Giorno: 28 giugno 2017

28 giugno 2017 0

Bambina di 9 anni muore per morbillo. Il decesso è avvenuto ad aprile

Di admin
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Roma – “Una bambina di 9 anni affetta da sindrome genetica è deceduta ad aprile al Bambino Gesù per insufficienza respiratoria e di altri organi in corso di infezione da morbillo (multiorgan failure)”. Lo scrive in una nota l’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma in merito al decesso della piccola residente in provincia di Latina.

“La bambina presentava una malattia cronica di base con compromissione neurologica e infezioni respiratorie ricorrenti.

Le persone con malattie croniche di base, quali quelle presentate dalla paziente, hanno un rischio più elevato di avere forme gravi di morbillo, infezione la cui mortalità è pari a 0,5-1 caso ogni 1000 malati.

La bambina, non vaccinata, era giunta in Ospedale già affetta da morbillo ed era stata ricoverata in Terapia Intensiva per la necessità di assistenza respiratoria.

Dal 1 gennaio 2017 a oggi al Bambino Gesù si sono registrati oltre 70 ricoveri per morbillo”.

28 giugno 2017 0

Cassino: Fiotech, D’Alessandro chiede riapertura conferenza dei servizi

Di redazione

Cassino – Sul caso Fiotech il sindaco di Cassino ha chiesto formalmente la riapertura della conferenza dei servizi. Lo rende noto Carlo Maria D’Alessandro che afferma “Dopo la disponibilità da parte del governo regionale ho richiesto ufficialmente alla Direzione Territorio, Urbanistica, Mobilità e Rifiuti Area Ciclo Integrato Rifiuti, nonché al Presidente della Giunta Regionale e all’Assessore competente, la riapertura della conferenza dei servizi per ridiscutere l’iter amministrativo di concessione dell’autorizzazione integrata ambientale per la realizzazione di un impianto di stoccaggio e il trattamento dei rifiuti sanitari pericolosi e non pericolosi in via Cerro antico n.48 a Cassino. “Con determinazione dirigenziale prot.G00476 del 26.01.2015 emessa dalla Regione Lazio Direzione Regionale Territorio Urbanistica, Mobilità e Rifiuti Area Ciclo Integrato dei Rifiuti per l’Autorizzazione Integrata Ambientale, per la realizzazione della struttura de quo alla Ditta Fiotech srl è stata rilasciata l’AIA notificata al Comune di Cassino il 18 febbraio. Nelle conferenze dei servizi del 24/11/2011, 11/06/2012, 12/11/2012, 31/07/2013, 21/01/2014, 05/03/2014 convocate per delineare il percorso autorizzativo l’allora Amministrazione Comunale è stata sempre assente tranne nella conferenza del 31 luglio 2013, alla quale ha partecipato, però, il solo dirigente del Settore, nella quale nulla fu segnalato in merito alle risultanze urbanistiche comunali. Con detta autorizzazione si prescriveva la subordinazione all’efficacia con la presentazione delle garanzie finanziarie e del certificato di collaudo delle opere realizzate. Con nota del 24 maggio 2017 lo scrivente Sindaco ha richiesto all’Area Tecnica ed alla Polizia Locale la verifica di conformità dei manufatti esistenti in Via Cerro antico n.48 di proprietà ora di un’azienda con sede in Piedimonte San Germano con Amministratore Unico C.A., subentrata alla Fiotech. A seguito della verificazione disposta, le risultanze riportate nella nota prot.0028302 del 01.06.2017 (cfr. allegato n.1) sono state tali da determinare la trasmissione della suddetta relazione tecnica alla competente Procura della Repubblica. Inoltre, agli atti del comune risulta acquisita nota prot.n.2523 del 15 luglio 2015 del COSILAM (cfr. allegato n.2) trasmessa alla Regione Lazio Direzione Regionale Territorio Urbanistica Mobilità e Rifiuti Area Ciclo Integrato dei Rifiuti a firma del Direttore Generale nella quale si precisa che il Consorzio non ha mai rilasciato alcuna autorizzazione, ad eccezione di una autorizzazione provvisoria del 17.10.2003 prot.3331 allo scarico delle acque reflue assimilate alle domestiche e acque reflue industriali previo trattamento provenienti da attività di autolavaggio e parcheggio camper/roulotte, peraltro scaduta e mai rinnovata. Quindi è senz’altro necessaria un’ulteriore discussione dell’iter amministrativo che riguarda l’impianto in virtù anche del parere contrario alla realizzazione della struttura da parte dei tanti cittadini residenti nella zona interessata”.

28 giugno 2017 0

Langiano: Nervosismo “fuiggitivi” testimonia difficolta a giustificare abbandono aula. facciamo squadra per ripubblicizzare l’acqua

Di redazionecassino1

“Credo che il nervosismo manifestato dai consiglieri comunali Terranova, Petrarcone e Salera testimonia la loro difficoltà a giustificare l’abbandono dell’aula in occasione dell’approvazione dell’ordine del giorno sul caso Acea nello scorso consiglio comunale. Ma d’altra parte, su questa vicenda, sono scappati non costituendosi in giudizio dinanzi al Tar, scappano ora e continueranno a farlo per il resto della loro vita politica. A testimonianza del loro atto insensato in assise, c’è documentazione fotografica in cui si evince, nella conferenza dei capo gruppo per la stesura dell’ordine del giorno, che il consigliere Alessandro D’Ambrosio scriveva le modifiche proposte dall’opposizione sotto dettatura dell’ex sindaco Petrarcone”. Lo ha dichiarato il Consigliere comunale con delega al Commercio, Gianrico Langiano.

“Non ci sono scuse, ancora una volta questa parte dell’opposizione, tra l’altro ormai isolata, ha mostrato i caratteri distintivi venuti alla luce durante la loro amministrazione, ovvero irresponsabilità e inconcludenza.

Tornando alla questione Acea credo sia indispensabile che tutti coloro, comitati, cittadini e istituzioni che hanno come obiettivo quello che l’acqua torni ad essere pubblica, siano tutti coesi e a prescindere dalle fazioni politiche viaggino tutti insieme verso questa meta. Questa amministrazione è convinta che occorre proseguire il percorso segnato dai 33 sindaci della Provincia di Frosinone, tra cui il nostro primo cittadino Carlo Maria D’Alessandro, che ai sensi all’articolo 34 della convenzione tra il gestore privato e l’AATO 5, hanno votato la risoluzione del contratto con ACEA.

Questa è la strada maestra, questo è il sentiero che dobbiamo percorrere per riuscire a ripubblicizzare l’acqua. L’ipotesi di recesso e riscatto di cui all’art. 35 della suddetta convenzione, proposto da alcuni cittadini, non può essere la soluzione perché esporrebbe tutti a dei rischi importanti. La società romana potrebbe chiedere dei risarcimenti che, comunque, poi ricadranno sulla testa della cittadinanza.

L’amministrazione D’Alessandro al contrario de “i fuggitivi” non ha paura di prendersi le proprie responsabilità e su questa criticità non abbandonerà i cittadini, anzi è sempre stata disposta a fare squadra per riuscire a raggiungere gli obbiettivi prefissati”. Ha concluso il consigliere comunale con delega la Commercio, Gianrico Langiano.

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Acqua pubblica: Il sindaco D’Alessandro convoca domani 29 giugno le Associazioni

Di redazionecassino1

Cassino –  Il Sindaco del Comune di Cassino, Carlo Maria D’Alessandro ha convocato le associazioni e comitati per l’Acqua pubblica, per discutere delle vicende legate ad Acea, domani giovedì 29 giugno 2017 alle ore 10 presso la sala giunta dell’ente di Piazza De Gasperi.

“Ho sempre creduto che nell’unione ci fosse la vera forza di una città, di un movimento o di un gruppo di cittadini; – ha dichiarato il primo cittadino D’Alessandro – partiamo da questo incontro per continuare un lavoro comune con tutte le forze che lavorano per il bene della comunità senza colori o esclusive. La partecipazione di tutte le associazioni o comitati presenti sul territorio risulta essere fondamentale per un confronto importantissimo su una tematica delicata che deve per forza vederci tutti uniti lavorare per un obiettivo comune.

Con l’odg approvato nello scorso consiglio comunale abbiamo dato un segnale forte. Auspico che nella riunione di domani venga definita un’azione comune che vedrà come protagonista non solo l’amministrazione comunale, ma anche tutte le realtà associative presenti sul territorio che hanno come fine ultimo la ripubblicizzazione dell’acqua”. Ha concluso il Sindaco del Comune di Cassino, Carlo Maria D’Alessandro.

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Ciacciarelli, emergenza siccità. La Regione Lazio adotti misure straordinarie, simili alla cassa integrazione, anche per il comparto agricolo

Di redazione

Una situazione davvero preoccupante e di estrema emergenza quella legata alla siccità di questi ultimi mesi. A parlarne e a chiedere misure urgenti è il coordinatore provinciale di FI Pasquale Ciacciarelli “L’emergenza siccità che sta interessando il nostro territorio, vede letteralmente in ginocchio migliaia di imprenditori agricoli che hanno investito ingente capitale nella crescita della propria azienda, cimentandosi in colture talvolta nuove, alternative, creando sviluppo ed occupazione, in un settore, quello agricolo, in crescita nel nostro territorio, contribuendo anche alla crescita dell’economia locale. Penso a colture quali il peperone Dop di Pontecorvo, al fagiolo cannellino di Atina, ma anche a colture tradizionali quali il mais, l’olio extra vergine d’oliva dei nostri uliveti. Questi stessi imprenditori agricoli- afferma Ciacciarelli- causa siccità, stanno vedendo andare in fumo, impotenti, mesi di duro lavoro di preparazione dei campi, di semina, non potendo ora raccoglierne i frutti, per cui sotto il profilo finanziario non vi sono al momento entrate che riescano a compensare le uscite nelle finanze di dette aziende. È il momento che la Regione Lazio attivi un fondo per venire incontro alle esigenze degli imprenditori agricoli in simili momenti di emergenza. È il momento che al comparto agricolo siano riconosciuti gli stessi diritti spettanti ai lavoratori di altri comparti. Non vi possono essere lavoratori di serie A e serie B. Parlo di ammortizzatori sociali, misure straordinarie simili alla cassa integrazione che consentano loro di poter sostenere le spese necessarie alla sopravvivenza dell’ azienda. Occorre, inoltre, tener presente che la sopravvivenza di dette aziende agricole, parlo di agricoltura, ma anche di allevamento, è messa a dura prova, a causa della concorrenza sui mercati operata dalla grande distribuzione, che a discapito della qualità e della sicurezza del prodotto, offre prezzi eccessivamente ridotti, appetibili al consumatore. Un successo che non giova affatto alle casse delle aziende nostrane che hanno fatto della qualità, dell’ eccellenza del servizio, il fulcro della produzione. In simili momenti è necessario quanto doveroso restituire, mediante l’attivazione delle sopra citate misure straordinarie, parte del contributo economico che il settore agricolo ha dato e continua ad offrire al motore dell’economia del territorio”.

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Papa Francesco ai sindacalisti Cisl: serve nuovo patto per equilibrio lavoro tra giovani e anziani

Di admin

Roma – “È urgente un nuovo patto sociale umano, un nuovo patto sociale per il lavoro, che riduca le ore di lavoro di chi è nell’ultima stagione lavorativa, per creare lavoro per i giovani che hanno il diritto-dovere di lavorare. Il dono del lavoro è il primo dono dei padri e delle madri ai figli e alle figlie, è il primo patrimonio di una società. È la prima dote con cui li aiutiamo a spiccare il loro volo libero della vita adulta”. Lo ha detto Papa Francesco questa mattina durante l’udienza ai delegati della Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori (Cisl). Quasi una ricetta del Pontefice per risolvere una molteplicità di problemi tra famiglia, lavoro, disoccupazione.

“Il lavoro è la forma più comune di cooperazione che l’umanità abbia generato nella sua storia – ha detto anche il Papa – Ogni giorno milioni di persone cooperano semplicemente lavorando: educando i nostri bambini, azionando apparecchi meccanici, sbrigando pratiche in un ufficio… Il lavoro è una forma di amore civile: non è un amore romantico né sempre intenzionale, ma è un amore vero, autentico, che ci fa vivere e porta avanti il mondo. Certo – ha però aggiunto Papa Francesco – la persona non è solo lavoro… Dobbiamo pensare anche alla sana cultura dell’ozio, di saper riposare. Questo non è pigrizia, è un bisogno umano. Quando domando a un uomo, a una donna che ha due, tre bambini: ‘Ma, mi dica, lei gioca con i suoi figli? Ha questo ‘ozio’?’ – ‘Eh, sa, quando io vado al lavoro, loro ancora dormono, e quando torno, sono già a letto’. Questo è disumano. Per questo, insieme con il lavoro deve andare anche l’altra cultura. Perché la persona non è solo lavoro, perché non sempre lavoriamo, e non sempre dobbiamo lavorare. Da bambini non si lavora, e non si deve lavorare. Non lavoriamo quando siamo malati, non lavoriamo da vecchi. Ci sono molte persone che ancora non lavorano, o che non lavorano più. Tutto questo è vero e conosciuto, ma va ricordato anche oggi, quando ci sono nel mondo ancora troppi bambini e ragazzi che lavorano e non studiano, mentre lo studio è il solo ‘lavoro’ buono dei bambini e dei ragazzi. E quando non sempre e non a tutti è riconosciuto il diritto a una giusta pensione – giusta perché né troppo povera né troppo ricca: le ‘pensioni d’oro’ sono un’offesa al lavoro non meno grave delle pensioni troppo povere, perché fanno sì che le diseguaglianze del tempo del lavoro diventino perenni. O quando un lavoratore si ammala e viene scartato anche dal mondo del lavoro in nome dell’efficienza – e invece se una persona malata riesce, nei suoi limiti, ancora a lavorare, il lavoro svolge anche una funzione terapeutica: a volte si guarisce lavorando con gli altri, insieme agli altri, per gli altri. E’ una società stolta e miope quella che costringe gli anziani a lavorare troppo a lungo e obbliga una intera generazione di giovani a non lavorare quando dovrebbero farlo per loro e per tutti. Quando i giovani sono fuori dal mondo del lavoro, alle imprese mancano energia, entusiasmo, innovazione, gioia di vivere, che sono preziosi beni comuni che rendono migliore la vita economica e la pubblica felicità”.

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Piedimonte San Germano: Randagismo, sindaco e assessore De Bernardis a lavoro sul problema

Di redazione

Questa mattina il sindaco di Piedimonte San Germano, Gioacchino Ferdinandi, l’assessore competente, Vincenza De Bernardis e il comandante dei Vigili Urbani, Antonio De Luca, hanno incontrato il responsabile provinciale dell’Anpana, Francesco Altieri. E’ stato fatto un primo punto della situazione sulle criticità presenti sul territorio comunale sul fenomeno del randagismo: è stata effettuata una prima verifica sulle risorse da stanziare per le convenzioni con i canili, vaccinazioni Asl, veterinario e supporto delle associazioni. Allo stato attuale sono 15 i cani randagi accalappiati sul territorio e ospitati presso due strutture specializzate (nei Comuni di Frosolone e Sgurgola). Diverse le azioni da mettere in campo. Nel corso della riunione è stato deciso che nei prossimi giorni inizieranno – ad opera dei tecnici comunali e dell’Anpana – le verifiche sulle criticità e le urgenze; entro un mese verrà effettuato anche un sopralluogo nei due canili attualmente in convenzione per verificare lo stato degli animali ospitati. Il Sindaco Gioacchino Ferdinandi e l’assessore Vincenza De Bernardis sono già al lavoro per predisporre assieme all’Anpana una campagna di sterilizzazione utilizzando fondi in cofinanziamento con la Regione Lazio. Fra le altre iniziative da mettere in campo anche l’adozione dei cani randagi dal canile al territorio, valorizzazione del lavoro dei volontari, predisposizione di un regolamento comunale ad hoc per risolvere il problema del cattivo costume nella gestione degli animali da affezione. Il Sindaco Ferdinandi ha anche proposto la costituzione di un coordinamento dei Sindaci del territorio per monitorare il fenomeno dei randagismo, non solo sul Comune di Piedimonte ma anche nei centri limitrofi. “Per contrastare il preoccupante fenomeno del randagismo a Piedimonte San Germano serve una vera e propria rivoluzione culturale. L’amministrazione sarà fortemente impegnata nel contrasto a questa criticità, soprattutto nel periodo estivo dove assume carattere d’urgenza. Diversi sono gli animali abbandonati nelle strade che provocano problemi per la sicurezza e per la salute pubblica. Oltre al piano delle adozioni stiamo lavorando anche ad una campagna di sterilizzazione. Il randagismo è un problema di non facile soluzione, ma nulla è impossibile. Faccio un appello anche ai cittadini, serve l’aiuto di tutti”. E’ la dichiarazione del Sindaco Ferdinandi al termine dell’incontro. Nella foto De Bernardis e Ferdinandi

28 giugno 2017 0

Madre 32enne uccisa da anemia e figli in gravi condizioni. Bimbo di tre anni elitrasportato a Roma

Di admin

Roccasecca – E’ mistero a Cassino sulla morte di una 32enne cittadina indiana residente a Roccasecca, e del malore dei suoi tre figli di 3,8,e 10 anni. Mercoledi scorso i bambini hanno trovato la madre morta nel proprio letto dopo essere stata il giorno prima al pronto soccorso e dopo che i medici gli hanno diagnosticato una forte anemia.

Mentre proseguono le indagini dei carabinieri per far luce sulla morte della donna, questa notte, il figlio di tre anni è stato elitrasportato d’urgenza in elicottero al Bambino Gesù di Roma a causa di una forte anemia. I valori dell’emoglobina, infatti, erano bassissimi e le sue condizioni sono gravi.

Anche i due fratellini sono stati ricoverati in ospedale a Cassino per lo stesso motivo, ma le condizioni non sono gravi come quelle del più piccolo. Si indaga per capire la natura dell’anemia, se dovuta, cioè ad un fattore alimentare, patologico o congenito.

Ermanno Amedei