pubblicato il22 marzo 2017 alle 21:12

Traffico di telefoni e droga in carcere a Frosinone gestito da agente penitenziaria

Frosinone – Dai 150 ai 500 euro per avere un telefono cellulare all’interno del carcere di Frosinone. La tariffa non sembrava assolutamente cara ai detenuti che si erano avvalsi, a quel prezzo, dei servizi di R. N. 46 anni di Piglio, assistente capo della polizia penitenziaria in servizio presso l’istituto del capoluogo Ciociaro.

Nel corso delle indagini svolte dai carabinieri del reparto operativo di Frosinone comandati dal colonnello Andrea Gavazzi e coordinati dal Capitano Antonio Lombardi sono state accertate tre cessioni di telefonini, di ultima generazione, muniti di sim card e caricabatteria, l’introduzione di 50 grammi di sostanza stupefacente del tipo hashish e la corresponsione complessivamente di circa 2000 euro che era stata fatta recapitare all’assistente della polizia penitenziaria in parte attraverso dazione diretta per il tramite di familiari ed una parte attraverso l’accreditamento su una Postepay intestata alla stessa guardia.

L’uso dei telefoni da parte dei detenuti per le più svariate esigenze: dalla necessità affettiva di mantenersi in contatto con fidanzate, genitori e congiunti in genere alla gestione di altre illecite attività, come nel caso di  L. G., originario dell’Albania, attualmente detenuto presso Casa Circondariale di Spoleto che curava, in ogni fase, la prostituzione della propria sorella e compagna attraverso l’inserzione in specifici siti di annunci e foto, l’indicazione alle donne di un vero e proprio codice comportamentale da tenere con i clienti in ordine a tempi e modalità dei rapporti, rimanendo talvolta in linea sia nella fase di “contrattazione” che di consumazione della prestazione sessuale.

Ovviamente gli introiti, al netto delle spese di gestione, venivano dalle donne versate su una postepay che il detenuto gestiva direttamente dal suo efficiente smartphone comodamente dalla sua cella. Undici misure cautelari notificate, questa mattina in diverse province d’Italia.

In carcere sono finiti L. G. albanese, cl. 82 (attualmente detenuto presso la Casa Circondariale di Spoleto per droga, rapina e sfruttamento della prostituzione); S. D. M. rumeno cl. 91 (attualmente sottoposto agli arresti domiciliari presso propria abitazione in Frosinone per reati di droga); C.D. napoletano cl. 91 (attualmente detenuto presso Casa Circondariale di Ariano Irpino – AV per droga e rapina); A. A. albanese cl. 80 (attualmente detenuto presso Casa Circondariale di Isernia per droga). Per l’agente della penitenziaria sono scattati invece gli arresti domiciliari, con applicazione del braccialetto elettronico. Obbligo di dimora nei confronti degli altri 6 indagati.

Ermanno Amedei

 

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