Giorno: 8 Gennaio 2019

8 Gennaio 2019 0

Tragedia di Natale a Velletri, il figlio della vittima dell’esplosione: “Aiutateci a trovare il gatto e a ricostruire casa”

Di admin
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VELLETRI – “Aiutateci a ritrovare il gatto di mio padre e a ricostruire la casa”. Il gatto in questione si chiama Miro ed è un micione bianco e arancione a cui era particolarmente affezionato Piero Papacci, il 55enne rimasto gravemente ustionato nell’esplosione della sua abitazione in via Selvanova a Velletri la vigilia di Natale, e morto alcuni giorni fa dopo una lunga agonia; la casa è quella andata distrutta ed in cui abitavano, oltre alla vittima, anche la madre 85enne, la zia 75enne, il fratello disabile di 43 anni. A lanciare l’appello su facebook è stato Damiano, il figlio di Piero Papacci.

“Miro ha meno di un anno e prima dell’esplosione del 24 dicembre, lo hanno visto che giocava in giardino. La speranza è che sia sopravvissuto scappando e che vaghi per le campagne di Velletri. Ritrovarlo, significherebbe ritrovare qualcosa in vita di mio padre. Chi lo trovi mi contatti al numero 328 630 3178)”.

Ma non solo. Le due anziane donne e il fratello disabile di Piero, hanno bisogno di quella casa distrutta ma le risorse economiche non permettono la ricostruzione. “Mia nonna, mia zia e mio zio, sono legati alla terra e alle attività agricole. Un sistemazione diversa ucciderebbe anche loro. Per ricostruire la casa ho lanciato una raccolta fondi su facebook (https://www.facebook.com/donate/1220851858069059/10211929211979836/) che in poco tempo ha permesso di raccogliere poco meno di 5mila euro”. L’obiettivo è però lontano dato che servirebbero almeno 100mila euro. In attesa di una generosa donazione, quindi, speriamo che almeno Miro torni a farsi vivo.

Ermanno Amedei

8 Gennaio 2019 0

Cassino, marito in carcere e moglie con figlio porta avanti azienda dello spaccio. Tre arresti

Di admin

CASSINO – Il marito era in galera e l’attività di spaccio veniva portata avanti dalla moglie, dal figlio e da un complice dei due. E’ l’ipotesi investigativa formulata dagli agenti del commissariato di Cassino che, questa mattina, hanno eseguito tre ordinanze di custodia cautelare. In manette sono finiti una 48enne (ai domiciliari) il figlio 25enne ed un complice 53enne.

Nel corso dell’esecuzione sono stati sequestrati al 25enne 52 grammi di hashish, 10 grammi di cocaina, 3 grammi di eroina e 600 euro; veniva pertanto arrestato in flagranza per detenzione di stupefacente ai fini di spaccio.

L’attività di indagine condotta dagli investigatori diretti dal vice questore Raffaele Mascia, coordinati dal Sostituto Procuratore dott.ssa Arianna Armanini, ha fatto emergere una organizzazione finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti, nella quale la donna aveva un ruolo di vertice, assunto dopo l’arresto del marito.

In particolare la donna provvedeva al rifornimento di diverse tipologie di sostanze stupefacente (eroina, cocaina, hashish) rifornendo successivamente gli altri due complici per la vendita ai consumatori.

E’ stata inoltre accertata una diversificazione della distribuzione; al 53enne era affidato lo spaccio di eroina e cocaina, mentre il 25enne si occupava prevalentemente di hashish.

Nel periodo attivo di indagine sono stati sequestrati diversi quantitativi di sostanza stupefacente.

Le risultanze investigative hanno consentito di acquisire inequivocabili elementi probatori a carico dei tre soggetti, abitanti nello stesso stabile, caratterizzati da una elevata capacità criminale, ampia disponibilità di sostanze stupefacenti, instancabile attivismo e scaltrezza per non essere scoperti dagli organi di polizia. Il luogo ove abitano i soggetti coinvolti è caratterizzato da spaccio di sostanze stupefacenti, noto ai consumatori che vi si recano per l’acquisto. La piazza di spaccio è costantemente monitorata dagli investigatori della Polizia di Stato e non si escludono successivi sviluppi.

8 Gennaio 2019 0

Rapina la titolare di una cartolibreria a Vico, arrestato 52enne di Alatri

Di admin

VICO NEL LAZIO – Avrebbe rapinato la titolare di una cartolibreria a Guarcino e, per questo, i carabinieri di Vico nel Lazio, a seguito di indagini, hanno arrestato per rapina aggravata, G. D. S. 52 anni di Alatri. A firmare l’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari è stato il Gip del tribunale di Frosinone convinto dall’esito delle indagini svolte dal maggiore Gabriele Argirò sotto la supervisione del colonnello Fabio Cagnazzo. L’uomo è ritenuto responsabile della rapina perpetrata il 9 dicembre 2018 a Vico nel Lazio nei confronti di una 46enne residente a Guarcino titolare della cartolibreria ubicata in Vico nel Lazio contrada Pitocco. L’uomo, espletate le formalità di rito, è stato tradotto presso la propria abitazione in regime di arresti domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico.

Ermanno Amedei

8 Gennaio 2019 0

Volley Serie C :Prima vittoria del 2019 per le ragazze della Intent Sport

Di redazionecassino1

Sabato 5 dicembre le atlete hanno infatti disputato a Zagarolo il loro primo match del 2019, aggiudicandosi nuovamente la vittoria, con un 3-0 contro la Polisportiva Casal De’ Pazzi ASD.

“Il rientro dalla pausa natalizia è stato molto positivo – afferma l’allenatore della Intent Volley, Dario De Notarpietro – ma ad avvantaggiarci è stata anche la fortuna e la scelta dell’avversario, attualmente penultimo in classifica”.

Attualmente la Intent Volley rimane così 5° in classifica nella Serie C femminile, ma la vittoria appena strappata le permette di affacciarsi alla 4° posizione.

Ad attendere le ragazze di Zagarolo nei prossimi match saranno ora le ultime due squadre del girone di andata: la Volleysport ASD e la Fenice.

La Volley Sport è attualmente a un punto di distanza dalla Intent ed è la squadra che si contende con più probabilità l’accesso ai playoff, anticipando un incontro agguerrito fra le due.

Appuntamento dunque a sabato 12 gennaio con la prima trasferta dell’anno, in cui la Intent si scontrerà contro Volleysport presso il Pallone Maurizio Brasili, dalle ore 18.30.

 

 

8 Gennaio 2019 0

Il nuovo progetto del CUT nell’Ateneo cassinate: “dis-ABILITÀ, il teatro rende uguali”

Di redazionecassino1

CASSINO – Centro Universitario Teatrale di Cassino inaugura il nuovo anno con un evento dedicato all’integrazione sociale, alla diffusione della cultura dell’inclusione e della solidarietà. “dis-ABILITÀ: il teatro rende uguali” è un’iniziativa di impegno civile e sociale sul tema della diversità e del rispetto dell’altro proposto in collaborazione con il CUDARI, il Centro Universitario Diversamente Abili Ricerca Innovazione dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale. È stato realizzato con il contributo della Regione Lazio e con il patrocinio dell’UNICAS, del Comune di Cassino, della Provincia di Frosinone, del CRUL (Comitato Regionale di Coordinamento delle Università del Lazio) e della UILT (Unione Italiana Libero Teatro).

Giovedì 10 gennaio alle ore 11,00 presso l’Aula Magna dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale, avrà luogo la manifestazione che vedrà alternarsi momenti dedicati alle arti sceniche e cinematografiche e momenti di dibattito e confronto, moderati dalla vicedirettrice del quotidiano L’Inchiesta Rita Cacciami. Si parlerà del laboratorio multidisciplinare integrato che il Cut sta portando avanti da novembre rivolto a bambini, studenti e diversamente abili. Andrà quindi in scena lo spettacolo dal vivo “Guarda chi viene a cena” una commedia breve leggera e divertente ideata da tutti i partecipanti al laboratorio, adattata in forma drammatica proprio da uno di loro, Pietro Iozzia, e prodotta in questi due mesi di intensa attività didattica. Un ampio spazio sarà dedicato al racconto delle strategie creative in grado di favorire il benessere e l’inclusione dei diversamente abili con la prof.ssa Rosella Tomassoni, presidente del Cudari, e la dott.ssa Eugenia Treglia. Così come si parlerà nello specifico della didattica dell’inclusione attraverso non solo la rappresentazione teatrale ma anche attraverso la pedagogia, con i dottori Nicola Santangelo, Monica Alina Lungu, Marialaura  Gargano. Interverranno anche Sara Manfuso, presidente dell’associazione per lo sviluppo sociale “#iocosì” di Roma, Roberta De Feo, presidente di “TUtela i tuoi diritti” ODV (Gestione potenziamento Centro Antiviolenza del Comune di Cassino), e Giorgio Mennoia, direttore artistico del Cut. Verranno infine proiettati i cortometraggi che hanno invece per protagonisti i giovanissimi attori delle scuole medie ed elementari alle prime armi con la macchina da presa: “Chi la fa l’aspetti” incentrato sul tema del bullismo e “Brillantina” sul tema della socializzazione tra bambini.

Quello di giovedì è solo il primo di una serie di appuntamenti previsti nel mese di gennaio, questo progetto punta infatti a stabilire un vero e continuo dialogo con la comunità sul tema dell’integrazione sociale, attraverso il percorso didattico-formativo e le attività teatrali. Un dialogo che si attiva e cresce grazie anche alla rete di relazione con enti e istituzioni del territorio costruita nel tempo. Sono coinvolti ad esempio la Scuola Media “Conte”, l’Istituto Magistrale “Varrone” e il Piccolo Teatro San Pio di Roma che ospiteranno le prossime tre repliche in programma. Il lavoro di cooperazione continua da anni anche con le strutture residenziali terapeutiche-riabilitative “Le Palme e gli Oleandri” e la Cooperativa sociale “Arca” che gestisce il centro socio-educativo “Arcobaleno”, e saranno presenti giovedì mattina con i loro ospiti e gli operatori. Senza dimenticare il rapporto costante con l’amministrazione del Comune di Cassino e con l’UNICAS, presenti entrambi alla manifestazione del 10 gennaio con il sindaco D’Alessandro, gli assessori Iannone e Leone, e il Rettore Betta.

Da sempre legato alla logica della sensibilizzazione e dell’aggregazione attraverso le arti figurative, il Centro Universitario Teatrale di Cassino ha realizzato tante attività socio-educative nel tempo. Molto importati sono state le collaborazioni con le Case circondariali di Cassino e Frosinone, con il carcere di Regina Coeli di Roma, con enti e comunità di recupero, con la Asl di Frosinone (nelle strutture di Cassino e Anagni), con la Camera di Commercio di Frosinone, con la Fondazione Exodus di Cassino, con il Consorzio dei Comuni del Cassinate e con numerose scuole di ogni ordine e grado. «L’obiettivo che abbiamo oggi con questo nuovo progetto – spiega Giorgio Mennoia – è di riuscire a creare un’integrazione reale e profonda attraverso percorsi di danza, musica, recitazione e cinema, senza inquadrare problemi di disabilità in un quadro puramente assistenziale: puntiamo a favorire il benessere psico-fisico e sociale dei partecipanti, ad accrescere la capacità di instaurare relazioni interpersonali, a favorire la riflessione sui temi della differenza e della positività in essa contenuti, a facilitare l’inclusione sociale attraverso la cultura e la comunicazione teatrale».

8 Gennaio 2019 0

Bambini maltrattati nell’asilo, tre maestre ed una collaboratrice arrestate ai Castelli Romani

Di admin

VELLETRI – La Procura della Repubblica di Velletri ha fatto eseguire questa mattina un’ordinanza di custodia cautelare con sottoposizione agli arresti domiciliari, di tre insegnanti ed una collaboratrice scolastica, tutte di età compresa tra i 55 ed i 65 anni, ritenute responsabili di maltrattamenti di minori all’interno di un asilo dell’area dei Castelli Romani, in provincia di Roma.

Gli accertamenti eseguiti dai Carabinieri, mediante intercettazioni ambientali e riprese video delegate dall’Autorità Giudiziaria, hanno permesso di constatare diversi episodi di violenza che le quattro arrestate compivano, quotidianamente, nei confronti di diversi bambini. Episodi quali strattonamenti, colpi alla testa ed espressioni verbali spregiative che causavano, nei piccoli, sofferenze, umiliazioni e continui disagi, incompatibili con le normali condizioni di svolgimento dell’attività scolastica.

Nel provvedimento giudiziario notificato questa mattina dai Carabinieri della Compagnia di Velletri, il Giudice per le Indagini Preliminari, concordando con le richieste del Pubblico Ministero, descrive un grave quadro indiziario nei confronti delle quattro donne, ritenute responsabili di condotte di “sopraffazione sistematica” perpetrate nella loro attività lavorativa in danno di minori di età compresa tra i 3 ed i 5 anni.