Giorno: 4 febbraio 2018

4 febbraio 2018 0

Basket C/silver: Serapo decima vittoria consecutiva e terzo posto in classifica

Di redazionecassino1
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Arriva la decina vittoria per il Basket Serapo 85’ che significa momentaneo terzo posto in classifica nel Girone B di una Serie C Silver arrivata alla penultima giornata della prima fase. La vittoria, con il punteggio di 102-98 contro la Sam Roma, denota , anche se pur perdendo Niccolai, la facilità della squadra gaetana a far canestro; fa da contraltare una fase difensiva che dovrà essere registrata in previsione della seconda fase. Onore ai ragazzi di coach Castellano che se la sono giocati fino all’ultimo secondo di gioco con la loro arma migliore, il tiro da 3 ( 17 le triple messe a referto dalla squadra romana) e grazie principalmente alle belle prestazioni di Pierleoni e Scianaro autori di 40 punti in due.

Tra le fila della squadra gaetana, la prova maiuscola e da leader di Porfido, autore alla fine di 41 punti a referto e le solite prove di sostanza di Leccese e Luca Valente ( in dubbio fino all’ultimo momento per un problema alla caviglia), importanti ed autorevoli le prove di Antetomaso e Di Dia, quest’ultimo importante nel finale per lo strappo che alla fine risulterà decisivo. A proposito di ciò i ragazzi di coach Cianciaruso, dopo essersi costruiti un bel vantaggio, arrivando anche sopra la doppia cifra di vantaggio, si addormentano pericolosamente nel finale e la Sam Roma si avvicina pericolosamente sul +2, ma è Porfido che dalla lunetta mette a segno un 2/2 che vuol dire vittoria.

Basket Serapo 85’ – Sam Bk Roma 102-98 (33-27;52-50;76-70)

Basket Serapo 85’ : Di Dia 6, Wissel, Scampone 12, Leccese 20, Santaniello n.e., Valente F., Antetomaso J. ne., Antetomaso M. 5, Valente L. 18, Spignese n.e., Porfido 41. Coach: Cianciaruso

Sam Bk Roma: Meiarini 10, Butteroni 16, Scianaro 19, Orlandi 2, Franzon 9, Scarnati, Barni, Figliomeni 16, Pierleoni 21, Agbara 4. Coach: Castellano

4 febbraio 2018 0

Scuola per romanzieri ad Acuto, al via corso di scrittura creativa

Di admin

ACUTO – “Corso di Scrittura Creativa all’Albero delle Meraviglie, l’Officina dell’Arte e dei Mestieri di Acuto, una grande opportunità per i giovani. Inizia il 22 Febbraio e si protrae sino al 26 Aprile, con appuntamento il giovedì dalle 17,30 alle 19,30 il corso che permette di apprendere le regole di base della scrittura sino alla progettazione di un romanzo, un racconto, una poesia, un saggio, un articolo di stampa, un soggetto cinematografico, una sceneggiatura”. Lo si legge in una nota degli organizzatori. “Per ogni argomento specifico si esamineranno la tecnica della narrazione, la composizione della frase, l’uso degli aggettivi, il fluire armonioso del racconto, un’analisi accurata sulla lingua scritta che diventa arte e creatività per opera dell’artista. Si leggeranno ed esamineranno brani di romanzi famosi, racconti di grandi autori, saggi di esperti, articoli incisivi di giornalisti, soggetti diventati film e sceneggiature di famosi autori. Durante lo svolgimento degli incontri saranno invitati a partecipare e a parlare della propria opera scrittori, saggisti, giornalisti e sceneggiatori. Le adesione si accettano sino al 20 Febbraio, i posti sono limitati. Per informazioni: info@officinartemestieriacuto.it Docente: Fernando Popoli. Cell: 3482114922 Sito: www.officinartemestieriacuto.it. Il progetto è finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale e dalla Regione Lazio, con la gestione del Comune di Acuto”.

4 febbraio 2018 0

Montecassino, Don Gregorio se ne è andato alla chetichella…

Di admin

MONTECASSINO – Proprio così, la sua lunga esistenza nella celebre Biblioteca di Montecassino si è svolta, produttiva e attiva, nell’ombra e nella oscurità, una esistenza trascorsa in mezzo ai libri, a contatto quotidiano, quasi un rapporto fisico con la carta stampata e scritta. Malgrado le enormi perdite provocate dall’ultimo conflitto mondiale, la Biblioteca di Montecassino consta di parecchie migliaia di volumi su scaffali che si distendono lungo le gallerie dell’Abbazia. E l’opera principale di Don Gregorio, il monaco archivista e bibliotecario solo responsabile di tale prestigioso patrimonio, da sempre era, oltre che la cura e la vigilanza, quella della ricerca dei volumi richiesti dai lettori e del successivo riposizionamento: ogni giorno erano chilometri di percorrenza, infaticabile, pur se con la collaborazione di qualche aiutante. E quando la sala di lettura era particolarmente impegnata, l’opera di don Gregorio lo era ancora di più: di fronte a qualsiasi situazione ed esigenza, era in ogni momento all’insegna della massima disponibilità e servizio: l’entusiasmo e quasi godimento nella sua propria opera nel segno della gratificazione personale e nel segno del servizio al Signore e nel rispetto della Regola del Santo Fondatore. La sala di lettura erano gli studenti, i ricercatori, gli studiosi provenienti sovente da ogni angolo della terra e tutti erano grati al povero monaco che porgeva davanti a loro spesso documenti e incunaboli della più grande rarità, per ricerca e consultazione, con piacere e perfino amore. E con riferimento a tali libri preziosi ebbe a vivere anche qualche esperienza all’insegna dell’inganno e anche del vero e proprio bracconaggio da parte di qualche ignobile visitatore che preferiamo non ricodare. Gli anni erano trascorsi spietati e inflessibili, quaranta, cinquanta, sessanta ma lo spirito e l’entusiasmo sempre i medesimi: cambiarono poco a poco solo i tempi della ricerca e dei movimenti lungo le infinite scaffalature: i tempi si erano allungati e divenuti alquanto faticosi epperò l’umiltà, la totale dedizione, il senso del servizio e del dovere, sempre i medesimi. Negli ultimi anni il suo impegno si era alleggerito in quanto era sopravvenuto qualche nuovo collaboratore e anche perché tanti studenti e ricercatori risolvevano una parte delle proprie ricerche grazie alle nuove tecnologie informatiche, senza più bisogno delle lunghe consultazioni alla Biblioteca; negli ultimi anni, ormai ultrasettantenne, un terribile morbo lo aveva colto alle corde vocali che ne aveva quasi bloccato la espressione, ma nulla era mutato in lui: a dispetto degli sforzi, non privava il suo interlocutore del piacere di ascoltarlo, perennemente pronto allo scambio di qualche parola, al consiglio e alla raccomandazione. Se ne è andato senza farsi accorgere, per non arrecare fastidio a nessuno anche in questo momento solenne della esistenza, in silenzio, quasi alla chetichella, come era vissuto per oltre mezzo secolo, lungo le gallerie della Biblioteca. Addio caro don Gregorio, solo ora ho saputo della tua decisione di girare pagina. Nessuno delle migliaia di studiosi e ricercatori che ti hanno conosciuto sapevano come ti chiamavi veramente, nemmeno io stesso che ti ho frequentato per così tanti anni: per tutti eri infatti solo il caro impagabile umile don Gregorio, per tutti, e tale resterai nella nostra memoria. Michele Santulli

4 febbraio 2018 0

E se abolissimo l’INPS?

Di admin

IL MONDO SPALLE AL MURO – E se abolissimo l’ INPS? Detta così, a bruciapelo, potrebbe sembrare una proposta assurda. Ma non è così.

Partiamo dal presupposto che negli ultimi tempi, tra proposte elettorali di reddito di cittadinanza e reddito di inclusione, i partiti politici stanno trasmettendo il concetto che lo Stato debba accollarsi e garantire un livello di dignitosa sussistenza a tutti i cittadini.

Consideriamo inoltre il concetto che possa essere quantomeno immorale che lo Stato debba garantire di vivere in ricchezza ad una categoria di persone che, una volta andate in pensione, percepiscono assegni mensili superiori ai quattromila euro e fino a diverse decine di migliaia di euro. Lo Stato deve garantire una vecchiaia dignitosa, non ricca. Se poi, chi ha guadagnato tanto durante la sua carriera lavorativa sia riuscito a mettere da parte beni mobili ed immobili per garantirsi una vecchiaia d’oro, affari suoi.

Ecco, l’idea è che lo Stato dovrebbe concedere a tutti i cittadini, a partire dal compimento dell’età pensionistica, magari diversa a seconda dei lavori più o meno usuranti svolti, una sorta di reddito di cittadinanza fisso per tutti, diciamo di circa millecinquecento euro al mese, attuando una vera e propria gestione equa e democratica delle risorse.

Si eliminerebbero le differenze attuali, che prevedono la pensione su base contributiva e quindi tra chi è stato più fortunato perché i contributi glieli hanno pagati (nel caso dei dipendenti pubblici poi è lo stesso Stato che li ha pagati!) e chi, come le partite iva, se li è dovuti pagare da sé. Si eliminerebbero mille ingiustizie e mille polemiche. Si darebbe serenità a chi, prigioniero della precarietà, non riuscirebbe mai tra qualche decennio ad arrivare al cumulo dei contributi richiesti per legge. Si darebbe dignità al concetto di cittadinanza e si eliminerebbe la vergognosa disparità tra cittadini di serie A e serie B.

Già, ma la copertura finanziaria c’è?

Non sarebbe un problema. Innanzitutto non si dovrebbe più tenere in piedi l’Inps, e sono tanti soldi. Poi si eliminerebbero tutte le pensioni oltre i millecinquecento euro. Inoltre, non dovendosi più versare i contributi, una parte dei soldi prima destinati agli stessi potrebbero essere dati direttamente in busta paga al lavoratore, un’altra parte in tasse, ed un’ultima parte rimarrebbe all’azienda come risparmio. Nel caso dei dipendenti pubblici, con lo Stato datore di lavoro, sarebbe un grande risparmio. Con questa operazione i lavoratori avrebbero più soldi da spendere ed aumenterebbero i consumi e quindi di riflesso il gettito iva nelle casse dello Stato. L’economia ne trarrebbe un giovamento formidabile ed il costo del lavoro scenderebbe favorendo la competitività.

Ancora scettici?

Mettetevi nei panni di quei giovani che, di questo passo, la pensione non l’avranno mai. E di quei nipoti che non avranno i Nonni con la pensione di guerra.

E se invece rientrate proprio tra uno di questi giovani, incominciate a pensare di poter osare di ammettere che sia una buona idea.

MAX LATEMPA

4 febbraio 2018 0

Arpino: Tragico incidente tra cacciatori, muore un 62enne

Di redazione

Ennesimo tragico incidente, stavolta in agro di Arpino, alle prime luci dell’alba: un cacciatore spara ed uccide un uomo. Immediati i soccorsi del 118 e l’intervento dei Carabinieri della Stazione di Arpino, nonché dell’Aliquota Operativa della Compagnia di Sora, senza poter far nulla per la vittima, morta praticamente sul colpo. La tragedia è avvenuta in loc. “Morrone”, poco a nord dell’abitato di Arpino, erano le 07,30 circa, quando la vittima, un 62enne del luogo, che si stava aggirando tra i cespugli, è stato ferito a morte da un colpo che lo ha colpito alla gola non lasciandogli scampo, esploso da un altro cacciatore, un 47enne di Sora, incensurato come la vittima. Le armi sono state sottoposte a sequestro e sono al vaglio dei Carabinieri munizionamento e documenti di caccia. Il dott. Emanuele De Franco, Sost. Proc. di Cassino, intervenuto sul posto a coordinare l’operato dei Carabinieri, ha disposto l’autopsia della salma, che è stata traslata presso l’ospedale “Santa Scolastica” di Cassino. Il 47enne è stato deferito in stato di libertà per il reato di omicidio colposo. Foto d’archivio

4 febbraio 2018 0

Pontecorvo: Incassa 4.000 euro per un escavatore e sparisce. Denunciato un 37enne calabrese

Di redazione

Nella mattinata di ieri, i Carabinieri della Stazione di Pontecorvo deferivano per truffa alla competente A.G., un 37enne di Gioiosa Ionica (RC) già censito per analogo reato. In particolare l’indagato aveva pubblicato su un sito web di vendite online, un annuncio per la vendita ad un prezzo vantaggioso di un escavatore. Un 40enne del luogo, colpito dall’occasione, procedeva all’acquisto eseguendo una ricarica di euro 4.000 su una carta “postepay” indicata dal presunto venditore. A seguito del pagamento però, il bene non veniva mai consegnato all’acquirente ed il 37enne calabrese si rendeva irreperibile. Dopo la denuncia della vittima, i Carabinieri avviavano i dovuti accertamenti, a conclusione dei quali risalivano alla reale identità del truffatore.

4 febbraio 2018 0

Presentata la Statua di Santa Scolastica a Piumarola. Tanta emozione e devozione

Di redazione

Piumarola (Villa Santa Lucia) – È stata presentata questa mattina la Statua di Santa Scolastica che è stata posizionata nel nuovissimo parco dell’antico lavatoio. La scultura, realizzata dal maestro Egidio Ambrosetti, ha impreziosito ulteriormente l’area recentemente costruita. Suggestiva la cerimonia di scoprimento della Statua che ha visto la presenza del prefetto di Frosinone, Emilia Zarrilli, del vescovo della diocesi di Cassino – Sora – Aquino e Pontecorvo, monsignor Gerardo Antonazzo, dell’amministrazione comunale di Villa Santa Lucia guidata da Tonino Iannarelli, le delegazioni dei comuni del cassinate, delle autorità militari e di tantissimi cittadini di Villa Santa Lucia. La comunità di Villa Santa Lucia è profondamente legata a Santa Scolastica, sorella di San Benedetto, poiché, lo ricordiamo, a Piumarola la Santa visse e fondò il monastero. È venerata anche nella Chiesa del Colloquio a Villa Santa Lucia, dove ogni anno viene celebrata la ricorrenza festiva. N.Costa