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pubblicato il12 aprile 2017 alle 18:51

Sant’Elia Fiumerapido, continue aggressioni e percosse alla ex, arrestato 33enne

Sant’Elia Fiumerapido – Un 33enne di Sant’Elia Fiumerapido, è stato arrestato dai carabinieri per aver molestato, aggredito verbalmente e fisicamente la ex convivente.

Ieri mattina l’uomo aveva prima minacciato e poi pedinato invitandola più volte a fermarsi, la sua ex compagna la quale, con la propria autovettura e con a bordo la figlia di anni 5, da Sant’Elia Fiumerapido si stava recando a Cassino. Con una manovra spericolata, aveva stretto con la sua auto, quella della donna sul margine destro della carreggiata, costringendola a fermarsi e chiudendogli ogni via di fuga.

Ne è scaturita una violenta discussione tra i due fino a che l’aggressore ha afferrato per il braccio la vittima strattonandola, tanto da procurarle lesioni giudicate guaribili in 4 gironi. Appena le è stato possibile, la donna ha chiamato i carabinieri che immediatamente l’hanno raggiunta nel parcheggio antistante l’ospedale di Cassino. Alla vista dei Carabinieri, il 33enne ha tentato di allontanarsi velocemente dal posto, venendo subito bloccato dagli operanti.

La vittima, nel formalizzare la denuncia, ha dichiarato che l’episodio descritto era l’ultimo di una reiterata serie di atti vessatori e persecutori subiti. Un incubo iniziato subito dopo la nascita della loro figlia. L’uomo ha cambiato atteggiamento diventando violento e picchiandola più volte, tanto da costringerla, in più occasioni, a fare ricorso alle cure mediche. Inizialmente le violenze rimanevano confinate nell’ambito domestico ma, nel tempo, considerando il ripetersi degli episodi, la donna aveva formalizzato alcune querele alle quali seguivano sempre le relative remissioni, scaturenti dalle sempre disattese promesse dell’uomo di un suo ravvedimento.

Quindi, la donna aveva interrompere la convivenza suscitando le ire dell’uomo che aveva assunto una condotta persecutoria, caratterizzata da continue telefonate in ore diurne e notturne, minacce e pedinamenti anche in danno di altri familiari della vittima. Di fronte all’ennesimo caso, gli operanti, stante la flagranza di reato, lo hanno arrestato e ristretto in regime degli arresti domiciliari presso la propria abitazione.

 

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