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pubblicato il4 aprile 2017 alle 16:47

Omicidio di Alatri, il sindaco scrive ai media: “Quella che state dipingendo non è Alatri”

Alatri – “Con il cuore in mano vi chiedo di restituire dignità e verità a questa mia Città e alla mia gente”. Lo scrive in una lettera aperta il sindaco di Alatri Giuseppe Morini rivolgendosi alla testate giornalistiche che da venerdì scorso stanno seguendo lo sviluppo delle indagini sull’omicidio di Emanuele Morganti.

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“La città che viene dipinta in questi giorni non è Alatri, non è la mia Alatri, alla quale non appartengono le frasi ricorrenti di “città omertosa” o “territorio Violento e senza Stato” perché non corrisponde assolutamente alla cultura e al costume di questa città e di questo territorio. I fatti accaduti lo scorso 25 marzo sono gravissimi ed hanno generato nel tessuto sociale di Alatri una ferita così profonda che solo con grande difficoltà e fatica potremo rimarginare. La generalizzazione e parziale interpretazione dei fatti e delle opinioni, generato dalla spinta al conformismo dei media, ci hanno ferito, offeso, villipeso e danneggiato. E’ noto che una forte esposizione ai media, può convincere il fruitore comune anche di realtà non vere. Non posso accettare che la mia comunità notoriamente pulita e civile, venga ulteriormente infangata e vilipesa. In qualità di sindaco non lo posso permettere perché la mia città non lo merita”.

La mia gente è gente per bene. Non siamo avvezzi alla violenza, alle tragedie simili ed alle telecamere usate solo per effimera ribalta mediatica. Siamo orgogliosi, tenaci, generosi e spontanei come ancora si usa nei piccoli centri della provincia italiana. Per l’immane tragedia subita, oggi siamo inebetiti dal dolore, sbigottiti, impietriti e forse proviamo anche un po’ di vergogna, ma non possiamo essere giudicati omertosi, solo perché rispettiamo il dolore e il riserbo che la circostanza richiede”. A conclusione ha detto: “Interpretando il sentimento dei miei concittadini, sento forte il dovere di difendere in ogni modo questa storia, questa cultura e questa dignità e per questo chiedo anche a voi, uomini e donne dell’informazione, di tutelare questi irrinunciabili valori, abbassando la pressione mediatica ed il frastuono prodotto, ripristinando un giusto silenzio necessario ad alimentare la doverosa riflessione che il tragico momento impone”.

 

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