Giorno: 10 ottobre 2017

10 ottobre 2017 0

Litigano e si accoltellano a Frosinone, feriti due giovanissimi

Di admin
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FROSINONE – Hanno litigato in casa per futili motivi e si sono presi a coltellate. Protagonisti sono due giovani stranieri che abitano insieme in un appartamento in Viale Mazzini a Frosinone. I due, nel pomeriggio di oggi, dopo gli insulti si sono armati di coltelli da cucina e si sono feriti a vicenda. Sul posto sono arrivati gli agenti della questura che hanno evitato il peggio. Per entrambi, però, è stato necessario ricorrere alle cure mediche in ospedale anche se nessuno dei due è in pericolo di vita. Gli agenti stanno vagliando la loro posizione. Ermanno Amedei

10 ottobre 2017 0

Pesca illegale al tonno rosso, maxi multe a pescatori di Gaeta

Di admin

GAETA – L’intensa l’attività della Guardia Costiera di Gaeta, lungo il litorale del sud pontino, mirata al controllo e alla vigilanza della filiera della pesca, ha portato, negli ultimi giorni, al sequestro di numerosi esemplari di tonno rosso, per un valore commerciale di migliaia di euro. Il decreto del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali ha , infatti, vietato dal mese di agosto, la pesca del tonno rosso, anche accidentale, da parte di pescatori sportivi, a seguito del raggiungimento del massimale del contingente di cattura assegnato all’Italia dalla Comunità Europea. Lo scorso pomeriggio, l’attività di controllo sul territorio dei militari della Guardia Costiera di Gaeta consentiva così di individuare e fermare un pescatore sportivo (Z.C. 54 anni di Gaeta) mentre, provvedeva, frettolosamente, a caricare la propria autovettura con il prezioso pescato, appena sbarcato dalla unità da diporto, ormeggiata in una darsena privata di Gaeta. I militari, sottoposto a controllo il prodotto ittico, procedevano a contestare al pescatore sportivo il possesso di 48 esemplari di tonno rosso (Thunnus Thynnus), specie altamente migratoria, la cui cattura in questo periodo dell’anno è vietata per scopi riproduttivi. La cattura della specie nella fase giovanile, infatti, ne impedisce il raggiungimento dello stato adulto ed il successivo ripopolamento ittico. I tonni erano di lunghezza pari a circa 35 cm, in violazione del Regolamento comunitario che, nei periodi consentiti, fissa la taglia minima per la cattura della specie protetta in 115 cm. Al trasgressore è stata elevata una sanzione amministrativa di ottomila euro, a seguito della recente legge n° 154 del 28.07.2016 che ha inasprito di molto le sanzioni relative alla pesca illegale delle specie tonno rosso e pesce spada, specie ittiche per le quali, appunto, sono previsti dall’ Unione europea contingenti massimi di cattura annuali al fine di tutelare la risorsa stessa Il prodotto, dal valore commerciale di oltre mille euro, è stato sottoposto a sequestro e, dopo gli accertamenti di rito del personale sanitario dell’ASL che ne attestava l’idoneità al consumo umano, veniva donato ad istituti religiosi della zona. A seguito di controlli in mare finalizzati al contrasto e alla repressione della pesca del tonno rosso, la motovedetta in servizio di polizia marittima della Guardia Costiera di Gaeta, sottoponeva a controllo numerose unità da diporto intente nella pesca sportiva. A circa un miglio da Punta dello Stendardo di Gaeta, intercettava e fermava un’unità da diporto condotta da un pescatore sportivo – L. M. 39 anni di Gaeta -. A seguito del controllo, i militari accertavano la presenza a bordo di 15 esemplari di tonno rosso . Si procedeva, pertanto, al sequestro del pescato ed ad elevare un verbale amministrativo per pesca sportiva di specie vietate. Oltre duemila euro la sanzione comminata al trasgressore. Dichiarata dal medico veterinario la idoneità al consumo umano degli esemplari, si procedeva alla donazione del tonno rosso ad una Casa famiglia della zona. Analoga attività è stata svolta nella giornata di ieri dalla Guardia Costiera di Formia. Nell’effettuare un’ispezione ad un natante da diporto intento allo sbarco presso il porto di Formia di alcuni prodotti ittici contenuti all’interno di appositi contenitori, i militari riscontravano la detenzione a bordo di 20 esemplari della specie ittica tonno rosso (thunnus thynnus), per un totale complessivo di 20 kg di prodotto, già pulito ed eviscerato prima dello sbarco al fine di facilitarne l’occultamento. Il prodotto ittico rinvenuto è stato posto sotto sequestro per la successiva confisca e nei confronti del diportista – D.A. 63 anni di Formia -, è stato contestato un verbale amministrativo di euro 8.000.

10 ottobre 2017 0

Faccia a faccia con l’orso marsicano, escursionisti (ed orso) terrorizzati a Filettino

Di admin

FILETTINO – Faccia a faccia con un orso marsicano adulto. Per alcuni una grande occasione, ma per il gruppo di quattro escursionisti che domenica si sono avventurati nell’incantevole area di Serra Sant’Onofrio, a Filettino, proprio al confine tra Lazio e Abruzzo sui Monti Simbruini è stato un grande spavento. La presenza dell’animale che sembra aver trovato dimora sul versante laziale del Parco, ha spaventato i quattro appassionati di montagna che hanno chiamato il 112 per chiedere aiuto. Sul posto sono stati raggiunti dai militari della stazione di Filettino e dai carabinieri Forestali dello stesso comune per essere “Scortati” a valle. L’orso si è allontanato dagli escursionisti con la stessa velocità con cui sono scappati i quattro, difficile quindi dire chi fosse più spaventato.

Ermanno Amedei

10 ottobre 2017 0

Cassino, accusano i vicini di “spionaggio” e scoppia la rissa: due coppie denunciate

Di admin

CASSINO – Immagini registrate con un tablet, o forse il solo sospetto che la ripresa fosse stata fatta, ha innescato una lite tra due famiglie vicine di casa, degenerata in rissa. E’ accaduto domenica pomeriggio nel rione Fossa dei Serpenti tra due coppie residenti in alloggi popolari. Mentre i gli uomini si prendevano a bastonate, le donne si avvinghiavano ai capelli dell’altra, con la presunta spiata, ben intenzionata a strappare dalle mani il tablet con cui riteneva di essere stata immortalata. All’arrivo della polizia, è tornata la pace e i quattro sono stati denunciati per rissa. Ermanno Amedei

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Brillante intervento chirurgico in ospedale a Cassino, 59enne salvato da tre tumori

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“Un paziente di 59 anni affetto da due tumori del pancreas ed un tumore renale è tornato a gestire la propria pista di Go-kart dopo essere stato sottoposto ad un intervento chirurgico di altissima complessità che ha comportato l’asportazione di tutto il pancreas, il duodeno, la colecisti, la milza ed il rene destro”. E’ quanto si legge in una nota della Asl di Frosinone in merito all’intervento effettuato in ospedale a Cassino. “Un intervento di alta specializzazione portato a termine con successo dall’équipe della UOC di Chirurgia Generale diretta dal Prof. Roberto Santoro. «L’esito favorevole di questa eccezionale procedura è un esempio di eccellenza in sanità perché ha richiesto una gestione multidisciplinare di importanti problematiche postoperatorie. Un particolare ringraziamento al Centro di Rianimazione, che in collaborazione con Diabetologia, Nefrologia e Radiologia ha consentito al paziente di superare la fase critica fino a poter essere dimesso e tornare guarito alla propria attività», sono le parole del Prof. Roberto Santoro. «Questa performance conferma che il polo ospedaliero di Cassino è ormai diventato un centro di riferimento per la chirurgia oncologica della nostra Provincia», così commenta il Commissario Straordinario Macchitella, impegnato nel rilancio di tutto il sistema ospedaliero del nostro territorio”.

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Fiuggi, spacciava marijuana nei giardinetti pubblici: arrestato 24enne

Di admin

FIUGGI – Gli uomini del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Fiuggi, nell’ambito del servizio mirato alla repressione de reato di spaccio di sostanze stupefacenti o psicotrope hanno arrestato un ragazzo di 24 anni di origini nigeriane, dedito allo spaccio di marjuana presso i giardini pubblici della città termale. Gli operatori di Polizia, insospettiti dalla presenza del ragazzo presso i giardinetti pubblici, hanno provveduto ad un controllo più approfondito dello stesso, risultato poi in possesso di 11 involucri di marjuana, nascosti all’ interno di un portafoglio. A questo punto il controllo è proseguito presso l’ alloggio del giovane uomo, presso il Centro di Accoglienza nel quale è ospitato. Avuto dunque accesso alla sua stanza, gli agenti del Commissariato hanno trovato e sequestrato ulteriori 28 involucri di sostanza stupefacente che erano nascosti nelle immediate vicinanze del posto letto del ragazzo, debitamente nascoste in un cartone di succo di frutta. Data la rilevante quantità di droga posseduta, gli agenti hanno accompagnato il richiedente asilo presso gli uffici del Commissariato dove si è proceduto all’arresto.

10 ottobre 2017 0

Truffe agli anziani: dodici persone nella rete di Polizia e Carabinieri con l’operazione sciacalli

Di redazione

La Polizia di Stato e l’Arma dei Carabinieri hanno dato esecuzione a Napoli, dalle prime ore della mattinata, ad un provvedimento di custodia cautelare emesso dal G.I.P. del Tribunale di Frosinone, dott.ssa Ida Logoluso, su richiesta del Pubblico Ministero dott.ssa Barbara Trotta, della Procura della Repubblica di Frosinone, nei confronti di 12 individui dediti alla commissione di truffe ai danni di persone anziane sul territorio nazionale. In particolare, le indagini, condotte dai Poliziotti della Squadra Mobile della Questura di Frosinone e dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Frosinone, sono iniziate nel novembre 2015, quando i due uffici investigativi hanno raccolto nel giro di pochi giorni oltre 10 denunce di truffe consumate o tentate ai danni di anziani, in cui si evidenziava un medesimo modus operandi. Tutte le vittime, infatti, avevano denunciato di aver ricevuto una telefonata da un sedicente maresciallo dei Carabinieri o da un avvocato, il quale riferiva loro di essere un familiare (figlio o nipote, a seconda dei casi) incorso in un incidente stradale e di essere stato trattenuto presso un ufficio di polizia. Ovviamente si trattava solo di un racconto immaginario creato ad arte dai malviventi, infatti la chiamata proseguiva con la richiesta di denaro necessario a risarcire il danno causato dal finto incidente stradale paventando, in caso contrario, gravi conseguenze giudiziarie a carico del familiare. Quando la truffa andava a segno, con la vittima che cedeva alla paura ingenerata dalla messinscena e con il conforto suscitato dall’autorevolezza del mestiere dichiarato dagli interlocutori, il fantomatico tutore dell’ordine (o avvocato) concludeva il colloquio indicando alla vittima una persona che si sarebbe recata presso la sua abitazione per ritirare il risarcimento del danno, che spesso si concretizzava anche nella consegna di gioielli e preziosi in genere. L’abilità nei raggiri era tale che i truffatori si dimostravano in grado anche di carpire, durante il colloquio telefonico, le informazioni, nome del familiare e altri dettagli, che poi utilizzavano per rafforzare la loro credibilità verso la malcapitata vittima. Da queste denunce si sono poi sviluppate le indagini dei poliziotti e dei carabinieri che hanno consentito di dare un nome ed un volto a tutti i truffatori e sottoporli a specifiche ed intense attività di monitoraggio. Gli investigatori hanno così scoperto l’esistenza di un vero e proprio sodalizio criminale nel quale un sodale, in particolare, era specializzato nel chiamare telefonicamente le vittime, fingendosi avvocato o Maresciallo dei Carabinieri, a seconda dei casi; quando la vittima cadeva nell’inganno, entravano in scena i complici addetti al ritiro del denaro o dei preziosi destinati al fantomatico risarcimento dei danni. I malviventi avevano anche previsto una strutturata metodologia amministrativa che gli consentiva di evitare il pericolo di perdere o limitare i proventi illeciti, monetizzando immediatamente presso i compro oro delle varie zone i preziosi carpiti alle vittime ed eseguendo, subito dopo, bonifici verso carte postali intestate ad altri complici così da massimizzare gli introiti e coprire le spese delle autovetture noleggiate ai loro scopi, del carburante, dei pedaggi autostradali, delle ricariche telefoniche e dei pernottamenti in strutture alberghiere. Per cercare di non lasciare tracce, gli odierni arrestati cambiavano continuamente le sim-card e i telefonini utilizzati per tenersi in contatto tra loro e coordinare le varie fasi delle truffe. Nessuna zona d’Italia era immune alle loro scorribande, alle loro vere e proprie trasferte del crimine; difatti, i delinquenti erano soliti soggiornare in una struttura ricettiva di una zona “tranquilla”, per non più di 4/5 giorni e poi colpire nei paesi e/o città che si trovavano al massimo nel raggio di 100 km. Per gli spostamenti, utilizzavano solo macchine noleggiate e, dopo ogni trasferta, facevano rientro a Napoli, dove tutti gli indagati sono nati e dimorano, per cambiare auto e cellulari, prima di ripartire per un nuovo tour di truffe. Durante i soli sei mesi di indagini tecniche sono state ricostruite ben 66 truffe tra consumate e tentate, che costituiscono altrettanti capi di imputazione a carico dei 13 indagati, di cui 12 colpiti da provvedimento restrittivo ed uno deferito a piede libero. Nel corso dell’attività investigativa sono stati recuperati e riconsegnati alle vittime l’oro ed i preziosi oggetto di cinque truffe, per un valore di circa 100.000 euro. In un’occasione, a seguito di una truffa perpetrata a Colleferro, è stato arrestato dai militari di una Stazione Carabinieri il complice che, dopo essersi recato presso l’abitazione della vittima di turno, cercava di far rientro a Napoli con addosso le prove dell’illecito provento, confidando che la breve distanza potesse scongiurare il rischio di imbattersi in qualche controllo. Le decine di truffe messe a segno in quasi tutte le regioni italiane, ad eccezione della Campania e delle isole, fruttavano all’associazione centinaia di migliaia di euro, in quanto era possibile carpire ad ogni vittima denaro e gioielli per un valore che raggiungeva anche i 20.000 euro.

10 ottobre 2017 0

Strangolagalli: Convegno Giovani e Lavoro, iniziativa ben riuscita

Di redazione

Lunedì 9 ottobre ha avuto luogo a Strangolagalli il convegno dal tema “Giovani e lavoro”, organizzato dal dirigente provinciale forza Italia Cristian Viselli, il quale ha posto l’accento sulle gravi criticità che i giovani coetanei riscontrano nell’ approccio al mondo del lavoro sul territorio e che li vedono inevitabilmente arretrare rispetto ai coetanei europei. Ad intervenire l’on. Mario Abbruzzese, il quale ha evidenziato che è necessario investire sul capitale umano, sottolineando come i giovani non vogliano vivere di sussidi. Prioritario stabilizzare le posizioni lavorative, accanto a programmi di formazione professionale ad hoc. Il coordinatore provinciale Forza Italia Pasquale Ciacciarelli si è soffermato sui dati allarmanti che vedono la disoccupazione giovinile nel Frusinate, relativamente all’ anno 2016, pari al 47 %. Vi è un’intera fascia, dai 25 ai 35 anni, letteralmente rassegnata dall’ idea che non vi sia alcuna possibilità di avere accesso ad un’occupazione stabile. Bisogna, pertanto, lavorare per riabilitare, per garantire un futuro, ma anche un presente dignitoso a questi giovani trentenni, desiderosi di accendere un mutuo, di creare famiglia. Non è possibile, sostiene Ciacciarelli, assistere passivamente al tramonto degli antichi mestieri, specie dell’ artigianato. Abbassare, pressione fiscale ed adottare, nel contempo, misure straordinarie a sostegno comparto agricolo. Il segretario CISL Frosinone Enrico Coppotelli è intervenuto sulla necessità di scoraggiare le forme precarie e flessibili di lavoro, e di realizzare interventi di politiche attive, programmi di formazione e di alternanza scuola lavoro. Ad intervenire, il docente dell’ Università degli studi di Cassino e del Lazio Meridionale, prof. Gaspare Giovinco, a testimonianza del ruolo fondamentale giocato dalla formazione accademica nell’ approccio al mondo del lavoro.

10 ottobre 2017 0

Aquino: Nomina del nuovo assessore. La dura critica di Cinzia De Carolis

Di redazione

Il clima politico nella città di Aquino si sta scaldando notevolmente e le prossime elezioni amministrative iniziano a seminare polemiche. A tal fine, riceviamo e pubblichiamo una, nota stampa del consigliere di opposizione Cinzia De Carolis, nella quale è contenuta proprio la dichiarazione fatta da lei stessa nel corso dell’ultimo consiglio comunale dello scorso 6 ottobre. De Carolis muove una forte critica circa la recente nomina di un nuovo assessore comunale. Di seguito la dichiarazione del consigliere Cinzia De Carolis. “Stimati consiglieri, anche se so bene che l’ articolo 46 dello statuto comunale prevede la nomina alla carica di assessore cittadini non facenti parte del consiglio di chiara esperienza tecnica e professionale, come immagino ne sia in possesso il neo componente della giunta, e’ mia premura ricordare al sindaco Mazzaroppi che esiste una legge, la n. 56 del 7 aprile 2014 (legge Delrio) che, all’ art. 1 comma 137, ha stabilito un preciso quorum del 40% al fine di rispettare il principio della parita’ di genere nella composizione della giunta comunale in riferimento ai comuni con popolazione superiore ai 3.000 abitanti. Evito di elencare l’ intera normativa in materia di pari opportunita’ e rappresentanza di genere, voglio però ricordare che tali disposizioni recepiscono i principi sulle pari opportunita’ dettati dall’ art. 51 della costituzione , dall’ art. 1 del decreto legislativo dell’ 11 aprile 2006 n. 198 (codice delle pari opportunita’) e dall’ art. 23 della carta dei diritti fondamentali dell’ unione europea. Su tale questione si e’ pronunciato anche il Consiglio di Stato, Sez. V con sentenza n. 406 del 03/02/2016 precisando che l’ art. 1 comma 137 della legge 56/2014 a norma del quale “nelle giunte dei comuni con popolazione superiore a 3.000 abitanti nessuno dei due sessi puo’ essere rappresentato in misura inferiore al 40%, con arrotondamento aritmetico” costituisce un ineludibile parametro di legittimita’ delle nomine. Di conseguenza questa delega consegnata nelle mani di un rappresentante del genere maschile non rende effettiva la partecipazione di entrambi i sessi in condizioni di pari opportunita’ alla vita istituzionale dell’ ente che voi rappresentate. Soprattutto rende illegittimo ogni atto generato dalla giunta comunale ed illegittima la nomina stessa. Possibile che ad Aquino non ci siano donne colte, intelligenti, preparate e con chiara esperienza tecnica e professionale? Questo atteggiamento sempre piu’ concentrato sulla propria persona e sempre meno propenso al benessere del paese e dei cittadini del sindaco non fa altro che confermare che ormai si e’ giunti al termine di un lugubre percorso distruttivo che ha portato allo sfacelo l’intero territorio comunale. A questo punto e’ inutile ribadire che l’argomento pari opportunita’ e’ perfettamente sconosciuto a Mazzaroppi il quale, preso dalla sua mania di comando indisturbato, si circonda solo di chi lo asseconda e soprattutto considera un nemico chiunque provi a farlo ragionare, dando sfogo al suo carattere bellicoso e irrispettoso del genere femminile. Invito il sindaco Mazzaroppi a farsi un esame di coscienza e a riflettere sul perché ben sei componenti della sua lista lo abbiano saggiamente abbandonato e, invece di raccattare candidati a destra e a manca cercando di riscattare la sua immagine ormai in profondo declino, pensasse a governare, almeno per questi ultimi mesi pensando al bene del paese”.

10 ottobre 2017 0

Un 27enne viene denunciato dalla polizia per il reato di ricettazione, ad incastrarlo la madre

Di redazionecassino1

Frosinone – Molto spesso i proventi di furto sono difficili da reperire perché immediatamente smerciati altrove tramite un “passamano criminoso” che rende quasi impossibile il ritrovamento degli oggetti sottratti al legittimo proprietario.  Questa volta, però, non è andata così. Questa volta è stata la madre del giovane ricettatore a chiamare le Forze dell’ordine, insospettita da alcuni beni in possesso del figlio ventisettenne. Alle 06:00 a.m. circa, grazie ad una segnalazione pervenuta sulla linea di emergenza 113, gli uomini della volante della Polizia di Stato sono andati presso l’ abitazione della stessa donna che ha richiesto l’ intervento degli agenti. Il motivo? La donna voleva denunciare quanto accaduto poco prima: racconta di aver sentito il figlio, 27enne, rincasare alle prime luci del mattino, con al seguito alcune borse da donna, svariati foulard e uno stereo per autovettura, giustificandosi con la stessa, dicendo di aver fatto “un affare”. Ma la donna, oltre questi oggetti, ha notato anche la presenza di una patente di guida ed una tessera sanitaria intestate ad una donna Frusinate. Date le circostanze dubbiose, aggravate anche dalla consapevolezza da parte di questa coraggiosa mamma che il figlio sia consumatore di sostanze stupefacenti ma, di fatto, senza stabile impiego lavorativo, ha deciso di chiedere aiuto agli agenti della Questura di Frosinone. Data esecuzione a tutti gli accertamenti doverosi al fine di capirne la provenienza, i documenti ritrovati risultano essere effettivamente proventi di furto debitamente segnalati tramite denuncia sporta dalla vittima poche settimane fa.

Per il ragazzo non c’è stata più giustificazione valida ed è dunque stato deferito all’ A.G. per il reato di ricettazione.

Un plauso va agli operatori di Polizia, ma anche a questa mamma che, seppur trattasi di suo figlio, ha deciso di fare la cosa giusta.