pubblicato il18 giugno 2017 alle 00:24

Il terribile segreto che i nostri politici non ci dicono

di Max Latempa

Vi è un terribile segreto che i nostri politici non ci dicono. In realtà non è un segreto ma una situazione catastrofica che tutti noi conosciamo ma che da anni facciamo finta di non vedere e non voler risolvere. I nostri governanti, incapaci ed approfittatori ben oltre i limiti della decenza, in questa palude ci sguazzano ed invece di attuare politiche di contrasto applicano scorciatoie insensate agli occhi dei più ingenui, ma estremamente remunerative per loro sotto molteplici punti di vista.

Stiamo parlando del drammatico calo delle nascite, un fenomeno che da molti anni affligge l’ Italia rendendolo un paese a crescita zero, addirittura il saldo è negativo negli ultimi anni. Cioè le morti superano le nascite e la popolazione invecchia, in percentuale, sempre di più. Nel lungo periodo questo fenomeno demografico porta problemi gravissimi.

Innanzitutto dal punto di vista del bilancio dello Stato. Meno persone in età lavorativa devono sostenere un sempre maggiore numero di persone in pensione. Sempre più persone hanno necessità di assistenza medica. Inoltre una popolazione meno attiva spende meno e quindi genera un minore gettito fiscale.

Poi dal punto di vista del presidio del territorio. Il saldo della popolazione in questi anni si è mantenuto stabile solo grazie all’arrivo di milioni di stranieri che hanno via via preso il posto degli italiani in molte zone e settori. Oggi vi sono quartieri e settori commerciali interamente in mano a persone immigrate. L’italia ha perso una fetta di sé stessa e la voragine continua ad allargarsi.

Gli effetti dei fattori demografici si vedono nel lungo periodo. I partiti politici, i loro leaders e le pecore che gli vanno appresso, hanno avuto oltre 20 anni per affrontare e risolvere un problema così grave, magari come hanno fatto altri paesi del mondo occidentale. Perché questo è un problema che affligge di solito i paesi ricchi ed industrializzati, quelli cioè in cui fare un figlio è una sfida in termini di tempo, impegno e costi. Una disponibilità che moltissime famiglie del mondo occidentale, impegnate a tempo pieno nel lavoro ed impossibilitate a riservare ai figli il tempo necessario, non hanno.

E mentre nazioni come Germania, Francia e Gran Bretagna hanno impegnato sempre maggiori risorse di bilancio da riservare alle famiglie, con politiche di sostegno economico ed assistenziale realmente efficaci, in Italia il lassismo e l’ indifferenza della politica ha portato al disastro della crescita negativa, tanto che oggi ci dicono che l’ immigrazione è di vitale importanza e che nel prossimo futuro le pensioni saranno pagate solo grazie ai contributi degli immigrati.

Praticamente l’ incapacità di risolvere il problema ha potato i nostri politici a seguire la strada più facile ma distruttiva per il popolo italiano. La sistematica sostituzione del popolo italiano con genti di etnie e culture diverse. L’ importante è che gli immigrati paghino le tasse ed i contributi. Per gestire l’ accoglienza poi, le cooperative e le onlus, molto spesso gestite da amici dei politici, incassano milioni a palate, ed il cerchio è così completo.

Quest’ anno spenderemo quasi 5 miliardi di euro per l’ accoglienza dei migranti. In parlamento è in discussione anche la legge denominata Ius Soli, in quanto, dato che ci siamo, perché non diamo anche la cittadinanza ed il diritto di voto a questi futuri italcontribuenti. Così i partiti faranno anche bottino in cabina elettorale. Sai che risate invece se tra venti anni gli italcontribuenti si faranno un bel partito islamico e dovremo iniziare a contarci?

Il governo, per dare una parvenza di attività, ha partorito (almeno in questo caso l’ uso della parola ha una funzionalità) il bonus bebè, cioè una delle cose più inutili che ci siano.

Ha destinato 1 miliardo di euro alle famiglie che hanno un figlio o ne hanno adottato uno, fino a al terzo anno di età. Cioè 160 euro al mese a chi ha meno di 7 mila euro di reddito annuo, 80 euro al mese a chi ha un reddito fino a 25 mila euro all’ anno, zero euro a chi supera tale soglia.

Le domande sono state pochissime e meno della metà del miliardo è stato impiegato. E così il governo ha pensato bene di estendere ora il provvedimento anche alle persone straniere non aventi cittadinanza!

Invece di interrogarsi sui motivi del fallimento della legge, l’ hanno estesa anche a chi non ne avrebbe diritto e soprattutto dimenticando che essa avrebbe dovuto avere una valenza di protezione per la popolazione autoctona.

Ed allora i motivi li spieghiamo qui, cosicchè anche il politico più imbecille o l’ italiano più distratto non possa dire di non aver capito la portata dell’ errore.

La legge non riserva nulla alle famiglie che hanno un reddito lordo superiore ai 25 mila euro, cioè quasi sempre quelle in cui lavorano entrambi i genitori. Praticamente quelle che invece avrebbero bisogno di un reale contributo perché non saprebbero da chi farli accudire.

Non si fanno figli laddove c’è una famiglia che ha un reddito di poco sopra i 7 mila euro e non basteranno certo 80 euro al mese per coprire le spese della crescita di un figlio.

Non si fanno figli laddove c’è una famiglia che ha un reddito inferiore ai 7 mila euro perché si passa il tempo a cercare lavoro, non certo a fare figli. A parte le famiglie immigrate già a totale carico della comunità.

Inoltre al raggiungimento dei tre anni di età il contributo cessa. Come dire, arrangiatevi, tanto ormai è grande ed autosufficiente.

Tirando le somme. Cinque miliardi per gli immigrati, un miliardo per i neonati italiani (e neanche usufruibile).

Un popolo che paga per scomparire è un popolo stupido.

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