Autore: redazionecassino1

4 Giugno 2010 0

Cassino Doc si aggiudica la Golden Cup, che chiude i campionati CSI 2009-2010

Di redazionecassino1
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Ancora una finale nella suggestiva cornice dello stadio “ G. Salveti” di Cassino che,   sabato,  ha ospitato un altro importante appuntamento del CSI Cassino: la finale di Golden Cup 2010  fra Cassino Doc e Calcio Piedimonte.  Fischio di inizio alle ore 16, del direttore di gara Sergio Paoli,   coadiuvato dagli assistenti Pio Fiorillo e Antonio Corso. Cassino Doc (nella foto durante i festeggiamenti a fine gara) ha raggiunto la finale eliminando Veronique Pub Cafè,  Selvacava e la quotatissima Galluccio; mentre il team di Piedimonte ha lasciato sul campo Arca di Noè, Basilico Cafè e Arce. La partita non regala grandi emozioni a testimonianza che entrambe le squadre sentono molto la gara, ma alla metà del primo tempo arriva, dopo un’azione di gioco da manuale, il primo gol dell’incontro realizzato da Walter Vallore del Cassino DOC. Nella  ripresa, la musica non cambia. Il Calcio Piedimonte spinge sull’acceleratore e colpisce una traversa, ma a decidere le sorti della partita è un rigore concesso negli ultimi minuti della partita dall’arbitro Paoli al Cassino DOC per fallo da ultimo uomo, con conseguente espulsione, del portiere del Calcio Piedimonte Antonio Senatore. Dal dischetto Antonio Ficaccio con la freddezza necessaria trasforma il penalty. E’ il 2 a 0 per la squadra cassinate, che mette al sicuro il risultato e si aggiudica  l’importante trofeo. Grande soddisfazione per il Cassino DOC e per il suo presidente Rodolfo Losani che nonostante gli sforzi non era riuscito a chiudere il campionato oltre il sesto posto. Rammarico nel Calcio Piedimonte che avrebbe sperato in un successo. Non mancano le congratulazioni del  presidente territoriale CSI, Mario Scuro, che si congratula con le formazioni  finaliste e con teuue le altre che hanno partecipato al torneo. A “colorare” la giornata sono figli dei giocatori e dei dirigenti delle società, che corrono per il campo e cercano di contendersi la coppa. Un momento di allegria che dimostra come il calcio possa essere davvero un’occasione di festa e divertimento. Con l’assegnazione della Golden Cup chiude definitivamente i battenti l’anno sportivo 2009-2010 CSI, restano solo da assegnare i titoli nei tornei ancora in corso.

4 Giugno 2010 0

Truffatori di anziani in azione; il sistema è quello “dell’assegno al figlio”

Di redazionecassino1

Anziani attenti alle truffe, è quello che bisogna raccomandare in questi giorni alle tante persone anziane di Cassino. Sembra, infatti,  che siano in azione alcuni individui che tentano di raggirarli adescandoli per strada. I truffatori preparano il colpo, studiando bene le persone da colpire. La tecnica è quella tipica e più volte denunciata da alcune trasmissioni televisive. Scelto l’obiettivo i truffatori lo avvicinano con fasi del tipo. “Salve, si ricorda sono un amico di suo figlio… ci siamo visti in quel ristorante…” ( oppure citano qualsiasi altro posto dove il malcapitato sia stato di recente…) e poi mettono in atto il meccanismo della consegna di denaro, solitamente con la tecnica dell’assegno, ad un presunto parente dell’ignara vittima. E’ quanto capitato ad una signora settantasettenne di Cassino, qualche giorno fa, quando percorrendo con le buste della spesa una via centrale della città è stata avvicinata da un distinto signore che ha cercato di mettere in atto il piano truffaldino. Racconta la signora, infatti, che il tizio, di bella presenza, molto educato e ben vestito, l’ha avvicinata dicendo di essere un amico del figlio, di averla incontrata in un posto, dove la signora effettivamente era stata qualche giorno prima, e di dover dare al figlio, una cospicua somma di denaro, sembra  quattromila euro. L’individuo ha anche effettuato una telefonata dal proprio cellulare, sicuramente ad un complice, che si è qualificato come figlio dell’anziana rassicurandola sull’autenticità della richiesta del denaro. Qui è scattato il meccanismo truffaldino, perché l’individuo prospettando all’anziana signora di avere solo un assegno di cinquemila euro che le avrebbe consegnato dopo aver ricevuto il resto di mille euro sul totale da versare al presunto figlio della vittima. La donna insospettita dalle insistenti richieste di recarsi a casa per prelevare il resto della somma mancante, ha scoraggiato il malvivente dicendo di non possedere una somma così elevata, neppure a casa. Vista la reazione il truffatore si è allontanato con una scusa e la truffa non è riuscita. Per fortuna questa volta, il raggiro non è riuscito per la prontezza della donna, ma non è escluso che altri anziani ‘in buona fede’ possano cadere nel tranello.

F. Pensabene

3 Giugno 2010 0

“L’edilizia popolare tra sviluppo e solidarietà” idee e proposte a confronto alla sala Restagno

Di redazionecassino1

La crescente crisi del ‘mattone’, l’aumento degli affitti e la carenza di alloggi, soprattutto di edilizia residenziale pubblica, temi che da sempre preoccupano gli italiani. Cassino, sotto questo aspetto ha dati più allarmanti rispetto a quelli  nazionali. La mancanza di alloggi residenziali pubblici, il patrimonio Ater della provincia di Frosinone carente per manutenzione, il fenomeno delle occupazioni abusive, sono temi caldi per Cassino e per tutta la provincia. Su questo si confronteranno, venerdì 4 giugno con inizio alle ore 17.15,  presso la  sala ‘P. Restagno’ del comune,  in un incontro dal titolo “L’edilizia popolare tra sviluppo e solidarietà proposte a confronto” organizzato dal gruppo consiliare del Partito socialista  e dal movimento Cambiare Cassino.  Su questi temi dibatteranno i consiglieri Alessandro Varone, Andrea Vizzaccaro, il presidente  dell’Ater di Frosinone Saverio Coppola ed il direttore generale Giuseppe Tedesco, il sindaco Bruno Scittarelli, l’architetto Giacomo Bianchi e gli onorevoli Luciano Romanzi, capogruppo PSI alla regione Lazio, e  Gianfranco Schietroma.

F. Pensabene

1 Giugno 2010 0

Danilo Salvucci espone i suoi ‘personali orizzonti narrativi’

Di redazionecassino1

Danilo Salvucci esporrà le proprie opere presso la biblioteca comunale “Malatesta” ex Arcobaleno, dal 14 al 23 giugno 2010. Non è la prima mostra di pittura del “medico artista” di Cassino. Già nel giugno 2007 ha esposto le proprie tele ottenendo consenso popolare e critiche favorevoli da esperti locali e non solo. Ma Danilo Salvucci è conosciuto anche fuori dalla nostra città e regione. A Modena nell’aprile 2009 ha esposto i suoi lavori presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’ Università degli Studi di Modena, a Viareggio nel settembre 2009 presso la sala Puccini del Centro Congressi Principe di Piemonte nell’ambito del Festival della Salute, a Cascina-Pisa nell’ottobre 2009. Di lui ha scritto recentemente Rocco Zani: “Ci sono artisti per i quali il pronunciamento pittorico è una sorta di straripamento della scrittura comune, come se questa vestisse accenti inusuali e delineasse il racconto per timbri altri, per ritmi affabulatori o mediati, per fissità disarmanti o per strofe appena delineate. Dinanzi ai dipinti di Danilo Salvucci questa considerazione sembra occupare ogni altro possibile bilancio. Direi proprio che la scrittura originaria  quella che ci accomuna per intendimenti e simboli viva di una sostanza parallela in cui il segno è dettato-rimosso-tessuto da un più intimo indagare. Come se la trascrizione del racconto interrompesse il suo alveo abituale e dalla parola  o dal carattere  prendesse forma una nuova geografia del linguaggio. Gli strumenti inequivocabili di questo  le vocali, le consonanti, i periodi  vivono nella pittura di Salvucci una continua metamorfosi, un’ inesauribile mobilità di segni e contenuti, un disarmante trasformismo che è, comunque, regola organica e discreta di ogni presumibile tessitura narrativa. In breve, quella di Salvucci pittore, è una vera e propria scelta di campo capace di fornire a lui un autonomo modello di rappresentazione in cui lo sguardo retinico pare aprirsi a nuovi precetti, a sconosciute profondità, a immaginifici orientamenti”. Ma non basta, perché Renato Barilli ebbe a definirlo, a proposito dell’opera di Arshile Gorky “Un utilissimo patrimonio linguistico che ben si presta a esser flesso, declinato. Definiti i parametri dell’inedita sintassi, Salvucci si muove all’interno di un coerente refrain narrativo fatto di personali orizzonti ovvero di un percorso stratificato che si snoda lungo le tracce di una meticolosa e determinata osservazione: del tempo presente, naturalmente, comunque inteso quale intonazione di trascorse stesure. Ecco allora che ogni immagine colma di sottili segmenti dialettici costruita come stazione di sosta o approdo di una necessario sopralluogo, è in verità una più intima riflessione sullo stato delle cose, sulla fragilità della memoria, sulla indefinibilità di ogni presunta certezza, sul dubbio che ci è familiarmente vicino. Pare evidente che i dipinti di Danilo Salvucci custodiscano entrambe le prerogative, di forma e di contenuto. Ma l’arte  o meglio il suo respiro quello che Giuseppe Bonaviri ebbe a definire quel curioso Iddio che preme alla porta del cuore e detta immagini, arsure di mente e senso ambiguo dell’esistere viola ogni ben chiaro e attendibile convincimento; mina le fondamenta veritiere del calcolo e si alimenta di umori appena percettibili, di ipotesi devianti, di creature fuoricampo. E’ allora che la pittura di Salvucci sembra liberarsi di orpelli e profili rassicuranti, di vincoli, finanche di faziosità. E non è l’irriverenza o l’ironia  – soltanto essa – ad alterare le regole di un comune (e attendibile) controllo dell’immagine. Non è il gioco  soltanto esso  a ridefinire gli equilibri o le sfide della luce. E’ il desiderio di vedere oltre la cortina, di ascoltare gli spasmi del vento; di affidare alle pezzature del rosso le inedite sembianze del cielo e alle case sbilenche mille lampi di cobalto e biacca; alla terra nuovi fremiti di vermiglio. C’è, in questa pittura di bagliori, una visione metamorfica del reale che se da un lato potrebbe apparire una sorta di bambinesco contenzioso è, in verità, l’ulteriore tentativo di offrire agli altri la propria riflessione. Non è forse questa la straordinaria generosità dell’artista?”. Ancora una volta Danilo Salvucci riuscirà a stupire, con la sua arte, critici, estimatori, ma soprattutto i tanti cittadini che affolleranno la sala mostre della biblioteca ‘P.Malatesta’.

1 Giugno 2010 0

Piano sanitario regionale: Scittarelli: “Meglio tardi che mai”!

Di redazionecassino1

Il sindaco Scittarelli interviene sul piano sanitario regionale.  “Verrebbe da dire: meglio tardi che mai. Ma è comunque un’amara soddisfazione. Sono almeno due anni che vado ripetendo, ai vari livelli istituzionali, nelle riunioni, in consiglio comunale, in sede di Consulta e sulla stampa, che l’eliminazione delle cosiddette PES sistematiche avrebbe non solo consentita la riduzione dei costi ma anche, paradossalmente, l’assunzione del personale medico ed infermieristico necessario. Dopo due anni, finalmente apprendiamo ufficialmente che questa mia valutazione era non solo valida ma efficace. Infatti, oggi sulla stampa il commissario dell’ASL di Frosinone Antonietta Costantini ha dichiarato che la nostra provincia spende ben 8 milioni e 179 mila euro l’anno per pagare il personale ospedaliero che effettua prestazioni straordinarie per garantire i servizi minimi. Ed aggiunge che questa somma si potrebbe eliminare, addirittura risparmiando 1.762.000 euro annui, assumendo 108 medici e 31 tecnici in pianta stabile. In pratica si riuscirebbe a rinforzare adeguatamente quella rete ospedaliera provinciale che oggi è costretta a chiudere reparti e a ridurre i ricoveri proprio a causa della carenza del personale. Senza voler fare polemica, verrebbe da chiedersi: ma ci voleva il cambio del timone alla Regione Lazio per fare queste semplici operazioni aritmetiche? E’ chiaro che per il centrosinistra si doveva fare ricorso alle PES perché questo avrebbe mantenuto la sanità pubblica a livelli inaccettabili favorendo sia l’offerta sanitaria privata che i beneficiari delle molto laute PES! Ora speriamo nell’intervento risolutivo del presidente della regione Renata Polverini, commissario straordinario regionale per la Sanità, che invito ad indire prima possibile i concorsi per il potenziamento degli organici dei nostri ospedale. Non è più tollerabile che il santa Scolastica di Casisno, ad esempio, abbia una struttura all’avanguardia con personale insufficiente a garantire anche i servizi minimi.  La Polverini sembra sia partita con il piede giusto perchè finalmente si sta entrando concretamente nel merito della riorganizzazione della rete. E’ naturale che per avere una sanità pubblica efficiente ed adeguata alle aspettative dei cittadini non basta la giusta impostazione politica e la necessaria dotazione tecnica, ma anche la collaborazione convinta e motivata del personale ospedaliero.”

1 Giugno 2010 0

Campo Miranda: la segnaletica orizzontale, chi l’ha vista…?

Di redazionecassino1

Dov’è finita la segnaletica orizzontale nel parcheggio di campo Miranda? Questo è l’interrogativo che in molti si pongono quando utilizzano uno dei pochi parcheggi ‘liberi’ da strisce blu, quelli, per intenderci, dove gli automobilisti non sono costretti a pagare il ticket. Sono ormai alcuni anni che quel parcheggio è stato realizzato, ma la segnaletica orizzontale è praticamente sparita. Conseguenza? Si parcheggia in modo casuale e, molto spesso ‘imbottigliando’  le auto anche in tre file. E’, quindi, frequente che i tanti pendolari che utilizzano il parcheggio di campo Miranda, per lasciare la propria vettura e recarsi a prendere il treno,  si ritrovino al loro rientro, l’auto ‘bloccata’ da altre parcheggiate fuori dalle strisce e siano costretti a farle rimuovere, con ulteriori costi. Ma c’è di più. Persino i posti riservati ai disabili, sei verso piazza Nicholas Green e sei verso via Verdi, sono spariti e, con l’occasione, vengono occupati dai soliti  ‘furbi’ privi di contrassegno senza incorrere nelle sanzioni previste, proprio perché “non è visibile la segnaletica orizzontale”. Forse, dopo tutti questi anni, una rinfrescata di vernice a quella segnaletica orizzontale sarebbe ora di darla…!

F. Pensabene

29 Maggio 2010 1

Manovra correttiva ed invalidi: cosa cambierà con il decreto presentato dal Governo

Di redazionecassino1

Molte le preoccupazioni e le polemiche fra i cittadini portatori di handicap e le loro famiglie sulla manovra che il Governo intende varare per disciplinare la materia delle invalidità. Un’attenta analisi sull’articolo 10 del decreto, riportata da un quotidiano nazionale, è  quella di Carlo Giacobini, responsabile del Centro per la Documentazione Legislativa dell’Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare. “Non esiste ancora il testo definitivo – precisa Giacobini – del Decreto legge («Misure urgenti finalizzate alla stabilizzazione finanziaria e alla competitività economica») approvato dal Consiglio dei Ministri il 25 maggio scorso e presentato in conferenza stampa dal Ministro dell’economia. La Manovra approvata dal Consiglio dei Ministri ha ancora parecchia strada da percorrere prima di diventare una norma definitiva.  Oltre alle modificazioni del decreto legge in sede di conversione definitiva del Parlamento, sono prevedibili ulteriori emendamenti da parte dello stesso Governo al suo stesso decreto. Dai testi non ufficiali – continua Carlo Giacobini – sembrano rientrate, per ora, le intenzioni espresse dal Ministero dell’economia che prevedevano l’introduzione di un limite reddituale massimo ai fini della concessione dell’indennità di accompagnamento. Ma quali sono le novità che riguarderebbero gli invalidi civili, se il testo divenisse definitivamente legge? La risposta la troviamo nell’articolo 10 (del testo non ufficiale) è quello che tratta di ‘Riduzione della spesa in materia di invalidità’.” Giacobini, esamina punto per punto le proposte del Governo secondo i diversi capitoli inseriti, in tema d’invalidità, nel decreto presentato dall’Esecutivo, analisi che riportiamo integralmente.

ASSEGNO AGLI INVALIDI PARZIALI – L’assegno mensile di assistenza è stato finora riconosciuto agli invalidi civili parziali (dal 74% al 99%) di età compresa fra i 18 e i 65 anni di età. Per ottenere l’assegno sono previste altre due condizioni: essere iscritti alle liste di collocamento e non superare il limite reddituale annuale di 4.408,95. L’importo dell’assegno è di 256,67 euro mensili (importo 2010) per un totale annuo di 3336,71 euro. La Manovra interviene sulla percentuale minima di invalidità richiesta per la concessione dell’assegno elevandola all’85% a partire dal primo giugno 2010, limite che vale solo per le nuove domande. Rimangono fermi gli altri requisiti reddituali e di inoccupazione. Pertanto un invalido all’80%, disoccupato e privo di reddito non potrà più percepire l’assegno. Rimane il dubbio sull’effettivo impatto economico, sui bilanci dello Stato, di questa misura, visto che nel 2009 i percettori di assegno mensili di assistenza erano solo 273.726 persone (fonte: INPS).

LE REVISIONI – Il Decreto legge estende l’istituto della «rettifica per errore» – già previsto per le malattie professionali e le invalidità per lavoro – anche per le prestazioni di invalidità civile, cecità civile, sordità civile, handicap, disabilità e alle prestazioni di invalidità a carattere previdenziale (cioè le pensioni di invalidità concessa in costanza di attività lavorativa). Questo significa che l’Inps potrà rettificare, in qualunque momento, le prestazioni erogate, in caso di errore commesso in sede di attribuzione, concessione o erogazione. L’Inps può procedere alla revisione entro 10 anni, decorrenti dalla data dell’originario provvedimento errato. I termini rimangono illimitati in caso di dolo o colpa grave dell’interessato, accertati giudizialmente. Questa disposizione consente un’ancora maggiore copertura normativa ai controlli, ma pone anche un dubbio giuridico di non poco conto rispetto all’efficacia della Legge 80/2006 che ha previsto che i soggetti portatori di menomazioni o patologie stabilizzate o ingravescenti, inclusi i soggetti affetti da sindrome da talidomide, che abbiano dato luogo al riconoscimento dell’indennità di accompagnamento o di comunicazione, siano esonerati da ogni visita medica finalizzata all’accertamento della permanenza della minorazione civile o dell’handicap.

I MEDICI ACCERTATORI – Il decreto rafforza quanto già previsto in materia di falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici ed estende alcune norme già vigenti in materia di false attestazioni o certificazioni. Le nuove disposizioni riguardano i medici che intenzionalmente attestano falsamente uno stato di malattia o di handicap da cui cui consegua il pagamento di trattamenti economici di invalidità civile, cecità civile, sordità civile, handicap e disabilità. Se quei trattamenti economici vengono revocati per «accertata insussistenza dei prescritti requisiti sanitari», il medico può essere punito con la reclusione da uno a cinque anni e con la multa da euro 400 ad euro 1.600. È inoltre obbligato a risarcire il danno patrimoniale, pari al compenso corrisposto a titolo di trattamenti economici di invalidità civile, cecità civile, sordità civile, handicap e disabilità , nonché il danno all’immagine subiti dall’amministrazione. Infine, gli organi competenti alla revoca (Commissioni di verifica) sono tenuti ad inviare copia del provvedimento alla Corte dei conti per eventuali azioni di responsabilità. Quindi, in ogni caso, i medici vengono «segnalati» alla Corte dei conti. La sentenza definitiva di condanna o di applicazione della pena per il delitto (si tratta di «penale») comporta, per il medico, la radiazione dall’albo e se dipendente di una struttura sanitaria pubblica o se convenzionato con il servizio sanitario nazionale, il licenziamento per giusta causa o la decadenza dalla convenzione.

FALSI INVALIDI – 500 mila verifiche totali entro la fine del 2012: 100 mila nel 2010, 200 mila per il 2011 e 2012. Le effettuerà l’INPS che già ha gestito il piano straordinario nel 2009 con 200 mila controlli sulle singole posizioni degli invalidi civili. Quindi, fra il 2009 e il 2012 saranno state controllate 700 mila persone. L’operazione di controllo straordinario, si aggiunge alle routinarie attività di verifica che l’Inps dal 2004 effettua su tutti i verbali emessi dalle Aziende Usl.

ALUNNI CON HANDICAP – La Manovra entra anche nel merito delle certificazioni di «alunno con handicap» con tre evidenti convinzioni di fondo non del tutto infondate: che le attuali certificazioni siano poco precise rispetto all’indicazione della gravità e della natura delle patologie; che le successive indicazioni di necessità di sostegno educativo in realtà mascherino la necessità di assistenza alla persona che spetta agli enti locali e non all’amministrazione scolastica. Il decreto legge pertanto fissa con chiarezza l’obbligo per le Commissioni ASL di indicare nei verbali se la patologia è stabilizzata o progressiva e di specificare l’eventuale carattere di gravità dell’handicap. L’accertamento deve tener conto delle classificazioni internazionali dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Se questo riferimento generico alluda all’ICD (Classificazione internazionale delle malattie) o all’ICF (Classificazione internazionale del funzionamento, della salute e della disabilità) o a entrambi, lo si comprenderà in seguito. Nello stesso comma è precisato che la Commissione che accerta la sussistenza della condizione di handicap è responsabile di ogni eventuale danno erariale derivante da valutazioni scorrette. Novità anche per il PEI, redatto successivamente alla certificazione di alunno con handicap. Il PEI – Piano Educativo Individualizzato – è uno strumento di programmazione della vita scolastica degli alunni con disabilità: evidenzia le necessità di integrazione, le risorse necessarie e impone delle responsabilità. Prevede sia interventi di carattere scolastico che altre misure finalizzate alla socializzazione e alla riabilitazione dell’alunno. Il PEI viene redatto ogni anno dagli operatori che seguono l’alunno e può essere modificato in caso di nuove o diverse esigenze. Il decreto precisa che nel PEI deve essere «compresa l’indicazione del numero delle ore di sostegno, che devono essere esclusivamente finalizzate all’educazione e all’istruzione, restando a carico degli altri soggetti istituzionali la fornitura delle altre risorse professionali e materiali necessarie per l’integrazione e l’assistenza dell’alunno disabile richieste dal piano educativo individualizzato».

Carlo Giacobini

Responsabile Centro per la documentazione legislativa

Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare

28 Maggio 2010 0

Per Tremonti sono i disabili a «bloccare la competitività»: complimenti Ministro!

Di redazionecassino1

«Due milioni e settecentomila invalidi in Italia pongono la questione se un Paese così può essere competitivo»: sono parole pronunciate dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti, nel presentare la Manovra Finanziaria Correttiva, contenenti uno stigma tanto grave da caratterizzarsi come uno dei più rilevanti danni recenti per le persone con disabilità. L’invalido, infatti, sarebbe un “parassita” che blocca la competitività e tale affermazione “razzista” non può che moltiplicarsi presso l’opinione pubblica, enfatizzata da certi organi d’informazione. La realtà è che questa Manovra “mette le mani nelle tasche degli italiani” e pur trovando assai poco in quelle delle persone con disabilità, quel poco intende riprenderselo con decisione inversamente proporzionale alla prudenza usata nei confronti degli evasori fiscali. E il modo scelto per farlo è il più subdolo, passando cioè il “fiammifero acceso” alle Regioni e decretando sostanzialmente la fine delle già timide politiche regionali sulla non autosufficienza, la domiciliarità e il contenimento del disagio sociale. Vediamo il perché, anche analizzando passo dopo passo varie dichiarazioni del ministro Tremonti Su una cosa ha ragione il ministro dell’Economia Giulio Tremonti: migliaia di famiglie italiane hanno vissuto “al di sopra delle loro possibilità”. Sono quelle che si sono dovute fare carico, pressoché integralmente, di familiari con grave disabilità. Ne hanno dovuto affrontare i costi assistenziali, rinunciare alla carriera lavorativa, dedicare tutto il proprio tempo per colmare le lacune di un sistema assistenziale che è una sorta di “colabrodo”. Sono famiglie che si sono progressivamente impoverite. Questo ci si augurava si considerasse nell’elaborare le misure per contrastare una crisi che già colpirà soprattutto i più deboli. E invece, non una parola in loro favore, nella conferenza stampa di presentazione della nuova Manovra Finanziaria, da parte del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e del ministro Tremonti. Anzi, le parole di quest’ultimo sono illuminanti e pericolose, forse ancora più dannose delle stesse politiche che si vogliono adottare nella Manovra “fantasma” (nessuno ne ha ancora visto il testo). «Questo è un Paese che ha 2 milioni e 7 di invalidi – ha osservato il Ministro – e 2.7 milioni di invalidi pone la questione se un Paese così può essere ancora competitivo». Ebbene, il grave stigma che la frase esprime rappresenta uno dei più rilevanti danni alle persone con disabilità. L’invalido sarebbe un “parassita” che blocca la competitività. L'”untore” che causa i danni al Paese con le spese che comporta. Un’affermazione “razzista” che non può che moltiplicarsi, enfatizzata da certa stampa, presso l’opinione pubblica. La persona con disabilità, dunque, già esclusa dal contesto in cui vive, è anche additata come la “causa delle disgrazie della collettività”. Come l’ebreo nella Germania degli anni Trenta. Invitiamo in questo senso il ministro Tremonti a ripetere la tesi della competitività condizionata negativamente dalla disabilità al suo omologo tedesco, il ministro federale delle Finanze Wolfgang Schäuble, in carrozzina dal 1990 (nella foto). Certo, non ci aspettavamo sensibilità dal ministro di un Governo che ha sforbiciato del 40% il Fondo per le Politiche Sociali, che ha abrogato il Fondo per le Non Autosufficienze, che taglierà le gambe alle politiche sociali (oltre che educative, ambientali, sanitarie) regionali, che non ha dimostrato attenzione, al di là degli spot, per le fasce più deboli della popolazione. E tuttavia – pur non potendolo pretendere – ci aspettavamo che Tremonti conservasse la lucidità dell’economista. Dovrebbe sapere, il Ministro, quale sia l’indotto dell’invalidità civile. In termini più immediati, quanta gente sopra agli invalidi “ci campi”. Medici, operatori, aziende di ausili e non, una milionata di badanti, patronati sindacali, servizi di trasporto. Senza contare il giro d’affari attorno al contenzioso relativo al mancato riconoscimento dell’invalidità: 400.000 cause giacenti. Medici legali, consulenti di parte o di ufficio, patronati sindacali, avvocati, per un giro d’affari di oltre due miliardi di euro. Se questo non genera competitività – un valore assoluto per la schiera degli economisti di cui Tremonti fa parte – sicuramente genera qualcosa di molto simile.Questa Manovra “mette le mani nelle tasche degli italiani”. Nelle tasche delle persone con disabilità trovano ben poco, ma quel poco – questo Governo – intende riprenderselo. E tanto sono timide e prudenti le misure contro i ladri evasori fiscali, quanto sono decise e indiscutibili quelle contro gli invalidi. Nel modo più subdolo: passando il “fiammifero acceso” alle Regioni, chiudendo rubinetti la cui portata era già largamente limitata. In forza di legge e con la brutalità dei tagli, si decreta sostanzialmente la fine delle politiche regionali – quelle poche e timide – per la non autosufficienza, per la domiciliarità, per il contenimento del disagio sociale. «Una stagione – commenta amaro Pietro Barbieri, presidente della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) – finita prima ancora di nascere: sono queste le politiche per la famiglia che ci attendono negli anni a venire». (Ufficio Stampa FISH)

28 Maggio 2010 0

Arrestati per traffico e spaccio di droga due extracomunitari

Di redazionecassino1

Una telefonata anonima, fa scattare il controllo in un’abitazione a Casal di Principe ed il blitz della Guardia di Finanza di Aversa. L’anonimo interlocutore segnalava uno strano andirivieni da un alloggio ricavato nel seminterrato di una palazzina in costruzione: “Non ne possiamo più! Sembra di essere alle Vele di Secondigliano! Mattina, pomeriggio, sera! Ragazzi, persone di colore! Intervenite per favore!”, queste le parole che mettevano in allarme i militi delle Fiamme Gialle. Le implorazioni sono state subito raccolte dai Baschi Verdi di Aversa, che per qualche giorno si sono appostati nelle vicinanze del luogo segnalato per verificare la veridicità di quanto asserito dal segnalante. I riscontri si sono rilevati immediatamente positivi e, alle prime ore del mattino, allorquando è iniziata l’attività di spaccio, è scattato il blitz dei finanzieri che, scavalcato il muro di recinzione, hanno fatto irruzione all’interno del seminterrato entrando dalla porta posteriore che risultava aperta. Nell’abitazione sono stati scovati Bandaogo Adamou, cittadino del Burkina Faso, dimorante a Casal di Principe e Beney Taieb, tunisino di 45 anni residente a Terni, che si era recato sino a Casal di Principe per acquistare la droga. E’ stato necessario effettuare un’accurata perquisizione, eseguita anche con l’ausilio delle unità cinofile, per rinvenire all’interno di una fontana a muro posta nel salone dell’appartamento circa 60 grammi di eroina e un bilancino di precisione. Rinvenuto lo stupefacente, il Bandaogo Adamou consegnava spontaneamente altri 100 grammi di eroina e un ovulo contenente circa 15 grammi di cocaina. I militari operanti procedevano, quindi, ad effettuare una perquisizione personale nei confronti del citato cittadino extracomunitario e nelle tasche dei pantaloni venivano rinvenuti 3.100 euro in contanti, provento dell’illecita attività. Tale circostanza, induceva i baschi verdi a sospettare che il Beney Taieb, che si trovava nell’abitazione all’atto dell’intervento, avesse già acquistato lo stupefacente e lo avesse celato sulla propria persona. La perquisizione personale eseguita nei confronti di quest’ultimo dava esito negativo, ma i finanzieri, insospettiti dalle continue esortazioni del tunisino di essere rilasciato per potersi recare a lavoro, conducevano lo stesso presso il nosocomio di Aversa, dove gli esami radiologici evidenziavano la presenza di un corpo estraneo nelle cavità rettali. L’ovulo, una volta espulso, risultava contenere eroina per un peso di circa 60 grammi. La droga rinvenuta è stata sottoposta a sequestro e i due extracomunitari sono stati tratti in arresto e associati alla casa circondariale di San Tammaro, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

28 Maggio 2010 0

Saranno restaurati gli affreschi della chiesa della Madonna della Libera

Di redazionecassino1

“Saranno salvati i resti degli affreschi sulle pareti della chiesa della Madonna della Libera di Aquino”. E’ quanto affermato dal sindaco di Aquino, Antonino Grincia.  “Il notissimo edificio sacro aquinate, dell’XI secolo, anche se non tutti se ne accorgono, conserva – prosegue il Primo Cittadino – tracce di affreschi in diversi punti delle pareti interne che un tempo probabilmente le ricoprivano in buona parte. L’edificio per secoli è rimasto abbandonato, senza tetto e lasciato nell’incuria e sottoposto alle intemperie oltre che alla foltissima vegetazione infestante. Non solo questo poi, ma nell’ottocento è stato trasformato anche in cimitero e praticamente privato della pavimentazione che doveva essere di tipo cosmatesco. Gli affreschi per tutti questi motivi si sono man mano cancellati, e nessuno più gli ha prestato quell’attenzione che avrebbero meritato”. Ora il sindaco Antonino Grincia ha deciso di intervenire per salvare quello che è rimasto di questi affreschi ed ha richiesto un intervento della Soprintendenza ai beni storici e artistici del Lazio. Nei giorni scorsi il funzionario che si occupa di questi beni nel territorio meridionale del Lazio, ha effettuato un sopralluogo nella chiesa ed ha ritenuto indispensabile salvaguardare queste tracce delle antiche pitture della chiesa della Madonna della Libera. Si è fatto perciò promotore presso la propria Soprintendenza statale di questa opera di salvaguardia chiedendo di inserire tale intervento nel programma di quell’ente. Il Sindaco Grincia ha a sua volta, con richiesta scritta, sollecitato quest’operazione, sottolineando l’importanza di questi beni artistici anche nell’ambito della conoscenza dell’opera pittorica dell’area interessata, eseguita quasi un millennio fa. Si ricorda che la Chiesa della Madonna della Libera ha avuto l’ultimo importante intervento di riqualificazione, in occasione delle celebrazioni del Giubileo dell’anno 2000.