pubblicato il7 dicembre 2016 alle 11:14

Video – Casermone della droga, un’azienda produttiva con regole e guadagni “scritti”

Frosinone – Divieto di sedersi e di assumere droga durante il lavoro perché entrambe le cose facevano calare l’attenzione che, invece, doveva essere sempre alta.

Il lavoro prima di tutto e le regole dovevano essere rispettate da tutti. Chi le violava subiva sanzioni disciplinari, che andavano dalle semplici multe, con decurtazione dello “stipendio”, alla sospensione temporanea dal “servizio”, fino alla sanzione più grave consistente nell’espulsione dall’azienda, quindi, licenziato.

Regole quindi che nel “Casermone dello spaccio” a Frosinone, venivano rispettate forze più che nelle aziende legali. L’indagine svolta dalla squadra mobile e dai carabinieri ha permesso di svelare le dinamiche di ciò che accadeva nella palazzina del casermone inaccessibile all’interno se non per i componenti del sodalizio criminale. Il premio produzione di 100 euro stabilito per chi incassava più di 10mila euro per turno, oltre ovviamente allo stipendio, faceva si che i “Cassieri” bisticciassero per chi doveva lavorare nei giorni festivi e prefestivi quando il flusso dei compratori cresceva richiamati con fuochi di artificio (da cui il nome dell’operazione Firework) che segnalavano l’arrivo di droga da poter comprare.

Un giorno di affari per circa 40mila euro al giorno, rendeva, il “Casermone della Droga” tra le più fiorenti della provincia, seconda, forse, solamente ai grandi complessi industriali.

Ermanno Amedei
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