pubblicato il29 maggio 2017 alle 13:34

Ciacciarelli (Fi) Unione Nazionale Mutilati per Servizio. Fondamentale tutela dipendenti privati che svolgono mansioni pubbliche. La politica ha il dovere di collaborare con associazioni

Riceviamo e pubblichiamo dal coordinatore provinciale di FI, Ciacciarelli “Sabato 27 ho preso parte all’incontro,tenutosi a Cassino, dell’Unione Nazionale Mutilati per servizio, sezione di Cassino “Franco Cesareo”. Un Ente morale presente sull’intero territorio peninsulare, dotato di Consigli Regionali, sedi provinciali in ogni capoluogo, Sottosezioni cittadine. Un’associazione che tutela tutti coloro i quali, alle dipendenze dello Stato e degli Enti locali, territoriali ed istituzionali, hanno riportato mutilazioni ed infermità in servizio e per causa di servizio militare e civile, offrendo tutela ai fini dell’ottenimento di pensioni di reversibilità, equo indennizzo, riclassificazione per aggravamento, quota di riserva nei concorsi pubblici, facendo, inoltre, informazione per mezzo del periodico “Corriere dell’Unione”. L’unione, che rappresenta ad oggi 350.000 invalidi per servizio, ha intenzione di promuovere il riconoscimento dei suoi valori morali anche nel panorama europeo, stringendo legami con simili associazioni attive in Europa. Credo che, ad oggi, occorra focalizzarsi sui tanti dipendenti che svolgono attività proprie della pubblica amministrazione, ma in società private. Mi riferisco anche ai dipendenti di cooperative sovvenzionate da enti pubblici, che di contro, non possono godere delle tutele del pubblico impiego, molto spesso giovani che iniziano un percorso lavorativo in apparati che definirei parastatali . Ad oggi, purtroppo, non vi è la possibilità di poter aprire la maglia delle assunzioni in enti pubblici, statali, pertanto si ricorre sempre più spesso a figure che, nonostante contratti privatistici, svolgono attività pubblica. Un grande riconoscimento si deve all’associazione in oggetto, impegnata costantemente nelle sue battaglie a tutela dei dipendenti e proprio grazie alla forza associativa, si può cercare di trovare assieme alla politica delle soluzioni atte a tutelare queste categorie. La politica tutta, al di là dell’appartenenza partitica, ha il dovere di mettersi a servizio di simili associazioni nella ricerca di soluzioni condivise”.

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