Giorno: 15 marzo 2018

15 marzo 2018 0

Ruba nell’auto di un carabiniere a Velletri, il militare insegue il ladro e lo arresta

Di admin
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VELLETRI – Ha rubato nell’auto sbagliata e l’errore gli è costato caro. Si tratta di un N.F. un 46enne di Velletri ma residente a Lariano già noto alle forze dell’ordine.

L’uomo, a Velletri, ha scelto l’auto parcheggiata nel piazzale Michele Palmieri per rompere un finestrino e rubare oggetti preziosi nell’abitacolo.

Quell’auto, però, è di proprietà di un maresciallo dei carabinieri. Il sottufficiale, libero dal servizio, ha notato il malvivente mentre stava tornando al parcheggio in compagnia di un collega e, insieme, hanno inseguito il ladro fino a fermarlo e ad arrestarlo per furto aggravato.

Il malvivente aveva portato via dall’abitacolo numerosi oggetti e aveva anche danneggiato, non solo il finestrino, anche il navigatore che evidente voleva staccare per portar via. L’arrestato è stato processato per direttissima.

Ermanno Amedei

15 marzo 2018 0

Cassino, ristoratore pestato dopo banchetto: Antonio Morelli torna in libertà

Di admin

CASSINO – Antonio Morelli è tornato in libertà. Il 42enne residente a Pignataro Interamna era agli arresti domiciliari dal 21 febbraio quando i carabinieri di Cassino lo hanno arrestato con l’accusa di estorsione continuata e aggravata insieme ad altri due uomini.

I fatti che gli vengono contestati risalgono al 22 luglio dello scorso anno quando i militari dovettero intervenire per una rissa in un locale del cassinate dove era in corso un banchetto a cui partecipavano i tre indagati. Dalle indagini svolte dai militari i tre si sarebbero resi responsabili del violento pestaggio del ristoratore, del ferimento di alcuni dipendenti intervenuti in difesa dell’uomo e del danneggiamento del locale.

Il suo legale, Maurizio Suarato, ha fatto ricorso al tribunale della Libertà chiedendone la scarcerazione e la sua richiesta è stata accolta.

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15 marzo 2018 0

Cisterna di Latina, i troppi perché senza risposte di una tragedia disumana

Di admin

CISTERNA DI LATINA – Se è legittimo rinunciare a capire, o spiegandolo con l’irrazionalità della follia, il perché un padre uccide le sue figlie, restano comunque troppi i perché, di cui è invece auspicabile dare una risposta, in merito alla terribile e disastrosa vicenda di Cisterna di Latina.

Certamente con i “se” e con i “ma” non si vincono le guerre e, aggiungiamo noi, non si riportano in vita vittime innocenti. Spesso neanche servono per fare giustizia; possono servire per comprendere, però, eventuali e involontari errori per evitare di commetterli di nuovi in casi simili.

La vicenda purtroppo è nota a tutti; giornali e telegiornali non hanno risparmiato dettagli: un padre, Luigi Capasso, 44 anni carabinieri a Velletri, la mattina del 28 febbraio, aspetta Antonietta Gargiulo sotto casa, in via Collina dei Pini a Cisterna, moglie 39enne da cui si stava separando, e le spara quattro colpi con la pistola di ordinanza. Non la uccide ma la donna resta gravemente ferita. Le prende le chiavi di casa, sale al secondo piano dove dormono le figlie Alessia di 13 anni e Martina di 8 anni, e spara ancora prima di barricarsi in casa.

Erano circa le 5.30 di quello che sarebbe stato un lungo e tragico mattino.

La zona è stata evacuata dalle forze dell’ordine immediatamente accorse e i carabinieri del comando provinciale di Latina hanno gestito la trattativa con l’uomo nel tentativo di convincerlo a consegnarsi. Alle 8.30 circa, una aliquota dei carabinieri dell’antiterrorismo era già pronta ad intervenire e alle 11 circa, l’elicottero del Gis dei carabinieri è atterrato poco distante dal campo operativo. E qui cominciano i perché senza risposta. A gestire la situazione c’erano i vertici provinciali dell’Arma, i mediatori, gli specialisti e a coordinare tutto, il sostituto procuratore della Repubblica di Latina al quale, in quanto autorità giudiziaria, spettava il compito di decidere se e quando intervenire.

 

Che l’uomo avesse già sparato alle figlie, ormai lo si sapeva: lo aveva detto più volte lui nel suo delirio; non si sentivano nell’appartamento voci o lamenti delle due sorelline; i vicini avevano sentito nell’appartamento esplodere colpi di arma da fuoco. Ma anche la madre era stata attinta da tre colpi di pistola senza rimanere uccisa e l’intervento dei sanitari le ha salvato la vita.

Perché aspettare fino alle 13.15 circa per intervenire solamente dopo che l’uomo si è sparato?

Sul balcone che affaccia sulla parte opposta a via collina dei Pini, sotto gli occhi di tutti, Luigi Capasso, mani in tasca ma ancora armato della sua rivoltella, parlava con i mediatori che erano sul balcone a fianco.

Nel corso della puntata del programma “Chi l’ha visto” di ieri sera, si sostiene di avere informazioni in merito ai rilevamenti fatti da uno strumento utilizzato quella mattina che, grazie al calore emanato dai corpi, stabilisce quante persone sono vive in un determinato luogo. Nel servizio di “Chi l’ha visto?”, si sostiene che  nell’appartamento vi sarebbe stata, oltre a Luigi Capasso, un’altra persona viva. Alle 13.15, dopo che l’appuntato si è tolto la vita, i Gis sono entrati e hanno trovato solamente morti.

A quel punto comincia la lunga sequela dei “se” e dei “ma”.

“Se fossero intervenuti prima avrebbero potuto sperare di trovare agonizzanti una delle due sorelle e dare speranza di vita”, oppure “ma intervenire significava perdere la speranza di far arrendere l’uomo e mettere in pericolo la vita di chi doveva intervenire”.

Comunque la si pensi, alla fine la storia è stata tristemente scritta.

Forse l’autopsia sul corpo delle piccole avrebbe potuto fugare ogni dubbio sul fatto che, lo strumento che rilevava la seconda vita nell’appartamento si era sbagliato e che, invece sia vera l’ipotesi secondo cui le bambine siano morte nel momento in cui il padre ha loro sparato. Ma lo stesso sostituto procuratore che ha coordinato le operazione e che poteva disporre di affidare l’esame autoptico ha preferito evitare.

Ermanno Amedei

15 marzo 2018 0

Basket C Silver: Pallacanestro Veroli, seconda vittoria consecutiva contro Bracciano

Di redazionecassino1

Seconda vittoria di fila per la Pallacanestro Veroli 2016 ha battuto Bracciano al termine di un match equilibrato. Punti importanti in classifica per la Pallacanestro Veroli 2016 che rincorre un posto ai playoff. Bracciano parte forte con Di Grisostomo che segna 8 punti. La Pallacanestro Veroli 2016 più lenta nell’attivarsi: dopo qualche errore, va a segno con Frusone e Giorgio Fiorini. Gli avversari spingono in contropiede ma la solidità di Celani e Vinci sotto le plance fa chiudere il primo quarto 21-11. Gli ospiti piazzano subito 5 punti, Velocci sblocca i suoi ma Cacciuni piazza la bomba del – 2. Troppe distrazioni per i giallorossi che si ritrovano in parità a pochi secondi dalla fine della prima metà di gara. Il viaggio in lunetta di Fiorini G., però, vale il 29-27. Nella ripresa entra in campo anche Marco Fiorini, out da alcune gare, e mette la sua firma a referto. D’Auria però è inarrestabile e porta Bracciano anche sul +4. Ci pensano Vinci e Celani a far rimettere il naso avanti a Veroli che soffre nel finale di quarto e chiude in parità 46-46. I padroni di casa faticano a ritrovare la serenità dell’inizio, poi sale in cattedra Giorgio Fiorini che con 8 punti tutti suoi, riporta sul +10 Veroli a 4′ dalla fine. Nella serata del rientro di Marco Fiorini dopo un lungo stop, Veroli festeggia anche un successo prezioso contro una diretta concorrente in salute che ha venduto cara la pelle. Dopo il buon avvio dei padroni di casa, infatti, Bracciano ha rimesso la partita sui binari dell’equilibrio giocando punto a punto per larghi tratti della partita; l’accelerazione decisiva nel finale porta la firma di Giorgio Fiorini: il play con la sua consueta abilità ed esperienza infila le triple che valgono la vittoria finale per la Pallacanestro Veroli 2016, con il nuovo corso di coach Celani che continua a dare buoni risultati anche per i rientri degli infortunati che stanno ricomponendo lentamente il roster giallorosso al completo. La Pallacanestro Veroli 2016 strappa i 2 punti e in classifica si ritrova al sesto posto insieme a Bracciano e Nova Bk Ciampino a quota 12 punti.

 

PALLACANESTRO VEROLI 2016 67 – BRACCIANO BK 61

Tabellini: Mauti, Iannarilli 2, Igliozzi n.e., Fiorini G. 18, Lauretti n.e., Vinci 12, Celani D. 11, Lella n.e., Fiorini M. 6, Frusone 10, Velocci 8. All. Celani G.

 

          

15 marzo 2018 0

Come Totò e Peppino, vendevano le case degli altri e truffavano le banche: 10 arresti

Di admin

ROMA – Alle prime luci dell’alba, i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. del locale Tribunale nei confronti degli appartenenti a un’associazione per delinquere dedita all’organizzazione di truffe ai danni di istituti di credito e ignari cittadini mediante fittizie compravendite immobiliari e illecite richieste di finanziamento. Le indagini, dirette dalla Procura delle Repubblica capitolina e svolte congiuntamente dalla Sezione di Polizia Giudiziaria – aliquota Guardia di Finanza – della stessa Procura e dal Gruppo Tutela Mercato Beni e Servizi del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Roma, sono scaturite dalle denunce presentate da proprietari di immobili, casualmente venuti a conoscenza della vendita (a loro insaputa) delle rispettive proprietà, da direttori di varie banche, allarmati dagli insoluti delle rate di rimborso dei prestiti erogati, nonché da alcuni notai, accortisi di anomalie nella documentazione prodotta per la stipula degli atti. Cambiavano gli enti creditizi ma il modus operandi era sempre lo stesso: dopo l’individuazione di immobili realmente in vendita a Roma, i membri della gang ingaggiavano “figuranti” che, muniti di documenti falsi – riconducibili a persone realmente esistenti ma ignare dell’accaduto – stipulavano “regolari” contratti di compravendita dinanzi a notai, anch’essi all’oscuro dell’attività criminosa, e conseguenti atti di concessione di mutui. Ottenuto l’accredito della somma su un conto corrente acceso a nome del “finto” venditore, il denaro veniva prelevato pochi giorni dopo l’atto di vendita. La documentazione fittizia, relativa anche a buste paga, era altresì utilizzata per la richiesta di prestiti personali, allo scopo di appropriarsi illecitamente delle somme. Gli investigatori hanno ricostruito diverse illecite transazioni, relative al periodo 2014-2016, per un ammontare complessivo di oltre 650.000 euro, cui si aggiungono un episodio riferito a un mutuo del valore di 150.000 euro in cui due “figuranti” sono stati arrestati in flagranza (a dicembre 2015) e due casi riguardanti prestiti personali richiesti per un totale di oltre 45.000 euro, la cui erogazione non è andata a buon fine per cause indipendenti dalla volontà degli indagati. Nell’associazione criminale – come evidenziato dal G.I.P. – “ciascuno degli indagati ricopre un ruolo a seconda delle diverse esigenze del caso”: ai due promotori e istigatori, Pietro VECCHIARELLI, nato ad Agnone (IS) il 24.10.1968, e Emanuela CERASA, nata a Roma il 15.05.1967 (entrambi colpiti da misura di custodia cautelare in carcere), si affiancano altri “organizzatori” con il compito di procurare i documenti falsi, individuare gli immobili e vagliare l’idoneità dei “figuranti”, impiegati per la perpetrazione di una o più truffe. Destinatari dell’odierno provvedimento sono, oltre ai predetti VECCHIARELLI e CERASA, dei seguenti 8 soggetti: – NAPOLEONI Tiziana, nata a Roma il 23.01.1964; – SILVESTRI Valentina, nata a Roma il 30.01.1986; – MASSETTI Fabio, nato a Roma il 05.06.1971; – D’OBICI Mauro, nato a Roma l’08.05.1971; – ACCARDO Manuela, nata a Roma il 23.03.1973; – BUONINCONTRO Umberto, nato a Milano il 16.07.1976; – CARLOSTELLA Giuseppe, nato a Mazara del Vallo (TP) il 14.03.1943, – MACCARI Maurizio, nato a Roma il 12.03.1944, tutti attinti da ordinanza di custodia in carcere, fatta eccezione per MACCARI, destinatario della misura degli arresti domiciliari. Figura chiave dell’organizzazione era il citato CARLOSTELLA, alias “ZIBIBBO”, pluripregiudicato molto noto negli ambienti delinquenziali della capitale come “persona dedita alla fabbricazione e/o fornitura di documenti falsi”.

15 marzo 2018 0

Casa che fa paura a Cervaro: residenti temono crolli, Comune ordina messa in sicurezza

Di admin

CERVARO – Una casa che fa paura, non perché infestata da fantasmi o altro, ma perché inagibile da tempo e si teme per possibili crolli.

A nutrire i timori sono i residenti che vi abitano vicino in via Portella a Cervaro. La casa è nel pieno centro storico e disabitata da anni. Già dichiarata inagibile dal 1986, secondo quanto riferito dai residenti, non è mai stata messa in sicurezza.

Nel 2016, poi, i proprietari tolsero il tetto in amianto senza sostituirlo, lasciando per cui che l’acqua delle intemperie si infiltrasse nelle mura accelerando un processo di instabilità che appare evidente. Ma la pericolosa situazione esiste già da anni tanto che i residenti, l’hanno più volte segnalato all’amministrazione comunale senza che venissero presi provvedimenti.

Ad inizio marzo, in seguito a piccoli distacchi di malta caduti sulla strada e sulle scale pubbliche che collegano via Portella a via Andreani è stato chiesto l’intervento dei vigili del fuoco che, dopo un sopralluogo e la loro perizia, sono state interdette ai pedoni le due scale; il Comune, finalmente, ha emesso una ordinanza con cui si impone alla proprietà di mettere in sicurezza lo stabile.

Il rischio che più preoccupa è quello, ovviamente, che un ipotetico crollo possa travolgere pedoni, ma se anche ciò avvenisse senza causare feriti, si costringerebbe comunque ad una chiusura forzata di via Portella con grossi disagi per gli anziani, disabili e famiglie che abitano la zona e ciò suonerebbe come una beffa per coloro che da anni segnalano il pericolo.

Ermanno Amedei

15 marzo 2018 0

Violenza sulle donne, atti persecutori all’ex: misura cautelare a giovane di Gaeta

Di admin

GAETA – La Polizia di Stato ha eseguito nel pomeriggio di ieri, l’ordinanza del GIP del Tribunale di Cassino che ha disposto nei confronti di D.M. A., un giovane di Gaeta di anni 30, la misura cautelare del divieto di avvicinamento di comunicazione nei confronti di una giovane donna con la quale aveva anche avuto una relazione sentimentale.  Il provvedimento è stato preso in seguito alle indagini condotte dalla Squadra di Polizia Giudiziaria del Commissariato P.S. di Gaeta e coordinate dall’Autorità Giudiziaria di Cassino.

Il personale della Polizia di Stato, specializzato nei reati di maltrattamenti in famiglia e stalking, è entrato in azione dopo la recente denuncia sporta dalla donna che ha lamentato continui atti persecutori da parte dell’uomo.

Nel corso delle indagini, sono stati acquisiti gli importanti elementi di prova che hanno consentito al Pubblico Ministero di chiedere al Gip una idonea ed urgente misura cautelare. Già precedentemente infatti, ovvero nel corso dell’anno 2017, la donna ha raccontato di aver subito percosse, minacce, ingiurie e lesioni personali in diverse occasioni; fino a quando si è verificata un’esplosione nei pressi dell’abitazione, di una bomba carta. Temendo si trattasse di un gesto dell’uomo ha deciso di presentare la denuncia.

La donna ha spiegato che i comportamenti, l’avrebbero sottoposta ad uno stato di timore ed ansie per la propria incolumità tanto da farla decidere a lasciare la propria abitazione e chiedere ospitalità ad un conoscente.

Al fine di scongiurare ogni contatto tra l’uomo e la vittima ed a seguito delle risultanze investigative, l’A.G.   ha ritenuto di dovere emettere il provvedimento cautelare  di allontanamento.

Allo stato attuale, qualora costui violasse l’ordinanza, verrà arrestato.

15 marzo 2018 0

Alatri, con auto “ariete” sfondano ingresso centro commerciale: immagini telecamere al vaglio dei carabinieri

Di admin

ALATRI – Una Ford Fiesta usata come ariete per rubare telefonini. E’ accaduto questa notte nel centro commerciale Le Pigne ad Alatri.

Alla guida della vettura risultata rubata a Roma, alcuni malviventi hanno sfondato l’ingresso del centro commerciale dirigendosi fino al negozio interno di Euronics e lì, con un altro colpo di ariete, hanno divelto la vetrata e arraffato alcune decine di telefonini esposti. Con quel bottino, agevolati anche dalla vicinanza dell’imbocco sella superstrada, si sono dileguati lasciandosi dietro la macchina “ariete” ormai inutilizzabile e tanti danni.

Sul posto sono immediatamente arrivati i carabinieri della compagnia di Alatri il cui comandante, il maggiore Gabriele Argirò, ha coordinato l’inizio delle indagini.

Certamente torneranno utili le immagini registrate dalle telecamere del centro commerciale, non solo quelle di stanotte, ma anche quelle dei giorni precedenti quando, i malviventi, avranno certamente fatto il sopralluogo per stabilire dove colpire e in che modo.

Ermanno Amedei 

15 marzo 2018 0

La puntura di Ultimo … ai trombati alle elezioni

Di admin

LA PUNTURA DI ULTIMO – “Li vedi al supermercato spingere distrattamente il carrello. O fuori alla scuola ad accompagnare frettolosamente i figli senza soffermarsi più come prima. Con aria trasandata e dimessa. Con in volto un’ espressione di sofferenza. Chi sono? Sono i trombati alle elezioni. Quelli che magari non pensavano di vincere ma che però quel sogno, in segreto, lo avevano pure accarezzato. Ora, a qualche giorno dalla botta, hanno realizzato che invece erano solo l’ ultima ruota del carro”.

Ultimo