pubblicato il13 dicembre 2016 alle 22:28

Fuori da Acea, i sindaci votano “no”. Ottaviani: “Decisione storica”

Frosinone – Fuori da Acea. Lo ha votato la maggioranza dei sindaci della provincia di Frosinone che hanno partecipato all’assemblea che si è svolta oggi pomeriggio nella sede della Provincia. La giornata era campale dato che i primi cittadini erano chiamati a votare la risoluzione del contratto con la multinazionale che gestisce le risorse idriche in provincia. Decisione storica, così la definisce il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani capofila della protesta anti Acea.

“Dopo anni di soprusi e di mancato rispetto della convenzione – ha detto – adesso è stata ripristinata la situazione di legalità tra il gestore e l’utenza della nostra provincia. Fino al 2013, i sindaci avevano omesso di approvare il piano tariffario e quello degli investimenti che il gestore avrebbe dovuto portare avanti, per adeguare la rete idrica ed il sistema fognante, evitando la dispersione di quasi due terzi delle risorse presenti nelle tubature. Dal 2014 in poi, però, è stato proprio il gestore a non adempiere, ritualmente e tempestivamente, i propri obblighi contrattuali, evitando di versare nelle casse della collettività oltre 21 milioni di euro e compilando bilanci senza le doverose specificazioni sui costi effettivamente sostenuti. Senza contare che, nel capoluogo, sono ancora migliaia le abitazioni che non possono disporre dell’allaccio al collettore pubblico fognante, con evidenti ripercussioni sotto il punto di vista ambientale, a causa dei mancati investimenti del gestore sul depuratore di via Pratillo. Contemporaneamente, Acea ha proceduto ai distacchi delle utenze ritenute morose, senza ascoltare ragioni e invocando il rispetto di un contratto che, se esiste, deve essere applicato in modo reciproco e non a proprio uso e consumo. Adesso la parola torna ai sindaci, alle amministrazioni e, soprattutto, al territorio che è in grado di ripristinare l’equilibrio e la razionalità nella gestione delle risorse idriche. Oggi non hanno vinto o perso le segreterie di partito, ha vinto soltanto la coerenza di quei sindaci, 33 su 86, che hanno avuto il coraggio di difendere i diritti della nostra gente”.

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