pubblicato il30 maggio 2017 alle 08:32

D’Alessandro: “Abbiamo cercato in tutti i modi di salvare l’acquedotto”

“E’ del tutto evidente che per quanto concerne la vicenda Acea nessun rilievo può essere mosso alla mia Amministrazione che fin dal suo insediamento ha cercato in tutti i modi di salvare l’acquedotto del Comune di Cassino dalla multinazionale romana. Purtroppo ancora una volta paghiamo l’inerzia del passato e le altrui dimenticanze.

Abbiamo cercato di far valere il ristoro da Acquacampania come un diritto acquisito inalienabile se non previa corresponsione di un equo indennizzo. Cosa che nessuno aveva mai fatto in tutto l’iter della vicenda giudiziaria”. Lo ha dichiarato il Sindaco del Comune di Cassino, Carlo Maria D’Alessandro.

L’ovvietà di tale ineludibile conclusione è stata nel corso del giudizio rafforzata anche nei tentativi che Acea ha posto in essere per ottenere un’utenza da Acquacampania senza tuttavia conseguirla, aggirando il rapporto tra la società campana ed il Comune di Cassino che come noto è di ristoro specifico.

Per tutelare questo diritto e nella speranza di far comprendere ad Acea che senza una sua utenza la consegna non serviva a nulla, ho dovuto assumere l’ordinanza del 10 settembre 2016 in cui evidenziavo questa circostanza e sollecitavo la stessa Acea a munirsi di fonti di approvvigionamento.

Su questa ordinanza è giunta proprio oggi la sentenza del Consiglio di Stato n. 2532 del 23 marzo la quale pure ha condiviso che senza l’approvvigionamento idrico la mera consegna degli impianti rappresenterebbe una formalità inidonea alla gestione del servizio; però la pronuncia, da quanto è dato comprendere, ad una prima lettura sembrerebbe in modo paradossale individuare nel Comune di Cassino il soggetto obbligato ad approvvigionare Acea.

Anche chi non conosce bene i rapporti all’interno dell’Ato sa bene che tale conclusione è errata perché sono Acea quale gestore e Ato gli obbligati nei confronti dei comuni e non viceversa.

Ci auguriamo che la sentenza possa costituire l’occasione per una riflessione seria sulla vicenda perché paradossalmente nel cassare la mia ordinanza si da ragione al comune dove dice che senza l’approvvigionamento idrico la consegna è inefficace e che quindi il buon senso faccia mettere la parola fine alla vicenda con una soluzione che parta dalle contrapposte posizioni e ne consideri i punti di contatto e garantisca i servizi ed i diritti della cittadinanza di Cassino”. Ha concluso il Sindaco D’Alessandro.

 

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