Cassino: Clochard e decoro urbano, la presa di posizione dell’amministrazione comunale

Cassino: Clochard e decoro urbano, la presa di posizione dell’amministrazione comunale

5 settembre 2017 0 Di redazione

Molte e aspre sono state le critiche mosse da diversi cittadini cassinati all’amministrazione comunale di Cassino negli ultimi mesi, dovute alla presenza di un senza tetto polacco che aveva costruito un vero e proprio rifugio di coperte al di sotto dei portici che danno su Piazza Labriola, quindi nel pieno centro della Città Martire.
L’uomo in questione aveva creato non pochi disagi nel corso della sua permanenza, dovuti allo spiacevole problema dell’alcolismo, fra i quali ricordiamo il tentativo di baciare una fedele all’ingresso della vicina Chiesa di Sant’Antionio.
Rifiutando più volte le cure offerte dalle strutture sociali della città, fra le quali quelle della stessa Casa della Carità che per un periodo l’aveva ospitato, si era definitivamente stabilito in strada.
La risposta del comune non ha tardato ad arrivare: si legge sulla pagina Facebook del comune di Cassino l’annuncio del nuovo progetto #Daspo. “Il Daspo urbano, si specifica nel suddetto post, è un provvedimento che vieta di chiedere l’elemosina, di bivaccare nei giardini e nelle strade, di fare commercio abusivo e di espletare i propri bisogni fisiologici a cielo aperto”, come affermato dal vicesindaco Carmelo Geremia Palombo.
Pesanti le sanzioni previste per coloro che non rispetteranno il provvedimento, da quelle pecuniarie sino all’allontanamento dal territorio comunale.
Chiaro il messaggio del sindaco, Carlo Maria D’Alessandro: “La loro drammatica condizione sta a cuore a tutti (…) ma i loro comportamenti sono diventati scandalosi e inaccettabili perché, di fatto, limitano la libertà di un’intera comunità e generano reazioni violente.
Non vogliamo forzare la loro volontà – prosegue – ma non possiamo consentire a nessuno di fare quello che gli pare. Non vogliamo più essere spettatori o, peggio, oggetto di atti osceni facendo una semplice passeggiata in centro”.
Giulia Guerra
Foto d’archivio