pubblicato il15 marzo 2017 alle 14:46

Settantatré anni fa la distruzione di Cassino, cerimonia in piazza De Gasperi

Cassino – Una cerimonia in piazza De Gasperi, questa mattina, alla presenza delle massime Autorità civili, cittadine e provinciali, militari e religiose, ha commemorato i tragici eventi di quel triste 15 marzo 1944. Il sindaco Carlo Maria D’Alessandro e il Prefetto di Frosinone, S.E. Emilia Zarrilli hanno deposto una corona al Monumento ai Caduti per ricordare i settantatré anni dalla distruzione di Cassino. Una data indelebile nella memoria dei cassinati che ricorda una pagina di storia triste e dura, giunta ad un solo mese di distanza dal bombardamento della millenaria Abbazia di Montecassino. Uno scritto di Giovanni Petrucci, contenuto in Centro Documentazione e Studi Cassinati, ripercorre in modo drammatico quei terribili momenti, la potenza di fuoco scatenata sulla Città, dal bombardamento, prima, e dai cannoni subito dopo, descrivendo il dramma del conflitto sulla popolazione: “Il 15 marzo un bombardamento a tappeto e il fuoco contemporaneo dell’artiglieria completarono la distruzione della città e del Monastero, mettendo fuori uso tutte le armi pesanti tedesche: su Cassino e sulle immediate vicinanze, un’area di circa 400 x 1.400 metri, vennero sganciate 1.250 t. di bombe ad alto esplosivo; Il rapporto tra gli ordigni e i difensori della città fu di circa quattro tonnellate per ogni paracadutista di presidio …; 500 aerei, dei quali 300 bombardieri pesanti, sganciarono su Cassino oltre 1000 tonnellate di bombe, durante l’incursione durata tre ore e mezza. Le bombe, naturalmente, distrussero la martoriata città. Altrettanto naturalmente vi furono delle vittime per errori commessi dai bombardieri: alcune bombe caddero su Venafro, uccidendo 140 civili italiani; altre piombarono sulle linee alleate anche molto arretrate, causando perdite sugli addetti all’artiglieria; altre ancora centrarono il comando dell’8a Armata e il carrozzone dove abitualmente si tratteneva il generale Leese che, per fortuna, in quel momento era assente. A mezzogiorno in punto il bombardamento aereo ebbe termine e 610 cannoni aprirono il fuoco…”. Una data scolpita nella mente di molti cassinati che hanno vissuto quei terribili mesi, quelli successivi e gli anni della ricostruzione, che in ogni famiglia viene ricordata con profonda commozione e sofferenza, ma anche con l’orgoglio di un popolo che ha saputo ritrovare il coraggio di ricominciare. Questo il significato della commemorazione che ogni anno celebra il ricordo di quei tragici eventi. Non possiamo correre il rischio che le nuove e future generazioni, i cui familiari hanno subito in prima persona il dramma della guerra, frutto dell’odio e della prevaricazione, non conoscano questa pagina di storia della nostra città. Una giornata quella di oggi in cui non è possibile dimenticare tutti gli sforzi della popolazione profusi per la ricostruzione. Una rinascita non semplice, per la quale sono occorsi decenni, ma che ha restituito a Cassino quel ruolo di primo piano che la storia le ha assegnato nell’intero panorama nazionale ed internazionale.
Il ricordo di quei tragici eventi di 73 anni fa, devono rappresentare un monito alla barbarie della guerra per le future generazioni.
F. Pensabene

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