Giorno: 22 giugno 2018

22 giugno 2018 0

Si calano i pantaloni davanti ai passanti, denunciati due stranieri a Pontecorvo

Di admin
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PONTECORVO – Si sono calati i pantaloni mostrando ai passanti ciò che loro ritenevano interessante.

Così non era e due giovani stranieri domiciliati a Pontecorvo hanno rimediato una denuncia per atti osceni in luogo pubblico.

E’ accaduto la scorsa notte quando i carabinieri della compagnia di Pontecorvo, a seguito di una segnalazione pervenuta alla Centrale Operativa, sono intervenuti in Piazzale Porta Pia, dove poco prima due giovani, un 20enne ed un 21enne, di nazionalità straniera, si erano abbassati i pantaloni mostrando le parti intime ai passanti. Successivi accertamenti hanno permesso l’identificazione dei due indagati.

22 giugno 2018 0

Alessandro Casinelli, presidente di Federlazio Frosinone, in manette per truffa aggravata. Sequestrati beni per 12 mln di euro

Di redazionecassino1

FROSINONE/REGGIO CALABRIA – È finito in carcere a Cassino Alessandro Casinelli, presidente di Federlazio Frosinone ed impreditore di spicco del settore della sanità, con interessi sia in Ciociaria sia in altre regioni d’Italia. Le manette sono scattate dalla Guardia di Finanza di Reggio Calabria, in seguito ad una specifica disposizione della Procura della Repubblica reggina. L’inchiesta è scaturita da una serie di indagini su una presunta truffa ai danni di una struttura privata di Reggio Calabria. L’attività investigativa si è successivamente allargata anche ad altri settori. L’ordine di carcerazione non ha riguardato solo Casinelli, ma anche altre cinque persone, residenti tra Arpino e Sora. Casinelli e l’ex socio, l’imprenditore Giorgio Rea, sono stati rinchiusi nel carcere della Città Martire. Nell’operazione coinvolto anche Giuseppe Musto amministratore della sua società editoriale Calliope che editava il quotidiano La Provincia. La vicenda di Reggio Calabria, che ha portato agli arresti per molti versi richiama un’analoga situazione nella quale è stato coinvolto lo stesso sodalizio imprenditoriale a Varese su cui sono state aperte altre inchieste di natura penale. Le indagini hanno messo in luce la sussistenza di gravi indizi in ordine ai reati di “False comunicazioni sociali”, “Truffa” aggravata e “Appropriazione indebita” aggravata in capo ai diversi soci ed amministratori che, nel corso del tempo, si sono succeduti nella gestione e amministrazione della casa di cura di Reggio Calabria e condotto a ritenere che, alla base dell’acquisizione del pacchetto azionario della società, vi fosse l’esclusiva finalità di depauperare il patrimonio della stessa.

Le indagini avrebbero dimostrato che le somme indebitamente prelevate e distratte dalle casse di “Villa Aurora”, sfruttando il meccanismo dei finanziamenti infragruppo, sarebbero state, in parte, impiegate in altre attività economiche riconducibili ai medesimi indagati. Le somme depredate sarebbero state infatti impiegate per l’acquisto di testate giornalistiche da parte della capogruppo, la costituzione di pegni per aperture di linee di credito in favore di persone fisiche, l’acquisto di quote di ulteriori società, l’affidamento di incarichi professionali privi di giustificazioni, per rimpinguare le casse di altre società nella disponibilità dei sodali e, addirittura, per pagare il prezzo di vendita delle quote della stessa “Villa Aurora” agli ex soci. In tutta l’operazione sono finiti in carcere a Cassino oltre ad Alessandro Casinelli, Giorgio Rea, Pietro Domenico Mangiapelo; per Patrizia Ferri, Margiotta Francesco e Marco Petricca sono scattati gli arresti domiciliari. Ingente anche il sequestro di beni immobili: la quota del 95% del capitale sociale della società “Villa Aurora S.r.l.” comprensivo dell’immobile sede della casa di cura, nonché di attrezzature presenti all’interno del predetto immobile, di conti correnti e veicoli intestati alla società, somme di denaro, conti correnti bancari, libretti di risparmio, titoli, azioni, fondi e strumenti d’investimento, beni mobili registrati, beni immobili e ogni altra utilità nella disponibilità degli indagati per un totale di 1.021.413 euro, somme di denaro, conti correnti bancari, libretti di risparmio, titoli, azioni, fondi e strumenti d’investimento, beni mobili registrati, beni immobili e ogni altra utilità nella disponibilità degli indagati, per un importo complessivo pari a € 2.119.110,57. In totale circa 12 milioni di euro.

A margine della vicenda il difensore di Alessandro Casinelli, l’avvocato Nicola Ottaviani, in una nota, sottolinea la totale estraneità del suo assistito alle ipotesi di reato contestati, in quanto nel periodo dei fatti non ricopriva alcuna carica gestionale o amministrativa. Lo stesso Casinelli, prosegue l’avvocato Ottaviani, ha chiesto all’Autorità Giudiziaria di essere sottoposto al più presto all’interrogatorio di garanzia per “fornire ogni elemento utile al corretto inquadramento della vicenda”.

 

 

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Latina, due rumeni arrestati dalla polizia per sfruttamento della prostituzione

Di redazionecassino1

LATINA – La Polizia di Stato – Questura di Latina, nel corso del pomeriggio di ieri 21 giugno, a conclusione di una proficua attività di polizia giudiziaria tesa al contrasto del dilagante fenomeno dello sfruttamento della prostituzione di giovani donne provenienti dall’est europeo, ha proceduto al fermo di indiziato di delitto di Melicianu Marian classe ‘84 – pregiudicato – e Bulmoaga Claudiu Nelu, classe ‘89, entrambi cittadini rumeni in Italia senza fissa dimora, giacché ritenuti responsabili, in concorso tra loro, dello sfruttamento della prostituzione di alcune ragazze loro connazionali, tra le quali c. b. n. di anni 22.

Proprio la dettagliata denuncia raccolta dalla giovane donna dall’interno della stanza di degenza dell’Ospedale di Latina, luogo nel quale era stata ricoverata a seguito di un investimento verificatosi nel mentre si trovava ad adescare la clientela nel posto esatto ove era stata collocata dai suoi sfruttatori, indirizzava le attività degli investigatori della II Sezione della Squadra Mobile prima su Melicianu Marian, personaggio che con una falsa promessa lavorativa portava la vittima in Italia, impossessandosi anche dell’unico documento di riconoscimento della ragazza, poi sul suo fidato amico Bulmoaga Claudiu Nelu, con il quale il primo individuo condivideva la gestione di alcune donne immesse nel mondo della prostituzione.

La minuziosa ricostruzione dei fatti ha consentito di dimostrare che la p.o., unitamente ad altre giovani ragazze dell’est, erano costrette da almeno due mesi a vendere il proprio corpo in alcune strade ricadenti nel comune di Aprilia, controllate a vista dai due fermati, ai quali ogni ragazza al termine della serata era costretta a consegnare l’intera somma ricavato dalle prestazioni sessuali.

I malviventi sono stati sorpresi nei pressi dell’Ospedale di Latina, dove si erano recati proprio per portare via la malcapitata vittima appena dimessa dal nosocomio.

La donna, che si presenta con sembianze adolescenziali e già madre di una bimba di solo sette mesi lasciata in Romania, è stata temporaneamente collocata in una località protetta, in attesa delle formalità connesse al rientro in patria.

Una volta ultimate le formalità di rito i prevenuti, su disposizione dell’A.G. procedente, sono stati associati presso la Casa Circondariale di Latina.

 

22 giugno 2018 0

Avevano realizzato lavori edili, ma senza ‘permesso di costruire’ denunciate tre persone

Di redazionecassino1

SANT’ANDREA del GARIGLIANO –  I militari della Compagnia di Cassino sono sempre più impegnati nella prevenzione e repressione dei reati in genere, al fine di contrastare in modo serrato il fenomeno dell’abusivismo edilizio.

In particolare, nella giornata odierna, in Sant’Andrea del Garigliano, i militari della Stazione di Sant’Apollinare deferivano in stato di libertà tre persone del luogo, un35enne, in qualità di committente dei lavori, un 52enne, direttore dei lavori, nonché un 60enne titolare dell’impresa esecutrice i lavori, tutti per i reati di “esecuzione di lavori edili in assenza del permesso di costruire” ed “esecuzione di lavori edili in assenza di autorizzazione sismica”.

I predetti, ognuno per la parte di competenza, realizzavano delle opere di sostegno di un terrapieno, costituite da due file di gabbie ripiene di pietre, poste lungo un perimetro di 35 metri, nonché un cancello di ingresso con relativi pilastri in cemento armato.

La costruzione, per un valore di € 50 mila circa, veniva sottoposta a sequestro.

22 giugno 2018 0

Dalle radici ciociare di Romolo e Remo, fino a Roma

Di admin

CIOCIARIA – Anche se affermazioni e deduzioni espresse non di rado a fior di labbra, per tema di urtare ancestrali ed ataviche leggende e tradizioni e…anche preconcetti, non pochi attenti studiosi ed osservatori lo hanno esplicitamente espresso: la vasta regione che si estende da sempre a mezzogiorno al di là della riva sinistra del Tevere, è stata la madre e matrice di Roma e, per tutti i secoli a venire, la sua ombra fedele: Anton Giulio Bragaglia ma anche Gregorovius cento anni prima e poi Carducci e poi altri osservatori della storia.

E oggi più che nel passato la connotazione geografica solo pertinente ed univoca dell’ampia distesa ai piedi di Roma fino al Garigliano, racchiusa tra Appennini e Mar Tirreno, non può  continuare ad essere storicamente che Ciociaria: trenta secoli addietro patria degli Ernici e dei Volsci e dei Sanniti e di altre popolazioni poi Campania sotto l’imperatore Augusto poi Latium poi Campagna di Roma poi Marittima e Campagna per arrivare alla sempre attuale frantumazione mussoliniana dell’antico territorio nelle province di Frosinone, Latina e Roma: ‘Ciociaria’ dunque, oggi più che mai, non è una entità amministrativa o politica bensì un concetto ideale, spirituale, quasi sentimentale e allo stesso tempo, sia tenuto a mente, una realtà scientifica e indiscussa dal punto di vista folklorico e storico e non solo.

Se così non fosse, il passato risulterebbe cancellato, la memoria storica ecclissata pur se documentata come poche: resterebbero il vuoto e l’abisso cioè il nulla. E, pur rimanendo nel mito, si può concordare con il ricordo dei leggendari fratelli, insediati agli albori ai piedi del Monte Palatino sulla riva sinistra del Tevere, originari necessariamente, storicamente della, diciamo oggi, terra ciociara, che si conserverà tale e intatta per parecchi secoli ancora, prima che la potenza di Roma antica inizi ad estendere le proprie periferie.

E’ vero, tutto è nato in questa landa nobile a sud del Tevere e dell’Aniene: è in questa regione certamente, la più antica d’Italia e la più ricca di accadimenti storici e anche mitici, abitata dalle antiche popolazioni italiche, la terra dove, tra l’altro, il mito colloca l’età dell’oro di re Saturno, dove fa arrivare i Pelasgi e i Ciclopi gli artefici delle colossali mura di protezione delle città, dove  fa approdare Ulisse con i suoi velieri, dove indica ad Enea e ai suoi il proprio rifugio e salvezza e destini, dove fa vivere Circe maga e seduttrice,  Re Turno, Re Latino, la regina Camilla, Albalonga  e le altre vicende ed eventi che Omero e Virgilio ricordano e celebrano e che alle scuole si insegnano: tutto prima dell’inizio della storia e prima che altrove nel paese. Il documento storico vero e proprio è assente in queste epoche remote: regnano, come detto, la poesia e la fantasia e le vicende e gli avvenimenti  raccontati sono avvolti nelle ombre della chimera e della utopia: accertati e documentati e provati, in epoca storica, sono invece la presenza degli Etruschi nella Tuscia cioè sostanzialmente al di là della riva destra del Tevere e poi, al di là della riva sinistra, i Volsci in maggioranza e altre popolazioni ed etnie che con vari nomi occupavano tutta la regione fino al fiume Garigliano e oltre, con una ricca presenza di città e villaggi e paesi appollaiati sui monti della regione: nel momento dunque in cui la Storia, abbandonate la saga e la leggenda, inizia a prendere possesso della realtà e della regione come più sopra ricordato, Roma era solo un luogo deserto: “mentre le pietre ancora bianche delle mura di fortificazione biancheggiano al sole, nel Tevere frammisto alle paludi dove sorgerà l’alma Roma, risuona ancora il gracidare delle rane”, secondo la memoria  poetica di Anton Giulio Bragaglia.

E, continuando con la leggenda e poi con la storia, una volta tirati i solchi fondatori della futura Città Eterna, è in queste terre a Sud del Tevere che furono assoldati gli accoliti e gli altri briganti e avventurieri messi assieme dai due gemelli fondatori; dopo aver risolto la mancanza di donne andandosele a prendere altrove e dopo aver tacitato gli Etruschi insediati sull’altra riva, uestione della mancanza di don ne andandosele a prendere in Sabina e dopo aver tacitato gli EDtruschiè nella regione che poco dopo si cominciò  a chiamare  Latium cioè regione ampia, vasta a partire dalla riva sinistra del Tevere, che iniziarono la lenta opera di scorrerie e di incursioni ai danni delle pacifiche popolazioni locali annidate sui monti Ruffi e Ernici e Lepini: la strada o sentiero o tratturo su cui cominciò a passare la prima soldataglia e successivamente a marciare le legioni e coorti, fu quella che sarà la futura Via Latina poi Casilina, la strada più antica, prima ancora della costruzione della Via Appia nel 312 a.C.. La leggenda è ormai superata e la storia registra i fatti nuovi: la Roma Repubblicana che continua a crescere e a evolvere, la necessità di nuovi spazi e territori, la volontà di conquista, l’allettante vasta regione ai propri piedi costituita da piccole città indipendenti l’una dall’altra e non di rado ostili, non fanno che favorire la lenta marcia e conquista verso il proprio Sud: è da qui che nasce e inizia il futuro impero romano.

Michele Santulli