Categoria: Chieti

7 agosto 2018 0

Ventidue pannelli per raccontare “La Grande Guerra”, la mostra al comando carabinieri di Chieti

Di admin
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CHIETI – Un percorso guidato di 22 pannelli illustrativi ricchi d’immagini, raccontano il contributo fornito dall’Arma dei Carabinieri Reali e dal Corpo Reale delle foreste allo sforzo bellico del Paese nel corso della Grande Guerra.

Suddivisi in sezioni tematiche, i pannelli spaziano dall’impegno dell’Arma nei mesi precedenti al conflitto, quando i Carabinieri si trovarono a fronteggiare le manifestazioni di piazza pro e contro l’intervento, al loro impiego come forza combattente di prima linea, dai servizi di intelligence e dai compiti di polizia militare svolti nelle zone di operazione all’impiego sul cosiddetto fronte interno, dalla preziosa attività di approvvigionamento del legname e del carbone, per usi bellici e civili, prestata dai Forestali a supporto delle forze combattenti, all’importante opera di salvaguardia e ricostruzione dei boschi depauperati, in particolare in quelle zone in cui si verificarono feroci scontri e distruzioni.

L’iniziativa, realizzata con il supporto dello Stato Maggiore della Difesa, rientra nel programma ufficiale delle commemorazioni del Centenario della prima Guerra Mondiale a cura della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Struttura di Missione per gli Anniversari di interesse nazionale.

I pannelli, provenienti dal Reparto Comando della Legione Carabinieri “UMBRIA”, resteranno in mostra nella sede del Comando Provinciale dei Carabinieri di Chieti – Via Arniense n.102 – fino al 30 settembre, a disposizione di tutti coloro che avranno il piacere di visitare la mostra, gratuitamente, tutti i giorni dalle 09:00 alle 12:00 e dalle 16:00 alle 19:00.  Successivamente partiranno alla volta di Bari per essere esposti nella sede del locale Comando Provinciale Carabinieri.

14 gennaio 2016 0

Raid punitivi dell’estrema destra e incitazione alla discriminazione e violenza razziale, 13 indagati tra Roma Ferrara e Chieti

Di admin

Questa mattina, nelle province di Roma, Ferrara e Chieti, i Carabinieri del R.O.S. e dell’Arma territoriale hanno eseguito un decreto di perquisizione, emesso dalla Procura della Repubblica di Roma, nei confronti di 13 indagati per associazione finalizzata all’incitamento alla discriminazione e alla violenza per motivi razziali, istigazione alla discriminazione e alla commissione di atti di violenza per motivi razziali, minaccia, lesioni, detenzione di armi da sparo e altri reati.

Il provvedimento scaturisce dall’attività investigativa avviata dal ROS nel novembre 2013, su delega dell’Autorità Giudiziaria, a seguito del verificarsi di alcuni episodi delittuosi commessi, a Roma, ai danni di soggetti bengalesi. Dalle indagini è emersa l’esistenza di un gruppo criminale gravitante nell’ambito dell’estrema destra romana che: – per la risoluzione delle controversie, faceva sistematico ricorso alla violenza e alle aggressioni nei confronti dei militanti di opposta o concorrente fazione politica; – attuava un rigoroso e talvolta violento indottrinamento dei suoi appartenenti, anche minorenni, al fine di assicurare il rispetto delle regole interne al gruppo e consolidarne le gerarchie. Con riferimento a tale aspetto, l’indagine ha documentato, nell’ottobre del 2014, la punizione, con vessazioni e percosse inflitte secondo un particolare rituale, di alcuni militanti resisi responsabili di una violenza sessuale in danno di una ragazza e dell’uso di sostanze stupefacenti; – diffondeva, attraverso il web, messaggi, proclami e iniziative volte ad incitare alla discriminazione e alla violenza per motivi razziali; – eseguiva raid punitivi nei confronti di cittadini bengalesi. In tale ambito, nel maggio 2012, a Roma, due soggetti gravitanti nella medesima area politica, venivano tratti in arresto per rapina in danno di un cittadino bengalese.

23 aprile 2015 0

Scoperti dalla Finanza sei lavoratori impiegati “in nero”, uno anche minorenne

Di redazionecassino1

I Militari della Compagnia Guardia di Finanza di Chieti hanno effettuato una serie di controlli finalizzati a verificare il rispetto della normativa disciplinante i rapporti di lavoro e individuare soggetti economici operanti nel sommerso d’azienda. Durante le attività di controllo sono stati scoperti nr. 6 lavoratori, di cui due extracomunitari, impiegati “in nero” ovvero senza instaurare alcun rapporto di lavoro. I due lavoratori, di etnia egiziana, intenti alla lavorazione della frutta, sono risultati privi del permesso di soggiorno ed i successivi approfondimenti investigativi hanno permesso di appurare la minore età di uno dei due. Dopo le procedure di identificazione, il minore è stato affidato, su disposizione del Tribunale dei minori de L’Aquila, a parenti rintracciati nel Comune di Chieti, mentre l’altro lavoratore è stato segnalato alla Prefettura di Chieti che ha emesso apposito decreto di espulsione Il titolare e i due clandestini sono stati inoltre denunciati a piede libero all’A.G. di Chieti, rispettivamente, per il reato di impiego di lavoratori stranieri privi del permesso di soggiorno e per immigrazione clandestina. Altresì, nei confronti del datore di lavoro, sono state comminate specifiche sanzioni amministrative ed è stata proposta alla Direzione Territoriale del Lavoro di Chieti l’emissione di un provvedimento di sospensione dell’attività commerciale reso immediatamente esecutivo dal predetto Ufficio che ha provveduto alla chiusura dell’unità commerciale. Attività ispettive effettuate nel settore spettacolistico hanno permesso di scovare, nel corso di una manifestazione, nr. 4 artisti “in nero” in quanto l’organizzatore dell’evento non aveva provveduto né a richiedere il certificato di agibilità di cui all’art. 10 del D.Lgs. C.P.S. n. 708/1947, attestante il regolare versamento dei contributi previsti per la specifica categoria di lavoratori, tantomeno a inoltrare le comunicazioni all’ INPS relative all’instaurazione del rapporto di lavoro, ai sensi dell’art. 9 bis comma 2 del D.L. n. 510 del 1996 come modificato dalla Legge 296/2006. Le predette attività operative sono state mirate non soltanto al recupero dei tributi evasi, ma finalizzate anche e soprattutto ad incidere concretamente sull’attuale diffusione dell’illegalità fiscale, finanziaria ed economica e sui negativi effetti che questo produce in danno dell’equità sociale e dei diritti al libero esercizio dell’impresa e al lavoro, oltre che ad incentivare l’adempimento spontaneo degli obblighi fiscali in un più ampio quadro di misure di semplificazione e sostegno al sistema produttivo.

14 marzo 2015 0

Nascondeva droga fra le cialde del caffè, commerciante 32enne in manette

Di redazionecassino1

Bustine di cellophane e vasetti di vetro opportunamente sigillati e contraddistinti, l’uno dall’altro, da etichette recanti la scritta del differente tipo di marijuana contenuto. Due panetti di hashish del peso ciascuno di 100 grammi. Bustine contenenti piccole quantità di cocaina, circa 2 grammi, ed altre vuote ma con residui della stessa sostanza. Un bilancino di precisione e materiale di vario tipo utilizzato per il confezionamento delle dosi di stupefacente. Il sequestro è stato fatto, lo scorso pomeriggio, dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Chieti nell’abitazione di M.M., 32enne commerciante chetino, incensurato, finito ai domiciliari con l’accusa di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Un vero e proprio campionario di droga diviso per tipologia ed essenza, abilmente nascosto in uno scatolone unitamente alle cialde del caffè, verosimilmente per camuffare l’odore acre tipico di queste sostanze. L’uomo, fermato dagli uomini dell’Arma, poco prima, durante un posto di controllo alla circolazione stradale, aveva nel posacenere della sua auto dei residui di “spinello” che non sono passati inosservati ai militari. Il 32enne ha dichiarato ai carabinieri di non detenere altra sostanza stupefacente ma gli uomini dell’Arma lo hanno perquisito ugualmente, recuperando nell’auto una busta di cellophane sigillata in sei parti, ognuna delle quali contenente 0,4 grammi circa di marijuana, singolarmente contrassegnate con indicazioni sui differenti tipi di sostanza contenuta. E’ scattata quindi la successiva perquisizione domiciliare che ha permesso di recuperare il resto della droga per un totale di 200 grammi di hashish, 2 grammi di cocaina e 7 grammi di marijuana. Tratto in arresto, su disposizione dell’A.G. è stato posto ai domicliari.

15 dicembre 2014 0

Sgominata banda di ladri dedita a furti seriali ai danni di esercizi commerciali

Di redazionecassino1

Nel pomeriggio di venerdi 12 dicembre ,le Compagnie CC di Lanciano e Ortona, nel corso di servizi investigativi coordinati dalla Procura della Repubblica di Lanciano in relazione al dilagante fenomeno dei rati contro il patrimonio, hanno tratto in arresto per furto aggravato una donna di 26 anni di Castel Frentano (CH) pregiudicata e due uomini rispettivamente di 24 e 35 anni, entrambi di Lanciano, di cui uno incensurato e l’altro pregiudicato per reati contro il patrimonio. I tre soggetti arrestati sono accusati di aver dato vita ad una vera e propria associazione a delinquere finalizzata a commettere una serie indeterminata di reati contro il patrimonio in territorio abruzzese, dopo aver fissato la loro base logistica e organizzativa nella città di Lanciano. In occasione del loro arresto sono stati fermati sulla SS16, nei pressi della Marina di San Vito Chietino, mentre transitavano a bordo di una Fiat Idea risultata di proprietà di una 33enne ucraina residente a Lanciano. I militari, hanno intimato l’alt alla vettura, con a bordo le tre persone, che sopraggiungeva a velocità sostenuta e a seguito di un controllo nell’auto, sono stati sorpresi in possesso di una consolle per videogiochi Play Station 4 rubata poco prima all’interno del supermercato AUCHAN di Pescara. Le successive perquisizioni effettuate nelle loro abitazioni hanno consentito il rinvenimento di merce di illecita provenienza, prevalentemente apparecchiature elettroniche, del valore approssimativo di 10 mila euro. A seguito dell’attività investigativa svolta nell’immediatezza dei fatti si è accertato che gli arrestati , oltre al furto per il quale erano stati tratti in arresto, nei giorni immediatamente precedenti avevano messo a segno numerosi altri furti in esercizi commerciali di Lanciano, Pescara, Ortona e San Giovanni Teatino. Gli arresti di tutti gli indagati sono stati convalidati in data odierna dal Giudice per le indagini preliminari di Lanciano con sottoposizione degli indagati a misure cautelari coercitive (custodia cautelare in carcere, arresti domiciliari e obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria).

24 ottobre 2014 0

Assegni sociali indebiti per oltre 71mila euro, quattro denunciati dalla Finanza

Di redazionecassino1

I Reparti dipendenti dal Comando Provinciale di Chieti, a conclusione delle indagini che hanno consentito di scoprire una truffa ai danni dello Stato, hanno denunciato all’A.G. competente nr. 4 persone, per aver percepito indebitamente €. 71.444,81.

L’attività posta in essere dalle Fiamme Gialle teatine si incardina in quella espletata su tutto il territorio nazionale e che prende spunto da una prodromica analisi espletata dal Nucleo Speciale della Spesa Pubblica e Repressione Frodi Comunitarie di Roma e poi sviluppata sul territorio dai Reparti operativi.

L’obiettivo è stato quello di individuare ed accertare le persone che indebitamente riscuotessero assegni sociali, di interrompere l’illegittima erogazione ed attivare le misure cautelari per recuperare le somme riscosse senza titolo.

I requisiti previsti dalla Legge 335/95 (Riforma “Dini”), per la erogazione di denaro pubblico, sotto forma di assegni sociali, sono quelli della età (65 anni) della effettiva residenza (almeno 183 giorni) e/o della dimora stabile ed abituale in territorio nazionale, nonchè della redditività. Mancandone anche uno solo l’assegno sociale potrà essere ridotto, sospeso e/o revocato.

Al meccanismo truffaldino si è giunti attraverso l’analisi prodromica degli elementi desunti dapprima dall’incrocio dei dati INPS con quelli del registro dell’Anagrafe degli Italiani residenti all’Estero (A.I.R.E.), e poi dai dati acquisiti dalle banche dati “TESSERA SANITARIA” ed ANAGRAFE TRIBUTARIA”, che hanno permesso di acclarare che la tessera sanitaria non aveva un costante utilizzo e che ciò mal si conciliava con l’età avanzata del titolare, nonché il rilascio del codice fiscale poco prima della richiesta del beneficio. In ultima analisi i militari operanti hanno proceduto alla verifica, acquisendo ogni utile informazione da persone informate sui fatti.

Nel periodo di permanenza nello Stato italiano i soggetti indagati richiedevano all’INPS competente per territorio la prevista pensione minima, aprendo contemporaneamente un conto corrente o libretto bancario/postale ove far confluire le somme indebitamente spettanti.

I controlli effettuati hanno permesso di appurare che solo “cartolarmente” i 4 beneficiari denunciati erano in possesso dei requisiti previsti dalla legge 8 agosto 1995, nr 335, per ottenere l’assegno sociale.

Tutto sembrava in regola, con un piccolo particolare, la residenza dei soggetti in Italia non aveva il carattere della fissa dimora. Infatti, raggiunto lo scopo ed ottenuto quindi il riconoscimento dell’assegno sociale, i beneficiari rientravano nel loro paese di provenienza.

Complessivamente, ammontano ad €. 71.444,81 le prestazioni sociali indebitamente percepite.

Le 4 persone sono state denunciate all’Autorità Giudiziaria per la violazione prevista dall’art. 640, co. 2, n) 1 c.p. (Truffa ai danni dello Stato) per aver indebitamento percepito provvidenze pubbliche, contestualmente è stata richiesta l’applicazione delle misure cautelari previste ai sensi dell’art. 640-quater, in relazione alle possidenze mobiliari ed immobiliari risultanti nella disponibilità degli stessi, per pervenire più efficacemente al recupero delle somme indebitamente percepite, a garanzia del credito erariale.

È stato, infine, interessato l’INPS, organo competente per la gestione della pensione sociale, per la conseguente procedura di sospensione e revoca del beneficio e recupero dell’indebito.

L’azione di servizio eseguita dal Corpo rientra nell’alveo delle attività di Tutela della Spesa Pubblica, ove si persegue l’obiettivo di salvaguardare il corretto impiego di fondi pubblici e l’efficacia delle politiche di sviluppo sociale e di sostegno in una ottica di equità sociale.

17 ottobre 2014 0

Cambio al vertice del Comando Carabinieri di Chieti. Arriva Calabrò

Di admin

Cambio al vertice del Comando Provinciale dei Carabinieri di Chieti. Il nuovo Comandante è il Colonnello Luciano CALABRÒ, 49 anni, nato a Cortina d’Ampezzo (BL). Proveniente dai ranghi dell’Accademia Militare di Modena, ove ha frequentato il 167° Corso di Applicazione, durante la sua trentennale carriera, ha retto 3 Compagnie Carabinieri, anche in aree particolarmente sensibili sotto il profilo dell’Ordine e della Sicurezza Pubblica, ed il Reparto Operativo del Comando Provinciale di Catanzaro. Ha poi frequentato il corso Superiore di Stato Maggiore Interforze e da settembre 2003 a marzo 2004 ha partecipato inoltre alla missione MSU (KFOR) in Kossovo. Da ottobre 2005 ad agosto 2012 ha operato presso lo Stato Maggiore della Difesa dove è stato anche Capo Sezione presso l’Ufficio Direzione Strategica e Politica delle Operazioni. Giunto ad Iglesias a settembre 2012, il Colonnello Luciano CALABRÒ ha assunto il Comando della Scuola Allievi Carabinieri che ha retto poi per un biennio fino a quando è stato destinato a Chieti in qualità di Comandante Provinciale dei Carabinieri.

14 luglio 2014 0

Spacciava in centro a Chieti, i finanzieri gli sequestrano oltre mezzo chilo di marijuana a casa

Di admin

I Finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Chieti hanno arrestato uno spacciatore colto in flagranza nell’atto di vendere marijuana nel pieno centro di Chieti. Già da qualche giorno le fiamme gialle seguivano gli spostamenti di R.D., un ventisettenne di origini pugliesi residente a Chieti nel centrale quartiere di Santa Maria, in particolare, avevano notato che il giovane era solito incontrarsi nei pressi del benzinaio, limitrofo al “largo Santa Maria”, con svariate persone con le quali si appartava per pochi secondi, apparso agli occhi dei finanzieri quale tipico comportamento dei pusher nell’atto di spacciare. Di conseguenza, nel corso di una serata, i finanzieri hanno predisposto un servizio di appostamento nei pressi dell’abitazione di R.D. e hanno notato un giovane a bordo di un’autovettura che si era fermato nei pressi del Largo Santa Maria ed un era rimasto, in attesa, all’interno del veicolo. Subito dopo, R.D. uscito di casa e con fare furtivo, guardandosi costantemente attorno, è entrato all’interno dell’auto con il giovane a bordo, ha percorso insieme a lui qualche decina di metri e ne è risceso tornando a piedi verso casa. A questo punto è scattato il blitz, i Finanzieri hanno fermato il conducente dell’autovettura, un ventenne anch’egli pugliese, tale I.A., il quale è stato trovato in possesso di 10 grammi di marijuana, successivamente si è provveduto a fermare anche R.D. ed a sottoporre lui e la sua abitazione ad un’accurata perquisizione. La perquisizione personale ha permesso di rinvenire addosso al ragazzo, 70 euro verosimilmente il provento dello spaccio avvenuto poco prima e presso il domicilio invece sono stati rinvenuti 100 grammi di marijuana racchiusi in due involucri di cellophane. La perquisizione ha inoltre permesso di rinvenire anche un bilancino di precisione utile al confezionamento delle dosi da cedere ai vari “clienti” ed altri 520 euro in banconote di vario taglio verosimilmente il provento dello spaccio dei giorni precedenti. Nel corso della perquisizione è stato trovato anche un pugnale con una lama estremamente affilata e lunga sedici centimetri. A questo punto non rimaneva che controllare anche il garage, ove infatti è stato rinvenuto uno zaino al cui interno vi erano altri 7 involucri di cellophane contenenti ulteriori 400 grammi di marijuana sapientemente conservati sottovuoto. R.D. è stato quindi denunciato per spaccio di sostanza stupefacente e detenzione abusiva di armi e associato presso il carcere di Madonna del Freddo a disposizione dell’A.G. inquirente. Si ritiene che l’uomo fosse un “pusher” operante nel chietino ed ora le indagini sono concentrate ad individuare il canale di approvvigionamento della droga che si ritiene possa provenire proprio dalla Puglia. Anche il ragazzo che aveva appena acquistato i dieci grammi di marijuana è stato segnalato alla locale Procura della Repubblica.

30 giugno 2014 0

Tenta di fermare un latitante, carabiniere accoltellato a Chieti

Di admin

Mattinata concitata in Largo Cavallerizza a Chieti, al termine della quale i Carabinieri hanno arrestato un ricercato che doveva scontare 9 anni di carcere. I fatti: erano circa le 13.45 quando un Maresciallo del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Chieti ha notato Emilio Giurastante, allontanatosi due giorni prima dall’ Ospedale del capoluogo dove si trovava ristretto in regime di detenzione domiciliare. Il Sottufficiale dapprima ha avvisato la Centrale Operativa del Comando Provinciale della localizzazione del pregiudicato e, a debita distanza, ha atteso l’arrivo dei colleghi per poter procedere all’arresto. Purtroppo, dopo pochi istanti, il Giurastante, si è accorto di essere stato individuato, ha tentato di allontanarsi per far perdere le proprie tracce. Il 49enne Maresciallo, che conosceva l’uomo per i suoi trascorsi penali , al fine di evitare una nuova fuga, lo ha chiamato per nome in attesa dei rinforzi e per rallentarlo. Il Giurastante, di contro, gli si è avvicinato dissimulando intenti aggressivi e, facendo finta di voler dialogare, sferrandogli, a sangue freddo, con un coltello da cucina prelevato dal marsupio, un fendente al fianco sinistro, lasciandolo ferito al suolo. Contemporaneamente, prima che l’uomo potesse nuovamente colpire il militare, è giunto un equipaggio del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Chieti che, soccorso il collega, dimostrando alta professionalità e fredda determinazione ha bloccato il Giurastante senza alcuna colluttazione e senza ricorrere all’uso delle armi.

Immobilizzato e reso inoffensivo, è stato sottoposto a perquisizione rinvenendo nel marsupio un altro coltello da cucina, con lama a punta seghettata in acciaio lunga circa cm.10 uguale a quello utilizzato per colpire il Maresciallo, anche questo recuperato e sequestrato. Subito dopo è arrivata un’ambulanza del 118 che ha prestato le prime cure al militare ferito trasportandolo poi in ospedale, ove è ancora ricoverato, fortunatamente fuori pericolo di vita, per ferite da accoltellamento al fianco sinistro. Giurastante Emilio è stato tratto in arresto per tentato omicidio ed evasione e immediatamente tradotto presso la Casa circondariale di Chieti a disposizione della Procura della Repubblica del capoluogo.

2 maggio 2014 1

Storie di crisi, si rifiuta di lavorare “sottocosto” e la cooperativa di autotrasporti gli blocca i pagamenti delle fatture insolute

Di admin

Sono stati i primi a pagare lo scotto della crisi, ad imbattersi contro il muro delle ristrettezze economiche che hanno abbassato il livello della legalità anche tra la committenza. Sono gli autotrasportatori, e ancora più precisamente sono i padroncini, quelli che, proprietari di uno o più camion, effettuano trasporti per contro terzi. Un settore, il loro, in cui la concorrenza spinge verso l’illegalità e, spesso, sotto gli occhi di autorità preposte al controllo che, invece di intervenire, restano immobili. Ecco quindi la storia di Claudio Moretti, autotrasportatore di Rocca San Giovanni Chietino che, di fronte alla scelta di lavorare ad un tariffario che non permetteva neanche la copertura delle spese, ha deciso di non accettare più commesse dalla cooperativa di cui faceva parte. Per questo, come ritorsione, gli è stato bloccato il pagamento di alcune fatture, il rimborso delle spese autostradali da lui anticipate e il blocco delle quote societari. Una sorta di ritorsione per non aver lavorato a tariffe fuori mercato. Esiste, nel settore dell’autotrasporto, un tariffario minimo calcolato a chilometro, che comprende tutte le spese sostenute dall’autotrasportatore per la gestione del mezzo, per le assicurazioni, per il rispetto dei tempi di guida, per la manutenzione (freni, pneumatici), autostrade e tasse. Un prezzo che mediamente si aggira intorno all’1,70 euro per chilometro. Lavorare a meno, significa dover lavorare a perdere. Chi accetta condizioni sotto quel limite, è costretto a risparmiare su qualcosa per pareggiare i conti. Non potendo fare a meno di pagare Gasolio e Autostrada, resta da tagliare sulla manutenzione (rischiando che sulla strada una rottura o malfunzionamento del mezzo possa causare incidenti che coinvolgono anche altre vetture), aumentando le ore di viaggio (rischiando che la stanchezza provochi incidenti o andando incontro a pesanti multe), o sulle tasse (diventando evasori). Il lavoro a cui Moretti ha rinunciato prevedeva un pagamento di circa 80 centesimi a chilometro “Come si fa a lavorare a quelle condizioni – si chiede Moretti – se solo di gasolio si spende per ogni chilometro 60 centesimi?”. Da luglio 2013, quindi, ha deciso di non sottostare più a quelle condizioni e, immediatamente, gli sono stati bloccati i pagamenti, oltre delle fatture precedenti, anche i rimborsi e gli è stata applicato un addebito mensile di 400 euro a titolo di contributo ordinario. Ovviamente tutto l’incartamento è stato consegnato alla Procura perche si indaghi sull’attività della cooperativa che, nel frattempo, si è trasformata in una Srl. Ermanno Amedei