pubblicato il19 maggio 2017 alle 09:54

Difficile entrare in chiesa e fare la madrina di cresima a Sant’Apollinare se sei disabile

Solo l’intervento dei volontari dell’Unitalsi ha consentito a Rita Giorgio di partecipare alla funzione religiosa

Sant’ApollinareChiesa vietata ai disabili a Sant’Apollinare, è quanto denuncia, Rita Giorgio, disabile del Comune della Valle dei Santi. “È dal 2014 – scrive Rita Giorgio – che cerco di abbattere ogni barriera architettonica cercando di far rispettare le pendenze di legge, quelle giuste, necessarie ai disabili per muoversi in autonomia nella chiesa di Sant’ Apollinare, e non solo in questa, ma anche per le tante chiese del nostro territorio, compresa l’abbazia di Montecassino. Un anno fa circa un ragazzo mi scelse come madrina di cresima, richiesta che accolsi con felicità – prosegue Rita – ma sapevo delle difficoltà che avrei avuto per entrare in chiesa, visto che mi muovo su una sedia a rotelle. È una battaglia, quella contro le barriere architettoniche, che porto avanti anche in altre zone del mio comune per renderlo accessibile a tutti, in applicazione delle norme di legge esistenti. Del resto persino papa Francesco si è pronunciato in tal senso. Se sono riuscita a svolgere la mia missione di madrina il 14 maggio scorso, lo devo solo all’aiuto portato dai volontari dell’Unitalsi presenti quel giorno e che mi hanno permesso di entrare in quella chiesa e partecipare alla funzione assolvendo alla mia missione di madrina. Vorrei ricordare a tutti che i disabili sono persone all’altezza di essere madrine o padrini nelle cresime e nei battesimi oltre a testimoni di nozze come ogni altra persona. Episodi come quello che ho vissuto domenica scorsa mortificano la nostra condizione, violano precise disposizioni di legge, nel rispetto delle pendenze, ma soprattutto non rispecchiano le volontà espresse dalle Autorità religiose, ad accettare la richiesta di “amicizia” che il Signore ci invia ed a “condividere” il suo messaggio di amore. Faccio quindi appello a S.E. Mons. Antonazzo e ai sindaci, soprattutto a quello di Sant’Apollinare, ad un gesto di rispetto e civiltà non solo nelle chiese – conclude Rita Giorgio – ma in tutti i luoghi pubblici, abbattendo le barriere architettoniche, realizzando le giuste pendenze che consentano ai disabili di muoversi in modo autonomo, rendendoli persone libere al pari di tutti gli altri cittadini”.

L’episodio increscioso cui la nostra lettrice è stata vittima, risolto solo attraverso l’aiuto dei volontari, rappresenta l’ennesima violazione di precise norme di legge statali, le foto del resto documentano ampiamente la situazione. Rappresentano, inoltre, la totale indifferenza da parte di autorità pubbliche e, in questo caso anche religiose,nel seguire le precise disposizioni di quelle e, delle tante altre esistenti risalenti alla fine degli anni ’80, negli interventi per l’abbattimento delle barriere architettoniche. Una pratica di intervento troppo spesso diffusa e che incrementa il disagio di persone già quotidianamente alle prese con mille problemi, in cui le barriere architettoniche costituiscono l’aspetto più diffuso, vergognoso e indegno di un Paese civile, che non trova soluzione per la mancata applicazione delle sanzioni nei confronti dei responsabili e dei trasgressori previste da quelle disposizioni di legge!

F. Pensabene

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