Giorno: 3 novembre 2017

3 novembre 2017 Non attivi

Lotta all’abusivismo a Cassino, ancora sigilli al fruttivendolo in via Garigliano

Di admin
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CASSINO – Ancora sigilli alla struttura di rivendita frutta in via Garigliano a Cassino. A porli sono stati ancora una volta gli agenti del Commissaraito di Cassino impegnati da tempo in una azione di controllo sull’abusivismo di strutture commerciali. Già qualche tempo fa la struttura esra stata sequestrata e poi dissequestrata. Quella odierna sarebbe il provvedimento di un nuovo procedimento. L’attenzione della polizia, da tempo si è soffermata su situazioni bord line tra fruttivendoli che occupano aree comunali e marciapiedi e autolavaggi.

Ermanno Amedei

 

3 novembre 2017 Non attivi

Liti e aggressioni a residenti, chiuso il bar florian per 45 giorni

Di admin

LATINA – Questa mattina gli uomini della Squadra Amministrativa della Questura di Latina hanno eseguito un nuovo decreto di sospensione per 45 giorni della licenza, emesso dal Questore di Latina, a carico del titolare del “BAR FLORIAN”, di Latina in quanto pienamente sussistenti le condizioni di cui all’art.100  del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (T.U.L.P.S.) che consentono la sospensione delle attività commerciali qualora nel locale “siano avvenuti tumulti o gravi disordini, o che sia abituale ritrovo di persone pregiudicate o pericolose e che, comunque costituisca un pericolo per l’ordine pubblico, per la moralità pubblica e il buon costume o per la sicurezza dei cittadini”, allo stato perseguibile unicamente con l’impedimento della frequentazione della sala per un congruo periodo.

Il provvedimento si è reso necessario a seguito dell’intervento,  effettuato alle ore 23.50 del 13 ottobre 2017 da personale della Squadra Volante della Questura di Latina, che, giunto sul posto, su richiesta di alcuni residenti che lamentavano di essere stati svegliati, poco prima, da ripetuti e violenti colpi sulla porta di ingresso e, dopo aver aperto, di essere stati aggrediti, malmenati, minacciati e coperti di ingiurie da alcuni giovani, i quali li avrebbero accusati di aver intenzionalmente lanciato dalla finestra di casa oggetti danneggiando un’auto e ferendo un avventore del locale. Nell’occasione, l’uomo fatto oggetto dell’aggressione ha riportato un trauma cranico minore senza perdita di coscienza, dolore addominale, trauma fossa iliaca sx, contusione primo dito mano dx, contusione piramide nasale, con prognosi di giorni 7 s.c.”;

Già nel maggio scorso il “BAR FLORIAN” era stato colpito da un analogo decreto di sospensione della licenza, per 30 giorni, provvedimento che si era reso necessario a seguito del noto grave fatto di sangue avvenuto nella notte del 15 aprile scorso quando due giovani avventori sono stati violentemente aggrediti da un gruppo di cittadini stranieri (clienti dello stesso locale in evidente stato di ubriachezza), dopo essere intervenuti in difesa di alcune ragazze che erano in loro compagnia. Le immediate indagini dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, coordinate dalla Procura della Repubblica del capoluogo pontino, avevano tempestivamente consentito l’individuazione e la cattura dei responsabili dell’aggressione, due cittadini romeni pregiudicati, tratti in arresto, in flagranza di reato, per rapina aggravata in concorso, lesioni aggravate e resistenza a pubblico ufficiale.

Nonostante il precedente periodo di chiusura del maggio scorso, numerosi sono stati gli interventi successivamente effettuati, soprattutto in orari notturni, dalle pattuglie della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri impegnate nel controllo del territorio, per effettuare interventi per lite o per musica ad alto volume presso l’esercizio pubblico in argomento. L’odierno decreto di sospensione della licenza emesso dal Questore di Latina fa seguito a analoghi provvedimenti irrogati nella provincia pontina – di cui 9 nel corso del 2016 e 5 nel 2017 – a carico dei titolari di esercizi pubblici (bar, discoteche, supermarket) ove sono stati registrati gravi reati oppure solo considerati ritrovo di pregiudicati.

3 novembre 2017 Non attivi

Fiat di Piedimonte, il grande bluff per 530 giovani conseguenza di leggi create ad hoc

Di redazionecassino1

La vicenda degli oltre 530 licenziamenti allo stabilimento Alfa Romeo di Piedimonte San Germano con le inevitabili ricadute anche sull’indotto, riporta drammaticamente, e sulla pelle di 538 giovani lavoratori, delle loro famiglie, alla ribalta un problema ormai cronico e ultra decennale sul modo di fare imprenditoria nel nostro Paese i cui risvolti drammatici si sono accentuati soprattutto sul nostro territorio e da tutti conosciuto da sempre, in particolare dalla classe politica della nostra zona. Oggi però, si sentono in dovere, un dovere solo di facciata ed ipocrita, di rammaricarsi, di dettare soluzioni per arginare il risultato negativo della vicenda a suon di comunicati stampa e di dichiarazioni ufficiali su quanto sta succedendo. Un’ipocrisia senza pari che coinvolge tutti, senza esclusione alcuna, che riguarda parlamentari nazionali, europei e regionali eletti in questo territorio. Tutti pronti ad applaudire il rais dell’imprenditoria, Sergio Marchionne, pronti a fare selfie, a dispensare sorrisi ed ottimismo. A questi ipocriti sarà bene ricordare che molti di quei giovani non si sono mai assentati, non hanno mai rifiutato, in tutto il periodo, un anticipo turno, un’ora di straordinario, molti di loro sono andati a lavorare anche in condizioni di salute precaria per non perdere quel posto di lavoro. Ed ecco come i vertici dell’azienda e la politica li ha ripagati. Comunicando loro con un sms o con un laconico comunicato aziendale che non servivano più. Un metodo ignobile, un modus operandi, a cui FCA ha fatto ricorso la scorsa settimana, ma a cui ci ha abituato negli ultimi anni, soprattutto dopo l’avvento dell’era Marchionne. La pochezza del management FCA si è manifestata ancora una volta toccando direttamente i lavoratori giovani del nostro territorio che confidavano, da inguaribile ottimismo giovanile come è giusto che fosse, che serietà e professionalità sarebbero state apprezzate e meritevoli di futura attenzione. Illusione vana. Chi ha lavorato in industrie private sapeva benissimo, purtroppo, che non era così. Gli imprenditori come Marchionne sapevano bene cosa avevano in mente, grazie a leggi ad hoc servite negli ultimi anni dalla classe politica che si è avvicendata alla guida del nostro Paese. Basta pensare all’abolizione dell’art. 18, alle disposizioni capestro del Job Act, in cui venivano annientati i diritti dei lavoratori in nome della modernità, delle richieste di riforme da parte dell’Europa, dicendo “…è l’Europa che ce lo chiede…” e altre balle del genere. I criteri di scelta in realtà erano e sono ben altri, e gli spostamenti di alcuni lavoratori negli ultimi giorni ne sono la prova.

Se era l’Europa a chiederci quelle riforme capestro allora la politica dovrà spiegarci come mai, in Germania, a Wolfsburg, i lavoratori del più grande stabilimento Volkswagen del mondo, quell’azienda che alcuni anni fa voleva rilevare proprio l’Alfa Romeo e che di recente ha fatto piazza pulita di chi aveva truccato i sistemi di controllo delle emissioni, hanno ricevuto quest’anno, in busta paga, un premio di compartecipazione agli utili del 2016 pari a 3.950 euro ciascuno. Volkswagen è un’azienda a vocazione industriale che non regala il proprio denaro. Semplicemente ha capito che un’azienda deve investire sul capitale più importante, il capitale umano, riconoscendo il ruolo determinante di chi, di fatto, produce le autovetture. I 3.950 euro, per Volkswagen, sono stati un intelligente investimento, non un regalo.Il management Volkswagen non è il management FCA, da Marchionne in giù, fino all’ultimo team leader.

FIAT, FCA, ALFA ROMEO, invece, hanno preferito la delocalizzazione per pagare sempre meno i lavoratori sfruttandoli con turni massacranti in nome della produzione, mascherata dalla produttività, ma che in realtà aveva un obiettivo chiaro ed ignobile: lo sfruttamento dei lavoratori eliminando loro tutte le garanzie, trasferendo la sede in Olanda per pagare meno tasse. In realtà si è trattato di un’operazione finanziaria non di un’azienda industriale. Una scaltra società finanziaria da parte di un Amministratore Delegato residente in Svizzera. Questa operazione finanziaria utilizza, per non perdere l’italianità di cui tanto si vanta, forza lavoro a basso costo nel nostro Paese, grazie a leggi che glielo consentono. I lavoratori di FCA di Piedimonte San Germano, come quelli di molte altre realtà dello stesso gruppo, erano tutti assunti attraverso agenzie di somministrazione di lavoro temporaneo (un tempo detto lavoro interinale), in base a una legislazione, pur modificata, risalente a più di vent’anni fa. Nel mancato rinnovo di 538 contratti su 800 (comunque a tempo)l’imbroglio vero era legato alla promessa di 1.800 posti di lavoro da parte di un ex premier che è venuto allo stabilimento di Piedimonte a fare campagna elettorale per una riforma costituzionale, poi bocciata dai cittadini, creando illusioni in una devastata area del mezzogiorno, ma tenendosi lontano dalle domande dei giornalisti durante il suo intervento, relegandoli in sala stampa. Ora che quell’ex premier gira la Penisola con il suo treno dovrebbe venire a spiegare a quei 538, ma anche agli altri 300 che resteranno fino a gennaio, dove sono andati a finire quei 1800 posti di lavoro che lui e Sergio Marchionne avevano promesso. Dovrà farlo guardandoli negli occhi senza trovare la scappatoia che è colpa delle leggi di mercato, perché quei ragazzi che hanno creduto alle sue illusioni hanno un unico problema: quello di assicurare il mantenimento delle loro famiglie, dei figli, e hanno tutto il diritto di sapere cosa ne sarà del loro futuro. A loro non interessano le chiacchiere sulle “leggi di mercato”. Quell’ex premier, che continua ad ostentare ottimismo, propinandoci dai suoi Tg dati positivi sulla crescita, sulla crisi occupazionale in ripresa e altre fandonie del genere, a cui nessuno crede, compresi quegli 800 che oggi si ritrovano senza lavoro. L’ex premier dovrà spiegare che ne sarà del futuro di quelle famiglie e di quelle dei lavoratori dell’indotto. Sono queste le risposte che la politica nazionale, europea e regionale dovrà dare nei prossimi mesi senza altri tentennamenti e, soprattutto, senza ulteriori fandonie. Bisognerà fermare Marchionne e la sua idea di azienda e solo la buona politica potrà farlo. Cominciando ad eliminare l’assistenzialismo di cui si è sempre nutrita buona parte dell’imprenditoria italiana. Basta regalare soldi e agevolazioni a questa finanziaria olandese, subendo, inoltre, la beffa di un Marchionne che, severamente, ribadisce come FIAT non debba nulla allo Stato.Fiat deve tutto all’Italia. Restituisca il maltolto di decenni di facilitazioni, soldi a fondo perduto, ammortizzatori sociali personalizzati, regalie di terreni e fabbricati e via discorrendo, senza contare la chiusura di stabilimenti in attivo come l’Irisbus di Avellino. Sarebbe già un risultato importante, ma bisogna avere la volontà politica di raggiungerlo, non è più tempo di rinvii e di proclami sterili, ma di atti concreti una volta per tutte!

F. Pensabene

 

3 novembre 2017 Non attivi

Sicurezza, tavolo tecnico per Frosinone Parma: venduti appena 200 biglietti ospiti

Di admin

FROSINONE – Questa mattina si è svolto a Frosinone il Tavolo Tecnico – presieduto dal Questore dr. Filippo Santarelli – in vista dell’incontro di calcio in programma domani allo Stadio Città di Frosinone Benito Stirpe, dove si affronteranno Frosinone e Parma. La riunione operativa ha visto la consueta  partecipazione  dei rappresentanti delle Forze dell’Ordine e degli Enti che sono chiamati  a concorrere, a vario titolo, nei servizi di ordine e sicurezza pubblica. Pattuglie miste di operatori della Polizia Amministrativa, Polizia Locale e della Guardia di Finanza effettueranno controlli per prevenire e contrastare l’abusivismo commerciale, mentre personale della Divisione Anticrimine della Questura sarà presso il Posto di Polizia ubicato all’ interno dell’impianto sportivo. Predisposti servizi di vigilanza preventivi fin dalla mattinata.

I tifosi del Parma ,che arriveranno nel capoluogo a bordo di pullman o autovetture saranno accolti presso la riconfermata area della ex Permaflex ; da qui   verranno accompagnati allo stadio a bordo dei bus navetta. Possibili arrivi anche in treno. Nell’occasione sarà sperimentato un nuovo percorso della tifoseria ospite, per limitare ulteriormente  i “disagi” alla Frosinone non interessata dall’evento sportivo.

Al momento sono stati venduti circa 200 biglietti per il settore che ospiterà i supporters del Parma. Società Autostrade predisporrà i pannelli luminosi sulla tratta autostradale interessata per  informare i tifosi ospiti circa l’uscita consigliata (Frosinone).  Il calcio d’inizio alle ore 15.00 : la Questura invita i tifosi a recarsi con largo anticipo alla stadio.

3 novembre 2017 Non attivi

Controlli al ritorno dal “rave”, sei fogli di via da Frosinone

Di admin

FROSINONE – Un’auto nota alla Squadra Volante  è parcheggiata in zona frequentata da spacciatori: gli agenti  procedono al controllo. A bordo 6 persone, di ritorno da un rave svoltosi in Abruzzo, come riferiscono ai poliziotti. Il conducente, un ciociaro già denunciato negli ultimi tempi per furto e ricettazione, viene deferito all’Autorità Giudiziaria per inosservanza al Foglio di Via Obbligatorio   dal capoluogo. Lo stesso provvedimento è stato proposto per gli altri 5 “compagni di viaggio”, tutti con precedenti , dal furto alla rapina, oltre che violazioni in materia di stupefacenti.

3 novembre 2017 Non attivi

Tagli Fca, immediata ripercussione su indotto. La M.a.srl non conferma 23 interinali

Di redazione

Cassinate: I recentissimi tagli fatti da Fca ai danni di più di 500 giovani lavoratori impiegati con contratti di somministrazione su linea Giulia e Stelvio hanno generato le prime conseguenze. Tra le aziende dell’indotto a risentire immediatamente della scelta Fca anche la M.A. srl, fornitore di primo livello. Il gruppo ha dovuto tagliare e ha mandato a casa tutti e 23 i lavoratori interinali. Purtroppo il calo produttivo Fca ha subito travolto le tantissime aziende che lavorano nel suo circuito. A spiegare quanto accaduto Marco Cannizzaro della Fiom Cgil che afferma “C’è preoccupazione poiché i tagli Fca stanno generando una reazione a catena inevitabile. La M.a. ha convocato questi 23 giovani lavoratori e purtroppo ha dovuto comunicare il mancato rinnovo del contratto per quanto sia stato notevolmente apprezzata la loro professionalità. Siamo stati chiamati ad intervenire anche noi rappresentanti sindacali. Siamo tuttavia riusciti a siglare un accordo verbale con il quale a rotazione settimanale tre per volta i lavoratori interinali saranno comunque impiegati. Purtroppo ciò comporta comunque il fatto di lasciare persone a casa senza lavoro, ma il calo produttivo parla chiaro con una sensibile riduzione dei volumi produttivi. L’azienda farà riferimento a questo bacino di lavoratori non appena le condizioni consentiranno di ripartire a pieno regime. La preoccupazione- conclude Cannizzaro- è tanta e l’auspicio e che presto possa ripartire il settore”. Le conseguenze del mancato rinnovo di circa 500 unità da parte di Fca ovviamente ha iniziato a far tremare tutto l’indotto e ci sono coinvolgimenti purtroppo ad ogni livello. N.C. Foto d’archivio

3 novembre 2017 Non attivi

Ladro seriale a Cassino, il mistero dei soldi e la necessità di una cura

Di admin

CASSINO – Guai ad invitarlo a cena o comunque a farlo entrare in casa. Il 60enne denunciato oggi per furto e ricettazione sarebbe capace di far sparire cose da sotto gli occhio senza che il custode se ne accorga. Nella sua casa, che sembra un grande magazzino o meglio un gran bazar, gli agenti hanno ritrovato 30 sveglie, 400 profumi, decine di sedie, mobiletti, portacandele, decine di caffettiere e tazze per colazioni, bottiglie di vino, soprammobili di ogni forma tutto meticolosamente sistemato  e proveniente da chissà dove. Solamente i soldi, ben 246mila euro, erano contenuti in un sacchetto come fossero panni sporchi.

Agli agenti avrebbe raccontato che quelle banconote erano l’eredità lasciata dai genitori, che non avrebbe messo in banca perché, in quanto protestato, li avrebbe persi. Vero o falso che sia, il fatto certo è che gli uomini del vice questore Alessandro Tocco sono arrivati a lui dopo la segnalazione di un furto in un centro commerciale. Oltre a denunciarlo, servirebbe per lui curare la cleptomania per evitare non solo  il perpetrare di furti, ma anche per la sua incolumità fisica dato che qualcuno, accorgendosi di un furto, potrebbe decidere di non chiamare la polizia e di farsi giustizia da solo.

Ermanno Amedei

Furto fatale: ladro seriale incastrato dalla Polizia. In casa un “bazar” privato

 

3 novembre 2017 Non attivi

Fine del bel tempo in arrivo nel weekend le piogge, anche di forte intensità, e prime nevicate

Di redazionecassino1

Nel weekend dovremo dire addio al sole. Sono, infatti, in arrivo su tutta la Penisola abbondanti piogge e, sull’arco alpino anche le prime copiose nevicate. Questo inizio d’autunno, ci aveva un po’ illuso: il sole sempre alto nel cielo, le temperature sopra la media stagionale, la pressoché assenza di pioggia e le nuvole bianche e innocue, soprattutto nel mese di ottobre. Saranno infatti, questi primi giorni di novembre, gli ultimi in Italia all’insegna del bel tempo. Almeno per un po’. Le giornate stabili e asciutte stanno per lasciare il posto a un clima ben diverso, ed è bene cominciare a rispolverare gli ombrelli. Un’intensa perturbazione investirà la nostra penisola, con piogge che domenica bagneranno tutto il Nord, la Sardegna e gran parte del Centro. Dopo un sabato ancora soleggiato, proprio domenica si assisterà dunque ad un cambio di scenario: Torino, Milano, Bologna, Firenze, Venezia e Roma si sveglieranno sotto la poggia. Per la prima volta dopo tanto tempo.

La pioggia, in alcune regioni, porterà qualche insidia, in quanto potrebbe cadere con grande intensità. Non si può dunque escludere il rischio di nubifragi veri e propri, soprattutto nel Nord Est e nelle regioni del versante tirrenico. Non sarà però un caso isolato, questa ondata di maltempo segnerà l’inizio di una lunga fase perturbata, che porterà piogge su molte regioni italiane anche nelle giornate di lunedì e martedì, quando altre nevicate scenderanno a quote relativamente basse. A metà settimana, inoltre, è possibile l’arrivo di un’altra perturbazione, e quindi di ulteriori abbondanti piogge, su gran parte del Paese.

3 novembre 2017 Non attivi

Furto fatale: ladro seriale incastrato dalla Polizia. In casa un “bazar” privato

Di redazionecassino1

Cassino – Aveva realizzato un grande bazar “privato” che aveva tenuto nascosto fino a quando l’ultimo furto gli è stato fatale: gli agenti del Commissariato di Cassino sequestrano oggetti e denaro ( 246.000 euro e 1160 franchi svizzeri). Scatta la denuncia L’ultimo furto è stato fatale ad un 60 enne dell’hinterland cassinate: aveva appena rubato un mobiletto da un centro commerciale della Città Martire. L’allarme viene dato tempestivamente al 113 del Commissariato da un addetto alla sorveglianza.

Gli agenti della Squadra Volante, giunti sul posto, in seguito a riscontri testimoniali e tecnici, si mettono subito sulla pista del ladro.

Individuata l’abitazione, i poliziotti trovano l’uomo appena rincasato; si procede a perquisizione.

Oltre al mobiletto appena trafugato vengono rinvenuti numerosissimi oggetti e complementi di arredo: un grande bazar “privato”, dove tutto è sistemato con una cura minuziosa.

Inoltre nel corso dell’attività vengono rinvenuti anche 246.000,00 euro e 1160 franchi svizzeri.

Scatto il sequestro ed il ladro seriale viene deferito alla competente Autorità Giudiziaria per furto e ricettazione.

Gli inquirenti del Commissariato stanno indagando sulla provenienza degli oggetti e dei contanti rinvenuti, in considerazione che lo stesso non svolge alcuna attività lavorativa.

Per alcuni articoli, in possesso del 60enne, era stata presentata formale denuncia, un mesetto fa, da un esercente derubato.

 

Ladro seriale a Cassino, il mistero dei soldi e la necessità di una cura

 

 

 

3 novembre 2017 Non attivi

Trasformazione digitale: in Italia c’è fiducia nelle nuove tecnologie

Di admin

DALL’ITALIA – Forse non ce ne rendiamo conto ma quella che stiamo vivendo è un’epoca che, in un futuro non troppo lontano, verrà ricordata come l’era della digitaltransformation. Si tratta di un nuovo modello di business, una nuova forma di economia e un nuovo modo di fare impresa, del tutto votato alle nuove tecnologie.

Secondo lo studio “The Digital Trasformation PACT”, commissionato da Fujitsu e relativo a 14 Paesi, al momento meno della metà degli intervistati ha dichiarato di aver già implementato progetti di digitalizzazione e che nove persone su dieci (circa l’86% degli intervistati) hanno deciso che lo faranno nei prossimi 12 mesi.

I numeri, nonostante le ottime premesse, sottolineano ancora un ritardo nella digitalizzazione. Questo perchè le imprese sono preoccupate dai costi, dalle scarse competenze e dal delicato tema della sicurezza informatica. Secondo lo studio, infatti, sette intervistati su dieci ammettono una carenza di competenze digitali, mentre l’80% afferma che questa lacuna costituisce l’impedimento principale per lo sviluppo di progetti di cyber sicurezza, mentre il 72% sottolinea come i progetti digitali ombra rappresentino l’unico modo per concretizzare una innovazione significativa in alcune aree dell’azienda. Inoltre, l’84% degli intervistati dichiara che la clientela si aspetta che le aziende siano maggiormente digitali, mentre il 71% è preoccupato per la capacità di adattarsi all’intelligenza artificiali.

Il principale ostacolo verso la digitalizzazione delle aziende italiane, dunque, sembra essere quello dei costi. Tanto che, secondo la ricerca, una impresa su tre ha dichiarato di aver cancellato un progetto di digitalizzazione negli ultimi due anni, perdendo più di 400 mila euro. Nel 28% dei casi, invece, ci troviamo di fronte ad una rinuncia di un progetto che ha determinato la perdita di oltre 550 mila euro.

La situazione in Italia

Lo studio “The Digital Transformation PACT”, realizzato da Fujitsu, ha riguardato anche 150 imprese italiane che hanno mostrato una maggiore fiducia nelle tecnologie e una maggiore attenzione verso altri aspetti del processo innovativo. E, per le aziende del Bel Paese, i due aspetti fondamentali di questo contesto riguardano la rivoluzione del modello di business e soprattutto d quello dei processi produttivi che grazie proprio alle nuove tecnologie sta facilitando la vita non poco alle aziende. Si pensi all’utilizzo di servizi come Hootsuite (hootsuite.com/it) , utile per tutte le agenzie di comunicazione per postare sui social in maniera più semplice oppure a quelli di fax online (it.eFax.com), che possono essere utilizzati da tutte le aziende per le comunicazioni più importanti.

Le imprese, inoltre, si dimostrano molto curiose verso tutto il panorama tecnologico e verso una platea di attori più vasta. Tanto che l’Italia presenta uno degli ambiti più assortiti della considerazione degli elementi che influenzano la digitaltransformation. Così, clienti, competitor e partner sono ritenuti alla pari degli altri Paesi tutti elementi influenti per l’adozione di strategie digitali. Nonostante ciò, anche i fornitori (circa il 23%), i consulenti (circa il 22%, e gli istituti di ricerca e gli esponenti accademici (circa il 10%) mantengono un’influenza significativa.

Nello studio emerge che circa il 25% degli intervistati indica quest’ultimo passaggio come fondamentale per persone, azioni, collaborazione e tecnologia. E su questo dato l’Italia è seconda solamente alla Cina. Le imprese italiane, infatti, credono nell’importanza determinante dell’innovazione per i loro clienti, ma sono ancor più fiduciosi per quanto riguarda il futuro di tecnologie rilevanti come Al (58%) o Internet of Things (45%), Cloud (51%) e Cyber Security (61%).