pubblicato il6 gennaio 2017 alle 20:23

I giovani d’Europa assieme ai rifugiati siriani per un unico obiettivo, la pace

12-17 Dicembre 2016. EUROINTEGRATE: Make your Country a Part of Great Europe for All.
È questo solo l’inizio di una duratura e produttiva rete tra scuole europee che maturerà e porterà i suoi frutti negli anni a venire. L’inizio di un’esperienza interculturale a cui il nostro Liceo “G. Pellecchia” di Cassino ha preso parte, rappresentato da tre dei suoi studenti più meritevoli accompagnati dalle prof.sse Biancamaria Di Meo e Cinzia Vettese. Un progetto che va oltre i confini d’Europa coinvolgendo i giovani, europei e non, delle scuole partner.
L’obiettivo: unirsi per la pace.

I ragazzi spagnoli, italiani, turchi, tedeschi, greci e finlandesi, conosciutisi per la prima volta a Palma di Maiorca (Spagna), presso l’istituto IES Joan Maria Thomàs, scuola capofila, hanno lavorato insieme per affrontare il tema dell’immigrazione e dell’integrazione con l’obiettivo di creare un gioco di ruolo che abbia come protagonista un rifugiato siriano. Un lavoro non da poco, analizzato e compreso grazie alla conferenza tenuta da Martì Prats (professore ed esperto di giochi di ruolo), che ci ha spiegato e svelato i segreti del mestiere. Su tale binario verranno portati avanti i lavori, in preparazione dei prossimi incontri da tenersi rispettivamente in tutte le scuole partecipanti.
Insieme si è trascorsa una settimana meravigliosa tra le attività in programma e le escursioni : dalla visita della città antica e della cattedrale fino a quella del santuario di Lluc, di Porto Soller, del Municipio e del Parlamento delle Isole Baleari.
Per non parlare dell’incontro con i rifugiati siriani. Il più significativo. Un momento toccante e di profonda riflessione, in grado di metterci davanti agli occhi la cruda realtà: una realtà impossibile da vivere e da sopportare.

Davanti alle foto di Xavié Ferré, che ha voluto intraprendere un viaggio al confine tra Siria e Turchia per documentare quella che è una vera e propria crisi umanitaria, e alla voce spezzata di quelle famiglie e di quei ragazzi che hanno vissuto questa crisi, ci siamo sentiti impotenti. Nessuno.
Ma grazie a loro, ai loro sorrisi, ai sorrisi dei bambini che hanno giocato con noi, sorrisi di speranza, abbiamo capito che si può cambiare.
Waad Khairallah ne è un esempio, con la sua storia: quella dei volontari del campo per i rifugiati di Skaramagas (Grecia). Giovani ragazzi, anzi, giovani uomini che insieme stanno facendo tutto il possibile per dire stop alla guerra. Iniziando dai bambini e dal loro sorriso, hanno aperto nel 2016 “The Hope School”, una scuola nel campo per rifugiati.

Abbiamo capito che insieme possiamo farcela. Insieme è possibile cambiare. Noi giovani siamo la speranza per il futuro. Una speranza fatta di condivisione e fraternità, ma soprattutto di pace.
In questo spirito e con questa consapevolezza, insieme abbiamo trascorso una serata a scuola, in una cena vissuta con queste famiglie e con questi ragazzi che hanno perso tutto a causa della guerra.
Insomma, l’inizio di un lungo viaggio: un viaggio di nuove esperienze e di nuove amicizie, di giovani di nazionalità differenti che scoprono che tali differenze in fondo non esistono. Ma soprattutto un viaggio di riflessione e di crescita.
Bianchi Luca, Didone Stefano e Ricci Alessia

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