Giorno: 16 gennaio 2017

16 gennaio 2017 0

Spaccio e indotto violento a Cassino, con spari e coltellate le bande si contesero la città – I NOMI –

Di admin
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Cassino – Fin da quando l’elicottero dei carabinieri, quando ancora era bui, aveva cominciato a volare a “fil di tetto” in tanti avevano capito che a Cassino qualcosa di importante stava accadendo. Lo hanno certamente capito i 19 che oggi sono stati arrestati nel corso di una operazione con cui investigatori e inquirenti ritengono di aver inferto un duro colpo allo spaccio della droga e al suo indotto di violenza a Cassino. Gli arrestati sono ritenuti responsabili n.9 del reato di cui all’art. 74 DPR 309/90, associazione finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti; n. 4 della violazione degli artt.2 e 4 della Legge 895/67, per aver detenuto e/o ceduto armi, tutti (ad esclusione di uno indagato solo per armi), degli artt. 110 c.p. e 73 DPR 309/90, concorso in spaccio di sostanze stupefacenti.

Ad affollare ancor di più il carcere San Domenico di Cassino sono finiti Gennaro Ferrari 42 anni di Napoli, Elio Panaccione 25 anni di Piedimonte San Germano, Luca Carlino 26 anni di Cassino, Antonio Masuccia 25 anni di Cassino, Antonio Terenzio 30 anni di Villa Santa Lucia, Loris Marzella 23 anni di Cassino, Andrea Quadrini 20 anni di Cassino, Alan Molto Pavone 28 anni di San Giorgio a Liri, Antonio Carlino 23 anni di Cassino, Domenico D’Aliesio 35 anni di Cassino, Riccardo Figliolini 34 anni di Cassino, Ferdinando Spada 24 anni di Cassino.

Ai domiciliari sono finiti invece, Yuri Terenzio 26 anni di Villa Santa Lucia, Raffaele Terenzio 28 anni di Villa Santa Lucia, Mario Alberigo 22 anni di Cassino, Domenico Panaccione 26 anni di Cassino, Simone Frattini 27 anni di Aquino, Andrea Ercolino 25 anni di Piedimonte San Germano, Manolo Omar Vercelli 27 anni di Sant’Elia Fiumerapido.

L’operazione, denominata convenzionalmente “La Storia Infinita”, trae origine da una serie di episodi violenti consistenti in agguati, pestaggi e sparatorie, verificatisi alla fine del 2014 e gli inizi del 2015 a Cassino, con epicentro piazza Labriola. La contesa tra due gruppi, che si è svolta senza esclusione di colpi, addirittura con un tentato omicidio, si concludeva con la pax tra le due compagini e l’estromissione di uno dei due gruppi dal territorio di Cassino.

Il primo degli episodi sintomatici dell’attrito nascente tra le due fazioni, risale al 17 ottobre del 2014 quando, proprio in piazza Labriola, un componente di uno dei due gruppi veniva aggredito, malmenato ed inseguito dagli avversari armati con una mazza da baseball. In tale circostanza i Carabinieri, prontamente intervenuti, scongiurarono un epilogo drammatico procedendo al sequestro di una mazza da baseball e di un coltello, nonché alla denuncia di due persone.

La situazione degenerava agli inizi del 2015; infatti, il 3 gennaio, sempre in piazza Labriola avvenne una seconda aggressione fisica da parte dei componenti del gruppo, risultato poi essere predominante, nei confronti di alcuni ragazzi che frequentavano la piazza. Le indagini successive accertavano che i motivi di tale aggressione erano da ricondurre a fatti attinenti il monopolio dello spaccio.

Nella giornata del 4 gennaio 2015, sempre nella centralissima piazza Labriola, vi era la risposta del gruppo soccombente con un vero e proprio raid composto da personaggi muniti di armi da fuoco e armi bianche, che si concludeva con una ferita da arma da taglio alla gamba sinistra di un minore e il danneggiamento di alcuni automezzi di proprietà dei componenti del gruppo aggredito. Sul teatro dell’aggressione, tra l’altro, alcuni testimoni riferivano di aver udito colpi di arma da fuoco.

La reazione del gruppo predominate non si faceva attendere; la sera successiva, infatti, nella piazza antistante la stazione ferroviaria di Cassino, da un’auto in corsa, vennero esplosi alcuni colpi di pistola all’indirizzo dell’occupante di un altro veicolo fermo all’incrocio. All’arrivo dei militari, sul posto, non c’era più nulla se non, sull’asfalto, i frammenti di vetri rotti e alcuni bossoli di pistola sottoposti a sequestro.

Nessuno aveva visto o sentito nulla. La sagacia di un Appuntato della Radiomobile, tuttavia, aveva determinato la svolta investigativa; il militare, infatti, era riuscito a carpire dalle conversazioni di alcuni avventori, all’interno di un Bar, dei dettagli fondamentali su quanto accaduto nei pressi della stazione; ciò ha permesso, agli investigatori, di acquisire degli elementi sufficienti per restringere il cerchio intorno alla presunta vittima dell’agguato.

Le successive attività, consistenti nell’escussione di alcuni testimoni nonché nell’esecuzione di perquisizioni domiciliari sul conto di alcuni pregiudicati di Cassino, ha consentito, in primis, di rinvenire, in un garage di un’abitazione di Rocca D’Evandro (CE), di proprietà di una famiglia di Cassino, un’autovettura Ford KA, di colore azzurro, crivellata da sei proiettili da arma da fuoco nella parte del parabrezza anteriore e della fincata dx, esplosi ad altezza uomo. Quindi, la conseguente perquisizione presso l’abitazione della vittima, permetteva di constatare, sulla vetrata di una veranda, la presenza di 5 fori di proiettili dovuti ad un atto intimidatorio, verificatosi la sera precedente.

Gli elementi raccolti in tale fase dell’indagine, grazie anche alla successiva collaborazione della vittima, ha consentito di individuare il responsabile dell’azione di fuoco, ovvero Elio Panaccione. Quest’ultimo, infatti, non avendo accettato di buon grado che uno dei suoi uomini di fiducia, si fosse fidanzato con la figlia del capo clan avverso, passando, quindi, tra le fila della compagine guidata da quest’ultimo, aveva voluto lanciare un inequivocabile messaggio a tutti gli altri.

Il 10 Gennaio 2015, i Carabinieri della Compagnia di Cassino, individuarono e arrestarono, unitamente a personale della Polizia di Stato, Panaccione poiché gravemente indiziato dei reati di tentato omicidio, danneggiamento aggravato e porto abusivo di arma da fuoco nonché di spari in luogo pubblico, per i fatti di violenza avvenuti il 4 e 5 gennaio in pieno centro a Cassino.

Venivano intraprese, quindi, articolate indagine da personale del N.O., coordinate dal P.M. Beatrice Siravo, a conclusione delle quali veniva depositata corposa informativa di reato alla Procura della Repubblica del Tribunale di Cassino, con cui veniva delineato l’organigramma dei due gruppi contrapposti rivali nella contesa delle piazze di spaccio di Cassino, Piedimonte, Villa Santa Lucia, San Giorgio a Liri, Esperia, Cervaro, San Vittore, S. Elia Fiumerapido.

Gli scontri violenti tra le due fazioni si protraevano sino ai mesi di marzo e aprile 2015. Nella notte tra il 27 e il 28 marzo, infatti, un pusher reo di aver spacciato in piazza Labriola veniva brutalmente malmenato; inoltre, nella notte del 18 aprile, sempre in piazza Labriola, un pusher del clan avversario a seguito di una violenta aggressione, ha riportato  traumi all’arcata dentale e ad un timpano.

Le indagini cristallizzavano l’esistenza di un gruppo predominante, ben strutturato e coeso, con a capo suocero e genero Ferrari e Panaccione. Il primo, 42enne di Napoli, già appartenente al clan “Licciardi” di Secondigliano, era deputato all’approvvigionamento di grosse partite di stupefacente del tipo hashish e marjuana da riversare sulle piazze cassinate. Personaggio, tra l’altro, già noto ai Carabinieri poiché coinvolto nelle indagini “Tre Torri” del 2010 e “Bar dello Sport” del 2011.

Il genero di quest’ultimo, autore dell’attentato della sera del 5 gennaio e sottoposto a fermo il 10 successivo poiché riconosciuto responsabile di tentato omicidio, ed attualmente detenuto, era il referente del suocero su Cassino e posto a capo di una struttura gerarchicamente organizzata, i cui associati avevano dei ruoli ben definiti: dalla distribuzione delle sostanze stupefacenti, alla riscossione dei crediti, alle ritorsioni in caso di defezioni o collaborazione con la giustizia. Il sodalizio forniva, altresì, garanzia di copertura delle spese legali e 250 euro a settimana in caso di arresto di un affiliato. Dalle intercettazioni telefoniche emergeva, tra l’altro, che tale gruppo aveva imposto il pagamento di una tangente di 250 euro mensili, a tutti coloro che spacciavano sulle piazze cassinate, soprattutto a coloro che si approvvigionavano autonomamente presso altri fornitori.

I suddetti, inoltre, per la sostanza stupefacente del tipo cocaina si rifornivano, spesso, da due soggetti, di cui uno di etnia rom, residenti in Cassino e destinatari, entrambi, arrestati.

Le ulteriori indagini esperite recentemente evidenziavano come Panaccione, pur trovandosi ristretto in regime carcerario, continuasse ad impartire ordini ai suoi affiliati, proseguendo nella gestione dell’illecita attività. Gli investigatori riferiscono che nel corso di alcune perquisizioni, oltre al libro mastro sul quale erano appuntate cifre e nomi dei clienti, è stata rinvenuta anche la documentazione che comprovava come Panaccione continuasse, dal carcere, a dare indicazioni ai suoi fedelissimi.

Gli stessi, quindi, con la propria condotta violenta, in una chiara strategia del terrore finalizzata, tra l’altro, a garantirsi l’omertà dei commercianti di piazza Labriola, continuavano a dettare legge nel centro cittadino, seminando il terrore negli esercizi pubblici del centro. Emblematico l’episodio del capodanno 2016 quando 6 giovani criminali, alcuni dei quali arrestati oggi, senza alcun motivo e probabilmente sotto l’effetto di alcool, si erano resi responsabili di una violenta aggressione fisica ai danni di clienti e proprietari di un noto bar sito in questo centro. Gli stessi, successivamente, furono identificati dai Carabinieri e denunciati. Il gruppo avversario, era costretto a spostare il centro dei propri loschi affari in altra provincia della vicina Campania.

Il GIP del locale Tribunale, giudice Lo Mastro, quindi, accogliendo quasi totalmente la richiesta del P.M. Dott.ssa Beatrice Siravo, che aveva diretto le indagini ed avvallato le risultanze investigative del Comando Carabinieri di Cassino, emetteva gli ordini di arresto.

16 gennaio 2017 0

Squadra Stadio della Questura di Frosinone in trasferta al Dacia Arena di Udine

Di redazione

Squadra Stadio” della Questura in trasferta al “Dacia Arena” di Udine. Il Gruppo di Lavoro per la sicurezza Stadio Casaleno allo stadio di Udine per esaminare la funzionalità dell’impianto ed i sistemi operativi. Nella giornata di ieri, in concomitanza della sosta del campionato di serie B, il Gruppo di Lavoro per la Sicurezza dello Stadio Casaleno, che sta collaborando con tutti gli Enti interessati per la realizzazione dei lavori, anche ai fini della corretta attuazione delle norme in materia di ordine e sicurezza pubblica e che opera in stretto raccordo con l’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive, ha svolto un sopralluogo alla moderna e polifunzionale struttura sportiva “Dacia Arena” di Udine, situata a 4 chilometri dal centro cittadino. Obiettivo della “trasferta” della squadra, capitanata dal Questore Dr. Filippo Santarelli e coordinata dal Primo Dirigente della Polizia di Stato Dr.ssa Antonella Chiapparelli, con i Sost. Comm. Stefano Macini e Pierluigi Di Vittorio, il Sov. C. Massimiliano Paolozzi e gli Ass.C. Bruno Roma e Fabrizio Sparta, dopo la tappa di Reggio Emilia nel novembre dello scorso anno, è stato l’esame dei sistemi di videosorveglianza, applicati alle esigenze legate alle operazioni di filtraggio ai tornelli e di sorveglianza aree esterne/interne dell’impianto; dell’operatività delle nuove tecnologie in linea con l’attuale normativa sugli impianti sportivi e della strutturazione del Gos. Questa verifica si è resa necessaria per valutare quali strategie potranno essere adottate per il Casaleno, futuro “Benito Stirpe”, a ricordo dello storico presidente dei “Canarini”, nonché padre dell’attuale patron della squadra militante in serie B. La moderna «casa» del Frosinone come il “Dacia Arena”, avrà le caratteristiche di una struttura polifunziale, aperta a tutti i cittadini, ogni giorno della settimana, con l’obiettivo di essere un punto di riferimento per lo sport, il tempo libero ed il benessere, nell’ottica di una nuova fruibilità degli spazi, all’interno di strutture sportive, da parte della comunità ciociara. Da sottolineare inoltre che entrambi gli impianti sportivi sono realizzati al di fuori dell’orbita del centro cittadino. Il Casaleno, come il “Dacia Arena”, è stato progettato con la copertura ad anello di tutti i settori e concepito, stile Premier League, senza separazione tra tifosi e giocatori, con eliminazione delle “vecchie” obsolete barriere, nell’ottica di uno stadio inteso come luogo sicuro adatto ad ospitare anche bambini ed intere famiglie. La struttura sportiva ciociara sarà gestita dai privati, come appunto il già citato Dacia Arena, il Mapei Stadium-Città del Tricolore di Reggio Emilia e lo Juventus Stadium di Torino. La funzionalità dell’impianto ed i sistemi operativi sono stati verificati nel corso della gara di campionato Udinese – Roma, per lo studio della migliore gestione dell’Ordine e Sicurezza Pubblica, in presenza di numeroso pubblico locale e consistente presenza di tifoseria ospite.

16 gennaio 2017 0

Appalti truccati tra Sperlonga, Priverno e Prossedi. dieci arresti tra cui Armando Cusani

Di admin

Sperlonga – Dieci misure cautelari, di cui quattro in carcere e sei ai domiciliari, sono stati eseguiti questa mattina dai carabinieri di Terracina nel corso di una operazione denominata Tiberio e che ha visto finire in manette anche il sindaco di Sperlonga Armando Cusani, ex presidente dell’amministrazione provinciale di Latina. Corruzione ed associazione a delinquere finalizzata alla turbata libertà degli incanti sono i reati contestati agli indagati dai carabinieri comandati dal capitano Margherita Anzini.

I provvedimenti restrittivi sono stati emessi dal gip presso il tribunale di Latina Giuseppe Cario, e sono scaturiti da un’articolata attività d’indagine, avviata dal nucleo investigativo e coordinata dal sost. Proc. Presso la procura della repubblica di latina dott. Valerio De Luca, a seguito di approfondimenti relativi al procedimento relativo al mancato intervento da parte del comune di Sperlonga in relazione agli abusi edilizi connessi alla realizzazione del locale albergo “Grotta di Tiberio” di cui è proprietario lo stesso Cusani

Le indagini, condotte inizialmente dalla stazione carabinieri di Sperlonga avevano consentito di accertare l’inerzia dei responsabili dell’ufficio tecnico del locale comune che si erano succeduti nel tempo, nell’avvio della procedura di ripristino dello stato dei luoghi, in applicazione della legge 380/2001, nonostante fosse evidente l’esistenza di un abuso edilizio emerso durante e dopo la realizzazione dell’albergo, peraltro sancito da una sentenza di condanna emessa dalla Corte di Appello di Roma nel 2014.

Per questo era stata ipotizzata anche l’ipotesi di corruzione in capo ai responsabili dell’ufficio tecnico del Comune di Sperlonga che si erano succeduti nel tempo. Le ulteriori indagini, svolte dal nucleo investigativo di Latina e dai colleghi del norm della compagnia di Terracina, oltre a confermare la sussistenza dei reati di corruzione, hanno consentito di accertare l’esistenza di un’associazione per delinquere finalizzata alla commissione dei delitti di turbata libertà degli incanti ed alla corruzione, al fine di pilotare le aggiudicazioni delle seguenti gare di appalto: la valorizzazione del complesso archeologico Villa Prato di Sperlonga per un importo di 700mila euro; ristrutturazione del comune di Prossedi per un importo di 230mila euro; affidamento del servizio di spazzamento delle strade extraurbane del comune di Priverno per un importo di circa 40mila euro; restauro dell’istituto scolastico “Don Andrea Santoro” di Priverno di circa 35mila euro.

16 gennaio 2017 0

Droga e spari a Cassino, arrestati i padroni di Piazza Labriola

Di admin

Cassino – Avevano trasformato le strade di Cassino in una sorte di far west sparandosi con il rischio di colpire passanti. Da subito si era capito che dietro vi erano bande di spacciatori che si contendevano le principali piazze dello spaccio della Città e, su tutte, piazza Labriola: il salotto buono, soprattutto per piazzare dosi di ogni tipo di droga.

Lì si concentra la movida della città martire e lì gli spacciatori fanno affari d’oro ma a regole stabilite a suon di pestaggi, coltellate e sparatorie. Ecco da dove nasce l’indagine che oggi ha portato in manette 19 tra Cassino e Piedimonte San Germano. Uno solo è stato arrestato fuori provincia a Napoli.

L’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Cassino, ha visto i Carabinieri della compagnia di Cassino, fare una vera e propria piazza pulita di chi, all’epoca e forse anche oggi, gestiva lo spaccio, di chi stabiliva le regole per poter spacciare, dei picchiatori che le facevano rispettare. Infatti, secondo quanto ricostruito nel corso delle indagini svolte dagli uomini del nucleo operativo comandato dal tenente Emanuele Grio, quello che si era creato consisteva in un vero e proprio giro di estorsione; il pizzo che i pusher “indipendenti” dovevano pagare alla banda per accedere alla piazza.

Anche i consumatori non avevano libertà di comprare droga da chi volevano. Gli acquisti dovevano essere fatti solo dai pusher “autorizzati”. Dei 19 arrestati, 12 stanno finendo in carcere e sette ai domiciliari.

Ermanno Amedei Foto repertorio

16 gennaio 2017 0

Pallamano: Il Cus Cassino-Gaeta si aggiudica il Campionato Beach Handball 2016

Di redazionecassino1

Il Centro Universitario Sportivo si è aggiudicato il campionato di beach handball-Ebt Gaeta 2016. Le finali si svolgeranno nella cittadina del Sud Pontino dal 2 al 4 giugno del 2017. A rivelare la notizia è stato il presidente del Cus, professor Carmine Calce, durante il tradizionale scambio di auguri di Natale che si è tenuto di recente nella palestra del Campus Folcara. Ora l’organizzazione dell’evento entra nel vivo: nei giorni scorsi è giunto il marchio dell’ufficialità da parte della Federazione, dunque nella giornata di mercoledì 18 gennaio si terrà la conferenza stampa di presentazione dell’evento. La location sarà il castello Angioino di Gaeta. L’appuntamento è fissato a Mercoledì 18 Gennaio alle ore 17:00 grazie anche alla presenza dei Referenti della Federazione Europea per il Beach handball, Marco Trepidi e Peter Froeschl presenti per l’ispezione e per il workshop, e del Magnifico Rettore Unicas Giovanni Betta,del Sindaco di Gaeta Cosmo Mitrano, del Direttore Generale Unicas Antonio Capparelli, del Presidente del comitato per lo Sport Unicas Daniele Masala e del Presidente FIGH avv. Francesco Purromuto; con l’ intento di rendere indimenticabile il soggiorno a Gaeta ad oltre 800 persone tra addetti ai lavori,giocatori, tecnici, dirigenti delle squadre, dirigenti delle varie delegazioni presenti e dei mass media accreditati oltre ad un numero non precisato di parenti tifosi e “appassionati”. Sono numeri alti ed ecco perché il Cus Cassino ed il Gaeta Handball ’84 colgono l’occasione per chiedere una fattiva collaborazione a tutti gli Enti, le Associazioni,ai Mass media, agli Stabilimenti Balneari, agli Alberghi, ai Ristoranti, alle attività Commerciali e a tutti i cittadini, ognuno per quello che può e per quanto di competenza,di stare vicino perché quest’evento di livello internazionale è un banco di prova per l’intera città di Gaeta, una città capace di organizzare eventi di altissimo livello, oggi e negli anni a venire, così da trasformare la spiaggia di Serapo in un luogo di preparazione Olimpica per gli sport da spiaggia ed in particolare per il Beach Handball”. Appuntamento, dunque, a Mercoledì 18 Gennaio dove si verrà a conoscenza di maggiori dettagli per quanto riguarda lo svolgimento delle Finali Europee per clubs di Beach Handball, meglio conosciute come Ebt Finals. Intanto il presidente del Cus Carmine Calce anticipa: “Non sarà un evento sportivo fine a se stesso ma, come già avvenuto con i Cnu a Cassino, si coglierà l’occasione per avere anche una ricaduta infrastrutturale”.

16 gennaio 2017 0

Operazione antidroga a Cassino, 19 arresti

Di admin

Cassino – Una vasta Operazione antidroga è in corso tra Cassino, Napoli, Torino e Conegliano Veneto finalizzata all’esecuzione di 19 ordinanze di custodia cautelare per altrettanti soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, spaccio in concorso di sostanze stupefacenti, nonché detenzione, vendita e porto illegale di armi comuni da sparo.

L’operazione è frutto di una indagine svolta dai carabinieri della compagnia di Cassino in seguito a fatti di cronaca avvenute nelle principali piazze dello spaccio della città martire.

Gli uomini del colonnello Giuseppe Tuccio hanno fatto luce si episodi criminali che hanno generato grosse preoccupazioni in città.

I dettagli dell’operazione saranno resi noti nel corso della mattinata.

Ermanno Amedei