pubblicato il14 aprile 2017 alle 13:50

Tasse incassate e “distratte” dalla Gosaf a Cassino e Isola Liri, i Finanzieri recuperano il maltolto

Coinvolto anche l’ex assessore. I finanzieri recuperano il maltolto

Cassino – Un venerdì di passione giudiziaria quello che si preannuncia a Cassino e che certamente avrà seguito per mesi dato che nell’indagine svolta dalla Guardia di Finanza di Frosinone ha al centro la Gosaf, la società incaricata di riscuotere tutti i tributi di alcuni comuni tra i quali Cassino e Isola Liri.

E’ su quei tributi che i conti non tornano. L’indagine svolta dai finanzieri della Tributaria di Frosinone comandati dal Colonnello Michele Mongili si è concentrata in un periodo che va dal 2010 al 2014 e riguarda le tasse comunali pagate dai cittadini di Cassino e di Isola del Liri.

Soldi che, per un complessivo di un milione 750mila euro, sono stati incassati, quindi pagati dai cittadini e, per un motivo o per un altro, non sono finiti nelle casse comunali per le esigenze della gestione del Comune stesso.

Di chi la colpa?

Secondo i finanzieri, il capo della Procura di Cassino Luciano D’Emmanuele, il suo sostituto procuratore Marina Marra e il Gip Massimo Lo Mastro,  le colpe sono delle 12 persone indagate tra responsabili della Gosaf, ex ed attuali amministratori che rispondo ai nomi di  Vincenzo Piccoli, Giuseppe Rossetti, Luca Alteri, Luigi Consales, Michele Fragnoli, Alba Olandesi, Giovanni Francesco Casale, Enzo Salera, Antonio Paolo Rossi, Ulderico Schimperna, Giuseppe Golini Petrarcone, Laura Gabriele.

Risalta ovviamente il nome dell’ex sindaco Petrarcone e dell’ex assessore Salera, ma anche nomi illustri come Consales e Schimperna. A tutti è contestato il reato di peculato, cioè il reato contestato ai pubblici ufficiali che si appropriano di un bene pubblico o permettono ad altri di farlo impunemente.

La notizia buona c’è

Quei soldi non sarebbero spariti nel nulla. La Guardia di Finanza, questa mattina, ha eseguito il decreto di sequestro preventivo emesso dal Gip direttamente sui conti della Gosaf e nelle disponibilità di Piccoli, Schimperna, Rossetti e Gabriele. Il sequestro di beni, però, era stato chiesto anche per gli altri indagati, ma l’hanno scampata in quanto il Gip ha ravvisato un difetto di “fumus di reato”.

Ermanno Amedei

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