pubblicato il21 novembre 2016 alle 15:01

“Natura Selvaggia” giornata di studi sull’idea di natura nel mondo contemporaneo

Laboratorio TECNAL e Comune di Cassino ne discuteranno nell’Aula Magna de La Folcara

Cassino – Il laboratorio TECNAL con il patrocinio del Comune di Cassino e dell’Università degli studi di Cassino e del Lazio Meridionale, ha organizzato per mercoledì 23 Novembre 2016 una giornata di studi dal titolo “Natura Selvaggia” per riflettere sull’idea di natura nel mondo contemporaneo, che si svolgerà a partire dalle ore 10 presso l’aula magna. Tale iniziativa è nata raccogliendo l’appello lanciato dai Capi di Stato lanciato a Parigi nel novembre 2015 per la salvezza del pianeta a causa dei cambiamenti climatici e tenendo conto dell’enciclica del Papa sulla “Casa Comune” del 24 maggio 2015.
“Questa giornata di studi rappresenta un momento importante di confronto su un argomento che sta a cuore a tutti. – ha dichiarato l’assessore alla Cultura, Nora Noury – La natura, le sue contaminazioni e risvolti positivi e negativi sulla salute dell’uomo, sono al centro di un grandissimo dibattito non solo territoriale, ma nazionale e internazionale. Quindi, nell’ottica di far diventare la nostra città sempre più fulcro per le attività culturali, di studio e di ricerca abbiamo offerto il nostro sostegno a questa straordinaria iniziativa, promossa dal TECNAL, che sicuramente arricchirà senza dubbio Cassino e il suo territorio”.
“Indubbiamente il rapporto che oggi l’uomo intrattiene con la natura sia essa “selvaggia” oppure “coltivata” merita una riflessione del tutto nuova a causa del dispiegarsi delle tecnologie informatiche. – dicono dal TECNAL – Cosa significa selvaggio, quando viviamo in un mondo dominato da Google Maps?
Ma se la categoria di natura selvaggia non può più applicarsi ai luoghi non raggiunti nel passato dalle strade e oggi dalle connessioni di Internet, essa comincia cambiare disegno, indicando e individuando anche le realtà più moderne che l’uomo ha costruito. Selvagge sono le discariche, la Terra dei Fuochi, la natura concimata dalle scorie nucleari di Cernobyl o il mare del Giappone dopo Fukushima. Ma lo sono anche l’isola di plastica che galleggia nel Pacifico la Garbage Island, o lo scioglimento dei ghiacci nell’Antartide. Questi fenomeni sono il cascame più immondo del capitalismo maturo, l’esempio palmare della sua degradazione. Proprio perché guardiamo con compiacenza e orrore alle realizzazione più sofisticate della tecnologia (e dell’inquinamento) non possiamo non ricordare che nel passato il rapporto con i luoghi aveva un “carattere sacro”. Gli spazi delle selve, le acque, le fonti, le montagne avevano un loro Genius loci, erano abitati prima che dagli uomini dalle divinità che li custodivano. Un’eco di questo rapporto mirabile è rimasto nei nomi, nel folclore, nelle favole, e dunque una riflessione sui luoghi selvaggi non può che riscoprire questa geografia dell’immaginario che ha segnato per millenni il mondo in cui viviamo”.

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