scandali, furbetti che se ne infischiano dells vita degli altri. A dimostrazione che si può essere davvero eroi semplicemente facendo il proprio dovere, , con correttezza, ogni giorno, in ogni paese e nostra città, “come ho sempre fatto e continuerò a fare” ha concluso Massaroni.

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