pubblicato il26 gennaio 2017 alle 18:28

Cassino- Giuseppe Sebastianelli, dopo la revoca delle deleghe a Di Zazzo, chiede le dimissioni del sindaco D’Alessandro

Con la recentissima revoca delle deleghe all’asssessore Di Zazzo, si riapre la querelle e nel dibattito politico entra anche anche il consigliere Giuseppe Sebastianelli. A tal proposito dallo stesso riceviamo e pubblichiamo
“Appena tre mesi e fuori un altro: dopo 90 giorni dalla mia cacciata dalla maggioranza, avvenuta il 25 ottobre, il sindaco ha revocato la nomina all’assessore Di Zazzo. E con questa decisione la marea Maria rende abusivo il sindaco e abusiva tutta la maggioranza, perché senza l’accordo con Di Zazzo, avremmo avuto un sindaco diverso con una maggioranza diversa, e la città non dimentica, al contrario di quello che forse pensa la marea Maria al governo.

Non si può credere neppure alla motivazione addotta da D’Alessandro, cioè che la revoca dell’incarico sarebbe conseguenza dell’istallazione di un gazebo, perché tutti sanno che la Giunta, assessori ma anche sindaco, non ha poteri amministrativi e per l’installazione di un gazebo sono necessari almeno quattro pareri dei settori urbanistica, tributi, polizia locale e commercio. Non risulta, inoltre, che sia stato preso nessun provvedimento nei confronti di dirigenti o di assessori di altri settori, ma solo contro l’assessore Di Zazzo, in una maniera che di “per bene” non ha niente.

Ora, lo scenario che si è aperto ricorda la sceneggiatura di una riuscitissima pellicola del regista e attore comico Alessandro Siani, dal titolo “Il principe abusivo”. Senza Di Zazzo, che è stato determinante per la vittoria del ballottaggio, questa Amministrazione è abusiva, dunque, in queste scene nostrane da “Sindaco abusivo”, regia marea Maria, c’è una sola cosa da fare: ridare la parola agli elettori, i legittimi e unici proprietari della città, ingannati nel turno di ballottaggio. Se, invece, la fiducia è venuta meno perché l’assessore Di Zazzo si è macchiato di un reato nell’esercizio della sua carica, il sindaco lo dica alla città. Ma se le motivazioni sono tutte sotto un gazebo D’Alessandro mente ancora, sapendo che il sindaco non può intervenire nel processo amministrativo se non vuole incorrere nel reato di abuso di potere e d’ufficio.

La marea Maria dica piuttosto che la delega a Di Zazzo era solo un compenso elettorale che aveva una scadenza: doveva avvenire cioè tre mesi dopo la mia cacciata. E mentre io mi sono accomodato in opposizione, è stato acceso il “frullatore mediatico” nei confronti di Di Zazzo, che ieri è stato salutato definitivamente con modi non consoni ad una città come Cassino, dove l’eleganza politica è diventata solo un ricordo.

Attenzione, però, “maria marea, sotto il mare c’è sempre più mare, e di più. E nelle notti di troppa luna, quando il passato balla con il presente, c’è chi vede Maria e Marea”. Se non vuole perdere anche il titolo di “persona per bene”, il sindaco chiami il suo amico segretario comunale e rimetta il suo mandato: Cassino non perdona chi mente, chi prende un impegno elettorale e poi lo stravolge.
Firmato,Il consigliere abusivo Giuseppe Sebastianelli”.

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