pubblicato il18 marzo 2017 alle 09:23

“Si fa di gioco” sotto gli occhi del figlio. Raccapricciante foto scattata in un bar di Cervaro

Cassino – Un bambino seduto su uno sgabello assiste alla madre che continua a gettare soldi in un video poker posizionato in un angolo nascosto di un bar sulla Via Casilina nel territorio di Cervaro. É l’immagine che un avventore occasionale di quel bar è riuscito a rubare per poter testimoniare quel silenzioso dramma.

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A circa 10 anni, guardava annoiato il giocare della donna quasi certamente vittima di quella dipendenza da gioco che ormai sembra essersi diffusa come quella della droga. Una immagine che meglio di qualsiasi altra racconta cosa accade all’interno delle salette dove anche il senso materno viene sacrificato al dio del gioco. “Quella fotografia è raccapricciante” ha dichiarato Bruno Della Corte, presidente dell’associazione Il Sole Spelende per Tutti e che spesso si è trovato ad assistere persone finite nell’indigenza proprio a causa della dipendenza da gioco.

La stessa comunità terapeutica Exodus di Cassino, da tempo, oltre a contrastare il fenomeno della tossicodipendenza, assiste alla stessa maniera anche chi si “fa di Gioco”. Luigi Maccaro, il responsabile della comunità, conosce bene il problema di persone che una volta finite nel turbinio del gioco, finiscono anche per commettere furti pur di raccimolare soldi per una scommessa, una puntata o una giocata. Tutto questo con uno Stato che funge da “spacciatore”; che invece di contrastare, sembra favorire il sistema gesto da auelle che sembrano essere vere e proprie lobby.

Ermanno Amedei

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