pubblicato il23 marzo 2017 alle 16:04

Il Parco dei monti Aurunci fra storia, ambiente e turismo escursionistico unico

Doline, grotte, pozzi della neve un habitat naturale per anfibi e pipistrelli

Un territorio di indubbio valore paesaggistico, naturalistico e soprattutto escursionistico è quello offerto dai monti Aurunci. Un mondo disseminato di importanti attrattive paesaggistiche di indubbia bellezza per gli amanti del turismo escursionistico, e non solo, quello offerto dai ‘pozzi della neve’ dell’Antiappennino Laziale con vette che raggiungono i 1.500 metri e attraversato da grotte e doline. I “Pozzi della neve” rappresentavano un’importante risorsa economica del passato. Fino ai primi del ‘900, infatti, servivano a fornire ghiaccio e ad alimentarne il commercio; ora che il ghiaccio possiamo farlo comodamente in casa, non si usano più, ma i ‘pozzi della neve’ resistono al tempo ed oggi sono diventati ambita meta di escursionisti. Attraversando grotte e doline, sui monti Aurunci, è possibile trovare ‘pozzi della neve’ risalenti a 400 anni fa, conservati benissimo a testimonianza della presenza dell’uomo su queste montagne. Un commercio di cui si trova traccia in un documento del 1631 degli Statuti di Gaeta in cui si riportano le norme sulla vendita di ghiaccio: tra i maggiori trasportatori di questa risorsa, figuravano i pastori, i quali si impegnavano a garantirne la fornitura alla città di Gaeta, dal 1 maggio a tutto il mese di ottobre. I blocchi di ghiaccio venivano trasportati dai ‘pozzi’ a valle, durante la notte e a dorso di muli, percorrendo le vie della neve, come sono chiamate ancora oggi. Pratica avvenuta fino agli inizi del ‘900”. Oggi le vie della neve offrono paesaggi unici, sia per la bellezza della natura sia per le testimonianze di quanto l’uomo è riuscito a fare per adattarsi e sfruttare quei luoghi. Dalle vette alla Piana di Campello dove le doline sono lo specchio di come l’uomo si sia adattato a sfruttare al meglio il territorio, terreni fertili e versanti ‘terrazzati’ per la coltivazione di grano, ma con scarsa acqua superficiale. Le doline, dunque, erano ottime per le coltivazioni, occorreva però recuperare l’acqua, adottando una tecnica simile a quella utilizzata per la costruzione dei pozzi della neve, ma con qualche variante progettuale. Buchi circolari nel terreno, rivestiti con pareti costruite a secco, alternando strati di rocce più grandi a quelli di rocce più piccole in modo da renderle impermeabili. Esse si trasformavano in cisterne per la raccolta dell’acqua piovana che, dalle pendici dei monti, scorreva verso il centro della dolina prima di insinuarsi nel terreno e continuare il suo viaggio fino alle valli dell’entroterra o fino a mare. Ancora oggi gli Aurunci garantiscono acqua a tutto il territorio limitrofo e a una delle città costruite dai romani, Minturnae, con la sorgente di Capodacqua nota già all’epoca. Queste cisterne oggi sono l’habitat naturale e perfetto per due ospiti di particolare interesse, due anfibi: i tritoni e le salamandre che qui vi si riproducono a conferma della biodiversità di questi monti.

Particolare importanza rivestono, infatti, la biodiversità e particolari habitat di questi luoghi. 

“Il Parco Naturale degli Aurunci, nel Lazio – racconta Daniele Ruggieri, Guida Ambientale Escursionistica nel Parco Naturale Aurunci, – ha avviato negli anni precedenti studi e importanti campagne di ripopolazione di pipistrelli. Di estremo interesse è la grotta denominata Fosso di Fabio dove troviamo interessanti conformazioni calcaree e alcuni esemplari di pipistrelli”. Le guide ambientali escursionistiche permettono di andare alla scoperta di tutte queste piccole meraviglie. Sono vere e proprie le sentinelle del territorio, specializzate in tanti rami importanti che spaziano dalla geologia alla biologia, dall’archeologia all’intero mondo della natura.

Un mondo vicino a noi, spesso poco conosciuto dalla maggior parte della popolazione, ma che racchiude bellezze naturali, storico-ambientali di notevole pregio, la scoperta di borghi e paesi che circondano il cassinate dal lato del mare. Una parte del nostro territorio che vale la pena di visitare soprattutto con l’inizio della primavera e l’estate. Un turismo diverso che aiuta il benessere fisico e la scoperta di un paesaggio unico.

F. Pensabene

foto di repertorio

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