Giorno: 14 giugno 2018

14 giugno 2018 0

Giovane sorana tra i 14 studenti al Summer Lab del Biomedico

Di admin
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 SORA – Anche una studentessa Sorana tra i 14 studenti selezionati per il Summer Lab dell’Università Campus Biomedico di Roma. Si chiama Beatrice Paolucci, studentessa del Liceo scientifico “Da Vinci” di Sora.

La 17enne sta partecipando, dall’11 al 15 giugno, al “Summer Lab”, alla scuola estiva, completamente gratuita, organizzata per il secondo anno dall’Università Campus Bio-Medico di Roma che vede protagonisti 14 studenti del quarto anno delle superiori, vincitori di una borsa di studio, selezionati tra oltre 150 ragazzi di tutta Italia da una commissione composta dai docenti della Facoltà di Ingegneria. I giovani, guidati da docenti e ricercatori UCBM, seguiranno al mattino le prime “lezioni universitarie” della loro vita e si cimenteranno al pomeriggio in esperimenti e progetti scientifici.

La Facoltà di Ingegneria apre dunque le sue porte agli studenti delle scuole superiori italiane con lezioni e laboratori nelle sette aree di ricerca di Robotica, Automatica, Informatica, Neuroingegneria, Elettronica, Chimica e Modellazione. I ragazzi di “Summer Lab” saranno per una settimana a contatto con le diverse discipline, orientandosi tra sensori elettronici e sintesi di sostanze chimiche, applicazioni informatiche e apparecchiature elettromedicali.

Gli studenti provenienti da Rimini, Caserta, Palermo, Foggia, Nardò (Le), Sora (Fr), Fano (PU), Novara, Frascati (Rm) e Roma hanno raccontato nel corso della selezione i propri sogni e aspirazioni, trasformati poi in un fitto calendario di attività che li stanno impegnando per tutta la settimana tra i seminari e il lavoro nei laboratori. Gli studenti sono seguiti da uno o più tutor e soggiorneranno gratuitamente a Roma per tutta la settimana in strutture convenzionate con l’Università trascorrendo insieme anche le serate, con una serie di attività sociali e visitando la Capitale in alcuni dei suoi luoghi più significativi. Al termine della settimana l’Università Campus Bio-Medico di Roma rilascerà ai partecipanti un attestato valido per l’attribuzione di crediti formativi da parte delle scuole.

All’Università Campus Bio-Medico di Roma sono attivi tre corsi nella Facoltà Dipartimentale d’Ingegneria: Industriale (triennale), Biomedica e Chimica per lo Sviluppo Sostenibile (magistrali). In tutto i corsi di Laurea sono nove: oltre ai tre di Ingegneria sono attivi Medicina e Chirurgia, Scienze dell’Alimentazione e della Nutrizione Umana (triennale e magistrale), Infermieristica, Tecniche di radiologia e il nuovissimo corso di Fisioterapia. Per maggiori informazioni: www.unicampus.it

“Un giorno vorrei diventare un ingegnere biomedico” dice Beatrice Paolucci che sta vivendo una settimana completamente gratuita di orientamento e studio presso la facoltà di Ingegneria dell’ateneo romano per conoscere dal di dentro materie come la robotica, l’elettronica, la fisica, la chimica e aiutare menti vivaci come la sua a scegliere il percorso universitario. All’Università Campus Bio-Medico di Roma Beatrice è entrata per la prima volta nelle lezioni e nei laboratori tenuti da docenti e ricercatori, scoprendo il mondo della neuroingegneria. “Sono stata nel laboratorio di ingegneria dei tessuti e per la prima volta sto capendo quale lavoro c’è dietro ai risultati della scienza o alle cure offerte ai malati”. Oggi Beatrice ha un sogno: “Costruire un dispositivo in grado di decodificare la trasmissione dei segnali che partono dal sistema nervoso ed arrivano alle altre regioni del corpo”. Dei suoi giorni all’università dice: “Ho incontrato tanti ragazzi simpatici e ci troviamo bene perché abbiamo in comune la passione per le scienze” – conclude Beatrice – e sono contenta di poter vedere da dentro l’università perché mi aiuta a vedere le possibilità offerte da questo tipo di studi e scegliere bene cosa farò da grande”.

14 giugno 2018 0

Pincher sull’A1 salvato da agenti della Stradale, il cane correva impaurito tra una corsia e l’altra

Di admin

CASSINO – L’escursione in A1 di un pincher fuggito dalla padrona poteva essergli fatale e la sua presenza tra le corsie dell’autostrada poteva causare incidenti. A dare un lieto fine alla vicenda sono stati gli agenti della sottosezione di polizia stradale di Cassino.

Alle 15 di oggi circa, il cagnolino era tra le braccia della sua padrona, una donna di circa 70 anni che, nel tragitto tra Vibo Valentia e Pisa, aveva scelto di fare una sosta nell’area di servizio di Castrocielo in direzione nord. Improvvisamente però, il cagnolino spaventato da qualcosa è scappato dirigendosi verso le corsie dove il traffico veicolare, oggi e a quell’ora, era particolarmente intenso.

Pericoloso per chiunque raggiungerlo a piedi, quindi è stato chiesto l’intervento della polizia stradale. Gli agenti diretti dall’ispettore Giovanni Cerilli, hanno intuito il pericolo che correva, non solamente il cane che spaventato correva da una corsia all’altra, ma anche gli automobilisti in transito che per evitarlo erano costretti a brusche manovre e frenate rischiando incidenti.

La pattuglia, quindi, ha quindi rallentato il traffico fino a fermarlo del tutto, recuperando il cane per restituirlo alla proprietaria.

Ermanno Amedei

14 giugno 2018 0

Arrestato dagli Agenti del Commissariato di Cisterna un cittadino bosniaco ricercato

Di redazionecassino1

CISTERNA di LATINA –  Ieri, 13 giugno, gli uomini della Sezione Anticrimine del Commissariato di P.S. di Cisterna, in servizio di contrasto al fenomeno dei furti e delle rapine in edifici isolati nelle campagne tra Cisterna ed Aprilia, ha tratto in arresto, in Aprilia,  in esecuzione di O.C.C. emessa dall’A.G. di Roma, il cittadino bosniaco AHMETOVIC Tomas, classe ’73,  dovendo egli espiare la pena di 1 anno e 8 mesi di reclusione per reati contro il patrimonio.

Lo stesso annovera moltissimi precedenti specifici e fa parte di consorzio criminale dedito alla consumazione di furti in appartamenti e in ville isolate in tutta l’Italia centrale.

Il soggetto ha gravitato a lungo in Roma ed ha usato come base di partenza per le sue attività il campo nomadi di Casal Lumbroso in zona Primavalle.

Da ultimo si è reso protagonista di  crimini nella zona ricompresa tra Aprilia e Nettuno, trovando protezione in una comunità rom nell’hinterland Apriliano.

14 giugno 2018 0

Pontecorvo, tenta la truffa alla società noleggio auto ma non fa i conti con il Gps: denunciata 35enne

Di admin

PONTECORVO – I carabinieri della Stazione di Pontecorvo, hanno denunciato una 35enne del luogo, incensurata, in quanto ritenuta responsabile del reato di simulazione di reato e tentata truffa.

L’indagata, ieri mattina, aveva sporto, presso il predetto Comando Arma, formale denuncia di furto relativamente ad  un’autovettura intestata a una società di noleggio con sede a Trento (TN), dichiarando che nella serata del 12 giugno l’aveva regolarmente parcheggiata nei pressi della propria abitazione e, durante la nottata, era stata asportata da ignoti malfattori. Il suddetto veicolo poi, è stato rinvenuto nella stessa mattinata in Sant’Antimo (NA), dai militari della locale Stazione Carabinieri.

Le mirate attività investigative svolte nell’immediatezza dai militari consistenti nell’attenta analisi del rilevatore di posizione GPS, installato sul veicolo dalla società “Alfa Evolution Technology”, ha consentito di accertare che l’autovettura, diversamente da quanto denunciato dall’indagata, dall’8 al 13 giugno, aveva circolato nelle sole Province di Caserta e Napoli.

14 giugno 2018 0

III edizione di ““Moot Court Competition”, gara internazionale sul processo del lavoro

Di redazionecassino1

Il 15 e 16 giugno prossimi, presso l’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale, si terrà la prestigiosa competizione internazionale in Diritto del Lavoro Europeo denominata “Moot Court Competition” e giunta alla sua terza edizione. Il primo Moot Court si è svolto ad Amsterdam nel 2016, mentre la seconda edizione si è tenuta ad Aarhus, in Danimarca, nel 2017. L’evento, consistente in una simulazione di processo inerente la materia lavoristica, prevede una competizione tra squadre composte da studenti universitari.

Durante la “sfida”, che si svolgerà integralmente in lingua inglese, i team, chiamati a confrontarsi sulle questioni più impegnative ed attuali del settore disciplinare di riferimento, si confronteranno in un processo simulato di fronte ad una giuria composta da “veri” magistrati oltre che da docenti ed esperti in diritto del lavoro. Il Moot Court offre agli studenti e ai loro tutor l’occasione di approfondire e potenziare la conoscenza della materia laburistica sul piano europeo e di sperimentarne il funzionamento in un contesto quanto più realistico possibile.

All’evento saranno presenti circa 100 partecipanti tra studenti, tutor, docenti e giudici provenienti da 13 paesi europei. In tale occasione l’Università sarà onorata di accogliere il Giudice della Corte costituzionale italiana prof.ssa Silvana Sciarra la quale è stata la prima donna ad essere nominata dal Parlamento come componente della Consulta.

La terza edizione del Moot Court, che si svolgerà presso il Dipartimento di Economia e Giurisprudenza, è organizzata dalla cattedra di Diritto Sindacale e del Lavoro del medesimo Dipartimento e sponsorizzata dalla Commissione di Certificazione dei Contratti di Lavoro e di Appalto UNICAS. Il comitato organizzativo è composto dal prof. Edoardo Ales, dall’avv. Antonio Riefoli, dal dott. Antonio Riccio e dalle collaboratrici di cattedra dott.ssa Chiara Gaglione e Ilaria Purificato.

 

 

14 giugno 2018 0

Chiuso per trenta giorni il locale notturno “Copacabana” di Veroli

Di redazionecassino1

VEROLI – Nella mattinata odierna, il personale del dipendente Reparto Operativo – Nucleo Investigativo, ha dato esecuzione ad un’Ordinanza di sospensione delle attività per giorni 30 (trenta), del locale notturno “CAPOCABANA”, di Veroli.

Il provvedimento, emesso dalla locale Questura su espressa richiesta del Nucleo Investigativo, scaturisce dalle attività investigative che avevano già portato, in data 18 maggio u.s.,  all’esecuzione dell’Ordinanza di Custodia Cautelare, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Frosinone, Dott. Antonello Bracaglia Morante, nei confronti di B.A., 53enne originario di Ripi, F.C, 52enne originario di Ripi,  E. H. S., 43enne originaria di Casablanca ma residente a Ripi e M.A., 57enne originario di Frosinone, ritenuti responsabili di concorso in agevolazione, induzione, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.

Gli arresti erano scaturiti da una articolata attività e complessa d’indagine avviata dai militari operanti nell’autunno del 2015, allorquando era stata individuata una presunta attività di meretricio all’interno del Circolo culturale denominato “Capocabana”, sito in Veroli. Le investigazioni, condotte attraverso tradizionali attività d’indagine consistite nella raccolta di informazioni, controlli amministrativi, visioni ed analisi di immagini riprese da telecamere presenti sulla pubblica via, penetranti ma discreti servizi di osservazione sul campo e da remoto, pedinamenti, perquisizioni, analisi dei tabulati telefonici ed altre attività tecniche, hanno permesso di acquisire univoci e sostanziosi elementi probatori a carico dei destinatari del provvedimento e di ricostruire puntualmente il ruolo da ciascuno ricoperto nella gestione dell’illecita attività che si svolgeva sotto le mentite spoglie di un’Associazione Culturale senza fini di lucro. Il particolare “lucro”, in realtà, era l’unico obiettivo degli odierni indagati che garantivano ad una pluralità di clienti di intrattenersi e consumare rapporti sessuali fuori dal locale dietro pagamento di una somma di denaro commisurata al tempo dagli stessi trascorso con le “intrattenitrici”.  Era emerso, infatti, che i destinatari del provvedimento, alcuni dei quali titolari e/o amministratori di fatto anche di altri locali dello stesso genere ubicati in altre Province, gestivano e coordinavano, realizzando notevoli profitti, tutte le attività connesse al meretricio, che si concretizzavano, sostanzialmente, nella scelta delle ragazze, straniere (che dovevano riunire determinati requisiti fisici), nella loro sistemazione alloggiativa, nei loro spostamenti, sia all’arrivo in Italia (dall’estero o da altre città) sia nei quotidiani accompagnamenti dal luogo di dimora a quello di “lavoro”, nell’organizzazione, predisposizione e coordinamento dei contatti tra le ragazze ed i clienti, nella fissazione delle regole di intrattenimento all’interno del locale e delle “tariffe” da corrispondere che, come già detto, variavano in base al tempo trascorso con la ragazza prescelta. Era emerso, altresì, uno scambio di intrattenitrici tra locali, anche di altre Province, in relazione all’andamento e all’attivismo degli stessi e/o a esigenze di spostamento connesse ad altre problematiche.

Inoltre si verificava che alcuni clienti “prenotavano” le ragazze con cui volevano intrattenersi, desiderio che veniva, dagli sfruttatori, prontamente soddisfatto dando specifiche indicazioni nel senso. Per quanto concerne i guadagni delle ragazze gli stessi variavano in percentuale in relazione al numero delle prestazioni offerte e comunque si aggiravano su circa il 30% del totale.

14 giugno 2018 0

VIDEO – Rubano la pensione ad una anziana mentre fa la spesa al supermercato. Ecco come fanno

Di admin

ROMA – Sono stati tre cittadini di origine romena a derubare un’anziana signora che aveva appena ritirato la pensione in un ufficio postale del Trullo.

Un trio ben organizzato quello dei ladri, con compiti ben definiti: così mentre uno la distraeva,  l’altro le tagliava la borsa e l’ultimo, fingendosi ipovedente, faceva la spesa per non dare nell’occhio.

Accortasi del furto la donna, sebbene spaventata, non si è persa d’animo e dopo esser risalita alla targa dell’auto a bordo della quale i tre erano fuggiti, si è rivolta  agli agenti della Polizia di Stato del commissariato San Paolo, che in brevissimo tempo li hanno potuti rintracciare.

Duecento euro circa, questa la somma trovata loro indosso dopo la perquisizione.

All’interno della vettura, posteggiata poco distante, gli agenti  hanno trovato il bastone, la cartellina blu, oltre ad uno zaino ed un paio di occhiali scuri.

Con età di 45, 51 e 58 anni, tutti residenti in zona San Paolo i tre ladri, due dei quali con precedenti specifici, sono stati denunciati all’autorità giudiziaria.

14 giugno 2018 0

Per la morte di Neve denunciati da “Animalisti Italiani Onlus” il sindaco D’Aliesio, il tecnico Pucci e l’azienda convenzionata

Di redazionecassino1

CERVARO – In molti ricorderanno la triste vicenda di Neve, il cane meticcio che viveva, coccolato ed accudito dai residenti della frazione Pastenelle. Neve, il nome che gli avevano dato per via del suo mantello chiaro, proprio come il colore della neve, era diventato il beniamino di grandi e piccoli e la sua morte aveva scosso la comunità di Cervaro all’indomani del ritrovamento della carcassa in una zona montuosa del paese. La morte del meticcio di grossa taglia simile ad un pastore maremmano, era avvenuta dopo essere stato preso in consegna da personale del Comune e poi ritrovato morto per cause ancora tutte da chiarire. Un coro di proteste, di indignazione si era levato in tutto il paese e che, a dire di molti, era apparsa subito una ‘eliminazione’ dell’animale. Proteste sfociate, da subito, in una denuncia ai carabinieri della locale stazione affinché si facesse luce sulla sua triste fine. Ieri quella denuncia è stata formalizzata nei confronti del sindaco di Cervaro, del tecnico e dell’azienda convenzionata con l’Ente comunale. È quanto si legge in un comunicato dell’associazione Animalisti Italiani Onlus, guidata da Walter Caporale.

“Sindaco di Cervaro, tecnico e azienda convenzionata con il Comune. Sono questi i destinatari di una denuncia depositata ieri, 13 giugno, da Animalisti Italiani Onlus alla Procura della Repubblica di Frosinone. L’associazione guidata da Walter Caporale li accusa – si legge nella nota – di non aver fatto nulla per evitare che qualcuno uccidesse Neve, il meticcio beige ritrovato cadavere a maggio in una località nei pressi di Cervaro. Le circostanze della morte sono ignote, ma Animalisti Italiani Onlus ha una certezza: nessuno ha fatto nulla per impedirla. Né il sindaco Angelo D’Aliesio, né il tecnico Enzo Pucci, né Percorso Sicuro a.r.l., la cooperativa convenzionata con il Comune di Cervaro per l’accalappiamento degli animali randagi. Nella denuncia, presentata dal vicepresidente Riccardo Manca con la collaborazione dell’avvocato Rosaria Loprete, vengono ripercorse le tappe della vicenda. A maggio, viene segnalata la presenza di un cane randagio che circola nel territorio di Cervaro, in provincia di Frosinone. Si tratta di Neve, un meticcio noto alla comunità. Anzi: amato. Il Comune ne richiede la cattura a Percorso Sicuro. Il cane andrebbe accalappiato e portato in una struttura convenzionata. Dove però Neve non arriverà mai: la carcassa viene ritrovata il 13 maggio da Fabrizio Cacciapuoti, un cittadino di Cassino che passeggiava in bicicletta sulla strada provinciale che da Cervaro porta a Viticuso. Da quel momento in poi, Comune e Percorso Sicuro si rimpallano le colpe. Di fronte a testimoni, la cooperativa ammette che Neve non era stato condotto nella struttura, ma consegnato a Enzo Pucci, un tecnico comunale. Una scelta anomala, che sarebbe stata convenuta – pare – per una presunta morosità del Comune nel pagamento del mantenimento dei cani presenti nella struttura. Come viene evidenziato nella denuncia, Animalisti Italiani Onlus imputa al primo cittadino di Cervaro la responsabilità per l’omessa protezione di Neve: il Sindaco, si legge, “è il garante del benessere degli animali presenti nel proprio territorio”. Dice Riccardo Manca: “Siamo esterrefatti per ciò che è accaduto a Neve. E ogni volta si rinnova il dolore per la morte di una creatura innocente. Un dolore che si confonde con la rabbia per non averla potuta salvare. In Italia, il randagismo ha assunto i contorni di una vera e propria piaga sociale, ma quello che ha subito Neve non può e non deve farci restare indifferenti. Pretendiamo che le poche leggi esistenti sulla tutela di questi sfortunati animali, vengano almeno applicate. E nel caso di Neve, ciò non è avvenuto”.

Avverte Manca: “Animalisti Italiani Onlus andrà in fondo a questa storia, fino a che non verranno individuati i responsabili della sua morte. Ricordiamo che i Comuni, e nello specifico i sindaci, sono direttamente responsabili degli animali presenti sul territorio. Neve è stato trovato morto dopo essere stato accalappiato, la follia di qualcuno ha spezzato la Vita di un radioso diamante. La vicenda di Neve riporta prepotentemente alla ribalta la necessità di inasprire pesantemente le pene attualmente previste per chi maltratta o uccide gli animali. È un cavallo di battaglia della nostra associazione, non vogliamo più assistere impotenti di fronte alla morte dei vari Angelo, Pilù, Spike, Nerina, Snoopy, e ora Neve, e tanti altri purtroppo. Ed è solo attraverso il rispetto della vita dei più deboli che contribuiremo a rendere migliore questo mondo. La pace non è soltanto l’assenza di guerra, è la presenza di giustizia. Arrivederci Neve”.

Ora bisognerà attendere le decisioni della Procura di Frosinone per comprendere le responsabilità e i contorni di tutta questa triste vicenda che ha privato una comunità di un ‘amico speciale’.

F. Pensabene

14 giugno 2018 0

Fa spesa di vino e formaggio ma paga solamente una bottiglia d’acqua, arrestato 43enne

Di admin

CASSINO – Ha fatto la spesa di vino e formaggio ma alla cassa si è presentato con una sola bottiglia d’acqua. Il gesto del 43enne non è sfuggito al personale di sicurezza del centro commerciale Panorama di Cassino che ha chiamato i carabinieri e ha fatto arrestare l’uomo.

L’addetto alla sicurezza ha raccontato ai carabinieri intervenuti che l’uomo, residente nell’hinterland partenopeo già censito per reati contro il patrimonio, era stato notato aggirarsi tra gli espositori del supermercato ed era stato visto mentre prelevava alcune bottiglie di vino ed alcuni pezzi di formaggio, riponendoli all’interno di una borsa. Giunto poi alla cassa però pagava solo una bottiglia di acqua.

Gli accertamenti eseguiti dai militari intervenuti permettevano di constatare che effettivamente all’interno della borsa in possesso dell’uomo vi erano 5 bottiglie di vino e 3 pezzi di formaggio per un valore complessivo di 50 euro circa e, pertanto, in merito a quanto acclarato e rilevando i presupposti di  legge, l’uomo è stato tratto in arresto, poiché colto nella flagranza del reato di furto.

La merce, interamente recuperata, veniva contestualmente restituita  al Direttore dell’Ipermercato.

L’arrestato, ad espletate formalità di rito, è stato trattenuto presso la camera di sicurezza del Comando Compagnia Carabinieri, a disposizione dell’A.G.,  in attesa dell’udienza del rito direttissimo, che sarà celebrato nelle prossime 48 ore.

14 giugno 2018 0

Ruba intimo in un negozio ma non passa inosservata, ragazza denunciata a Cassino

Di admin

CASSINO – Gli agenti della Squadra Volante del Commissariato di Cassino hanno denunciato una giovane donna, che aveva tentato di guadagnare l’uscita senza passare per le casse, dopo aver nascosto capi di abbigliamento intimo nello zaino.

La ragazza aveva finto di non essere interessata a nessuno dei capi esposti ma, in realtà, la scelta l’aveva fatta ma non intendeva pagare.

Abilmente aveva  rimosso etichette e applicazioni adesive dell’antitaccheggio; tutte tranne una. Scatta l’allarme.

Dopo gli accertamenti di rito, la merce è stata riconsegnata all’avente diritto.