Giorno: 4 giugno 2018

4 giugno 2018 0

La Cassino dei giovani che rimbalza sui social: intervista a Cas/s/ee/no

Di admin
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CASSINO – Arguti osservatori, critici brillanti e, quando serve, giudici irriverenti: sono i ragazzi di Cassino, quelli che guardano la propria città cogliendone pregi e difetti, misurando il peso delle sue problematiche e degli atteggiamenti ambigui di chi la governa e la popola.

Dalle scuole ai locali del centro, dalle vie principali ai social: i giovani parlano, discutono, realizzano. Ironizzano, molto, perché le sole armi con le quali possono muoversi in una cappa di paradossi e doppiezze sono il cervello e l’ironia. Cosa può esserci di meglio se non questi due ingredienti per comunicare sulla rete e unire i differenti pareri dei nostri attenti osservatori? È la domanda che poniamo agli admin che gestiscono la sagace pagina Facebook “Cas/s/ee/no”, diventata virale negli ultimi giorni fra adolescenti e universitari della zona.

“Per far ridere, bisogna saper far riflettere” è il loro commento, mentre spiegano come l’idea sia “scaturita non da problematiche, ma dall’osservazione antropologica e colonscopica degli indigeni cassinati e dei loro comportamenti in relazione all’habitat”. Una Cassino vista nella simpatica prospettiva di un’era primitiva, una maniera colorita ma certamente veritiera per esprimere il degrado dimostrato da parte dei suoi abitanti. È così che l’esaltazione tutta cassinate per la storica Abbazia di Montecassino, spesso oggetto di cori tutt’altro che patriottico-culturali, diviene spunto per una meme in cui il fanatismo legato alla sua presenza è assimilabile e addirittura superiore agli effetti dell’esaltazione da sostanze stupefacenti. Gli stessi ambigui personaggi ad essa legati, come l’ex abate Pietro Vittorelli, diventano oggetto di una riflessione che va oltre il riso. Il team di Cas/s/ee/no rivela: “Le persone hanno vari hobby: calcetto, fare quattro salti allo skate park, la droga, l’amicizia, la droga, baciare i pali, la droga, l’amicizia ce l’hai messo? Sì. Ah ok…”.

Ma quanto spazio trova realmente, nel contesto cassinate e limitrofi, una pagina che affronta questi temi? “La proposta della pagina ha avuto un ottimo feedback, alcuni memas sono andati letteralmente a ruba. Ci hanno chiesto degli indumenti fregiati del logo, si sta pensando di vagliare l’idea di un merchandise”. Credete dunque che il vostro messaggio possa avere peso in un possibile miglioramento della città? “Speriamo di no, altrimenti non avremmo più materiale per cui ridere” Allora chi dovrebbe aver paura di essere colpito dalla vostra ironia? “Nessuno. Prende di mira tutto e tutti, ma non abbiate paura, è sbagliato pensare sia satira: quella di Cas/s/ee/no è una diapositiva della nostra città, solo con la saturazione a palla”. Giulia Guerra

4 giugno 2018 0

Cassino, emanata un’ordinanza “anti-cinghiali”, possibile la cattura, allontanamento e l’abbattimento

Di redazionecassino1

CASSINO – E’ stata emanata in questi giorni una ordinanza relativa ai provvedimenti contingibili ed urgenti per la tutela della pubblica incolumità, riguardo all’allontanamento, alla cattura o se necessario all’abbattimento dei cinghiali selvatici allo stato brado nel territorio del Comune di Cassino.

“-Da molto tempo vengono avvistati dai cittadini, con sempre maggiore frequenza, cinghiali selvatici allo stato brado nelle vie centrali e periferiche della città e nelle pertinenze del Parco Naturale Regionale Monti Aurunci – ha detto il consigliere delegato alla Protezione Civile, Alessio Ranaldi – Oltre agli avvistamenti sono pervenute numerosissime segnalazioni, e continue esternazioni mediatiche su mass media, di danni prodotti dagli stessi cinghiali sia a cose sia a fondi agricoli sempre nella stessa zona .

La presenza di animali, in particolar modo nelle ore serali, può essere fonte di pericolo, nello specifico, per la sicurezza stradale e, in generale, per la sicurezza pubblica e provoca inoltre situazioni di tensioni sociali. Il loro avvistamento provoca panico nella cittadinanza a causa della mole e della aggressività di detti animali. Inoltre, gli stessi cinghiali possono divenire vettori potenziali di specifiche malattie infettive o diffuse in quanto con la loro proliferazione non controllata è sempre più frequente il loro avvicinamento ai luoghi abitati o alle attività economiche/artigianali e il contatto con l’uomo.

Quindi, ci è sembrato senz’altro opportuno, in assenza della possibilità di applicazione delle specifiche normative previste che pongano a tale problematica, emanare un’ordinanza contingibile ed urgente con cui si disponga l’allontanamento e/o cattura e/o abbattimento di quei cinghiali che siano potenzialmente pericolosi. Il provvedimento è palesemente necessario al fine di evitare danni a cose e persone. Per scongiurare un pericolo all’incolumità pubblica e per non incorrere nella situazione in cui alcuni cittadini sentendosi minacciati pongano in essere una eliminazione di tali animali in modo autonomo e di conseguenza potenzialmente dannoso. Le azioni di allontanamento, cattura, dovranno essere effettuate nel rispetto di tutte le norme di sicurezza pubblica anche con l’ausilio di volontari (Protezione Civile o altre organizzazioni) ed interrotte immediatamente in caso di avverse condizioni climatiche o di particolari situazioni che possano mettere a rischio la sicurezza degli operatori o di terze persone; dovranno essere assicurati, anche attraverso la collaborazione di personale e attrezzature del Comune eventuali servizi di viabilità necessaria”.

foto di repertorio

 

4 giugno 2018 0

Rubata statua del Cristo degli Abissi a Rocca San Giovanni

Di redazionecassino1

Si immergono fino ai fondali del proprio Comune per le consuete operazioni di pulizia della statua del Cristo degli Abissi ma, una volta giunti sul posto, l’opera non c’é più. È la curiosa esperienza dei sub dell’ Associazione Subacquea “Orsa Minore” di Lanciano, avvenuta nel pomeriggio di ieri sui fondali del Comune di Rocca San Giovanni in località Vallevò. Con sgomento hanno infatti potuto constatare che la statua, opera del Maestro Vito Pancella, e piazzata in loco nel lontano agosto 1994, è stata rubata. La circostanza è stata denunciata ai Carabinieri di Fossacesia. L’associazione condanna l’esecrabile gesto che colpisce tutta una comunità locale, privata di quello che era ormai non solo un simbolo religioso, ma anche una occasione di incontro e festeggiamento annuale con la tradizionale fiaccolata in mare della pima domenica di agosto, oltre che una attrattiva turistica che contribuiva ad impreziosire il nostro mare.

4 giugno 2018 0

CASSINO: il Comune premia gli studenti del Liceo Classico Carducci

Di redazionecassino1

Questa mattina, il Sindaco del comune di Cassino, Carlo Maria D’Alessandro, l’assessore alla Cultura e Pubblica Istruzione, Maria Iannone e il consigliere comunale con delega allo Sport, Carmine Di Mambro hanno consegnato agli studenti del Liceo Classico “Giosuè Carducci” un riconoscimento per aver ottenuto, il mese scorso, il primo posto al Concorso Nazionale di “Ludolinguistica – Comix Games”, presso il Salone Internazionale del Libro di Torino.

“E’ per me motivo di soddisfazione premiarvi cari ragazzi – ha detto il primo cittadino D’Alessandro agli alunni del “Carducci” presenti questa mattina nella Sala Restagno del Comune di Cassino – Avete portato in alto il nome del nostro liceo classico e quindi della città di Cassino. Non posso che rivolgere a tutti voi i miei più sentiti complimenti. Ringrazio vivamente la Preside, Filomena De Vincenzo, gli insegnanti Don Nello Crescenzi e Claudia Vacca per avervi accompagnato in questo percorso vincente ed avvincente. Riuscire a superare le tre prove di Ludolinguistica e primeggiare su centinaia di vostri coetanei è impresa che dobbiamo riconoscervi ed è per questo che oggi, siamo qui, per celebrarvi a nome di tutta la nostra città. Vi auguro che la vita possa essere per voi foriera di queste soddisfazioni”.

“Oggi dobbiamo fare i nostri più sinceri complimenti a questi ragazzi – ha detto l’assessore Iannone – E’ di queste eccellenze che la nostra città ha bisogno. Ho visto che molti siti web e giornali nazionali hanno parlato di voi, di questa vittoria, di questo premio che siete riusciti a portare nella nostra città. Vi ringraziamo per aver portato in alto il nome di Cassino e per aver dato lustro al vostro Liceo Classico. Un ringraziamento sentito dobbiamo rivolgerlo anche al dirigente scolastico ed a tutti gli insegnanti che con tanta dedizione vi hanno messo in condizione di compiere questa impresa”:

Una delle prove che hanno dovuto affrontare i ragazzi del Liceo Classico Carducci i questa edizione del Comix Games è stata l’elaborazione di un tautogramma. Un componimento nel quale tutte le parole hanno la stessa lettera iniziale. Ed è proprio con questa formula che hanno deciso di rivolgersi al Sindaco Carlo Maria D’Alessandro: “Caro Carlo, che coordini codesta città chiamata Cassino con coerente costanza, celebraci come campioni Comix, ci comporteremo comunque civilmente come classicisti”.

Gli studenti poi si sono cimentati anche in un “rap” appositamente composto durante le prove previste nella manifestazione Ludolinguistica ricevendo l’apprezzamento sia del primo cittadino che degli amministratori e del pubblico presente in sala Restagno.

4 giugno 2018 0

Ogni strada parte da Roma, ma solo la spada di San Vittore parla di Roma

Di admin

SAN VITTORE DEL LAZIO – Cosa unisce Roma al Lazio Meridionale oltre ad una antica strada in parte scomparsa ma che ancora oggi sopravvive nella toponomastica ufficiale che la definisce sempre, comunque ed ovunque via Latina?

Cosa racconta al meglio gli anni cruciali della romanizzazione dell’Italia se non un reperto in ferro conservato nel Museo archeologico Nazionale di cassino?

Ebbene questa è una piccola storia di ricerca e tutela. Questa è la fiaba già narrata della spada e del cavaliere che, stanco e sopravvissuto alla guerra, si ferma e ringrazia il divino con un gesto forte ed irreversibile: prende la sua arma, testimone di atrocità e sopravvivenza, e la porge al fabbro operante nel santuario di Ercole. Un ultimo sguardo e nella fucina la scruta e scorge l’acciaio che giunge al pinto di incandescenza. Solo quando la spada comincia ad emettere luce le pinze azzannano la lama, la punta cuspidata cade e il filo viene battuto. Da quel momento di fatica e sudore la spada appare mutila e sdentata. Forse per volontà dell’ultimo soldato ad averla indossata o per vanità di categoria del fabbro la mutila spada viene piegata per tutelare il racconto che conserva, reiterando la traccia del viaggio appena terminato. Una spada che non smette di vibrare. Una spada che tiene memoria e la trattiene nel silente deposito votivo. La spada, ovvero uno strumento, diventa voce, ricorda e perpetua una azione. Di strumenti parlanti o vocali la storia degli studi ne ricorda in quantità. Di solito troviamo le volontà dei congiunti o parole di scherno; talvolta le iatture ed i mal propositi delle tabellae defixionum. Ma nella spada di San Vittore, nome dato dal piccolo centro di Terra di Lavoro ove fu rinvenuta dai due amici e ricercatori nel 2003, vi è una città, la città dai tanti figli e forse troppi nipoti: “ROMA”. La spada di San Vittore porta a Roma e il nome di Roma pronuncia. Parla poi di un artigiano armaiolo che prese bottega a Roma.

Si chiamava Trebio, Trebio Pomponio. Cosa altro poteva essere se non un migrante italico che dal Sannio pentro si spostò a Roma. Portò con se la sua perizia, antenata vigorosa della stessa competenza degli armaioli contemporanei che percuotono l’acciaio nella sannita Agnone. Trebio ebbe il coraggio di lavorare l’acciaio, forgiarlo nelle forme delle spade galliche che in quegli anni avevano dimostrato di essere utili strumenti di offesa e di difesa. E Trebio, forse per richiesta del cliente o, meglio sarebbe, per emulazione e fierezza d’ocris, citò due volte il già venerato e ricordato Alessandro il Grande. Quell’Alessandro Magno che con la sua stella macedone segnò l’arte, la politica e la cultura di quegli anni.

Non possiamo conoscere oggi le dinamiche che portarono alla diffusione di tale moda, ma quanto rinvenuto ci prende ancor oggi per mano ricucendo le distanze tra quel mondo greco del mare di Taranto e il fronte appenninico dell’Adriatico sannita in una sequela di sensazioni ed impressioni incise nella spada di San Vittore. Era il quarto secolo avanti Cristo. Era il tempo di migranti e migrazioni.

L’Italia era terra di frontiera veniva raccontata come una terra di vacche, armenti e pastori armati. Terra di Galli al confine e vino amaro Tarantino pronto a muoversi verso il nord. Era il mondo latino che piano lasciava il sordo tufo del monte di Cabum, consacrato a Iuppiter Latiaris, per conquistare lo squillante calcare delle Mainarde, destinate a Mefitis ed a Ercole Bibax. Stava prendendo forma un territorio, si stava spostando il confine con la consapevolezza che di fronte non vi fosse un limite ma un orizzonte. Autodeterminazione, inclusione, sopruso e sopravvivenza avrebbero avuto solo con Augusto una veste ufficiale nelle distinte regiones o nei culti riconfermati e sopravvissuti per dottrina o per puri e semplici aspetti sentimentali e clanici. Trebio Pomponio forgiò e produsse un’arma.

Forse le sue stesse mani ageminarono la scritta col rame. Ne tracciò il sottile solco che rimane alla storia: “TREBIOS POMPONIOS C. F. ME FECET ROMAI”

A Roma mi fece. Da Roma partì quella azione di inclusione nell’Italia degli armenti. A ridosso dell’ocris di San Vittore del Lazio fu deposta, a Cassino si conserva e dal Museo Nazionale G. F. Carettoni si ostina a raccontare dell’italica e tenace gente che si lasciò sedurre dalla fierezza del mondo greco e dalla morsa necessaria di Roma.

di Dante Sacco – Progetto Summa Ocre

4 giugno 2018 0

Festa dell’Arma dei carabinieri, la Benemerita compie 204 anni: cerimonia a Frosinone

Di admin

FROSINONE – La cerimonia per commemorare i 204 anni di vita della benemerita si svolgerà nella mattinata di domani 5 giugno 2018 alle ore 10:30 presso il parco della villa comunale di Frosinone. Una breve cerimonia, fortemente sentita per ciò che rappresenta, che vedrà la partecipazione delle principali autorità civili, militari e religiose di Frosinone e provincia, di rappresentanze di militari in forza ai vari reparti della provincia, dei rispettivi familiari e del personale dell’arma in congedo.

Sarà schierato un reparto di formazione costituito da un plotone di carabinieri in grande uniforme speciale; un plotone di comandanti di stazione, carabinieri di quartiere, carabinieri con equipaggiamento per servizi di ordine pubblico e sciatori, nonché dai carabinieri forestali; ed un plotone di appartenenti all’associazione nazionale carabinieri in divisa sociale e da protezione civile.

Saranno schierati i gonfaloni della provincia e della città di Frosinone, nonche’ il gonfalone della città di cassino, decorato con medaglia d’oro al valor militare. Nello schieramento saranno, inoltre, presenti anche i labari delle associazioni combattentistiche e d’arma preceduti dai medaglieri.

Dopo la resa degli onori al comandante provinciale dei carabinieri di Frosinone, colonnello Fabio Cagnazzo, si darà lettura dell’ordine del giorno del Comandante Generale dell’Arma dei carabinieri Generale di corpo d’armata Giovanni Nistri.

Quindi il tradizionale saluto del comandante provinciale colonnello Fabio Cagnazzo, al termine del quale verranno consegnate delle attestazioni di merito per alcuni dei risultati operativi ritenuti più significativi conseguiti dai militari dell’arma nel corso dell’anno.

La cerimonia terminerà quindi con la lettura della preghiera del carabiniere da parte di un militare del comando provinciale di Frosinone.

4 giugno 2018 0

VIDEONOTIZIA – Palazzina popolare diventa centro commerciale della droga, affari per 8mila euro al mese

Di admin

FROSINONE – Avevano il controllo di un’intera palazzina di case popolari in via Bellini a Frosinone e che adoperavano come centro di spaccio della droga. Le forze dell’ordine, su ordine del tribunale di Roma che ha accolto le richieste della DDA di Roma, ha fatto irruzione nello stabile sgominando una associazione a delinquere composta da 13 persone capeggiate da un gruppo di albanesi.

Gli acquirenti, provenienti anche da Province limitrofe a Frosinone, sapevano che, in ogni momento del giorno e della notte, potevano liberamente e senza preavviso recarsi in quel palazzo e acquistare qualsiasi tipo di sostanza stupefacente.

La più gettonata era la cd mini dose di cocaina cotta, ossia cocaina in forma di crack da fumare, del peso di 0.30 grammi venduta al prezzo di 20 euro; la dose era addirittura reclamizzata dall’associazione che, a caratteri cubitali, ne aveva scritto sulle mura del palazzo il peso ed il prezzo.

Il gruppo infatti, in quel periodo era in concorrenza con altre piazze di spaccio, come il così detto “Casermone” e quelle gestite dagli “intoccabili”, successivamente smantellate dalla note operazioni di polizia, e pertanto cercava di fare prezzi concorrenziali e di renderli noti agli assuntori.

L’organizzazione della vendita, oltre che il marketing pubblicitario, prevedeva la predisposizione di turni per gli associati addetti al ruolo di vedetta, con il compito di indirizzare gli acquirenti e dare l’allarme in caso di arrivo di forze dell’ordine, ed altri addetti alla vendita, al confezionamento delle dosi ed alla tenuta della contabilità.

L’associazione, a cui partecipavano anche due sorelle di nazionalità italiana e soggetti di nazionalità rumena, quasi tutti dimoranti nello stabile, si riforniva di sostanza stupefacente da due albanesi, padre e figlio operanti nella Capitale, anch’essi colpiti dal provvedimento di custodia cautelare in carcere.

Uno degli appartamenti del palazzo di edilizia residenziale pubblica era stato destinato a base per il confezionamento delle dosi di droga e punto vendita, protetto da una porta blindata, ulteriormente rinforzata da una catena, per consentire la minima apertura necessaria solo allo scambio dose/soldi.

Nonostante i ripetuti interventi degli agenti della Squadra Mobile, che in flagranza hanno arrestato in diverse circostanze gli addetti allo spaccio, smantellando momentaneamente l’appartamento adibito a punto vendita, gli associati si sono sempre riorganizzati, modificando le modalità di vendita, che in seguito sono avvenute all’interno dell’androne delle scale, con le dosi occultate in cassetti nascosti dietro finti battiscopa o, all’interno dei contatori delle utenze del palazzo.

Il via vai di tossicodipendenti era continuo, giorno e notte, e la vendita avveniva anche alla presenza dei bambini del quartiere, che prendevano lo scuolabus la cui fermata era situata proprio davanti al palazzo ove avveniva lo spaccio, o che si recavano nella limitrofa scuola elementare e materna.

Per quest’ultima circostanza, agli associati è stata contestata l’ulteriore aggravante specifica, prevista nelle ipotesi in cui lo spaccio avvenga in zone limitrofe ad istituti scolastici.

Spesso, l’enorme affluenza creava anche problemi di viabilità, perché alcuni acquirenti si recavano ad acquistare le dosi addirittura a bordo di tir, che lasciavano parcheggiati in mezzo alla via pubblica.

Gli approvvigionamenti dagli associati di Roma erano continui; difatti, per minimizzare i rischi e le eventuali perdite causate da interventi delle forze di polizia, i viaggi di rifornimento erano quotidiani, effettuati con mezzi appositamente modificati, con la realizzazione di vani segreti ove occultare lo stupefacente, i cui quantitativi variavano tra i 100 ed i 500 gr al giorno.

Nell’occasione dell’arresto in flagranza di uno dei corrieri, un’auto dell’associazione è stata sequestrata ed è stato scoperto un cassetto ricavato dal vano dell’airbag lato passeggeri, capace di contenere fino a mezzo chilo di cocaina.

Grazie al mercato della mini dose di cocaina cotta, formata da 0.30 gr, da ogni etto di cocaina l’organizzazione criminale ricavava più di 350 dosi, che vendute a 20 euro ciascuna, fruttavano al dettaglio oltre 7.000 euro.

Il fatturato dell’organizzazione, quindi, era notevole, riuscendo a vendere tra le 300 e le 500 dosi di droga al giorno, per un ricavo medio giornaliero che oscillava tra i 6.000 e gli 8.000 euro, con punte massime che sfioravano i 10.000 euro nei fine settimana o in occasione delle festività di fine anno.

4 giugno 2018 0

Alice, Peter Pan, Hansel e Gretel, tutti a “Il Bosco delle Favole” di Cassino

Di admin
CASSINO – “Mancano poco meno quattro settimane alla grande apertura de “Il Bosco delle Favole”. Il parco tematico più atteso dalle famiglie del centro Italia ideato da Seven srl che sarà allestito dal 29 giugno al 29 luglio nella splendida cornice naturalistica de le Terme Varroniane a Cassino”. Lo si legge in una nota degli organizzatori. “Un posto incantato dove grande e piccini potranno catapultarsi in una realtà parallela in compagnia dei protagonisti delle più belle favole che tutti conosciamo. Alice, Peter Pan, Hansel e Gretel, la Sirenetta e tanti altri condurranno tutti nelle loro fantastiche avventure arricchite da effetti speciali e giochi di luce che si fonderanno magicamente con una natura straordinaria e incontaminata. “Dopo le tantissime esperienze avute nella realizzazione di eventi dedicati alle famiglie in tutta Italia- dice Domenico Durante, amministratore unico della Seven – abbiamo voluto spingerci oltre il mero allestimento di un parco tematico. Il Bosco delle favole sarà un’esperienza unica, perché grandi e piccini avranno a disposizione un’area immersa nel verde per l’intera giornata e non soltanto per poche ore. Oltre alle numerose attrazioni e ai trenta spettacoli previsti ogni giorno dalle 17 a mezzanotte, si potranno svolgere, infatti, delle esperienze alternative. Come ad esempio il rafting o semplicemente godersi lo spettacolo naturalistico che offrono le Terme Varroniane in completo relax. Il tutto con la possibilità di degustare anche le prelibatezze previste dai menù che caratterizzeranno l’area ristoro. Credo che un evento così concepito all’interno di un parco naturale possa essere la giusta risposta per tutte le famiglie che vogliono trascorre una giornata diversa e particolare: i bambini incantati dalla magia del fantastico mondo delle favole e gli adulti affascinati  dalla bellezza mozzafiato di un paesaggio in grado di rigenerare chiunque”.
4 giugno 2018 0

La puntura di Ultimo… a chi mette a rischio la salute dei bambini con gare col massimo ribasso

Di admin

LA PUNTURA DI ULTIMO – “A Pescara 80 bambini intossicati per il cibo scadente delle mense scolastiche. Quest’ anno sono decine i casi in tutt’Italia, ma è stato così anche negli anni scorsi.

Vincere le gare col massimo ribasso per poi dare ai bambini cibo avariato dovrebbe essere considerato un reato molto grave.

Si commettono in realtà due reati, sia danneggiando le aziende serie che non possono competere con prezzi così bassi e sia attentando alla salute dei più piccoli. A quando l’inasprimento delle pene?”

Ultimo

4 giugno 2018 0

Operazione antidroga tra Frosinone e Roma, 13 arresti

Di admin

FROSINONE – E’ in corso tra Frosinone e Roma, dalle prime ore della mattinata, un’operazione che vede impegnati oltre 50 agenti della Polizia di Stato della Questura di Frosinone, coadiuvati da unità cinofile antidroga e da pattuglie del Reparto Prevenzione Crimine Lazio, nella cattura di 13 individui, colpiti da altrettante ordinanze di custodia cautelare in carcere, perché facenti parte di un’associazione a delinquere finalizzata alla detenzione e spaccio di sostanze stupefacente.

L’indagine, condotta dal personale della Squadra Mobile di Frosinone, ha avuto inizio nel dicembre del 2015.

Ulteriori dettagli verranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che si terrà alle ore 11.00 presso la Sala Conferenze della palazzina Benessere della Questura