Giorno: 10 giugno 2017

10 giugno 2017 0

Tracce di bivacco nel teatro romano di Cassino

Di admin
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Cassino – Chi bivacca all’interno del teatro romano di Cassino? Domanda legittima se si considerano le evidenti tracce lasciate da ignoti nel perimetro dell’area archeologica della città martire, proprio in quello che un tempo era il portico del Teatro.

Le foto sono state scattate qualche giorno fa. Pietre portate da fuori, così come un tombino posto a mo di tavolo o appoggio, dimostrano che qualcuno accede all’area quasi certamente al di fuori degli orari delle visite, per un motivo ancora non ben chiaro.

Forse per bivaccare, o semplicemente per il gusto di profanare un segnidivieto di accesso. Il problema è che quel divieto serve anche per conservare la gemma dell’archeologia del cassinate e questo circostanza pone seri dubbi sull’efficacia del sistema di sicurezza. Ermanno Amedei

10 giugno 2017 0

C’era una volta a Cassino la villa2, oggi solo topi

Di redazionecassino1

Cassino – “Una volta qui c’era un ponte… aspettavo lì che iniziasse la lezione mentre guardavo il fiume. Non era così nero… e le spine intorno non crescevano”.

Una volta qui c’era un parco, quello che oggi chiamano “villa2”, padri che accompagnavano i figli tenendogli la mano per passare del tempo immersi nella natura. C’era una scuola di canoa, ragazzi che aspettavano con ansiosa felicità il momento di mettere in acqua la propria. E questo è il racconto di uno di loro, ormai adulto, che cozza terribilmente con lo scenario ripreso dalla nostra macchina fotografica. Partendo dall’ingresso su via Gaetano Di Biasio percorriamo un viale sterrato ripiegato su se stesso più volte, dove ogni curva rivela cumuli di pattume: lattine di birra, frantumi di bottiglie in vetro, ripari di cartone e coperte che rivelano la presenza di senza tetto, costretti a rifugiarsi in tale marciume. Dai rifiuti si elevano erbacce, alberi pericolosamente inclinati e piante di diversa natura tra le quali spiccano persino fiori di zucca dalle foglie biancastre e violacee, visibilmente malate.

 

In questa flora non certo salubre trovano riparo topi e sciami di insetti, come testimoniato dai cadaveri stessi di questi animali – attorniati da mosche. Una vista raccapricciante, sostituita subito dopo dal canale di rovi cresciuto poco prima del ponte, tanto che per giungervi dobbiamo camminare piegati e fare attenzione alle spine che si allungano dai lati. Alla nostra destra la vecchia scuola di canoa, un edificio in legno anticipato da un giardino di erbacce e racchiuso da un cancello in ferro, chiuso da un vecchio lucchetto arrugginito. Buchi paralleli nel terreno suggeriscono la presenza di lampioni, lampioni di cui non vi è traccia. Di fronte a noi, il ponte crollato e sbarre di ferro ridotte a terra. Il cammino è quindi interrotto e non è possibile proseguire. Alla rabbia e la tristezza di quanti erano soliti frequentare il luogo, fino a pochi anni fa, si aggiunge la perplessità su cosa abbiano fatto le varie amministrazioni comunali per contenere i danni all’ambiente. Il parco potrebbe essere riqualificato e derattizzato, il ponte ricostruito assieme alle panchine in pietra oggi praticamente sbriciolate. Sarebbe non solo l’occasione di rendere alla città un altro e importante polmone verde ma anche quella di valorizzare un luogo amato dalla cittadinanza, ridarlo giustamente ai cittadini che ad esso sono legati. Senza contare le migliaia di euro spese per la costruzione del parco che verrebbero quindi recuperate e alle quali si darebbe di nuovo un senso.

Giulia Guerra

10 giugno 2017 0

Piedimonte, Ferdinandi: “Sono portavoce di una squadra unita, pronta ad andare ad amministrare”

Di redazionecassino1

Piedimonte San Germano – Pubblico delle grande occasioni, piazza gremita di cittadini, giovani, anziani, simpatizzanti, famiglie. Si è chiusa così la campagna elettorale di Gioacchino Ferdinandi, candidato sindaco della lista Piedimonte#ORA, fra quella gente che il giovane avvocato ha ascoltato, ha incontrato e con la quale si è confrontato per scrivere il programma di governo 2017-2022. Fra gli applausi il trentacinquenne, alla sua prima candidatura a Sindaco, è salito con la sua squadra sul palco allestito in Piazza Municipio. In queste settimane non si è risparmiato, ha condotto una campagna serrata e basata sui contenuti, lasciandosi alle spalle polemiche e chiacchiere. Stile sobrio, ma con grande determinazione ha condotto la sua compagine fino alla fine e mantenendo sempre un livello di comunicazione alto e di spessore. Un gruppo coeso, libero dalle vecchie logiche, nuovo e composto da giovani e da professionisti che hanno dimostrato di avere le carte in regola per andare al governo di Piedimonte San Germano. “Non ho parole – ha detto Ferdinandi – per descrivere il colpo d’occhio di questa piazza gremita di concittadini, è un’emozione indescrivibile, vera, perché mi sono reso conto in queste settimane che c’è grande passione intorno a questo gruppo e tanta voglia da parte dei cittadini di Piedimonte di cambiare e di portarci, da qui a poche ore, alla vittoria”. Determinato come sempre, padrone della scena, il trentacinquenne avvocato ha poi aggiunto: “Sarà la vittoria dei cittadini, la più bella, di quelle che rimarranno nella storia della nostra comunità e aprirà un nuovo ciclo: in un solo colpo manderemo a casa anni di politica vecchia e fatta a fini personali, manderemo a casa quella politica che ha tarpato le ali ad un territorio, che noi consideriamo ricco di potenzialità e pronto a ripartire”. E poi un passaggio sulla squadra che ha accompagnato Ferdinandi in questa lunga campagna elettorale, che ha avuto anche momenti di scontro e di confronto, diretti ed indiretti, fra i tre competitor. “Abbiamo dato tutto quello che potevamo dare immergendoci a pieno in questa avventura – ha aggiunto Ferdinandi – anima e cuore. Lo abbiamo fatto grazie all’entusiasmo che quotidianamente il popolo di Piedimonte ci ha trasmesso: siete stati e sarete voi la forza di questo gruppo, di questi amici, di questi ragazzi ai quali va il mio plauso più grande, quello più sentito. Abbiamo dimostrato di avere coraggio, senza paura, con entusiasmo, abbiamo abbracciato il paese che amiamo e al quale vogliamo dare un futuro migliore”. Non sono mancate stoccate agli avversari, in particolar modo al candidato Urbano che secondo Ferdinandi appartiene “al vecchio modo di intendere la politica per il proprio territorio”. “Avete avuto un bel coraggio – ha aggiunto il trentacinquenne avvocato riferendosi alla squadra di Urbano – coraggio nel riproporvi e nel presentare un programma elettorale vecchio di vent’anni. Ci avete attaccato, infangato, avete denigrato i 4 ex assessori, mio padre, gli imprenditori del territorio con una campagna elettorale anch’essa vecchia, e con questo modo di fare vi siete dati la zappa sui piedi, spianandoci la strada verso la vittoria”. Un comizio appassionato quello di Gioacchino Ferdinandi, che ha visto tutti i componenti della squadra impegnati nel presentare i dodici punti programmatici e i tre progetti ideati per rilanciare Piedimonte: “Città dell’Industria”, con la creazione di un tavolo tecnico con Fca, Enti e Università, “Guerra e Pace”, l’evento internazionale per riscoprire radici e memoria e per ridare slancio al turismo storico-culturale e religioso, e infine, l’osservatorio ambientale della salute pubblica “Teniamoci d’Occhio”, che avrà il compito di monitorare anche chi è intenzionato a trasformare il territorio in una pattumiera, come ha ricordato qualche giorno fa lo stesso Ferdinandi. “Dimostreremo nel corso del nostro mandato – è stata la chiosa finale dell’avvocato – che saremo in grado di lavorare incessantemente per realizzare il nostro programma. Le nostre non saranno solo promesse elettorali ai cittadini. Noi ci mettiamo la faccia sin da ora, con la differenza sostanziale che noi abbiamo una sola faccia, abbiamo una sola parola, ed un solo obiettivo: produrre risultati tangibili. Riporteremo Piedimonte nella posizione che merita, perché anche noi sappiamo come fare e dove sbattere i pugni”.