pubblicato il21 dicembre 2016 alle 12:02

 Frosinone – Stato di agitazione per i lavoratori della 2i rete gas

L’USB: “La continua esternalizzazione a basso costo, la mancata armonizzazione del personale, la riduzione dei costi e di salario che i dipendenti continuano a subire, la mancanza di una Rsu eletta democraticamente sono i temi su cui cerchiamo invano di confrontarci con l’azienda, ma quest’ultima non curante, continua con il suo atteggiamento di chiusura, a discapito del servizio di pubblica utilità che negli ultimi anni sta subendo forte ripercussioni soprattutto per i cittadini”
Dopo i tentativi a vuoto di conciliazione presso le prefetture competenti e la richiesta di elezioni Rsu non avallate dall’azienda e dai sindacati confederali, la USB Campania e USB Frosinone, nel rispetto della volontà dei lavoratori, ha confermato lo stato di agitazione per il territorio Campano del Frusinate riservandosi la proclamazione dello sciopero, rispettosa innanzitutto della democrazia all’interno dei luoghi di lavoro. I lavoratori della società di distribuzione del gas “2I Rete Gas” confermano lo stato di agitazione.
“Eppur vero che la proclamazione dello sciopero, comporterà, nostro malgrado, disagi per gli utenti e i cittadini, ma – afferma il sindacato – è l’ultima strada che ci riserviamo di adire qualora venisse meno ogni tentativo di incontro con la direzione aziendale della 2I Rete Gas. La continua esternalizzazione a basso costo, la mancata armonizzazione del personale, la riduzione dei costi e di salario che i dipendenti continuano a subire, la mancanza di una Rsu eletta democraticamente sono i temi su cui l’Usb cerca invano di confrontarsi con l’azienda, ma quest’ultima non curante, continua con il suo atteggiamento di chiusura, a discapito del servizio di pubblica utilità che negli ultimi anni sta subendo forte ripercussioni soprattutto per i cittadini”.
“La negata libertà e agibilità sindacale nei confronti della Usb – aggiunge l’organizzazione sindacale – non fa altro che esacerbare il clima già teso e non genera quel presupposto per un confronto serio e approfondito che migliorerebbe di certo la qualità del lavoro dei dipendenti della 2i Rete Gas che già pagano uno stress da lavoro correlato causata da una riorganizzazione aziendale che li ha visti sempre subire e mai essere soggetti attivi. La Usb, si vedrà costretta, qualora non venisse aperto un tavolo di confronto, ad intraprendere tutte le strade possibili, compresa quella legale, affinché venga legittimata la propria presenza all’interno dell’azienda e per tutelare i cittadini ai quali deve essere garantito un servizio pubblico di qualità”.

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