Giorno: 31 gennaio 2017

31 gennaio 2017 0

San Vittore del Lazio- Uccisione del capriolo, il comune si costituirà parte civile

Di redazione
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Il comune di San Vittore parte civile contro i due bracconieri. Ad annunciarlo il sindaco Nadia Bucci. La stessa sul problema aveva scritto al presidente Zingaretti. Il Comune di San Vittore del Lazio si costituirà parte civile nel procedimento che vedrà a giudizio i due bracconieri colti in flagranza di reato dall’Arma di Cervaro dopo che avevano ucciso un esemplare di capriolo, specie protetta ed erano stati segnalati in questa loro bieca attività da un ciclista di passaggio che si era dovuto sorbire anche le loro minacce; il tutto con una serie di perplessità che la prima cittadina di San Vittore aveva già espresso in merito alla questione dei cacciatori foresti e poco esperti del territorio lo scorso agosto, scrivendo ai vertici della Pisana. E una inflessibile Sindaca Nadia Bucci a dare l’annuncio della decisone del Comune, cogliendo l’occasione per condannare nella più ferma delle maniere l’accaduto, un esempio di inciviltà ed assoluta assenza di rispetto, sia per la natura che per le leggi che, nel rapporto già difficile con essa, dovrebbero essere lunico faro, al di là delle posizioni personali sul tema. L’annuncio della prima cittadina di riservarsi ogni azione intraprendibile nelle opportune sedi giudiziarie in merito all’episodio trova, tra l’altro, fondamento in una lettera che, in tempi non sospetti, il 28 agosto 2016, la Bucci aveva scritto ed indirizzato al Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti ed all’assessore Hausmann una lettera in cui esprimeva una cauta ma chiara perplessità in merito ai criteri di attribuzione dei punteggi per consentire la caccia al cinghiale su territori comunali non di residenza delle doppiette. Il sunto era che, con i cacciatori provenienti da comuni foresti (e i due denunciati dai Carabinieri di Cervaro sono forestieri) la predisposizione al bracconaggio potesse essere incrementata dalla scarsa conoscenza del territorio; in particolare, la Bucci aveva in un certo modo profetizzato che cacciatori provenienti da territori limitrofi avrebbero finito col penalizzare Comuni come San Vittore, confinari con altre Regioni e ghiottamente cercati per battute di caccia fuori ordinanza. Una lungimiranza che forse avrebbe meritato, a questo punto, orecchie più attente.

31 gennaio 2017 0

Spaccio e ritrovo di malavitosi, bar chiuso a Cassino

Di admin

Cassino – Spaccio e cattive frequentazioni in un bar di Cassino e per questo il questore di Frosinone ha disposto la sospensione dell’autorizzazione amministrativa all’esercizio pubblico nei confronti del titolare del locale. Il provvedimento è stato preso a seguito di indagini svolte nel campo dello spaccio di sostanze stupefacenti nel corso della quale, secondo quanto riferisce una nota della questura, sarebbe emerso che il titolare aveva dato il suo “benestare” affinché  il suo locale divenisse un vero e proprio bazar della droga: acquisto, trasporto, detenzione, cessione e spaccio al minuto di hashish, marijuana e cocaina.

A motivare l’adozione del provvedimento vi è anche l’abituale frequentazione dell’esercizio pubblico di soggetti appartenenti a clan camorristici in trasferta dalla vicina Campania e di pregiudicati della zona, che avevano fatto del locale un ritrovo per i loro loschi affari.

In questa base organizzativa, il titolare del bar faceva da “palo” alle attività illecite del sodalizio criminoso, avvisando tempestivamente dell’arrivo delle Forze dell’Ordine.

Tra le  criticità rilevate dal personale del Commissariato di Cassino vi è anche la particolare posizione del bar, in piazza San Giovanni, posto nel centro cittadino e nelle vicinanze dell’omonima chiesa, ritrovo di giovani e bambini, che amplificano la grave turbativa all’ordinato e sicuro svolgimento della vita sociale del luogo.

La chiusura  dell’attività, notificata oggi da personale dagli agenti di polizia e disposta per un tempo pari a 7 giorni.

 

31 gennaio 2017 0

Autorimessa in fiamme a Fondi, devastati due automezzi

Di admin

Fondi – E’ mistero sull’incendio che questa notte ha devastato due automezzi e l’autorimessa privata in via Canova a Fondi in cui erano parcheggiati. L’allarme lanciato ai vigili del fuoco ha visto intervenire la squadra del distaccamento di Terracina il cui celere intervento ha impedito alle fiamme di propagarsi ad un terzo mezzo.

Alle operazioni di spegnimento nell’area di parcheggio che occupa circa 250 metri quadrati, ha partecipato anche una squadra del distaccamento di Gaeta. Domato l’incendio sono iniziate le indagini tecniche per risalire all’innesco che, allo stato attuale, risultano essere sconosciute.

La velocità con cui il rogo si è propagato da un mezzo all’altro, però, resta sospetto e le indagini continuano.

31 gennaio 2017 0

Cinque cuccioli di cane salvati dalla polizia Stradale a Frosinone

Di admin

Frosinone – Cinque cuccioli di cane abbandonati in una scatola sono stati salvati da una pattuglia della polizia stradale di Frosinone.

Gli agenti in servizio di perlustrazione del territorio hanno sentito i guaiti provenienti da una scatola di cartone, depositata in un parcheggio della zona bassa del capoluogo. All’interno c’erano i cinque cuccioli infreddoliti e destinati a morte certa perché abbandonati dai loro padroni.

Gli uomini in divisa, quindi, hanno trasferito quella cuccia “improvvisata” con i suoi “ospiti” presso la struttura della Sezione di Polizia Stradale e lì hanno chiesto l’intervento del Soccorso Veterinario ai cui operatori hanno affidato i cuccioli.

 

31 gennaio 2017 0

Ghiaccio nel reatino, disagi alla circolazione

Di admin

Rieti – Seppure le temperature massime sono in rialzo, il ghiaccio continua a creare problemi nel reatino. La zona del cratere resta quella ovviamente più disagiata.

Disagi alla circolazione, però, anche in altri comuni della provincia ed in particolare a Rocca Vittiana dove un autobus per il trasporto pubblico che stava salendo verso il centro della cittadina, a causa del ghiaccio, si è in traversato, appoggiandosi ad un muro e bloccando la strada.

Sono dovuti intervenire i vigili del fuoco per rimuovere il mezzo.

 

31 gennaio 2017 0

Traffico internazionale di armi da guerra, 4 persone arrestate

Di Antonio Nardelli

Il Nucleo Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Venezia, su ordine della DDA partenopea, sta eseguendo nelle province di Roma, Napoli, Salerno e L’Aquila il fermo di 4 persone indiziate di traffico internazionale di armi e di materiale dual use, di produzione straniera.

Si tratta, in particolare, di 3 persone di nazionalità italiana e di un soggetto libico che, in concorso tra loro, nel periodo dal 2011 al 2015, hanno introdotto in paesi soggetti ad embargo, quali Iran e Libia, in mancanza delle necessarie autorizzazioni ministeriali, elicotteri, fucili di assalto e missili terra aria.

31 gennaio 2017 0

Lazio Ambiente: Una vicenda infinita di inefficienza e spreco di denaro pubblico

Di Antonio Nardelli

Dall’Unione Sindacale di Base Coordinamento provinciale di Frosinone riceviamo e pubblichiamo:

E’ impensabile parlare di crisi nel settore della raccolta e trattamento dei rifiuti. Lo dimostra il successo di grandi società che dai rifiuti hanno saputo generare vantaggi per i cittadini, l’ambiente, i lavoratori e le aziende stesse.

Eppure la vicenda della Lazio Ambiente spa Unipersonale, una società per azioni a totale partecipazione pubblica regionale che gestisce la raccolta e il trattamento rifiuti, si colloca all’estremo opposto, rappresentando un caso emblematico di insuccesso e malaffare.

La storia è nota: in origine costituitasi come consorzio Gaia per poi trasformarsi in spa, nel 2009 viene sottoposta ad un sequestro e successivamente ad un commissariamento a causa di irregolarità sulle emissioni. L’indagine porta alla luce alcuni responsabili (ancora oggi sulla scena), oltre a sottrazioni indebite di denaro pubblico, fatturazioni gonfiate, finanziamenti per opere in assenza di un progetto, con la complicità di Cassa Depositi e Prestiti. Il commissariamento porta l’indebitato consorzio Gaia nelle mani della Regione Lazio, che si presenta con buona pace di tutti come la tanto agognata soluzione di riscatto dal passato con una proiezione rosea verso il futuro. E invece nulla è cambiato: gestione scellerata come in passato, spreco di denaro pubblico e una situazione impiantistica e logistica disastrata. Gli impianti di termovalorizzazione sui quali non è mai stato operato un serio intervento manutentivo e di revamping versano infatti in condizioni rovinose, così come il parco automezzi per la raccolta. L’avvicendamento ai vertici aziendali non ha di fatto prodotto alcun cambiamento. I nuovi vertici hanno infatti proseguito nel solco della vecchia strada del dispendio e dell’inefficienza gestionale e decisionale in assenza di una sana politica di programmazione degli investimenti e di efficientamento.

Ciò che più stupisce di questa vicenda è la latitanza della Regione in un percorso intrapreso dai vertici locali a discapito dei lavoratori. Dapprima infatti hanno cercato di ricorrere ad una cassa integrazione in deroga e in seguito al fallito il tentativo, stanno tentando ora il ricorso al Fondo di integrazione salariale, con le gravi conseguenze che ciò comporta per i lavoratori, i quali percepirebbero un assegno di circa 900 euro lordi a fronte dei sontuosi stipendi dello staff dirigenziale che variano dai 135.000 ai 170.000 euro annui, ai quali vanno aggiunti i benefits.

Una situazione grottesca, ingiusta e inaccettabile. Dopo aver più volte ribadito che il suo obiettivo principale è il riassetto ed il rilancio dell’azienda e ancor prima la salvaguardia occupazionale e salariale dei lavoratori, la Regione Lazio sembra essere venuta meno a quella promessa ed essersi inoltre sottratta dalla partecipazione alla Lazio Ambiente spa, avvalendosi della legge Madia (tra l’altro sospetta di incostituzionalità).

Tale operazione sta spingendo all’uscita anche alcuni comuni (tra i quali Valmontone, Subiaco, Frascati, Colonna) facilitando così la dismissione di Lazio Ambiente e il subentro di altre società nella gestione della raccolta e degli impianti di termovalorizzazione. Il presidente della Regione Lazio e gli assessori competenti hanno il dovere di assumersi la responsabilità dell’attuale situazione e di adottare misure urgenti e improrogabili, quali la sostituzione dei vertici aziendali e la tutela dei piani occupazionali.

Trattandosi di impianti particolarmente sensibili, spetta inoltre alle istituzioni garantirne il corretto funzionamento, al fine di scongiurare gravi danni per l’ambiente, i lavoratori e i cittadini.