Giorno: 10 luglio 2017

10 luglio 2017 0

Scandalizzati per la Turchia ma tolleriamo i rigurgiti nazifascisti

Di admin
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Dal Mondo – L’eccesso di libertà confusa con la possibilità non solo di pensare ma soprattutto di giustificare azioni scellerate assurde e socialmente pericolose.

Così nella confusione ortodossa che contraddistingue il M5S ci troviamo a tutelare una mentalità che nella sua reale attuazione ha rappresentato il più alto crimine della storia italiana. Non si tratta di libertà di pensiero o di limitare poche centinaia di persone nelle loro manifestazioni.

Oggi si tratta di ripercorrere le leggi Scelba e Mancino per poter sacrosantemente porre le distanze dalla barbarie del nazifascismo europeo.  Del resto siamo figli di una storia ben chiara che ha in modo scientifico sacrificato la stessa anima multiculturale dell’Italia e ha portato alla deriva un paese intero.

Il fascismo italiano deportò e fece uccidere migliaia di persone per il principio di differenza tra chi era superiore e chi di razza inferiore. Solo perché si professava un’altro credo o si conservava un cognome differente si finiva nei campi di concentramento e spesso nelle camere a gas. La memoria storica dovrebbe poter dire siamo antifascisti ed antirazzisti. Senza problemi e senza pudori. Intanto in Turchia un uomo solo al comando attua lo stesso copione dell’Italia del ventennio. Per la Turchia ci indignamo.

Dante Sacco

10 luglio 2017 0

Daspati anche se lontani dallo stadio, provvedimento per tifosi Frosinone coinvolti in spaccio droga

Di admin

Frosinone – Il Questore di Frosinone, su proposta della Divisione Anticrimine, ha firmato 4 Daspo,  che terranno lontano dallo stadio altrettanti tifosi  per la durata di 3 anni, in applicazione delle norme sui Divieti di Accesso alle Manifestazioni Sportive entrate in vigore nel   2014, che hanno introdotto il cosiddetto «Daspo fuori contesto».

Tale normativa, che ha ulteriormente inasprito le regole riguardanti i Daspo, prevede che il divieto di accedere ai luoghi dove si svolgono le manifestazioni sportive possa essere emesso anche nei confronti di coloro che non commettono reati tipicamente legati alla violenza fuori o dentro gli stadi.

I 4 “supporters”, infatti,  sono convolti,  con altre 52 persone, nell’ operazione antidroga della Squadra Mobile della Questura, denominata  “Fireworks” dello scorso dicembre ed   attualmente sottoposti all’obbligo di presentazione alla P.G., in seguito all’esecuzione dell’ordinanza di applicazione della misura cautelare, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Frosinone, per violazione della legge sugli stupefacenti.

Pertanto, come prevede la normativa,  il Daspo può scattare anche a carico di persone indagate per detenzione e spaccio di stupefacenti o per altri gravi reati, sebbene non commessi in occasione di manifestazioni sportive.

I destinatari del provvedimento hanno un’età compresa tra i 23 ed i 51 anni.

10 luglio 2017 0

Ottanta milioni evasi e 87 lavoratori a nero nell’edilizia a Frosinone, 57 denunciati

Di admin

Frosinone – Un’operazione di contrasto dell’evasione fiscale portata a termine dalla Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Frosinone, ha consentito di scoprire una frode fiscale milionaria perpetrata da 5 imprese operanti nel settore dell’edilizia. Ad operare sono stati i militari della Tenenza di Fiuggi che, a seguito di mirata attività di intelligence e di controllo economico del territorio, hanno individuato una serie di società, aventi sede in Alatri, risultate non in regola con gli obblighi di dichiarazione, e che nel tempo avevano altresì distratto una serie di beni aziendali con lo scopo di creare una situazione economica di dissesto ovvero d’insolvenza finanziaria, per effetto della quale alcune di esse sono anche fallite. Ad insospettire le Fiamme Gialle fiuggine sono stati i frequenti ed inusuali rapporti commerciali tra le società coinvolte che, ad una più attenta analisi, sono risultati del tutto ingiustificati, meramente cartolari e privi di reale effettività economica. La conferma definitiva è arrivata in sede di accesso presso i locali aziendali, dove è stata rinvenuta copiosa documentazione extracontabile che ha permesso di ricostruire i reali volumi d’affari conseguiti dalle imprese verificate. La complessa attività d’indagine, svolta dai Finanzieri della città termale, ha consentito pertanto di ricostruire, in capo alle imprese indagate, redditi nascosti al Fisco per oltre 80 milioni di euro e di accertare un’evasione in materia di imposta sul valore aggiunto per oltre 10 milioni di euro, oltre a costi indeducibili per oltre 2,8 milioni di euro e ritenute sul personale dipendente, non operate e non versate, per oltre 400 mila euro. Le articolate indagini, interessanti gli anni dal 2011 al 2016, hanno permesso di constatare come le imprese in argomento, al fine di “gonfiare” fittiziamente i costi e ridurre gli utili d’impresa, avessero posto in essere un sistema di frode fiscale attuato anche attraverso l’emissione e l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti per oltre 6,5 milioni di euro. A margine della predetta attività, le stesse Fiamme Gialle hanno anche accertato che una delle società verificate aveva impiegato complessivamente ben 86 lavoratori “in nero” (privi cioè di alcuna copertura previdenziale ed assicurativa obbligatoria) e, per questo motivo, sono state irrogate sanzioni amministrative per oltre 400 mila euro; nello stesso tempo, è stato pure accertato come una parte di questi lavoratori irregolari percepiva indebitamente l’indennità di disoccupazione (erogati oltre 65 mila euro). A conclusione delle investigazioni, sono stati segnalati alla Procura della Repubblica di Frosinone 57 soggetti che, a vario titolo, si sono resi responsabili dei reati di emissione ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, occultamento delle scritture contabili, omessa dichiarazione e dichiarazione infedele, indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato e bancarotta fraudolenta, con pene che variano da un minimo di un anno e sei mesi ad un massimo di dieci anni. Per garantire la pretesa erariale, è stata altresì avanzata anche la proposta di sequestro preventivo, finalizzato alla successiva confisca, dei beni che ne costituiscono il profitto ovvero il prezzo dei reati contestati per oltre 4 milioni di euro. Il Comandante Provinciale di Frosinone, Col. t.ST Luigi Carbone, ha elogiato personalmente tutti i Finanzieri della Tenenza di Fiuggi che, sotto la guida del Cap. Mario Lanzano, hanno reso possibile il conseguimento di questo brillante risultato di servizio, che dimostra la capacità della Guardia di Finanza di colpire in maniera trasversale gli illeciti economico-finanziari che molto spesso – come nel caso di specie – non si limitano soltanto ad un’evasione fiscale ma hanno anche riflessi sotto il profilo della spesa pubblica.

10 luglio 2017 0

Cinque giorni di intensificazione dei controlli di polizia a Frosinone

Di admin

Frosinone – Il territorio della provincia di Frosinone è stato interessato dal 3 all’8 luglio da un’operazione ad alto impatto, denominata “Mercurio Eye Insurance”, pianificata a livello nazionale dalla Direzione Centrale Anticrimine e dalla Direzione Centrale per la Polizia Stradale, Ferroviaria, delle Comunicazioni e dei Reparti Speciali della Polizia di Stato. In campo sono scesi gli uomini della Squadra Volante della Questura, dei Commissariati di Cassino, Fiuggi e Sora, con il prezioso ausilio degli equipaggi del reparto Prevenzione Crimine “Abruzzo”, perlustrando il territorio di competenza. Nei 6 giorni di controlli, la tecnologica piattaforma “Mercurio” ha scansionato 2549 targhe, anche di veicoli in movimento, contestando 32 violazioni, di cui 15 per mancanza di RCA, ed operando 15 sequestri amministrativi.

10 luglio 2017 0

Frosinone e Roma: Truffavano concessionarie di auto e ignari cittadini. Denunciati in due

Di redazione

Appena la vittima ha compreso che, a sua insaputa, gli era stata intestata una vettura, si è recato presso il commissariato di Tor Carbone dove ha presentato una denuncia. Gli agenti della Polizia di Stato, dopo un’articolata indagine, hanno identificato e denunciato due cittadini italiani per i reati di truffa e sostituzione di persona. I due praticamente agivano in questo modo: si recavano presso note concessionarie di autovetture presenti nella capitale e a Frosinone e, con documenti falsi, riuscivano a prendere in locazione autoveicoli di valore, per poi successivamente rivenderli. Inoltre, i truffatori, erano riusciti, tramite documenti d’identità e buste paga false, ad ottenere un finanziamento di ventimila euro per l’acquisto di un veicolo. L’italiano 50enne, è stato bloccato dagli agenti, già da tempo sulle sue tracce, all’uscita di una concessionaria di Frosinone a bordo di una costosa automobile del valore di circa 50 mila euro appena locata dal rivenditore. Dopo ulteriori accertamenti svolti dai poliziotti, sono stati acquisiti elementi utili che hanno condotto all’identificazione di un altro cittadino italiano, complice nelle truffe ai concessionari. I due truffatori sono stati denunciati ed il veicolo sequestrato. Immagine d’archivio

10 luglio 2017 0

I Gurkha a Cassino, le guardie della Regina di Inghilterra hanno studiato i campi di battaglia sulla Gustav

Di admin

Cassino – Una delegazione di 25 militari del Royal Gurkha Rifles ha visitato il Cassinate in questi giorni nell’ambito di uno staff ride, uno studio accurato dei campi di battaglia finalizzato a trarre insegnamenti per applicazioni attuali e future operazioni militari. I Gurkha, di etnia nepalese, iniziarono a essere arruolati come volontari nella Compagnia Britannica delle Indie Orientali, dopo la guerra Anglo-Nepalese del 1812-1815 e si sono sempre distinti come soldati leali, valorosi e disciplinati, dopo l’indipendenza dell’India, alcuni dei loro reggimenti entrarono a far parte dell’esercito britannico costituendo i Royal Gurkha Rifles, gli stessi che, nella seconda guerra mondiale, durante la Campagna d’Italia, precisamente a partire dal febbraio del 1944 fino allo sfondamento della Linea Gustav, avvenuto nel maggio dello stesso anno, furono impiegati a Cassino. Ed è proprio nella Città martire, e sulle sue colline, che questi soldati di piccola statura ma assai robusti e particolarmente feroci, anche a detta dei tedeschi che li temevano ma stimavano allo stesso tempo, si distinsero nei molteplici attacchi.

Prima a febbraio del 1944, a nord di Montecassino, e successivamente a partire dal 15 marzo – data tristemente nota ai Cassinati per via della quasi totale distruzione della Città a seguito di un pesante bombardamento aereo – alcuni reparti Gurkha furono dislocati in un settore particolarmente ostile e esposto del fronte: il ripido costone meridionale del Sacro Monte. Lo slancio finale di questo ardito attacco avrebbe potenzialmente permesso alle truppe indiane di prendere contatto con altre unità, corazzate, che erano state incaricate di effettuare un attacco da nord est finalizzato ad attirare forze tedesche alle spalle del Monastero. Così facendo l’ala che affaccia sulla città di Cassino sarebbe rimasta maggiormente sguarnita e quindi più facilmente conquistabile. I piani Alleati prevedevano che i Gurkha raggiungessero la Collina di Venere, sito conosciuto anche con il toponimo militare: Hangman’s Hill, letteralmente ‘collina dell’impiccato’. Tale macabro nome si deve alla presenza su quel sito del traliccio portante della funivia che collegava Montecassino alla Città; quando questo, a seguito dei bombardamenti e cannoneggiamenti, venne ridotto a un ammasso di metallo, assumendo la silhoulette di un vero e proprio patibolo, gli Alleati non persero l’occasione per ribattezzarlo con un appellativo ancora oggi in grado di evocare la eco di quei sanguinosi giorni di combattimenti. Su questa collina i militari nepalesi, che affrontarono con tenacia i paracadutisti tedeschi della 1. Fallschirmjager Division (1a divisione), restarono isolati per diversi giorni a partire dal 17 di marzo del 1944, con la sola possibilità di ricevere rifornimenti aviolanciati, spesso lontano dalle loro linee, vista anche la posizione assai critica, sotto la diretta osservazione e tiro del nemico. Di un organico iniziale di quasi un migliaio di uomini, dopo giorni di estenuante e coriacea battaglia, solo otto ufficiali e 177 militari di altro grado riuscirono a sopravvivere e a tornare dietro le linee alleate. Un sacrificio enorme che ancora oggi è ricordato nelle scuole militari di tutto il mondo. Il generale Sir Francis Tuker, al tempo comandante della 4th Indian Division (4a divisione indiana), in cui erano inquadrati i reparti Gurkha, commentando le gesta dei soldati, disse che tale battaglia sarebbe stata ricordata nella storia come «una delle più ostinate mai combattute». Proprio questa collina, Hangman’s Hill, è stata una delle tappe più importanti dello staff ride che ha toccato, tra gli altri luoghi storici: l’Abbazia di Montecassino, Rocca Janula, Cassino, Terelle, Sant’Angelo in Theodice e i cimiteri militari.

L’Associazione Linea Gustav, di Piedimonte San Germano, da sempre impegnata nello studio e nella valorizzazione dei luoghi delle battaglie, è stata nuovamente scelta come organizzazione di riferimento per gli approfondimenti storici e per la logistica, vista la decennale, dettagliata, conoscenza del terreno dei combattimenti. L’evento, di più giorni, si è concluso con la visita dei campi di battaglia di Sant’Angelo in Theodice, frazione di Cassino in cui i Gurkha entrarono vittoriosi nel maggio del 1944, e una funzione presso il Cimitero del Commonwealth, dove i militari hanno voluto rendere omaggio ai loro connazionali caduti. Al termine della stessa, in segno di apprezzamento per «l’inestimabile supporto prestato, senza il quale lo staff ride non sarebbe stato possibile, ma anche per l’opera di sensibilizzazione attraverso la quale si contribuiscono a mantenere vive la memoria e le gesta dei militari», il Maggiore Raj Rai ha voluto fare dono all’Associazione Linea Gustav, nella persona del suo presidente Damiano Parravano, di un crest che ritrae l’emblema del 2nd Royal Gurkha Rifles, esprimendo l’accorato proposito di intraprendere una duratura e proficua collaborazione finalizzata alla valorizzazione della memoria dei Gurkha che combatterono e morirono nel Cassinate. «Quando eravamo su Hangman’s Hill – ha concluso il Maggiore – ho provato un sentimento per me difficile da esprimere ma che mi ha fatto sentire orgoglioso di essere un Gurkha».

«La battaglie per la presa della Linea Gustav – dichiara il presidente Damiano Parravano – hanno visto l’avvicendarsi di decine e decine di etnie, caratterizzate da culture e lingue differenti. Alcune di queste oggi vengono ricordate con grande disprezzo a seguito delle innumerevoli violenze e razzie perpetuate a danno della inerme popolazione civile, nonostante l’innegabile rispetto guadagnato sul campo di battaglia. Non è il caso dei Gurkha, soldati la cui condotta e il cui coraggio sono da sempre segni di distinzione. Essi – aggiunge il Presidente -, sono ben ricordati ovunque abbiano combattuto, soprattutto dai civili. A Cassino hanno mostrato una tenacia e una resistenza fisica fuori dalla norma, fronteggiando con determinazione una delle unità d’élite della Wehrmacht, tra le più motivate e preparate della seconda guerra mondiale, i paracadutisti tedeschi, conosciuti anche con il nome di ‘diavoli verdi di Montecassino’. Aver avuto la fortuna di essere al loro fianco per diversi giorni – conclude Parravano – mi ha permesso di apprezzare non solo le rinomate capacità militari ma anche le qualità umane di questi soldati, innegabilmente umili e la cui integrità morale e senso di abnegazione sono quanto di più sorprendente abbia mai visto nella mia vita. Onore ai loro nonni che hanno sacrificato le loro esistenze combattendo valorosamente ma lasciando un segno positivo e indelebile nella dolorosa vicenda bellica che ha interessato la Terra Sancti Benedicti». La notizia dello staff ride, e la collaborazione con l’Associazione, hanno avuto ampia diffusione sui media nepalesi che hanno voluto darne particolare risalto nelle prime pagine dei giornali.

 

10 luglio 2017 0

Mare Sicuro, la barca affonda: salvate cinque persone a Gaeta

Di admin

Gaeta – Continuano le attività di controllo lungo il litorale di giurisdizione della Guardia Costiera di Gaeta e di Formia. L’ultimo fine settimana, caratterizzato da un notevole afflusso di bagnanti sulle spiagge e da un aumento delle attività ludico-diportistiche nelle acque ricadenti nel circondario marittimo di Gaeta, ha visto impegnati i militari delle pattuglie di terra e delle motovedette nei controlli dell’operazione “Mare Sicuro” sul rispetto della normativa dettata a tutela della balneazione e per la sicurezza della navigazione.

Nelle prime ore di sabato pomeriggio, durante la quotidiana attività di pattugliamento a mare, i militari della motovedetta di polizia marittima sono intervenuti, nelle acque antistanti il litorale di Serapo, al fine di prestare soccorso a favore di cinque persone a bordo di un gommone a motore, preso a noleggio, che imbarcava acqua dal lato poppiero.

Sotto il coordinamento della Sala operativa della Guardia Costiera di Gaeta, i militari hanno tratto in salvo gli occupanti, trasbordandoli a bordo dell’unità, in buono stato di salute, al fine di sbarcarli, in seguito, presso la banchina Caboto nel Comune di Gaeta.

Successivamente, l’unità a noleggio è stata riconsegnata ad un responsabile della società, nel frattempo contattata dalla Sala Operativa.

Nel corso del pattugliamento a mare, i militari della motovedetta di polizia marittima hanno, successivamente, accertato, in corrispondenza della “Grotta del Turco” una violazione al divieto imposto dall’Ordinanza di sicurezza balneare ai conduttori delle unità da diporto di navigare all’interno della fascia di balneazione. Al trasgressore, di origine casertane, è stato elevato un verbale amministrativo per oltre 170 euro.

Infine, nell’ambito dell’attività tesa alla tutela ambientale e delle risorse ittiche, il personale della Guardia Costiera di Formia, ha svolto, ieri mattina, un’attività di contrasto agli illeciti lungo la filiera ittica accertando sulla spiaggia di Santo Janni la presenza di un venditore abusivo di prodotti ittici.

Il soggetto originario della provincia di Napoli, era intento a vendere ai bagnanti il pescato senza possedere alcuna documentazione amministrativa, non garantendo in tal modo la rintracciabilità del prodotto né la possibilità di accertarne l’origine, in violazione delle norme poste a tutela della salute del consumatore.

Al trasgressore è stata inoltre contestata la vendita di prodotto ittico sulle spiagge in assenza di autorizzazione, oltre alla non corretta conservazione dei molluschi bivalvi aspersi in acqua.

Pertanto i militari, accertato il fatto, hanno posto sotto sequestro amministrativo oltre 40 kilogrammi di prodotti ittici, tra i quali molluschi, crostacei, orate e seppie.

Al trasgressore è stata, pertanto, elevata una sanzione amministrativa per oltre 7500 euro”