Giorno: 20 febbraio 2018

20 febbraio 2018 0

Un chilo di droga in due sequestri ad Alatri, arrestati spacciatori con passione per biscotti

Di admin
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ALATRI – Due spacciatori di droga sono stati arrestati ad Alatri nel corso di una operazione congiunta che ha visto impegnati i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Frosinone, quelli delle Compagnie di Frosinone ed Alatri, nonchè gli uomini della Squadra Mobile della Questura di Frosinone.

In manette sono finite due persone che spacciavano su canali completamente differenti. Non avevano tra loro nessun collegamento e avevano modalità di “vendita” diverse l’uno dall’altro. In comune avevano solamente la passione per biscotti dentro ler cui scatone nascondevano lo stupefacente.

Il 49enne L.M. conservava la droga a casa e nel corso della perquisizione domiciliare sono stati 730 grammi di hashish, suddivisa in sette panetti, 11 grammi di cocaina già confezionata in bustine di cellophane e pronta ad essere smerciata, nonché un bilancino di precisione.

La 47enne  F.B., invece, anche lei di Alatri, deteneva la droga e una cospicua somma di danaro nella sua attività commerciale. La perquisizione del locale ha fruttato un panetto da 153 grammi di hashish, 65 grammi di marijuana già confezionata in bustine di cellophane e pronta alla vendita, un bilancino di precisione, nonché la somma contante di 2.130 euro composta da banconote di vario taglio e ritenuta provento dell’illecita attività di spaccio.  I due erano incensurati ma conosciuti comunque ai carabinieri della compagnia di Alatri comandata dal maggiore Gabriele Argirò

La sostanza stupefacente, circa un chilo quello complessivamente sequestrato, ed il materiale idoneo per il confezionamento, sono stati sequestrati insieme alla somma di denaro.

A espletate formalità di rito, gli arrestati, sono stati condotti presso le rispettive abitazioni in regime di arresti domiciliari.

Ermanno Amedei

20 febbraio 2018 0

Cassino, controlli antidroga della polizia, un 18enne e un 22enne trovati in possesso di hashish

Di redazionecassino1

CASSINO – La Polizia di Stato di Cassino, unitamente alla squadra dei cinofili di Nettuno ha effettuato controlli presso le scuole superiori di Cassino.

Gli agenti del Commissariato di Cassino, diretto dal vice Questore Alessandro Tocco, hanno trovato un giovane 18enne in possesso di 2 grammi di hashish. La sostanza stupefacente era occultata dal giovane nel giubbotto all’interno della classe. Il 18enne è stato segnalato al Prefetto.

Nell’ambito dei medesimi controlli antidroga, sempre a Cassino, è stato denunciato un giovane di 20 anni, trovato in possesso di 22 grammi di hashish, celati nella camera da letto, oltre ad un bilancino di precisione.

Il giovane è stato denunciato in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria di Cassino.

La Polizia di Stato sempre impegnata nelle campagne di sensibilizzazione contro comportamenti devianti e a favore di progetti a sostegno della cultura della legalità, prosegue un’attività di prevenzione per contrastare l’uso di droga tra i giovanissimi.

A Frosinone, inoltre, sono stati controllati i luoghi di ritrovo maggiormente frequentati e le scuole.

Trovate tracce di sostanza stupefacente, nel corso di un controllo, anche presso due istituti scolastici del capoluogo.

 

 

 

 

 

 

20 febbraio 2018 0

In carcere a Frosinone per violenza sessuale, rumeno espulso a pena scontata

Di admin

FROSINONE – E’ stato scarcerato, per fine detenzione, ed accompagnato direttamente alla Frontiera dai poliziotti della questura di Frosinone.

L’uomo, 36enne romeno, era stato condannato per violenza sessuale. Per eludere la “cattura”, si era rifugiato nel paese nativo ma grazie alla collaborazione con la Romania, l’uomo è stato estradato in Italia al fine di dare esecuzione alla pena detentiva per quella violenza sessuale.

Scontata la pena detentiva, quando si sono aperti per lui i cancelli del carcere di Frosinone, vi ha trovato gli agenti che lo hanno accompagnato fino alla frontiera.

 

20 febbraio 2018 0

 Agenti di Cassino “annusano” 10 chili di marijuana, arrestato 34enne

Di admin

CASSINO – E’ stato fermato per controllo stradale sul tratto di A1 Roma Napoli tra i caselli di Cassino e San Vittore del Lazio. M. A. 34 anni originario di Castellamare di Stabia ma residente a Pontinia, era alla guida di una Fiat 500 di proprietà di una ragazza di Pontinia.

Visti i precedenti e un forte odore di marijuana che emanava l’auto, gli agenti della polizia stradale della Sottosezione di Cassino lo hanno invitato in caserma.

La perquisizione dell’auto ha confermato i sospetti degli uomini del sostituto commissario Giovanni Cerilli. Nel portabagagli dell’auto c’erano due borsoni contenenti, ben incelofanati, circa dieci chili di marijuana, per la precisione 9,480 chili divisi in tre pacchi.

L’uomo è stato quindi arrestato per detenzione e traffico di sostanze stupefacenti mentre la droga e l’auto sono state poste sotto sequestro. Da indagini svolte dagli agenti il 35enne aveva imboccato l’autostrada al casello di Frosinone. Facile quindi ipotizzare che la droga prodotta sul litorale pontino fosse diretta al mercato campano.

 

 

20 febbraio 2018 0

Incendio in appartamento a Bracciano, trovati morti due cani

Di admin

BRACCIANO – Questa notte all’1.40 circa, le squadre dei vigili del fuoco del Comando di Roma, sono intervenute nel Comune di Bracciano, in Via del Moretto 7, per l’incendio di un appartamento in un edificio di su piani fuori terra.

Sul posto una Squadra VVF, il Carro Autoprotettori e il Funzionario di Servizio. Il personale dei vigili del fuoco ha iniziato l’opera di spegnimento della stanza posta al piano rialzato, evitando il propagarsi delle fiamme al piano superiore.

Al momento non ci sono persone ferite o intossicate. I due cani dei proprietari sono stati trovati privi di vita. All’arrivo dei pompieri le persone presenti nell’appartamento erano già uscite. A causa dell’incendio l’abitazione al momento non è praticabile.

20 febbraio 2018 0

Incidente stradale sull’A1 a Ceprano, tir si schianta contro colonna tutor: un ferito

Di admin

CEPRANO – Disagi al traffico, questa notte, sul tratto autostradale Roma Napoli tra i caselli di Ceprano e quello di Frosinone.

Alle 2 circa, un mezzo pesante guidato da un uomo di Salerno ha perso il controllo del camion finendo per impattare contro la colonna che sorregge il tutor. Nell’incidente è rimasta coinvolta anche una utilitaria Fiat su cui viaggiavano due cittadini polacchi.

L’unico a rimanere ferito è stato il conducente del camion che è stato trasportato in ospedale a Frosinone. Sul posto gli agenti della polizia stradale della sottosezione di Frosinone diretti dal sostituto commissario Fabrizio Di Giovanni.

20 febbraio 2018 0

Omaggi alla Ciociaria, al di là delle Alpi

Di admin

FROSINONE – Al gioiello di Museo Marmottan-Monet di Parigi sta avendo luogo, e fino all’otto luglio, una esposizione  particolare: “Corot et ses modèles”: il termine francese è per entrambi i sessi: solo la lingua italiana possiede l’accezione femminile modella.

In merito raccomandiamo: ”MODELLE E MODELLI CIOCIARI A ROMA, PARIGI E LONDRA 1800-1900”.

Abbiamo detto ‘particolare’  perché questa è la prima volta che si affronta tale pagina della Storia dell’Arte e i cui protagonisti sono eccezionalmente  per la massima parte tutti ciociari! Corot è universalmente noto per i suoi paesaggi ai quali l’atmosfera e il cromatismo da lui conferiti procurano quelle particolari sensazioni e suggestioni che incantano i cultori da sempre. All’incirca gli ultimi dieci anni della sua vita, quando ormai libero da incombenze di ogni genere, iniziò ad occuparsi della figura femminile, quasi per divertimento e, come registrano le monografie, realizzò circa trecento opere, laddove quelle con soggetti maschili poche unità. Si servì in gran parte di modelle ingaggiate in giro a Montmartre e tra queste la più celebrata fu Agostina, ciociara dei Monti Simbruini, che posò per le opere femminili più famose e celebrate dell’artista. Le modelle indossavano gli abiti accumulati nello studio, magrebini o greci o orientali e la maggior parte di tali ricreazioni erano costituite dai costumi ciociari che l’artista parecchi anni prima aveva acquistato  nei suoi viaggi a Roma, i più tipici e cromaticamente appetiti, che Corot assemblava sovente nei modi più fantasiosi e bizzarri. La modella di cui più si servì fu come detto, Agostina, che negli stessi anni, 1860-1875 all’incirca, posava anche per altri artisti tra i quali Manet e il giovane Renoir. Agostina è assurta realmente alla eternità anche perché indissolubilmente legata all’opera e alla vita di Van Gogh. Il libro più sopra citato aiuta a illuminare specie in considerazione del fatto che le informazioni nella rete su questi temi sono non poco approssimative e fantasiose. Agostina posò  per una trentina di opere di Corot per alcune delle quali non ci sono parole idonee a descrivere: al Museo del Louvre si ammira la ‘Signora in blu’,  al Museo di Belle Arti di Boston si resta incantati davanti alla ‘Lettura Interrotta’, al Museo di Ginevra e al Metropolitan di New York si ammirano due sue immagini nude indescrivibili. Altre sue raffigurazioni in altri musei nel mondo: in merito, senza polemica, bisogna riconoscere che anche in questo caso i francesi sono stati pionieri e saggi promotori delle loro ricchezze in quanto ad Agostina un paio di anni fa hanno dedicato una targa commemorativa nel cuore di Montmartre. E, fermo il resto, il suo paese originario oggi ancora a malapena la conosce.

L’altra notizia di cronaca  è che anche la Galleria Nazionale di Washington ha messo in cantiere una mostra analoga intitolata  “Corot’s Women” (“Le donne di Corot”) che sarà inaugurata a settembre e durerà fino al 30 dicembre dell’anno in corso. E in questo Museo inimmaginabile per enormità della struttura e per frequenza di visitatori  e per ricchezza  di opere esposte si trovano  anche qui una serie di opere d’arte  che rappresentano una vera e propria apoteosi dei modelli ciociari e del costume ciociaro. Per ragioni di spazio  ricordiamo solo quello che è considerato il capolavoro di Cézanne e cioè “Il ragazzo dal panciotto rosso” per il quale posò un ciociarello  di Atina e poi un esemplare dell’Eva immortale di Rodin per la quale posò  ‘la baronessa di Gallinaro’ e poi l’inaudito volto di Balzac al quale  Rodin diede il sembiante scavato dalla fatica  e dalle sofferenze e con le chiome leonine al vento di Celestino, altra creatura ciociara destinata all’immortalità, anche lui di un paese della Valcomino! Ricordo che il monumento  maestoso  di Balzac-Celestino, i parigini lo hanno eretto a Vavin, di fronte al caffè ‘La Rotonde’ a Montparnasse. Per tornare a Corot alla Galleria Naz. di Washington, tra le sue opere ve ne sono due che sono anche esse un inno ad Agostina ed entrambe in costume ciociaro. Una è intitolata dagli studiosi proprio ‘Agostina’ ed è considerata il suo dipinto più noto e poi un’altra opera meno appariscente ma più significativa che pure illustra Agostina in perfetto costume ciociaro è, in aggiunta, la prova della  attinenza anzi consanguineità con ‘L’Italienne’ di Manet. Avremo modo in seguito di tornare su queste due iniziative espositive di Parigi e di Washington.

In questo vero e proprio inno al costume e alle modelle ciociari mi sembra logico informare  il lettore  che di un altro ciociaro, più esattamente di uno scozzese-ciociaro,   scultore-pittore-illustratore, i cui genitori erano originari di Viticuso, paesino  sulle Mainarde ai confini con la Valcomino, le cui opere sono oggetto di significativa celebrazione al museo di arte moderna di Berlino, Berlinische Galerie. Stiamo parlando di Edoardo Paolozzi (†2005), promotore quasi inventore dell’arte moderna nel Regno Unito, pioniere autentico di quella che sarà definita Pop Art, propugnatore  e iniziatore del Surrealismo in patria: fu dunque un caposcuola e un innovatore e come tale così  apprezzato e stimato  da essere proclamato  pittore ufficiale della Corona Inglese  e poi insignito del titolo di Sir. Un personaggio dunque alla cima della piramide dell’arte e della cultura inglesi. La esposizione di Berlino è aperta fino al 28 Maggio. Naturalmente le sue opere sono presenti dovunque in Inghilterra maggiormente alla Tate e alla Whitechapel Gallery, sempre a Londra. E in Ciociaria?

di Michele Santulli

Le didascalie:

Corot: la Dame en bleu, Louvre, Parigi Corot: Nudo disteso, Museo  di Ginevra Paolozzi: senza titolo, mercato dell’arte
20 febbraio 2018 0

Irrompe con la motosega in casa della ex e distrugge il mobilio, arrestato 67enne

Di admin

POMEZIA – I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Pomezia hanno arrestato un 67enne italiano, già conosciuto alle forze dell’ordine, con le accuse di atti persecutori e minaccia aggravata.

A seguito di una telefonata giunta al 112, i Carabinieri sono intervenuti nell’abitazione della ex moglie dell’uomo, 45enne romena, dove vive con un coinquilino, 47enne bulgaro, affittuario di una parte dell’appartamento.

Al loro arrivo, i Carabinieri hanno notato che l’uomo, molto alterato, aveva distrutto i mobili dell’abitazione con una motosega, che ancora imbracciava, e brandiva in direzione della donna che minacciava di morte.

Alla vista dei militari però, il 67enne ha subito desistito dal suo intento, appoggiando a terra la motosega e consegnandosi ai Carabinieri.

I successivi accertamenti hanno permesso di stabilire che non si trattava del primo episodio di violenza ai danni della ex moglie.

L’arrestato è stato portato e trattenuto in caserma in attesa di processo con rito direttissimo.

20 febbraio 2018 0

Affile, capo Procura su motivazione sentenza: amministratori celebravano fascismo

Di admin

TIVOLI – Depositata dal tribunale di Tivoli la motivazione della sentenza pronunciata il 7 novembre 2017  con cui, confermando l’impianto accusatorio della Procura di Tivoli, sono stati condannati gli imputati E.V., G.F. e L.P – in qualità rispettivamente di sindaco e assessori della giunta comunale di Affile – per il reato di apologia del fascismo ex art. 4 secondo comma l. 645/1952, per avere proposto, approvato e deliberato l’intitolazione del monumento sito nel parco Radimonte a Rodolfo Graziani e per avere organizzato una pubblica manifestazione per l’inaugurazione del predetto monumento.

“Il deposito della motivazione della sentenza, che viene pubblicata sul sito della Procura per consentirne la lettura, – si legge nella nota firmata dal procuratore capo di Tivoli Francesco Menditto – conferma che il Tribunale ha applicato pacifici orientamenti giurisprudenziali della fattispecie di apologia del fascismo che prevede, per quanto interessa, la reclusione da sei mesi a due anni per chi pubblicamente esalta esponenti, principi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche.

Punto di partenza dell’iter logico-giuridico seguito dalla sentenza è la ricostruzione della struttura della fattispecie incriminatrice alla luce della rilevante giurisprudenza costituzionale e di legittimità. In estrema sintesi, il bilanciamento tra la tutela dell’ordinamento democratico repubblicano e la fondamentale libertà di manifestazione del pensiero impone che ai fini dell’integrazione del delitto di apologia del fascismo, la condotta apologetica provochi un concreto pericolo di riorganizzazione del disciolto partito fascista.

In ossequio alla suddetta giurisprudenza – si legge ancora nella nota – la valutazione del compendio probatorio effettuata dalla Giudice ha riconosciuto l’integrazione di tutti gli elementi essenziali della fattispecie. In particolare, la sentenza ha accertato che: (a) Graziani è stato un esponente apicale del fascismo; (b) la natura istituzionale dei soggetti agenti (sindaco e assessori della giunta comunale), la collocazione topografica del monumento (sito in un parco pubblico) e le modalità dell’azione sono da considerarsi condotte celebrative di Rodolfo Graziani in termini tali da poter condurre alla riorganizzazione del disciolto partito fascista; (c) l’azione esaltativa è stata posta in essere pubblicamente; (d) sussiste il dolo generico richiesto dalla norma incriminatrice. Pertanto, gli imputati sono stati condannati rispettivamente a mesi 8 di reclusione e 120 euro di multa per E.V. e mesi 6 di reclusione e 80 euro di multa per G. F. e L. P.

Da ultimo, la sentenza ha rigettato la richiesta di sequestro e confisca del monumento in quanto il prodotto del reato non è l’edificio adibito a museo, bensì la sua intitolazione ad un esponente del fascismo. Parimenti, la Giudice ha rigettato la richiesta di confisca e distruzione della delibera di intitolazione per carenza di potere, trasmettendo pertanto il dispositivo al comune di Affile per l’eliminazione, anche in via di autotutela, degli effetti della predetta delibera.

Evitando ogni commento – conclude Menditto – in questa sede ci si limita a condividere le ragioni della condanna, riservando l’approfondimento, per l’eventuale impugnazione, su specifici e limitati punti della decisione”.