pubblicato il28 giugno 2017 alle 16:28

Cassino: Fiotech, D’Alessandro chiede riapertura conferenza dei servizi

Cassino – Sul caso Fiotech il sindaco di Cassino ha chiesto formalmente la riapertura della conferenza dei servizi. Lo rende noto Carlo Maria D’Alessandro che afferma “Dopo la disponibilità da parte del governo regionale ho richiesto ufficialmente alla Direzione Territorio, Urbanistica, Mobilità e Rifiuti Area Ciclo Integrato Rifiuti, nonché al Presidente della Giunta Regionale e all’Assessore competente, la riapertura della conferenza dei servizi per ridiscutere l’iter amministrativo di concessione dell’autorizzazione integrata ambientale per la realizzazione di un impianto di stoccaggio e il trattamento dei rifiuti sanitari pericolosi e non pericolosi in via Cerro antico n.48 a Cassino.
“Con determinazione dirigenziale prot.G00476 del 26.01.2015 emessa dalla Regione Lazio Direzione Regionale Territorio Urbanistica, Mobilità e Rifiuti Area Ciclo Integrato dei Rifiuti per l’Autorizzazione Integrata Ambientale, per la realizzazione della struttura de quo alla Ditta Fiotech srl è stata rilasciata l’AIA notificata al Comune di Cassino il 18 febbraio.
Nelle conferenze dei servizi del 24/11/2011, 11/06/2012, 12/11/2012, 31/07/2013, 21/01/2014, 05/03/2014 convocate per delineare il percorso autorizzativo l’allora Amministrazione Comunale è stata sempre assente tranne nella conferenza del 31 luglio 2013, alla quale ha partecipato, però, il solo dirigente del Settore, nella quale nulla fu segnalato in merito alle risultanze urbanistiche comunali.
Con detta autorizzazione si prescriveva la subordinazione all’efficacia con la presentazione delle garanzie finanziarie e del certificato di collaudo delle opere realizzate.
Con nota del 24 maggio 2017 lo scrivente Sindaco ha richiesto all’Area Tecnica ed alla Polizia Locale la verifica di conformità dei manufatti esistenti in Via Cerro antico n.48 di proprietà ora di un’azienda con sede in Piedimonte San Germano con Amministratore Unico C.A., subentrata alla Fiotech.
A seguito della verificazione disposta, le risultanze riportate nella nota prot.0028302 del 01.06.2017 (cfr. allegato n.1) sono state tali da determinare la trasmissione della suddetta relazione tecnica alla competente Procura della Repubblica.
Inoltre, agli atti del comune risulta acquisita nota prot.n.2523 del 15 luglio 2015 del COSILAM (cfr. allegato n.2) trasmessa alla Regione Lazio Direzione Regionale Territorio Urbanistica Mobilità e Rifiuti Area Ciclo Integrato dei Rifiuti a firma del Direttore Generale nella quale si precisa che il Consorzio non ha mai rilasciato alcuna autorizzazione, ad eccezione di una autorizzazione provvisoria del 17.10.2003 prot.3331 allo scarico delle acque reflue assimilate alle domestiche e acque reflue industriali previo trattamento provenienti da attività di autolavaggio e parcheggio camper/roulotte, peraltro scaduta e mai rinnovata. Quindi è senz’altro necessaria un’ulteriore discussione dell’iter amministrativo che riguarda l’impianto in virtù anche del parere contrario alla realizzazione della struttura da parte dei tanti cittadini residenti nella zona interessata”.

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