“Le Marocchinate. Cronaca di uno stupro di massa”, se ne è discusso allo Scientifico di Ceccano

“Le Marocchinate. Cronaca di uno stupro di massa”, se ne è discusso allo Scientifico di Ceccano

15 ottobre 2018 0 Di admin

CECCANO – “L’evento di sabato 13 ottobre a Ceccano sulle Marocchinate, presso il Liceo Scientifico e Linguistico è stato il primo passo dell’Associazione Nazionale Vittime delle Marocchinate, presieduta dal presidente Emiliano Ciotti, occasione la presentazione del suo libro “Le Marocchinate. Cronaca di uno stupro di massa”, che ha voluto incontrare ed avere un contatto diretto con i ragazzi per far prendere loro coscienza di quello che è stata questa tragica pagina di storia che ha riguardato la nostra Italia e, visto il luogo, la provincia di Frosinone e tanti altri luoghi italiani. Un convegno riuscito e partecipato dai tanti che erano presenti”.

Lo si legge in una nota dell’Associazione Nazionale Vittime delle Marocchinate.

“Al tavolo dei relatori oltre Emiliano Ciotti, l’avvocato Luciano Randazzo, il ricercatore Massimo Lucioli e l’avvocato Mauro Sabetta. Moderatore dei lavori il Dottor Davide Caluppi, responsabile comunicazione dell’associazione. Quello che ha colpito subito è stata la commozione sui volti dei ragazzi, dei professori e dei relatori al tavolo quando è stato proiettato il video che parlava delle violenze dalle parole di coloro che le hanno subite. Video andato in onda qualche anno sulla Rai per il programma di “Rai Storia”. Marocchinate, termine che nell’ultimo periodo ha riaperto tante porte, la prima quella della Verità storica, scopo dichiarato e ribadito anche nell’occasione dall’associazione. Un “olocausto” annegato nel dimenticatoio di questo Paese, dei libri di Storia, nell’indifferenza collettiva. Perché doveva essere taciuto. Uomini, donne, bambini, stuprati, violentati, sodomizzati della loro dignità e ammazzati dalle truppe francesi del C.E.F. (Corps Expéditionnaire Francais) che dalla Sicilia risalivano la Penisola ad Italia liberata nella seconda Guerra mondiale.

Dopo i ringraziamenti iniziali al Liceo per l’ospitalità e ai presenti, ha preso la parola il presidente Emiliano Ciotti. Commozione quando ha ricordato lo zio Anastasio Gigli, violentato e ammazzato dai marocchini, a cui ha dedicato il libro. Ha ripercorso in breve le ricerche che lo hanno visto protagonista, i documenti reperiti e gli incontri avuti con le vittime. Materiale che dopo anni ha visto nel libro la soddisfazione dei sacrifici fatti. “E’ bello vedere tanti ragazzi oggi qui presenti. E questo ci onora dei sacrifici che l’associazione fa da anni con i suoi studi, e che mi onoro di rappresentare – alcuni passaggi dell’intervento di Ciotti – voi siete il testimone da portare avanti nella conoscenza di questa barbarie avvenuta a pochi passi da noi. Questo libro è in un certo modo la giustizia che ho cercato di rendere alle tante vittime. Ma la verità è quella che tutti noi quanto prima auspichiamo. Con l’avvocato Luciano Randazzo abbiamo presentato a giugno scorso una denuncia per crimini di guerra, un fatto storico sino ad ora, nei confronti della Francia. Responsabile diretta di tutto quello che è avvenuto. Dalla Sicilia sino alla Toscana”.

Intenso l’intervento dell’avvocato Luciano Randazzo che assiste l’associazione. Il Legale ha ricordato le origini ciociare essendo nato a Fiuggi. “Mi onoro di far parte di questa associazione e un plauso ad Emiliano per il libro che ha scritto in ricordo delle vittime. Questa tragedia mi tocca nell’animo avendo origini ciociare. Vedere tanti ragazzi oggi mi commuove. Voi siete le nuove generazione e avete il diritto di sapere cosa sono state queste violenze immani che hanno toccato queste terre splendidi e che le hanno fatte diventare un teatro di morte. Per la prima volta noi abbiamo denunciato una nazione, la Francia, per crimini di guerra. Ringraziamo il lavoro che la Procura Militare di Roma sta portando avanti. A breve ci saranno sviluppi sulla vicenda. Verranno ascoltate le vittime, purtroppo poche vista l’età anagrafica. Vogliamo dare verità all’accaduto. Perché ne hanno diritto le vittime e i loro parenti. Andremo avanti in questa battaglia, che deve protagonisti al nostro fianco le tante persone che hanno a cuore questa tragedia”.

sdr

Il ricercatore Massimo Lucioli, autore insieme all’amico Davide Sabatini de “La Ciociara e le altre” ha ricordato le sue ricerche. “Posso dire che sono un pioniere di queste ricerche insieme all’amico Davide Sabatini. Sin dal 1994 le Marocchinate hanno occupato la mia attenzione scrivendo più di un libro sul tema. Ne “La Ciociara e le altre” mi preme ricordare il prof. Bruno D’Epiro, scomparso anni fa, che ci ha incoraggiato nella ricerca e fornito molte informazioni utili avendoci concesso di consultare il suo archivio. Le Marocchinate hanno avuto l’apice più alto in Ciociaria, ma queste violenze sono iniziate dalla Sicilia. Molte le zone siciliane martoriate da parte del Corpo di spedizione francese. Altri teatri di violenze la Campania, il Molise sino alla Toscana. Anche presso i vari archivi siamo venuti a conoscenza delle violenze marocchine. Molte di queste sono riconducibili anche a francesi bianchi come risulta da molte fonti ufficiali”.

L’avvocato Mauro Sabetta nel suo intervento ha ricordato il suo lavoro di assistenza legale a moltissime persone vittime di violenza. Ha ricordato le tante domande di risarcimento fatte ed inoltrate al ministero del Tesoro, ma solamente una domanda di pensione è stata accettata. Le altre sono rimaste nel dimenticatoio. Il legale ha ricordato che la Francia ha elargito più che altro risarcimenti morali per la vicenda intorno agli anni ‘50, durati circa due anni e poi nulla più. Come dire: abbiamo già dato. Ancora oggi, per la gran parte dei francesi le violenze dei marocchini del C.E.F. non ebbero luogo o furono pochissime. Per transalpini sarebbero frutto di una fantasia.

Dopo gli interventi molte le domande degli studenti sulla vicenda. Un bel confronto che ha portato i suoi frutti e che l’Associazione a breve riproporrà in altri istituti scolastici. Perché una generazione che ignora il passato non ha futuro”.